
SANZIONARE ALTRE 77 NAVI DELLA FLOTTA RUSSA
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato oggi, martedì 10 giugno, il diciottesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. “Il nostro messaggio è molto chiaro: questa guerra deve finire, abbiamo bisogno di un vero cessate il fuoco, la Russia deve sedersi al tavolo delle trattative con proposte concrete”
. “A oggi, essendo che non mostra alcuna volontà di raggiungere la pace, intensifichiamo la pressione. Stiamo colpendo principalmente due settori: energia e banche, ampliando i divieti di esportazione e i controlli e rafforzando le misure anti-elusione”.
La prima proposta dell’esecutivo Ue è un divieto di transazioni relative ai gasdotti Nord Stream 1 e 2, tale per cui nessun operatore Ue potrà impegnarsi direttamente o indirettamente in alcuna transazione relativa a essi. “Nessun ritorno al passato”, spiega Von der Leyen. “Proponiamo, inoltre, di ridurre il tetto al prezzo del petrolio da 60 a 45 dollari al barile” poiché dalla sua imposizione nel 2022 i prezzi globali sono scesi fino a essersi avvicinati molto al massimale. “Abbassandolo ci adattiamo alle condizioni di mercato e ne ripristiniamo l’efficacia”, spiega, aggiungendo che trattandosi di una decisione, presa a livello di G7, se ne discuterà entro l’inizio di settimana prossima in Canada.
L’esecutivo Ue propone anche di sanzionare altre 77 navi della flotta ombra russa, che Mosca utilizza per vendere il petrolio aggirando le sanzioni, e introdurre un divieto sui prodotti raffinati derivati dal petrolio russo “per impedire che entri nel mercato Ue dalla porta di servizio”, continua von der Leyen.
Le banche russe
Per quanto riguarda il settore bancario, la proposta è quella di “trasformare il divieto esistente di utilizzo del sistema Swift “in un divieto totale di transazioni, estendendolo ad altre 22 banche russe e agli operatori finanziari di Paesi terzi che finanziano il commercio con la Russia eludendo le sanzioni”, sanzionando anche il Fondi di investimento diretto russo, le sue filiali e i suoi progetti, al fine di limitare un canale importante per la modernizzazione dell’economia russa.
Il terzo punto, continua Von der Leyen, è vietare l’esportazione di prodotti per un valore superiore a 2,5 miliardi di euro “che privano l’economia russa di tecnologie critiche e beni industriali, colpendo macchinari, metalli, plastiche e prodotti chimici usati come materie prime nell’industria”. Previste restrizioni anche sull’esportazione di beni e tecnologie a doppio uso utilizzati per la produzione di droni, missili e altri sistemi d’arma: “Vogliamo assicurarci che la Russia non trovi modi per modernizzare le sue armi con tecnologia europea”, puntualizza.



