PERCORSO DI RICUCITURA TRA LE COMUNITÀ DELL’ETNA E DELL’ALCANTARA

OLTRE 44MILA PERSONE E 2000 BAMBINI DELLE SCUOLE HANNO ABBRACCIATO IL CANTICO



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«Oltre 44mila persone e 2000 bambini hanno abbracciato il Cantico come in un mantra corale che ha annullato ogni distanza territoriale per ritrovare la sua spiritualità in una grande famiglia: quella delle comunità dell’Etna e dell’Alcantara che si sono riunite e nutrite delle parole di San Francesco, della Bellezza del Creato e delle emozioni sprigionate dai bambini, dalle mamme, dai papà e dai nonni di questa Sicilia piena di energia». Ieri pomeriggio, a Piedimonte, l’ultima inaugurazione di “Controesodo”, il grande progetto del mecenate Antonio Presti, che per una settimana ha riacceso i riflettori su uno dei temi cruciali per il futuro della nostra terra, tracciando un percorso culturale, spirituale e turistico intorno a nove comuni dell’hinterland etneo: Randazzo, Castiglione di Sicilia, Malvagna, Motta Camastra, Graniti, Gaggi e Piedimonte Etneo.

La scelta di questi luoghi è stata suggerita dal grande valore dei paesi: comuni ricchissimi di risorse paesaggistiche e culturali che, tuttavia, soffrono da anni un lento spopolamento. Il progetto, che è partito da Librino per salire di quota verso la cima del Vulcano, ha rivitalizzato le strutture fondanti di queste comunità attraverso laboratori fotografici realizzati coinvolgendo i membri della famiglia e riattivando solidi principi educativi, per ricostituire il senso di appartenenza e identità. Fotografi amatoriali e professionisti, hanno immortalato le famiglie durante shooting organizzati nei luoghi vissuti quotidianamente: la Fondazione Antonio Presti ha poi selezionato gli scatti per stamparli su manifesti che sono stati affissi lungo gli assi viari principali o in luoghi simbolo dei diversi paesi. Ogni immagine è stata accompagnata dalle parole del Cantico di San Francesco (1226): una lode a Dio e alle sue opere che ancora oggi suona come un rivoluzionario manifesto di comunione e pace. Attraverso l’accostamento delle immagini con i versi del Cantico, i membri delle comunità sono stati simbolicamente “ribattezzati”, costituendo una sorta di grande canto spirituale unificante.

«È un orgoglio avere il Maestro Presti e il suo staff tra le nostre strade, tra la nostra gente – ha sottolineato il sindaco di Motta Camastra Carmelo Blancato – hanno lavorato con vero spirito di sacrificio e professionalità per farci dono dell’Installazione “Il Cantico di Motta Camastra” che ha come protagonisti i nostri bambini e le loro mamme. Un ringraziamento va a chi volontariamente e con spirito di abnegazione ha reso possibile il montaggio dei banner e all’assessore Mariangela Orlando. Il mio auspicio è che Antonio Presti possa e voglia continuare a collaborare con la nostra comunità nella realizzazione di ulteriori importanti progetti culturali e sociali».

«L’Amministrazione da subito ha mostrato grande interesse e piena condivisione – ha aggiunto il sindaco di Gaggi Giuseppe Cundari – questa grandissima opportunità, oltre ad essere motivo di orgoglio per l’intera cittadinanza, ci permetterà di rendere più decorosa una parte centrale del paese e, allo stesso tempo, di intensificare il senso di appartenenza al proprio territorio.  Questa iniziativa, in un momento di ferma convinzione dei nostri giovani a dover lasciare il proprio territorio per andare alla ricerca di fortuna altrove, ha l’obiettivo di far innamorare e legare i cittadini di domani alla Sicilia, con la consapevolezza che viviamo in una terra ricca e speciale e che ognuno, con il proprio apporto, può contribuire a migliorarla sempre più. Un grazie di cuore al Maestro Presti per quanto ha fatto, ma soprattutto per quanto sicuramente farà per i nostri bambini e per il nostro paese».

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Ieri (domenica) la giornata è iniziata con la passeggiata al Bosco delle Betulle: una vera rarità botanica che si raggiunge a 1650 metri, percorrendo un sentiero-natura del Parco dell’Etna. Uno scenario magico sui monti Sartorius (risalenti all’eruzione del 1865), dove si estende il colore della liscia corteccia bianca a strisce che spicca sul nero della lava. Questa specie endemica, che popola con scenografica bellezza le pendici dell’Etna, oggi soffre a causa della velocità dei cambiamenti climatici in atto. In questo momento storico, la conservazione e la tutela delle specie e degli habitat esistenti rappresentano il vero obiettivo primario: l’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con “Salviamo i boschi” con la partecipazione di CAI Acireale, CAI Giarre, WWF Sicilia Nord Orientale Catania, Alpinismo giovanile CAI Acireale, Alternanza scuola lavoro Liceo scientifico Archimede di Acireale, Vivi Simeto, Assicurazioni olistica etnea, Associazione Almayoga, Stocusvit, Associazione Famiglie Persone Down Catania, Associazione Controvento Catania, Società cooperativa Pietrangolare Comiso.

