La politica della Regione Sicilia è sempre un accordo degli ” amici tra gli amici”, anche se inquisiti, rinviati a giudizio e corrotti

 

 

La politica della Regione Sicilia è sempre un accordo – così per ogni partito o movimento politico – degli “amici tra gli amici”, anche se inquisiti, corrotti e rinviati a giudizio per reati sociali molto gravi, “incompatibili ”  almeno  moralmente,con la carica politica della comunità

All’inizio della seduta di oggi dell’Assemblea regionale siciliana hanno giurato i tre assessori nominati nei giorni scorsi dal Presidente della Regione Renato Schifani. Sono – com’è noto -Nuccia Albano a Famiglia e politiche sociali, Marcello Caruso alla Salute ed Elisa Ingala alle Autonomie locali e funzione pubblica.

Una scelta politica dubbia in vista delle elezioni politiche del  prossimo anno da parte dell’esecutivo ,recuperando in specie la Dc che era stata estromessa per le vicende giudiziarie che hanno  travolto il suo leader ed ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro.

E’ sorto inoltre altro interrogativo, quello di  Elvira Amata, indagata per corruzione.   Non si sa se questa nomina verrà digerita dalla premier Meloni.

La seduta si è subito infiammata quando il Presidente Schifani ha lasciato l’aula dopo una breve cerimonia, mentre Antonello Cracolici (Pd), presidente della commissione Antimafia, lo criticava: «Mi aspettavo che questa potesse essere l’occasione per una discussione sulle motivazioni di queste scelte e sugli obiettivi».

Domani 24 febbraio il governo della Regione siciliana fornirà chiarimenti all’ordine del giorno n.322 sui lavoratori dell’Istituto Incremento ippico

Presidente in carica | ARS
Foto archivi SUD LIBERTA’

 

Una interpellanza parlamentare a firma di  A. Cracolici  presentata all’ARS il 18 maggio 2021 verrà esaminata domani , all’ordine del giorno n.322 del 24 febbraio 2022 con  richiesta di chiarimenti sulle procedure di mobilità dei lavoratori dell’Istituto incremento ippico:

Istituto incremento Ippico, incubo licenziamento per i dipendenti. «Ad  Ambelia investiti milioni di euro ma qui nessuna certezza» - MeridioNews
La sede di Catania dell’Istituto Incremento ippico

 

Palermo,

Pubblichiamo l’intervento dell’on. Cracolici su SUD LIBERTA’  che, più degli altri quotidiani ha approfondito la questione dei lavoratori dell’Istituto Incremento Ippico.  Chi volesse intervenire concretamente può telefonare alla nostra Redazione inviando la comunicazione .

“All’Assessore per l’Agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, premesso che l’Assemblea regionale siciliana con legge regionale n.17 del 2019 , art. 2 commi  7 e 8 ha definito la dotazione organico dell’Istituto con sede in Catania.  Considerato che tale norma definiva la procedura di messa in mobilità per le eccedenze relative alla dotazione organica; 

già, nel dibattito parlamentare, il sottoscritto interrogante faceva rilevare l’esistenza di una norma  nella legislazione vigente per riorganizzare gli enti vigilati e per la messa in mobilità del personale in eccedenza verso altri Enti vigilati o presso l’Amministrazione regionale.

Nel medesimo dibattito il Presidente della Regione aveva assunto ‘impegno di ricollocare eventuali esuberi presso altri Enti vigilati o presso l’Amministrazione regionale

Considerato che la norma in oggetto è stata sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale che ha ritenuta inammissibile la questione di legittimità  costituzionale in quanto già disciplinata dall’ordinamento civile dello Stato.

l’Ente con determina del 14.5.2021 procedeva alla ridefinizione della dotazione  organica prendendo atto del giudizio della Corte Costituzionale ma dando applicazione parziale all’art.33 del d.lgs. 165/2001, determinando di fatto, una unilaterale messa a disposizione di alcuni lavoratori, in atto in pianta organica ma senza una preventiva ricerca di ricollocazione  degli stessi lavoratori e procedendo alla messa in mobilità con relativa decurtazione salariale pari al 20%.

Tale procedura appare come un inutile aggravamento della conflittualità giuridica e sindacale visto che gli stessi ancorchè dichiarati in esubero ,sono vincitori di concorso presso la Pubblica amministrazione. 

Per conoscere se intenda sospendere la procedura di mobilità nelle more che l’Amministrazione regionale avvii una ricognizione dei fabbisogni presso altri Enti vigilati  al fine di dare prioritariamente una nuova collocazione ai lavoratori dichiarati in esubero garantendo, così, un principio di tutela e garanzia occupazionale secondo quanto previsto dal CCNL  di riferimento