SUD LIBERTA’- Quotidiano : -Apoteosi M5 Stelle, exploit di Salvini, minimo storico del Pd, Sicilia grillina ed astensionista

Movimento 5 Stelle
Camera Senato
32,12% 31,76%
10
seggi
7
seggi
C31,90% .
S31,48%

 

Centrosinistra
Camera Senato
23,28% 23,39%
7
seggi
2
seggi
C18,99% C0,50%
S19,44% S0,50%
C2,63% C0,58%
S2,41% S0,54%
C0,43% .
S0,43% .
Centrodestra
Camera Senato
37,04% 37,44%
14
seggi
7
seggi
C13,95% C17,94%
S14,34% S18,12%
C4,34% C1,30%
S4,28% S1,19%
. .
. .
Liberi e Uguali
Camera Senato
3,45% 3,34%

seggi

seggi
C3,36% .
S3,26% .
. .
. .
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Risultati immagini per fotografie di salvini

 

Il M5 Stelle va in orbita e la  Lega di Matteo Salvini supera Forza Italia e Silvio Berlusconi perde la leadership.

Luigi Di Maio lo si vede euforico e incapace di trattenere l’entusiasmo, festeggiare il risultato insieme ad altri esponenti di spicco del Movimento presenti all’Hotel Parco dei Principi, tra cui il candidato ministro Alfonso Bonafede, Alessandro Di Battista e le new entry Emilio Carelli e Gianluigi Paragone.    A tal punto se più tardi i dati verranno confermati è quasi certo che Di Maio avrà l’incarico di premier e convergerà pure sulla Lega di Salvini per la formazione del nuovo governo.

“Si tratterà di un trionfo del M5S, di una vera e propria apoteosi” che “dimostra che tutti quanti dovranno a venire a parlare con noi”, aveva detto poco dopo la mezzanotte Alessandro Di Battista, commentando i primi risultati. “Questa è la migliore garanzia di trasparenza per il popolo italiano.

Proprio negli ultimi giorni di campagna elettorale , l’ex premier aveva lanciato il suo asso fedelissimo  Antonio Tajani premier e si era ritagliato per sé il ruolo di regista, di king maker del futuro centrodestra.

Se Berlusconi comunque pensa egualmente di essere il punto di maggior equilibrio e di maggior riferimento comunicativo in virtù dei mass-media in suo possesso, subentra tuttavia il  timore, ora, tra le fila dell’area moderata azzurra è che si possano creare convergenze tra Lega e M5S. Si sa che la lega e il M5 Stelle hanno avuto numerose convergenze politiche.

Il Pd nelle prossime ore discuterà la linea e le scelte di Renzi . Tra i dem, circola già l’ipotesi della richiesta di una Direzione da convocare prima dell’avvio delle consultazioni. Renzi ha sempre negato l’intezione di voler cedere il passo. “Resterò fino a 2021”, aveva detto con eccesso di ottimismo  solo pochi giorni fa. Ma un Pd sotto il 20% è un risultato nemmeno ipotizzato nei giorni scorsi che aprirebbe scenari inattesi. Tanto che lo stesso Rosato, di fronte una domanda sul futuro del segretario, ha spiegato: “Deciderà lui”.

Più tardi il vice segretario del Pd Maurizio Martina, al fianco del presidente del Pd Matteo Orfini e del coordinatore Lorenzo Guerini, ha commentato: “E’ chiaro che per noi si tratta di una sconfitta molto evidente, molto chiara e netta“.

Il Pd dovrà rifondare il partito e , probabilmente ricercare un leader brillante e serio fuori dagli intrecci bancari e dai favoritismi personali, mentre Forza Italia dovrà esaminare le cause del regresso e, forse puntare su uomini nuovi e non più su chi ha governato con insuccesso dell’economia.  In casa Lega si respira un clima di grande soddisfazione-si apprende, oltre il 18% con poco più della metà delle schede scrutinate alla Camera e due terzi al Senato.