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La giornata è proseguita a Piedimonte etneo, comune proprietario – in parte – del Bosco delle Betulle, dove il sindaco si sta impegnando a lottare per questo luogo e dove sono state inaugurate le ultime installazioni monumentali artistiche: «Una bellissima iniziativa – ha commentato il primo cittadino Ignazio Puglisi – che ci mette in contatto con tutti gli altri Comuni, superando ogni campanilismo e lanciando un segnale forte alle nuove generazioni: vivere in questa terra è possibile e bisogna iniziare a lavorare in maniera diversa, educando i giovani al Controesodo e credendoci fermamente».

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«Un’esperienza bellissima – ha spiegato Antonio Presti – che mi ha restituito un grande nutrimento di valori e condivisione: ho sentito l’abbraccio e il rispetto di tutta la gente dell’Etna e dell’Alcantara; ho sentito le emozioni dei bambini e delle loro mamme come carezze al cuore; ho sentito vibrare nell’aria parole come “futuro”, “rigenerazione” e “bellezza”.  Non ho sentito però la condivisione turistica e culturale dei territori: i comuni devono superare ogni campanilismo e lanciare un forte messaggio di unione tra comunità. Non ho sentito la grande possibilità di unire politiche turistiche e culturali di province diverse come Catania e Messina, di luoghi vicini come l’Etna e l’Alcantara. Insieme si diventa forza, divisi si rimane in minoranza. Con il potere dell’arte e della cultura da più di un mese ho dato voce a questi territori a livello nazionale attraverso una comunicazione forte e un messaggio potente. Rispetto alla politica turistica che dovremmo attuare, troppo spesso troviamo sagre in competizione tra loro. L’arte e la cultura restituiscono Futuro, crescita sociale e democrazia. La sagra, invece, restituisce solo un nutrimento temporaneo e locale e non parla mai al futuro. Mi piacerebbe che questi comuni continuassero a dialogare e promuovere la loro esistenza nell’armonia e nella pace. Quella stessa pace che il Cantico con le sue installazioni ha rigenerato in tutte le comunità, che a volte ancora oggi ho trovato divise da beceri e mediocri comportamenti e discussioni tra assessori, ex assessori e vicesindaci in avvicendamento. Mi piacerebbe adesso proseguire il percorso intrapreso con i Comuni che hanno lavorato e, in particolar modo, con le comunità che continueranno a manifestare affetto; e dall’altra parte dialogare con nuovi comuni che hanno mostrato apertura e disponibilità, come quelli del Simeto e della zona Etna Sud – ha concluso il maestro Presti – un percorso che parte proprio da Librino, la periferia di Catania che con il suo abbraccio aiuta altri luoghi che oggi stanno diventando periferie e dove le espressioni artistiche di cui si nutre la comunità indicheranno la via di questo nuovo itinerario dedicato alla Bellezza: nutrimento necessario per restituire allo sguardo un’idea diversa di Futuro».

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“CONTROESODO”, ANTONIO PRESTI: DA LIBRINO, DALL’ETNA E DALL’ALCALTARA

Oggi giorno in cui si festeggia il Santo d’Assisi, inaugurazione del Cantico a Castiglione di Sicilia

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L’INNO DI LODE DI SAN FRANCESCO PER LO SPLENDORE DEL CREATO

Rigenerare il territorio attraverso conoscenza, sentimento e bellezza

Quel rinnovamento spirituale nella storia della cristianità dettato dalla vita e dal pensiero di San Francesco, nel giorno a lui dedicato (domani, venerdì 4 ottobre, si celebra il Santo d’Assisi) troverà un inno di lode a Dio per lo splendore del creato, proprio attraverso le parole della sua Opera più alta: Il Cantico delle Creature. Sarà la voce della comunità di Castiglione di Sicilia, lo sguardo delle mamme che accolgono i figli in un abbraccio, le parole che alimentano l’anima e lo spirito, a scandire il tempo di un presente che spesso dimentica la necessità del Ringraziamento.

Così ha immaginato il suo progetto “Controesodo” il maestro Antonio Presti, e così sta avvenendo in questi giorni tra l’Etna e l’Alcantara, dov’è in corso una rigenerazione spirituale territoriale, attraverso la conoscenza, il sentimento, la percezione della bellezza, il superamento dell’espressione più egoistica e autoreferenziale di questa società contemporanea. «Un ringraziamento – sottolinea Presti – va ai fotografi Rosita Lipari, Veronica Russo, Monica Sposito e al Gruppo fotografico “LE GRU” EFI – con Giuseppe Amenta, Stefano Giacometti, Nunzia Schifilliti, Michele Torrisi, Massimo Vittorio – che ha allestito la mostra “Visioni etnee” all’interno del Museo Santi Pietro e Paolo, che sarà inaugurata domattina alle 10.30 in piazza S. Antonio. All’artista Roberto Collodoro, che con la sua monumentale installazione pittorica ha restituito sacralità alle mamme di Castiglione protette dalla loro patrona, la Madonna della Catena. E agli artisti performativi musicali Ginevra Gigli, Elisa Moschella e Michele La Paglia».

