Nasce un nuovo modello di impresa che cambia lo scenario nel comparto edile

 

A Catania il convegno nazionale sul tema, tra i più attuali nel settore Costruzioni

CONSORZI STABILI NEGLI APPALTI PUBBLICI, “IMPRESE AGGREGATE” IN CRESCITA COME STRUMENTO DI REAZIONE ALLA CRISI EDILIZIA

In Sicilia attive 22 strutture su 47, ma includono la maggioranza delle aziende

Foto Press

CATANIA

La fotografia dell’attività dei Consorzi Stabili in Italia restituisce l’immagine di un fenomeno sempre più significativo nel settore delle costruzioni. Sebbene i dati statistici del 2018 rilevino operative soltanto 261 aggregazioni su 635 esistenti, questo 41% ha registrato un fatturato di oltre 5milioni e 200mila euro, un milione in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, i consorzi attivi includono in media il doppio delle imprese rispetto a quelli inattivi. La Sicilia segue alla lettera questa tendenza: su 47 consorzi stabili presenti nell’Isola ne sono attivi 22 ma rappresentano 294 aziende, mentre ai 25 inattivi ne appartengono 119.

In altre parole, laddove l’unione è maggiore cresce la forza competitiva delle strutture consortili. Non a caso, “Unione” si chiama l’organo istituzionale di rappresentanza  (UCSI – Unione Consorzi Stabili Italiani) e “Uniti si cresce” s’intitola il convegno nazionale che si è svolto a Catania ieri pomeriggio (18 ottobre).

Ma il tema è molto dibattuto tra gli addetti ai lavori perché se da un lato c’è chi crede fermamente nell’opportunità di consorziare le piccole e medie imprese per competere negli appalti pubblici, dall’altro lato c’è chi ne evidenzia l’aspetto concorrenziale nei confronti delle singole imprese.

«Siamo di fronte a un nuovo modello d’impresa che ha cambiato lo scenario del comparto edile – ha affermato Giuseppe Costantino, organizzatore del convegno e CEO del Consorzio Stabile Agoraa – L’offerta produttiva del mercato dei Lavori Pubblici, a fronte di una domanda che negli ultimi dieci anni si è ridotta a causa del 50 per cento in meno degli investimenti in opere pubbliche, ha trovato nella struttura consortile un modo di reagire alla crisi. Consideriamo inoltre che le imprese ancora presenti sul mercato costituiscono realtà ancora più piccole rispetto al passato».

Il presidente dell’Ance di Catania Giuseppe Piana esprime in merito una posizione di mediazione: «Il Consorzio Stabile è senza dubbio un’opportunità importante, ma è chiaro che le imprese che si affidano devono possedere requisiti che diano serietà all’aggregazione. La stabilità del Consorzio deve innanzitutto essere frutto delle responsabilità di ciascuna impresa. La dicotomia con le grandi aziende è sentita, ma in realtà si tratta di due approcci differenti al mercato, ciascuno con le proprie peculiarità. Sono convinto che l’equilibrio è alla base di qualsiasi progetto economico».

In rappresentanza della Regione Siciliana sono intervenuti il capo di gabinetto dell’assessorato alle Infrastrutture Ettore Foti, che si è soffermato sul procedimento delle gare d’appalto e su alcuni criticità da correggere per accelerare i tempi, come gli interventi sul sistema d’apertura delle buste; e Maurizio Croce (soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico in Sicilia) il quale ha soprattutto sottolineato la difficoltà del governo regionale a spendere i fondi per la carenza di progettazione.

Dopo l’introduzione del presidente dell’Ucsi Franco Vorro sono seguite le relazioni di: Gaetano Vecchio (presidente “Gruppo PMI Internazionale” Ance nazionale) che ha illustrato la presenza delle imprese italiane all’estero e le potenzialità e il ruolo che possono svolgere i consorzi stabili; Eleonora Iannace (componente Consiglio direttivo Ucsi), la quale ha esposto i dati statistici; Mariano Maggi (founding partner MMZ studio legale) che ha affrontato gli aspetti relativi alla contabilizzazione dei lavori e dei ritardi delle amministrazioni, ma anche agli strumenti a tutela delle imprese; e Luigi Corea (responsabile area controlli tecnici e formazione specialistica Dirextra), cha ha chiuso gli interventi trattando il tema delle riserve dell’appaltatore. Numerosi gli interventi da parte dei partecipanti in platea per approfondire aspetti specifici dei singoli interventi.

EDILIZIA E LAVORI PUBBLICI,CREARE I CONSORZI PER CRESCERE NEL TERRITORIO

A Catania il convegno nazionale dell’Unione delle imprese consorziate

Risultato immagini per immagini genmeriche di imprese

CATANIA

Unire le forze delle piccole e medie imprese edili per competere con i grandi costruttori nell’ambito dei lavori pubblici. È questo il fine dei Consorzi Stabili che, a differenza dell’occasionalità che caratterizza le associazioni temporanee di imprese e i consorzi di concorrenti, si configurano come struttura autonoma dotata di propria soggettività.

Una forma di aggregazione oggi rappresentata a livello istituzionale dall’Unione Consorzi Stabili Italiani (Ucsi), che a Catania organizzerà il proprio convegno nazionale venerdì 18 ottobre, alle 15.00, presso il 4Spa Resort Hotel (via Nazionale 114, Acicastello).

Il tema dell’evento è volutamente significativo: “Consorzi Stabili – Uniti si cresce”, per sottolineare come questo modello di sinergia possieda tutte le opportunità per essere vincente.

Saranno presenti: Salvo Pogliese, sindaco di Catania, e Giuseppe Piana, presidente dell’Ance etnea. Introdurrà i lavori il presidente dell’Ucsi Franco Vorro, a seguire le relazioni di: Marco Falcone (assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità) che illustrerà la programmazione triennale; Maurizio Croce (soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico in Sicilia); Eleonora Iannace (componente Consiglio direttivo Ucsi); Gaetano Vecchio (presidente “Gruppo PMI Internazionale dell’Ance nazionale); Mariano Maggi (founding partner MMZ studio legale); e Luigi Corea (responsabile area controlli tecnici e formazione specialistica Dirextra). Dopo il dibattito e gli interventi del pubblico, le conclusioni saranno affidare a Giuseppe Costantino, chief executive officer Consorzio Stabile Agoraa.

«La costituzione di Consorzi Stabili – afferma Costantino – è una possibile via d’uscita alla persistente crisi del comparto edile, perché accresce la competitività delle imprese superando i limiti della problematica dimensionale. Per tenere testa a un mercato che cambia, le imprese consorziate hanno così la possibilità di eseguire lavori anche per importi superiori rispetto ai parametri indicati sulle proprie attestazioni».