Catania,Lavoro e inclusione: protocollo d’intesa per laboratori di giardinaggio del progetto Sai Presente pure il Presidente dell’Ente scuola edile, Marco Colombrita

 

 

 

 

Catania

Favorire l’accoglienza e l’integrazione attraverso la formazione e l’inserimento lavorativo. E’ l’obiettivo principale del protocollo d’intesa firmato a Palazzo degli Elefanti “Per lo svolgimento dei laboratori di giardinaggio rivolti ai beneficiari del progetto Sai ordinari, e ai minori stranieri non accompagnati del Comune di Catania presso il parco Gemmellaro, il Parco Fenoglietti e gli spazi verdi degli asili nido”.

L’accordo biennale è stato sottoscritto alla presenza del sindaco Enrico Trantino e , dagli assessori ai Servizi sociali, Serena Spoto, e al Verde, Giovanni Petralia, e dal presidente del Consorzio Il Nodo, Fabrizio Sigona. L’accordo si inserisce nell’ambito del progetto Sai (Sistema Accoglienza e Integrazione) rivolto ai titolari di protezione internazionale e finanziato dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo del Ministero dell’Interno.

Era presente in municipio anche il Presidente dell’Ente scuola edile (Esec) di Catania, Marco Colombrita, con il direttore Antonio Piana e il responsabile area tecnica Giovanni Lucifora.

Questo progetto di accoglienza integrata – ha evidenziato il sindaco Trantino – risponde al modello di città nel quale fortemente crediamo, in cui ciascuno può fare la propria parte per il bene collettivo. Questi ragazzi stanno restituendo alla nostra comunità quanto hanno ricevuto rafforzando tra l’altro l’attività del Comune nell’ambito della manutenzione del verde”.

 

L’assessore Spoto ha sottolineato come i ragazzi coinvolti abbiano deciso di intraprendere le attività proposte affidandosi all’Amministrazione comunale “che ha sostenuto, grazie anche alla direttrice dei servizi sociali Lucia Leonardi e all’assessorato retto da Petralia, e insieme con gli enti del terzo settore, un percorso di autonomia che è forse l’unico modo per poter essere davvero una città accogliente”.

“Il lavoro sinergico tra le direzioni – ha evidenziato l’assessore Petralia – ha permesso di avviare in tempi rapidi i giovani alle attività in ambienti tra l’altro frequentati soprattutto da giovani e da bambini, avvicinandoli al mondo del lavoro, favorendo l’inclusione e allo stesso tempo migliorando la capacità manutentiva del Comune”.

“Ringrazio il sindaco e l’amministrazione comunale – ha detto Sigona – che ci hanno permesso di continuare un progetto che coinvolge diverse cooperative e realtà del terzo settore. Per noi questo momento non è la conclusione ma l’avvio di un importante percorso. Con la collaborazione tra l’altro della scuola edile i ragazzi acquisiscono competenze spendibili nel mercato del lavoro”.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre presentata l’esperienza del corso di Edilizia base realizzato dall’Ente Scuola Edile di Catania in collaborazione con il progetto Sai e sono stati consegnati ad un gruppo di ragazzi specifici attestati di frequenza e formazione.

Scoperto un grande imbroglio a Napoli sul ” Superbonus 110″,lavori mai fatti e crediti d’imposta di 110 milioni di euro

 

NAPOLI

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza richiesto nella fase delle indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Napoli, riguardante circa 110 milioni di euro di crediti d’imposta relativi al c.d. “Superbonus 110%”, nei confronti di un Consorzio operante nel settore, nonché perquisizioni e sequestri nei confronti di altri soggetti che sarebbero, a vario titolo, coinvolti nell’attività delittuosa. In totale sono state eseguite attività di perquisizione e sequestro presso le residenze di 21 persone fisiche, le sedi di 3 enti/società nonché sequestri preventivi di crediti presso 16 soggetti (istituti finanziari, società e persone fisiche).

L’attività trae origine da un’analisi di rischio sviluppata dall’Agenzia delle Entrate – Divisione Contribuenti – Settore Contrasto Illeciti sulla spettanza del bonus in materia edilizia previsto dal Decreto “Rilancio” (D.L. 34/2020); si tratta come è noto di un beneficio fiscale riconosciuto nella misura del 110% dell’ammontare delle spese sostenute per la realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia, finalizzati a mettere in sicurezza gli immobili dal rischio sismico nonché migliorarne il rendimento energetico. Il beneficio riconosciuto dalla legge consiste nella detrazione fiscale, ovvero nella possibilità di utilizzare, ai sensi dell’art. 121 del Decreto “Rilancio”, un credito d’imposta pari al 110%, cedibile a terzi e quindi monetizzabile.

Sulla base delle risultanze dell’analisi dell’Agenzia delle Entrate, gli accertamenti delegati dall’Autorità Giudiziaria di Napoli al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria alla stessa sede avrebbero fatto emergere un sistema fraudolento così articolato:

  • il Consorzio, attraverso una rete di procacciatori, si sarebbe proposto nei confronti di privati cittadini interessati a effettuare i lavori rientranti nell’applicazione del superbonus, facendo stipulare loro dei contratti per “appalto lavori con cessione del credito d’imposta” e chiedendo la consegna della documentazione necessaria, salvo interrompere subito dopo i rapporti ovvero eseguire solo attività di carattere burocratico;
  • ricevuti i contratti, il Consorzio avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti dei privati committenti in cui si faceva riferimento a uno stato di avanzamento lavori per una percentuale non inferiore al 30% (percentuale minima richiesta per vantare la cessione del credito d’imposta);
  • solo a seguito di richiesta di informazioni da parte di alcuni Reparti del Corpo, i soggetti privati riscontravano nel loro cassetto fiscale la presenza delle suddette fatture, che sarebbero state emesse a fronte di lavori mai eseguiti, cui erano correlate successive cessioni di crediti a favore del Consorzio, precedute dalla comunicazione dei commercialisti che avrebbero apposto il visto di conformità;
  • le prescritte asseverazioni tecniche sui lavori svolti dal Consorzio, che sarebbero state rilasciate da professionisti abilitati, presentavano rilevanti anomalie, evidenziate dalla competente Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA);
  • il Consorzio, operando nei termini suddetti, avrebbe beneficiato di oltre 109 milioni di euro di crediti d’imposta, accumulati a partire dal mese di dicembre 2020, poi ceduti a intermediari finanziari, ottenendone la monetizzazione, per un importo di oltre 83 milioni di euro.

Al fine di contrastare ed arginare l’attività delittuosa sopra descritta, la Procura della Repubblica di Napoli sezione di criminalità economica ha richiesto ed ottenuto la misura cautelare d’urgenza, eseguita con i correlati decreti di perquisizione e sequestro così da interrompere la circolazione dei crediti, individuare i responsabili e consentire agli ignari cittadini coinvolti di adottare iniziative legali a propria tutela. Le attività di polizia giudiziaria, eseguite nei confronti del Consorzio e dei relativi membri del consiglio di amministrazione, dei cessionari finali dei crediti, degli intermediari nonché dei professionisti che avrebbero rilasciato le asseverazioni o il visto di conformità, hanno interessato le regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto e sono state svolte anche con il contributo dei Reparti della Guardia di Finanza dislocati nelle rispettive sedi.

L’operazione condotta testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate sulla corretta destinazione delle risorse pubbliche messe a disposizione della collettività per mitigare gli effetti negativi della pandemia in corso e favorire la ripresa dell’economia e l’ammodernamento del Paese. Il presente comunicato stampa è stato rilasciato a seguito di specifica delega/nulla osta della competente Autorità Giudiziaria.