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Dopo le inaugurazioni di Randazzo, Graniti e Malvagna – «che hanno visto migliaia di cittadini con gli occhi dello stupore, uniti nella condivisione della meraviglia che manifestava nei loro cuori un respiro universale, un nutrimento necessario per restituire allo sguardo la manifestazione della Bellezza» – la visione etica del mecenate, che attraverso l’Arte prende forma e parla alla gente, continua a inondare il territorio di valori che hanno il loro fulcro nell’identità e nell’appartenenza. Così Presti è riuscito a creare un legame forte tra il messaggio del Patrono d’Italia – che pago della bellezza del mondo, s’incammina nel percorso della fede – e l’appello accorato rivolto ai giovani che decidono di abbandonare la Sicilia, lasciando intorno a chi rimane un deserto culturale e un vuoto dell’essere. «Dire che in questi territori non c’è futuro, non c’è lavoro, non ci sono più giovani – ha detto Presti – vuol dire affermare la morte del futuro. Trovare nell’Arte un nuovo percorso di ricucitura tra i territori e una nuova codifica di presente attraverso il linguaggio universale della Bellezza, è una delle direzioni da seguire. Allora a quello spirito di globalizzazione che vuole annientare le coscienze, occorre rispondere con la semina, generando un altro innesto, diverso dalla morte. Invito ancora una volta tutte le Amministrazioni a condividere questo percorso di arte e rigenerazione esistenziale e territoriale, prendendo i contatti con la Fondazione Fiumara d’Arte. Mi piacerebbe coinvolgere anche i comuni del Simeto e della zona Etna Sud per costituire una fondazione di comunità dove tutta la società civile e le scuole diventano protagoniste del cambiamento».

A spiegare bene quest’azione maieutica messa in atto da Presti – dopo mesi di lavoro tra i giovani delle scuole, le famiglie e le parrocchie – un’azione educativa che ruota intorno ai valori più primitivi e puri dell’Uomo, è il giovane arciprete di Castiglione di Sicilia don Orazio Greco, coinvolto in prima persona così come tutta la comunità: «L’intuizione del maestro Presti di associare il Cantico di S. Francesco a queste foto delle mamme con i propri figli – sottolinea Padre Orazio – è sicuramente dettata da un’interiorità che è stata ben educata soprattutto alla bellezza, che ha radici profonde nell’anima. Noi sappiamo che il Cantico forse è uno dei testi più belli, più letti, più riflettuti, cantati e musicati della letteratura italiana. Questo perché la poesia di San Francesco è fondata sulla mistica più che su un tema religioso o teologico. Quando parliamo di mistica parliamo, appunto, di questo avvicinamento al trascendente, a qualcosa che ci supera, che ci precede, che ci sta sempre davanti, che non riusciamo ad afferrare. Ed è per questo che nel cantico troviamo lo stupore della bellezza del creato, un creato che è stato donato poi a quell’uomo che viene riscaldato dal sole e dissetato dall’acqua: perché la bellezza è qualcosa che ci aiuta e che ci fa star bene, qualcosa che si dona e che ci viene donata. Penso che riunirsi attorno a questo cantico servirà molto alla popolazione – continua il parroco – perché il cantico ci fa contemplare il bello che c’è dentro e fuori di noi, facendo emergere in tutte quelle persone che guarderanno queste foto, sentimenti di vera bellezza, amore e riconoscenza a Dio. Ecco, questa credo sia l’intuizione più grande del mecenate Antonio Presti: quella di far cantare ancora oggi, nel 2019, questo cantico e, soprattutto, anche di leggerlo nei volti di queste mamme con i loro figli».

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L’associazione delle mamme di Castiglione di Sicilia e Solicchiata, che da diversi anni si occupa di stimolare nei giovani il legame con il territorio, la natura e il paesaggio «ha colto con entusiasmo la proposta di collaborazione con la Fondazione Fiumara d’Arte – commentano – sin dal mese di gennaio, periodo in cui si sono tenuti i primi incontri con il maestro e i suoi collaboratori, il nostro impegno è stato quello di coinvolgere le famiglie, illustrando la valenza e la “bellezza” del progetto. Nei mesi successivi, è stato nostro obiettivo, quello di individuare e stimolare tutte le energie positive della comunità, veicolandole verso questo geniale progetto che ci restituisce il valore dell’appartenenza».

«Controesodo vede la nostra comunità, le nostre madri con i loro figli, in prima linea – sottolinea il sindaco di Castiglione di Sicilia Antonio Camarda – un progetto di bellezza che simboleggia con la semplicità del Cantico, la forza delle radici, la forza di chi ha deciso di rimanere a vivere nel nostro borgo, nel nostro territorio e, più in generale, nel Sud del nostro Paese. È un messaggio di bellezza e di coraggio. Il coraggio di chi rimanendo nel nostro borgo ha fatto sì che lo stesso continuasse a vivere: il controesodo, infatti, è già in corso. Oggi Castiglione è un borgo ricco di beni culturali, di arte, di storia e con un patrimonio vitivinicolo unico, preservato dai suoi abitanti. Il territorio è museo a cielo aperto fra l’Etna e l’Alcantara. Il nostro Borgo, oggi, si arricchisce di un’opera donata dal maestro Presti: un atto d’amore nei confronti delle sue grandi madri e del territorio tutto».

