L’Ospedale Cardarelli di Napoli apre l’era alle impronte digitali.. E la Sicilia dove abbondano “i furbetti” nei Beni culturali della Regione?

 

Al Cardarelli impronte digitali per i dipendenti

(Napoli, Ospedale Cardarelli)

Novità per i dipendenti pubblici in fatto di assenteismo .  Esordisce il  Cardarelli di Napoli. L’ospedale è infatti pronto a dire addio ai vecchi badge marcatempo: a partire da mercoledì 19 dicembre si apre l’era delle impronte digitali. L’Azienda ospedaliera apre un discorso al SUD che dovrebbe  tuttavia estendersi in tutta Italia.     La conferma avverrà con un dito per iniziare e per concludere il proprio turno di lavoro.

Un meccanismo anti-furbetti’ di cui si parla da anni che prende avvio “solo dopo aver ottenuto le massime garanzie di sicurezza dei dati, ma anche di legittimità del processo di innovazione da parte del Garante per la Privacy”preceduto dalle intenzioni di nuove disposizioni sul fenomeno da parte del governo giallo-verde

 

Risultati immagini per immagine di assenteismo, cartellini

 

 

Nel parere si specifica che “l’obiettivo principale dell’installazione del sistema di rilevazione biometrica è di garantire che ogni dipendente registri l’inizio della prestazione lavorativa unicamente per se stesso e non per altri colleghi”. Un sistema “a vantaggio della stragrande maggioranza dei cardarelliani, che in questo modo non rischieranno di veder macchiata la propria reputazione da eventuali ‘furbetti'”, rileva l’ospedale. Ma la rivoluzione tecnologica che prenderà avvio mercoledì 19 dicembre non riguarda solo i dipendenti: dalla prossima settimana sarà possibile utilizzare la nuova applicazione e-Cupt, una App che permetterà al cittadino di prenotare comodamente da smartphone, tablet o personal computer le visite specialistiche delle quali dovesse avere bisogno.    Oltre la Campania anche la Sicilia è la Regione con elevato tasso di assenteismo, accertato sia dalle operazioni blitz delle forze dell’ordine sia dalle denunce sindacali come al settore Beni culturali di Palermo e Catania, rispettivamente al Dipartimento di controllo e alla Soprintendenza etnea.

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L’Ospedale Cardarelli di Napoli apre l’era alle impronte digitali.. E la Sicilia dove abbondano “i furbetti” nei Beni culturali della Regione?

 

Al Cardarelli impronte digitali per i dipendenti

(Napoli, Ospedale Cardarelli)

Novità per i dipendenti pubblici in fatto di assenteismo .  Esordisce il  Cardarelli di Napoli. L’ospedale è infatti pronto a dire addio ai vecchi badge marcatempo: a partire da mercoledì 19 dicembre si apre l’era delle impronte digitali. L’Azienda ospedaliera apre un discorso al SUD che dovrebbe  tuttavia estendersi in tutta Italia.     La conferma avverrà con un dito per iniziare e per concludere il proprio turno di lavoro.

Un meccanismo anti-furbetti’ di cui si parla da anni che prende avvio “solo dopo aver ottenuto le massime garanzie di sicurezza dei dati, ma anche di legittimità del processo di innovazione da parte del Garante per la Privacy”preceduto dalle intenzioni di nuove disposizioni sul fenomeno da parte del governo giallo-verde

 

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Nel parere si specifica che “l’obiettivo principale dell’installazione del sistema di rilevazione biometrica è di garantire che ogni dipendente registri l’inizio della prestazione lavorativa unicamente per se stesso e non per altri colleghi”. Un sistema “a vantaggio della stragrande maggioranza dei cardarelliani, che in questo modo non rischieranno di veder macchiata la propria reputazione da eventuali ‘furbetti'”, rileva l’ospedale. Ma la rivoluzione tecnologica che prenderà avvio mercoledì 19 dicembre non riguarda solo i dipendenti: dalla prossima settimana sarà possibile utilizzare la nuova applicazione e-Cupt, una App che permetterà al cittadino di prenotare comodamente da smartphone, tablet o personal computer le visite specialistiche delle quali dovesse avere bisogno.    Oltre la Campania anche la Sicilia è la Regione con elevato tasso di assenteismo, accertato sia dalle operazioni blitz delle forze dell’ordine sia dalle denunce sindacali come al settore Beni culturali di Palermo e Catania, rispettivamente al Dipartimento di controllo e alla Soprintendenza etnea.

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