Il primato storico raggiunto, ovvero l’aver quadruplicato i voti rispetto al 2013, rafforza il partito e la leadership di Salvini, proiettandolo alla guida della coalizione dopo aver vinto una sfida personale con il Cav in questa campagna elettorale. Con conseguente ribaltamento dei rapporti di forza con Fi.   Gli argomenti di forza sono stati: l’espulsione dal nostro Paese degli extracomunitari non aventi i requisiti in regola e per il M5 Stelle la rIduzione delle indennità parlamentari che nessuno ha voluto negli altri partiti seguire l’esempio.

 

"Perchè le banche spingono le imprese e i cittadini ad andare dagli strozzini" – Una vergogna tipicamente italiana

  • Banca di strozzini, banca di assassini

 

Secondo i dati di Transcrime, comunica la Cgia,  il fatturato complessivo dell’estorsione organizzata in Italia oscilli tra i 2,7 e i 7,7 miliardi di euro all’anno. Pur essendo molto contenute (nel 2015 le segnalazioni sono state solo 375), non va nemmeno sottovalutato il fenomeno dell’usura.

“Con le sole denunce effettuate all’Autorità giudiziaria – dichiara il segretario Cgia Renato Mason – non è possibile dimensionare il fenomeno dell’usura. Le segnalazioni, purtroppo, sono molto esigue. Tuttavia, l’attenzione non va assolutamente abbassata, perché come sanno gli addetti ai lavori è molto difficile che le vittime trovino la forza per denunciare i propri strozzini. Oltre al perdurare della crisi e la conseguente stretta creditizia, sono soprattutto le scadenze fiscali o la necessità di fronteggiare piccoli imprevisti di spesa a spingere molte micro aziende nella morsa degli usurai, spesso per importi molto contenuti che non superano qualche migliaio di euro”.

Una delle ragioni che probabilmente continua a spingere molti piccoli imprenditori tra le braccia degli usurai è il perdurare del credit crunch praticato dalle banche nei confronti delle imprese. Tra il giugno 2011 (punto più alto dell’erogazione del credito) e lo stesso mese di quest’anno, i prestiti bancari alle imprese (società non finanziarie e famiglie produttrici) sono diminuiti di 153,5 miliardi di euro (-15,3 per cento), aggiunge la Cgia. Con una caduta verticale di questo genere è molto probabile che alcune piccole imprese, sempre a corto di liquidità e tradizionalmente sotto-capitalizzate, pur di rimanere a galla siano ricorse a forme illegali di approvvigionamento del credito.

Negli ultimi 5 anni (2010-2015) le denunce per  estorsione sono aumentate del 64,2%: in valori assoluti sono passate da 5.992 a 9.839. Sono i dati dell’Ufficio studi della Cgia, secondo quali gli incrementi percentuali più importanti hanno interessato in particolar modo le regioni del Nordest: nel Trentino Alto Adige del +188 per cento (in valore assoluti +94), in Emilia Romagna del +172,8 per cento (+ 501 in termini assoluti) e in Friuli Venezia Giulia del +125,4 per cento (+79 denunce). L’ultima regione  il Veneto, ha registrato un incremento percentuale del 79,5 per cento, pari ad un aumento in termini assoluti di 217 denunce.

La regione con il più alto numero di denunce segnalate all’Autorità giudiziaria è la Lombardia che nel 2015 ne ha registrate 1.336. Al secondo posto troviamo la Campania con 1.277 e al terzo il Lazio con 916.

 “Il fenomeno estorsivo è un tipico reato praticato dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso ai danni degli imprenditori – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo -. Oltre ad acquisire illecitamente del denaro con la violenza e le minacce, l’obiettivo principale è quello di controllare il territorio. Il fatto che nelle regioni del Nord siano in forte aumento le denunce per estorsione, segnala ancora una volta che questi gruppi criminali organizzati si sono diffusi in modo capillare in tutto il Paese e in particolare nelle regioni più ricche”.
La Sicilia infine conta un comportamento vessatorio e discriminatorio delle grandi banche nei confronti dei clienti correntisti .
(Agenzia)
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