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«Accogliendo l’invito a partecipare al progetto – dice la dirigente scolastica dell’Istituto Santo Calì di Linguaglossa, sede di Castiglione di Sicilia Venera Marano – la scuola ha visto coinvolti circa 50 alunni, dall’infanzia alla scuola secondaria di 1° grado, prima in una attività laboratoriale mirata alla  ricerca di parole, modi di dire e proverbi appartenenti al nostro dialetto, tramite il coinvolgimento anche dei nonni, successivamente, protagonisti e attori insieme alle loro mamme, di un servizio fotografico atto a rappresentare e a valorizzare non solo volti ed espressioni, ma anche i luoghi del quotidiano vivere. Grande è stato l’entusiasmo della comunità tutta e dei diversi nuclei familiari, orgogliosi di un’efficace testimonianza da trasmettere alle generazioni future».

 

Oggi l’inaugurazione delle opere monumentali: evento che coincide con ” la festa dei Nonni”

 

Prosegue fino  al 6 ottobre il percorso turistico-culturale nei comuni dell’Etna e dell’Alcantara

RANDAZZO, L’ABBRACCIO DI NONNI E NIPOTI NEL CANTICO CHE RESTITUISCE IDENTITÀ AI LUOGHI

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Sarà un vero e proprio battesimo in nome di San Francesco: il Cantico che da Librino traccia una nuova strada sull’Etna e sull’Alcantara, restituisce sacralità alla parola e interiorità alla bellezza. Il “Controesodo” che il mecenate Antonio Presti ha ideato «quale spazio relazionale in antitesi al nomadismo dell’essere» è già entrato nei cuori della gente, che in questi giorni si ferma per ammirare questa nuova visione di Presente.

«Il mio appello è rivolto a tutte le istituzioni del territorio – continua Presti – invito le Amministrazione che in questa prima fase non sono state coinvolte nel progetto, a condividere in futuro questo percorso di arte e rigenerazione esistenziale e territoriale, prendendo i contatti con la Fondazione Fiumara d’Arte. Mi piacerebbe coinvolgere anche i comuni del Simeto e della zona Etna Sud per costituire una fondazione di comunità dove tutta la società civile, la comunità e le scuole diventano protagoniste del cambiamento»

Oggi mercoledì 2 ottobre – alle ore 10.30, in piazza Loreto a Randazzo – prendono il via le inaugurazioni che toccheranno i primi sette comuni coinvolti – e l’arte sposerà la cultura ma soprattutto quell’interiorità che ognuno di noi ricerca nel mondo che ci circonda. Un’azione maieutica messa in atto da Presti che ruota intorno ai valori più primitivi e puri dell’Uomo, con l’obiettivo di far rivivere lo spirito delle comunità, i legami familiari, il genius loci di questi comuni.

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«Ringrazio i fotografi di Randazzo (Carmelita Bonfiglio, Giada Costanzo Zammataro, Lorenzo Marchese, Richard Ryala, Vincenzo Samperi, Antonella Sinagra, Gruppo fotografico “LE GRU” EFI Ferdinando Portuese, Giuseppe Amenta, Nicoletta Bellini, Salvo Badalà, Gianfranco Consiglio, Salvatore Galvano, Michele Torrisi, Serena Vasta) e di Graniti (Richard Ralya, Vincenzo Samperi, Gruppo fotografico “LE GRU” EFI: Salvatore Galvano, Michele Torrisi) per aver reso possibile tutto questo»conclude il maestro.

«È con immenso piacere, che il nostro istituto ha aderito all’iniziativa – spiega il prof. Salvatore Malfitana, dirigente scolastico dell’I.C. E. De Amicis di Randazzo – il progetto, alla riscoperta di una bellezza interiore che è ormai soltanto un ricordo, ha permesso a numerosi nonni di farsi fotografare con i propri nipoti, al fine di realizzare un vero e proprio museo all’aperto. Durante i laboratori sono stati tanti i momenti di particolare emozione tra le due generazioni a confronto: momenti che sono stati immortalati in uno scatto ridando bellezza al rapporto familiare. Il tutto contornato dalla spiritualità delle parole di San Francesco, che deve servire da guida alle nuove generazioni, affinché non perdano la speranza di poter continuare a vivere in questi paesi, pieni di tradizioni, di ricordi, di affetti, attuando i loro sogni e realizzando un processo di “controesodo” attraverso percorsi di impegno sociale, dove le istituzioni scolastiche fungono da collante e centro di aggregazione. La possibilità di stare in rete con altri istituti di paesi viciniori, alla scoperta e alla restituzione della bellezza dei luoghi, ha dato un fascino in più al lavoro intrapreso. Mi preme ringraziare per quanto sopra il maestro Presti e tutto lo staff, il personale docente e non docente, i genitori, i nonni gli allievi, l’Amministrazione e le associazioni che hanno supportato le nostre iniziative».

