-CORRUZIONE E MAFIA ANCHE AL NORD. IN STATO DI FERMO IL PRESIDENTE DELLA LIGURIA G.TOTI ACCUSATO DI CORRUZIONE “AGGRAVATA DALL’AGEVOLAZIONE MAFIOSA AL CLAN CAMMARATA……”

 

 

uomo d'affari mettendo busta di euro in tasca del giubbotto - corruzione foto e immagini stock

 

QUANDO  L’ATTRAZIONE DEL DENARO E DEL POTERE POSSONO ROVINARE L’INTERA VITA DI UNA PERSONA INTELLETTUALE

DI     R.  LANZA

Non solo la Sicilia ma corruzione e Mafia anche al Nord E le dimensioni del fenomeno sembrano molto vaste.Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti è da oggi in stato di fermo nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Genova condotta dalla Guardia di finanza. L’accusa per Toti è di corruzione. Misure cautelari anche per manager e imprenditori, tra i quali l’ad di Iren Paolo Emilio Signorini e l’imprenditore Aldo Spinelli. Fra gli arrestati anche Matteo Cozzani, capo di gabinetto di Toti

E’ stata un pò una sorpresa perchè Giovanni Toti il pubblico lo conosce anche come opinionista sociale a Mediaset in alcune trasmissioni vivaci ed aperte alle diverse forze sociali-politiche e giornalistiche.  I suoi interventi mostravano senso dell’  equilibrio, capacità di sintesi giornalistica e un pò tutti lo apprezzavano per le sue puntuali osservazioni. Supportate dalle conduttrici delle trasmissioni del dibattito serale.   Certo, non bisogna condannare fino al la sentenza del Giudicato, è vero, ma l’accusa della dottssa Faggioni è molto grave e pone in luce un perverso meccanismo corruttivo affiancato da quello mafioso con il supporto del Clan Cammarata, che darà certamente molto lavoro ai difensori dell’ex presidente G.Toti       Il potere -e il denaro- nella vita si possono rovesciare, e non sono tutto se è vero che in questo mondo dobbiamo ad un certo punto salutare tutti, amici e parenti cari

Minimizza-ovviamente, il suo avvocato Stefano Savi che  afferma che “non si parla di dimissioni, ma di sospensione dalla funzione”. Toti  avrebbe dovuto recarsi nel Ponente ligure per partecipare a una conferenza stampa a Ventimiglia con Flavio Briatore e il sindaco Flavio Di Muro per l’apertura del nuovo Twiga e a un’altra sulla sanità a Bordighera all’ospedale Saint-Charles. Toti, ha ripetuto Savi, “continuerà a lavorare. Come abbiamo potuto vedere fino a questo momento sono tutti fatti a cui possiamo dare una spiegazione nell’ambito di una legittima attività di amministrazione per l’interesse pubblico”.

Resta in ogni caso ‘ il segnale -molto chiaro- dopo quello recente della Sicilia con l’on Luca Sammartino, vicepresidente della Regione Sicilia, che la politica vera non esiste più da tempo e che ognuno pensa solo alle proprie cose.Vi sono le eccezioni ma rimangono tali e poche.  Questo spiega il fenomeno delle  astensioni della gente nelle consultazioni elettorali. E, a pensarci bene, anche se è un dovere votare, perdoni Toti e l’avv.Savi,  non hanno tutti i torti  se stanno a casa evitando il rischio di votare, cone dicono i provvedimenti giudiziari,  persone “corrotte e mafiose”  (r.l).

