TAV: PIOGGIA DI POLEMICHE IN ATTESA DELL’ESITO DELL’ANALISI COSTI-BENEFICI

 

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Sulla Tav una pioggia di polemiche, il problema è fermarsi o andare avanti .     Il governo Conte afferma di “non avere alcun pregiudizio     sull’esecuzione delle grandi opere, in attesa dell’esito dell’analisi costi-benefici perché “costa più fermarsi, con qualche variazione…   Un’analisi che solleva il governo dalle contestazioni e critiche che sono piovute sulla tematica: sarà quindi una risposta tecnica più che politica.  Ma anche i sindacati, una volta tanto, fanno sentire la loro voce.

Nel corso della conferenza Stampa sull’elezione del nuovo segretario della Cgil interviene Landini  che ha spiegato quale deve essere oggi il ruolo di un sindacato, mostrare interesse cioè anche verso la società ,ha  rivelato  quale sarà la strategia della Cgil : “La Cgil ha sulla Tav, sulle grandi opere, una posizione precisa: andare verso il blocco di tutti cantieri non credo sia una cosa grandemente intelligente. Ma allo stesso tempo c’è anche un problema relativo ad un piano straordinario di investimenti in infrastrutture non solo materiali ma anche sociali che non viene realizzato”.
A favore della Tav anche il presidente del Veneto Luca Zaia: “Si deve fare, punto. Questa analisi costi benefici sta diventando una leggenda metropolitana, non l’ha vista nessuno. Serve visione. Se all’epoca avessero fatto l’analisi costi benefici non avremmo neanche l’Autostrada del Sole“.

I Sindacati perdono attrattività, in Sicilia le fasce di lavoratori-inventate dalla politica deteriore -mantengono -come nelle Soprintendenze- l’appeal sindacale

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Ma vi sono pure i furbi in Sicilia:  vertici autonomi dei sindacati che “hanno girato i soldi degli iscritti nei propri conti correnti……”

L’Istituto Demoskopika , analizzando il periodo 2015-2017, ha tracciato una classifica delle regioni in relazione all’attrattività  o indice di appeal sindacale -delle principali organizzazioni dei lavoratori sul territorio. Il comunicato girato alle redazioni giornalistiche rivela il metodo adottato:  due gli indicatori  : il numero di iscrizioni  ai sindacati di Cgil, Cisl, Uil e il numero dei giovani di 14 anni e più che hanno svolto attività gratuita per un sindacato. È la Cgil a registrare il maggiore decremento con un calo di ben 285mila iscritti, seguita dalla Cisl con meno 188mila tesserati. Per la Uil, andamento in controtendenza: si registrano  26mila iscritti in più nell’arco temporale in esame.    Naturalmente -osserviamo noi di Sud Libertà- l’analisi fatta verte solo sulle organizzazioni rappresentative contrattuali.  Ma vi sono pure organizzazioni autonome che in alcune regioni -come Basilicata, Sicilia.Campania- detengono il primato mentre le principali organizzazioni dei lavoratori reggono l’urto delle novità. Poi occorrerebbe puntare i riflettori – ma qui l’analisi si ferma perchè forse troppo complessa- sui sindacati degli enti locali e della Regione.   La Sicilia che, per tendenza e tradizione, mantiene l’appeal sindacale perchè qui la politica ha creato ed inventato numerose fasce di precariato(vedasi Beni culturali e Soprintendenze della Regione Sicilia) registra tuttavia  un decremento naturale , secondo osservatori interni,  da quando la Procura di Palermo ha nesso sotto inchiesta i segretari delle organizzazioni Sadirs e Siad  -rappresentative -“per ingenti somme di contributi  versati in tanti anni  dagli iscritti  finiti sui conti correnti dei titolari segretari anzichè al servizio sindacale e al pagamento delle attività dei dirigenti sindacali”     Aspettiamo il giudizio del Tribunale ma l’appropriazione indebita rappresenta già   una vera indecenza che pone in cattiva luce chi del sindacato realizza un’attività a beneficio del popolo e dei dipendenti.

 Quindi, secondo questo studio , in due anni , le principali organizzazioni sindacali hanno perso complessivamente circa 450mila iscritti. “Una contrazione- si apprende da osservatori specialistici – , che poteva manifestarsi in forma ancora più allarmante se non fosse per l’ incremento dell’Uil, seppur non particolarmente rilevante. I numeri non lasciano spazio a dubbi: dal 2015 al 2017, i tesserati hanno subito una contrazione di 447mila persone, di cui ben 293mila residenti nelle realtà regionali del Mezzogiorno.

È la Cgil a registrare il maggiore decremento con un calo di ben 285mila iscritti, seguita dalla Cisl con meno 188mila tesserati.

Il comunicato stampa pone in luce inoltre che le regioni del Piemonte, Valle d’Aosta e Campania si collocano in coda alla graduatoria delle regioni ‘più sfiduciate’ dalle organizzazioni sindacali. . Circa 574mila italiani over 13 anni, pari soltanto all’1,2% della popolazione di riferimento, infine, hanno dichiarato di aver svolto attività sociale gratuita per un sindacato nel 2016 con un decremento di oltre 9 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Dipartimento ai beni culturali e Soprintendenze- “amici favoriti” – si dividono la “torta” degli straordinari, disco rosso ai custodi

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L’assessore regionale dei beni culturali, Vittorio Sgarbi invia alla Stampa regionale un Comunicato stampa sullo stato di agitazione promosso dal sindacato della Cgil beni culturali sull’apertura dei siti archeologici e dei musei in Sicilia nelle giornate festive. Il problema dei custodi ricorderemo ai lettori è una piaga     siciliana del Dipartimento ai beni culturali e delle Soprintendenze  ad esso connesse.  C’è il problema delle qualifiche, degli straordinari che non si pagano ai custodi ma solo ai dipendenti “amici” e favoriti dei Soprintendenti, in particolare a Catania , ufficio retto da Maria Grazia Patanè (incompetente essendo una bibliotecaria) e dal capo personale Giovanni Pulvirenti, altro incompetente perchè laureato in agraria.

 

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Ancora una volta – spiega l’assessore – con un atteggiamento più di contrapposizione politica che di tutela dei lavoratori, la Cgil, che, è bene precisarlo, non è rappresentativa della maggioranza dei dipendenti del settore, prospetta presunte inadempienze e scenari di inefficienza che non hanno alcun fondamento, a tal punto da far credere che sia a rischio l’apertura dei musei.

Questo atteggiamento ricattatorio è inaccettabile. Noi abbiamo grande rispetto per i sindacati, ma non si possono continuamente trasmettere all’esterno allarmi infondati.

Altro che “comportamento anti sindacale”: saremo noi a valutare, qualora continuasse questa campagna di disinformazione, di adire le vie legali per il danno di immagine che viene arrecato al sistema dei beni culturali siciliano che, è bene ricordarlo, vive di visitatori che non devono essere disorientati ma incoraggiati. Un sindacato serio, che ha a cuore la tutela degli interessi pubblici prima ancora che quelli dei singoli associati, non può sottovalutare la portata di certe esternazioni frutto, evidentemente, solo del clima elettorale”

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