Anche il Circolo Didattico “Don Lorenzo Milani” di Randazzo ha collaborato con impegno per la realizzazione del progetto «che è risultato pienamente coerente con il lavoro di una scuola che cerca di contribuire alla formazione dei giovani, prestando attenzione al contesto territoriale – dichiara la prof.ssa Rita Pagano, dirigente dell’istituto – l’installazione monumentale delle foto di bambini e nonni con le frasi del Cantico è nata dall’idea di promuovere valori utili ad arginare l’esodo che continua a portare via tanti giovani. Da ciò il tentativo del Maestro Presti di creare un “controesodo” ancorato sul senso dell’identità, sull’intraprendenza e sul sacrificio. Le famiglie degli alunni hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa e circa duecentosettanta bambini sono stati fotografati con i nonni. Il risultato ha superato le aspettative e, proprio per questo motivo, è importante il ringraziamento al sindaco che, ancora una volta, ha manifestato grande fiducia nei confronti del lavoro effettuato dalle scuole per la formazione dei giovani».

Un processo circolare, dove il popolo cambia, diventando pubblico vivo e responsabile, cosciente del proprio potere: «Con vivo piacere partecipo alla presentazione dell’evento – dichiara il sacerdote Domenico Massimino, arciprete di Randazzo – che nella nostra Randazzo ha trovato la fattiva e feconda collaborazione degli istituti scolastici Don Milani e De Amicis, sulla prospettiva condivisa della finalità sociale della cultura e dell’arte. Sull’orizzonte della spiritualità del Cantico che dice come l’armonia con Dio fondi l’armonia con tutto il creato, saranno esposte suggestive gigantografie che presentano nonni randazzesi colti in momenti di affettuosa e concreta relazione con i loro nipotini. È l’incontro tra il passato e il futuro che rende significativo e fecondo il presente degli uni e degli altri: il presente di chi, come un nonno, ha un retroterra di vita vissuta e senza mummificarsi sa abbracciare il futuro; e di chi, come un bambino, ha tutta una prospettiva di vita e, senza respingere il passato, affonda le radici in esso. È il fluire della vita, nella cui profondità risuona un’armonia divina che un contemplativo come San Francesco, a partire da un’intensa esperienza di Dio, ha saputo cogliere e riecheggiare nel suo cantico. L’evento costituisce allora un antidoto alla svuotante cultura dell’attimo fuggente senza passato, senza futuro, senza profondità, senza relazioni autentiche, senza Dio e, quindi, senza flusso armonico del vivere vero e bello».

Nel pomeriggio la festa dei nonni  a Graniti, con l’inaugurazione del Cantico nella Villa Comunale : «Il progetto ha sicuramente aggiunto valore non soltanto agli studenti ma a tutta la comunità della Valle dell’Alcantara – spiega la dirigente del Circolo Didattico Don Milani Maria Rita Lo Giudice – importante non solo da un punto di vista artistico ma etico, ha contribuito a restituire identità e senso di appartenenza, migliorando l’autostima e il senso di efficacia individuale. Oggi la scuola fa parte di un sistema formativo policentrico in cui sono presenti le famiglie, l’Amministrazione, le agenzie educative. Per fare comunità educante serve sinergia con tutti i soggetti coinvolti nel processo, serve individuare comuni prospettive di senso e di cambiamento».

«L’amministrazione Comunale che rappresento, unitamente alla comunità granitese e alle istituzioni scolastiche, ha condiviso e accolto con grande piacere sin dal primo momento il progetto del maestro Presti – conclude il sindaco di Graniti Paolino Lo Giudice – questa che ci viene data è un’occasione unica dal punto di vista artistico, sociale e culturale. In questo periodo storico in cui i nostri territori si stanno spopolando, pensare al controesodo che il maestro Presti ci propone con tutta la sua entusiasmante partecipazione è un dovere per tutti noi, amministratori e abitanti del territorio. Il progetto qui a Graniti che ha come protagonisti i nonni e i nipoti, ha poi un grande significato di collegamento tra vecchie e nuove generazioni, affinché si tramandi anche il senso di appartenenza e di amore nei confronti delle nostre comunità. È significativa anche la data di inaugurazione che coincide con la festa dei nonni. Mi auguro che questo sia il primo di tanti eventi e progetti che Presti e il suo staff possano regalare alle nostre comunità».

 

INAUGURAZIONE DELLE OPERE MONUMENTALI

  • Oggi Mercoledì 2 ottobre a Randazzo (ore 10.30) e Graniti (ore 16.00); 
  • Giovedì 3 ottobre a Malvagna (ore 10.30);
  • Venerdì 4 ottobre a Castiglione di Sicilia (ore 10.30);
  • Sabato 5 ottobre a Gaggi (ore 10.30) e Motta Camastra (ore 17.30)
  • Domenica 6 ottobre Bosco delle Betulle Crateri Sartorius (9.30) e Piedimonte Etneo (16.30)

“Controesodo”: rigenerare il tessuto connettivo tra persone e territori

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Da mercoledì 2 a domenica 6 ottobre inaugurazione del nuovo itinerario turistico culturale  

ESSERE COMUNITÀ PER RITROVARE IL FUTURO»

RESTITUIRE IDENTITÀ AI TERRITORI DELL’ETNA E DELL’ALCANTARA

Dopo Librino, il Cantico di San Francesco tra le vie di Piedimonte Etneo, Randazzo, Castiglione di Sicilia, Malvagna, Motta Camastra, Graniti, Gaggi

Le comunità dei Parchi dell’Etna e dell’Alcantara unite nella preghiera del Cantico delle Creature di San Francesco. Così il mecenate Antonio Presti ha voluto riaccendere l’anima di quei luoghi unici al mondo per la loro storia, il paesaggio, le tradizioni, che oggi rischiano di morire a causa di una migrazione di massa avvenuta in nome della globalizzazione, che ha messo a nudo la crisi di questo presente e la fragilità di questa terra.