 

 

 

LA   CRONACA 

Per il Gip di Genova  dottssa  Paola Faggioni che ha firmato l’ordinanza   dalle condotte del governatore “traspare una evidente sistematicità del meccanismo corruttivo“. In particolare, in occasione e in concomitanza delle quattro competizioni politiche che si sono susseguite nell’arco temporale dell’indagine (circa 18 mesi) – elezioni amministrative di Savona (ottobre 2021), elezioni amministrative di Genova (giugno 2022) elezioni politiche nazionali (25 settembre 2022) ed elezioni amministrative di Ventimiglia e Sarzana (maggio 2023) “Toti, pressato dalla necessità di reperire fondi per affrontare la campagna elettorale, ha messo a disposizione la propria funzione, i propri poteri e il proprio ruolo, in favore di interessi privati, in cambio di finanziamenti, reiterando il meccanismo con diversi imprenditori (gli Spinelli e Moncada)”. In alcuni casi, si legge nell’ordinanza, “era lo stesso Toti, a chiedere esplicitamente il finanziamento, promettendo al privato comportamenti o provvedimenti a lui favorevoli o addirittura ricordandondogli ‘di aver fatto la sua parte’ e quindi di aspettarsi conseguentemente una “mano” in vista delle elezioni”.

Nel provvedimento di oltre 650 pagine, si specifica inoltre che l’arresto ai domiciliari si lega al pericolo di reiterazione del reato. In particolare nei confronti di Toti paiono ricorrere le esigenze cautelari per “il pericolo attuale e concreto che l’indagato commetta altri gravi reati della stessa specie di quelli per cui si procede e, in particolare, che possa reiterare, in occasione delle prossime elezioni, analoghe condotte corruttive, mettendo la propria funzione al servizio di interessi privati in cambio di utilità per sé o per altri”. “Tali esigenze cautelari sono desumibili, essenzialmente, dalle modalità stesse della condotta” e “dalla stessa sorprendente disinvoltura con cui Toti manifesta il proposito di ricorrere a richieste di denaro agli imprenditori, sfruttando la momentanea soddisfazione per gli obiettivi imprenditoriali realizzati anche in seguito al proprio intervento”.

Ma c’è di più:  il Gip dottssa Faggioni ha posto altri rilievi significativi:  “l’emersione, dalle indagini di ulteriori vicende (ancora oggetto di approfondimenti investigativi) che hanno visto il coinvolgimento di ulteriori imprenditori e nelle quali, a fronte di richieste di interessamento per pratiche amministrative di loro interesse, sono seguite elargizioni di finanziamenti in favore del Comitato Toti”. Ma il pericolo “traspare anche dalla stessa genesi delle condotte criminose contestate… mosse tutte evidentemente dal medesimo scopo di ottenere l’elezione o la rielezione, per il raggiungimento del quale è stata ‘svenduta’ la propria funzione e la propria attività in cambio di finanziamenti, abdicando in tal modo ai propri importanti doveri istituzionali”,,,,

Arrestati anche Matteo Cozzani,  Aldo Spinelli e altri ancora………

Arresti domiciliari anche per Matteo Cozzani, capo di gabinetto di Toti, accusato di corruzione elettorale aggravata dall’agevolazione mafiosa in particolare al clan Cammarata del Mandamento di Riesi. Eguale  accusa per Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa, rappresentanti della comunità riesina di Genova, per i quali è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Boltiere, e per Venanzio Maurici, per i quali il Gip ha disposto l’obbligo di firma.

In particolare, in occasione delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020 avrebbero promesso posti di lavoro e il cambio di un alloggio di edilizia popolare per convogliare i voti degli appartenenti alla comunità riesina di Genova (almeno 400 preferenze) e dei siciliani verso la lista ‘Cambiamo con Toti Presidente’, e verso l’indagato Stefano Anzalone ed alcuni altri candidati della lista. Venanzio Maurici, come elettore e referente ‘genovese’ del clan Cammarata del Mandamento di Riesi, in occasione delle regionali, per dare il proprio voto alla lista ‘Cambiamo con Toti Presidente’, avrebbe accettato la promessa di un posto di lavoro in favore del compagno convivente della figlia.

Misure anche nei confronti di Paolo Emilio Signorini   di Iren già presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, in carcere con l’accusa di corruzione. Ai domiciliari anche Aldo Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare, accusato di corruzione nei confronti di Signorini e del presidente Toti.