Cinque giorni di Arte, Cultura e Bellezza all’insegna del “Controesodo” per riscoprire valori, identità e memoria, come atto di rigenerazione del tessuto connettivo tra le persone e i loro territori di appartenenza. Da mercoledì 2 a domenica 6 ottobre i comuni di Piedimonte Etneo, Randazzo, Castiglione di Sicilia, Malvagna, Motta Camastra, Graniti, Gaggi, riceveranno in dono le opere fotografiche monumentali che il presidente della Fondazione Fiumara D’Arte ha voluto realizzare quale «segno di ringraziamento e restituzione dopo 40 anni di semina nella Valle dell’Halaesa Parco dei Nebrodi. Sento l’esigenza d’innestare una nuova visione etica ed estetica in questi territori – sottolinea Presti – per veder nascere, nel deserto dell’anima contemporanea, nuove traiettorie di futuro».

Un’azione artistica ed educativa intrapresa con un lungo percorso di condivisione e dialogo con famiglie, scuole, chiese e Amministrazioni: un lavoro che è anche relazione maieutica per riconoscere le proprie radici, il valore della conoscenza come strumento di crescita personale e comunitario; per acquisire le capacità creative del pensiero critico.

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Il progetto ha rivitalizzato le strutture fondanti delle comunità attraverso laboratori fotografici realizzati unendo tutti gli attori sociali. “Controesodo” ha ritratto coppie di Mamma/figlio, Papà/figlio, Nonno/nipote, Nonna/nipote, coinvolgendo ciascuno studente, dall’infanzia agli istituti superiori. Fotografi – amatoriali e professionisti – hanno immortalato le famiglie durante shooting organizzati nei luoghi vissuti quotidianamente dagli abitanti. La Fondazione ha poi selezionato gli scatti per stamparli su manifesti che sono stati affissi lungo gli assi viari principali o in luoghi simbolo della comunità, d’intesa con le istituzioni locali. Ogni immagine è accompagnata dalle parole del Cantico delle Creature (1226) di San Francesco: una lode a Dio e alle sue opere che ancora oggi suona come un rivoluzionario manifesto di comunione e pace con il mondo e i suoi elementi.  Attraverso l’accostamento delle immagini con i versi del Cantico, i membri delle comunità verranno simbolicamente “rinominati”, costituendo una sorta di grande canto spirituale unificante, il cui impatto estetico e simbolico fungerà da detonatore culturale e sociale.

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«Accogliamo con immenso piacere il progetto “Il cantico delle Creature di Castiglione di Sicilia / Le Grandi Madri” – sottolinea il sindaco di Castiglione di Sicilia Antonio Camarda – che vede la nostra comunità, le nostre madri con i loro figli in prima linea. Un progetto di bellezza che simboleggia con la semplicità del cantico di San Francesco, la forza delle radici, la forza di chi ha deciso di rimanere a vivere qui, nel nostro territorio. È un messaggio di bellezza e di coraggio. Il coraggio di chi rimanendo nel nostro borgo ha fatto sì che lo stesso continuasse a vivere: il controesodo, infatti, è già in corso. Oggi Castiglione di Sicilia è un borgo ricco di beni culturali, di arte, di storia e con un patrimonio vitivinicolo unico, preservato dai suoi abitanti. Il nostro territorio è museo a cielo aperto fra l’Etna e l’Alcantara.  Il nostro Borgo, oggi si arricchisce di un’opera donata dal maestro Antonio Presti: un atto di amore nei confronti delle sue grandi madri e del territorio tutto».

«Il progetto ha sicuramente aggiunto valore non soltanto agli studenti ma a tutta la comunità della Valle dell’Alcantara – spiega la dirigente dell’istituto comprensivo di Francavilla prof.ssa Maria Rita Lo Giudice – importante non solo da un punto di vista artistico ma etico, ha contribuito a restituire identità e senso di appartenenza, migliorando l’autostima e il senso di efficacia individuale. Oggi la scuola fa parte di un sistema formativo policentrico in cui sono presenti le famiglie, l’Amministrazione, le agenzie educative. Per fare comunità educante serve sinergia con tutti i soggetti coinvolti nel processo, serve individuare comuni prospettive di senso e di cambiamento. “Controesodo” ha contribuito alla costruzione di un sistema formativo allargato e strettamente correlato con il territorio, ha permesso di realizzare percorsi di educazione alle emozioni e al lavoro cooperativo, percorsi di sensibilizzazione e formazione alla conoscenza, dedicati non solo agli alunni ma anche ai loro familiari e agli educatori. Ha offerto l’opportunità di formare gli studenti a una cittadinanza attiva, impegnata, consapevole, responsabile, aperta alle diversità, alla complessità e al dinamismo della società contemporanea».

Anche il Circolo Didattico “Don Lorenzo Milani” di Randazzo ha collaborato con impegno per la realizzazione del progetto «che è risultato pienamente coerente con il lavoro di una scuola che cerca di contribuire alla formazione dei giovani, prestando attenzione al contesto territoriale – dichiara la prof.ssa Rita Pagano, dirigente dell’istituto – l’installazione monumentale delle foto di bambini e nonni con le frasi del Cantico di San Francesco è nata dall’idea di promuovere valori utili ad arginare l’esodo che ha portato e continua a portare via tanti giovani dai loro Paesi. Da ciò il tentativo del Maestro Presti di creare un “controesodo” ancorato sul senso dell’identità, sull’intraprendenza e sul sacrificio. Le famiglie degli alunni hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa e circa duecentosettanta bambini sono stati fotografati con i nonni. Pertanto, la scuola è diventata centro di importanti collaborazioni per la realizzazione di incontri, laboratori, fotografie e di tutte le attività previste. Il risultato ha superato le aspettative e, proprio per questo motivo è importante il ringraziamento al sindaco che, ancora una volta, ha manifestato grande fiducia nei confronti del lavoro effettuato dalle scuole per la formazione dei giovani. Doveroso ringraziare il Maestro Antonio Presti e i suoi collaboratori, il personale scolastico, le famiglie e tutti coloro i quali hanno partecipato in vario modo».

INAUGURAZIONE DELLE OPERE MONUMENTALI

  • Mercoledì 2 ottobre a Randazzo (ore 10.30) e Graniti (ore 16.00); 
  • Giovedì 3 ottobre a Malvagna (ore 10.30);
  • Venerdì 4 ottobre a Castiglione di Sicilia (ore 10.30);
  • Sabato 5 ottobre a Gaggi (ore 10.30) e Motta Camastra (ore 17.30)
  • Domenica 6 ottobre Bosco delle Betulle Crateri Sartorius (9.30) e Piedimonte Etneo (16.30)

LA POLITICA DELLA BELLEZZA CONTRIBUIRÀ A RIGENERARE I TERRITORI E AD OFFRIRE CULTURA

 

La nascita di un nuovo itinerario turistico e culturale in nome dell’arte contemporanea

CONTROESODO, IL MAESTRO ANTONIO PRESTI INIZIA IL NUOVO PERCORSO DI DONAZIONE ALLE COMUNITÀ DEI PARCHI DELL’ETNA E DELL’ALCANTARA

Risultati immagini per immagine sul futuro dell'uomo

                                                                      Il  futuro  dell’uomo

Il Cantico di San Francesco in collaborazione con le Amministrazioni di Piedimonte Etneo, Randazzo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, San Alfio, Milo, Malvagna, Motta Camastra, Graniti, Gaggi e Francavilla e le scuole S. Calì Linguaglossa; Giardini; Francavilla di Sicilia (sedi di Graniti, Malvagna e Motta Camastra); G. Macherione G. Galilei; Circolo Didattico Don Milani e E. De Amicis

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Antonio Presti (Foto Press)

Controesodo” è il nome del nuovo progetto del mecenate Antonio Presti, ma è anche l’equazione etica di una contemporaneità che si rifugia nell’omologazione del pensiero globale; un movimento sociale che deve trovare nelle nuove generazioni la restituzione della Bellezza dei luoghi; l’unione di intelligenze che sfuggono alla forza centrifuga dell’esodo e che ritrovano il futuro nel valore universale di essere comunità.

Con questo pensiero, che si anima della spiritualità del Cantico delle Creature di San Francesco, il presidente della Fondazione Fiumara D’arte – per i prossimi 20 anni e per la consegna al futuro di questo grande patrimonio della Sicilia – innesta sull’Etna e sulla Valle dell’Alcantara la sua nuova visione etica ed estetica per fronteggiare una delle più grandi emergenze di questo presente: la desertificazione dell’anima e di quei territori che oggi soffrono l’asfittica parabola discendente della modernità. Basti pensare a quei due milioni di cittadini del Mezzogiorno costretti a emigrare negli ultimi due anni e a oltre 1 milione di siciliani che – secondo gli ultimi dati di Svimez – entro 50 anni abbandoneranno la nostra Isola.

Sull’asse antropologico e sociologico che vede scorrere intere comunità di giovani verso luoghi “altri” dalla Sicilia, con uno sradicamento e un distacco che annulla ogni futuro, Antonio Presti ha deciso di infondere Luce sui valori dell’identità e dell’appartenenza, restaurando la forza della specificità e il valore della conoscenza come strumento di unione e di relazioni maieutiche. Per mesi oltre 30mila abitanti e 3mila studenti di undici comuni che si nutrono della forza della Grande Madre Etna e del fiume Alcantara che nasce dai Nebrodi, sono stati protagonisti di un processo creativo condiviso, con laboratori fotografici che hanno immortalato sguardi, emozioni, passioni per diventare installazioni dell’anima e battezzare le comunità con le parole del Santo d’Assisi. L’obiettivo del “Controesodo” – che ha coinvolto i comuni di Piedimonte Etneo, Randazzo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, S. Alfio, Milo, Malvagna, Motta Camastra, Graniti, Gaggi e Francavilla – è quello di rivitalizzare il presente grazie alle più solide agenzie educative, in primis la famiglia e la scuola, rinsaldando i legami con la natura e il paesaggio, le reti delle persone e le infrastrutture identitarie delle comunità.

 

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«Dopo il riconoscimento internazionale della Fiumara d’Arte e del Museo Albergo Atelier sul Mare Valle dell’Halaesa Parco dei Nebrodi, nei 40 anni di impegno civile, solitudini culturali e battaglie istituzionali, che grazie al valore politico della Bellezza hanno rigenerato e restituito identità ai territori della Valle dell’Halaesa, oggi famosi in tutto il mondo – spiega il maestro Presti – oggi più che mai, invece di nutrirmi passivamente del riconoscimento della mia storia, sento la necessità di scegliere la via del Ringraziamento, continuando ancora a seminare. Lo spirito che anima l’amare è sempre seminare, e quando si è sentimentalmente legati con il cuore a un territorio, si fa di tutto per tentare di farlo sopravvivere e di sopraffare i pensieri di morte, abbandono e afflizione che anestetizzano l’anima. Dire che in questi territori non c’è futuro, non c’è lavoro, non ci sono più giovani, vuol dire affermare la morte del futuro; scoprire che in alcuni paesi ci sono scuole con soli 30 bambini non può lasciare nell’indifferenza. Questo esodo subdolo nasce dalla manipolazione del pensiero: i giovani già al liceo, con l’avallo dei genitori, dicono “Io devo andare via dalla Sicilia”, perché a quel giovane abbiamo innestato il pensiero dell’abbandono della Grande Madre Sicilia. Questa terra ha bisogno dei suoi bimbi. Non dovete andare via, proviamoci. Perché in Sicilia non manca il lavoro, manca l’educazione al lavoro e quel senso del sacrificio che può diventare intraprendenza e industriosità. Rispetto a una cultura generazionale che è cresciuta nell’assistenzialismo e nell’immobilismo, dobbiamo progettare questo controesodo».

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«C’è una strategia politica culturale mondiale che vede allontanare i giovani dalle piccole comunità per creare solo cimiteri territoriali – continua Antonio Presti – basti pensare alle città metropolitane come Palermo, Messina o Catania: quest’ultima fra 20 anni senza i comuni pedemontani e dell’Alcantara perderà la sua vera anima, diverrà una città vuota, senza identità e senza valore di differenza. Trovare nell’Arte un nuovo percorso di ricucitura tra i territori e una nuova codifica di presente attraverso il linguaggio universale, dev’essere una delle direzioni da seguire. Allora a quello spirito di globalizzazione che vuole omologare tutto ciò che ci circonda, occorre rispondere con la semina, generando un altro innesto, diverso dalla morte. Il valore, lo spirito che anima questa differenza è rappresentato da tutti i piccoli comuni, dai loro dialetti, dai loro Santi protettori, dalle loro tipicità, dai prodotti della terra, dalle chiese, dal paesaggio. Non esageriamo con queste sagre che purtroppo a volte espropriano l’identità dei territori in nome del buon cibo o del vino: l’Etna e l’Alcantara sono storia, cultura, comunità, tradizioni, bambini, bellezza. Forse questo fa paura al potere e forse quel potere vuole distruggere tutto questo. Come si può pensare che una montagna sacra come l’Etna, dove al vertice ci sono milioni di visitatori, possa veder morire i suoi comuni? È scellerato solo il pensiero».

Un dictat spirituale e civile che il presidente della Fondazione Fiumara d’Arte vuole lasciare come vera e propria eredità: «Occorre bilanciare universalmente un’altra visione – continua Presti – e ritornare alla bellezza, alla vita, al sogno, allo stupore di quella meraviglia che trova sempre nella conoscenza e nel sapere la sua libertà e la sua democrazia». Un percorso che parte proprio da Librino, dove le espressioni artistiche di cui si nutre la comunità indicheranno la via di questo nuovo itinerario turistico culturale dell’Etna e dell’Alcantara: «Il controesodo vuole trovare nei bambini, nelle scuole e nelle famiglie quel processo educativo che serve a riprogettare il futuro – continua Presti – dopo la prima esperienza del Cantico, questa rete civica confermerà la nascita di un nuovo percorso spirituale dei territori. E se questa rete lavorerà sempre, ogni anno, educando i giovani all’amore per i luoghi natii, riusciremo a rispondere concretamente alle criticità di questo presente».

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Prosegue così Antonio Presti: «Mi piacerebbe continuare la mia azione culturale e artistica con la donazione di grandi opere monumentali, così come ho fatto alla Fiumara, e con la creazione di processi creativi che coinvolgano le comunità con azioni attive. Tutto questo vorrei farlo anche in nome di un dono che viene e che nasce da Librino: un quartiere periferico che ha avuto un’esperienza positiva con la Bellezza e che oggi non prende solo per sé, ma in nome di quella stessa periferia vuole donare ad altre comunità, che sono forse ancora più periferiche di Librino. Una rete civica in continuo movimento, che si aprirà a tutte quelle comunità che vorranno aderire».

 L’appello è rivolto alle istituzioni del territorio (l’aeroporto Fontanarossa di Catania, i comuni, gli enti di promozione turistica) e soprattutto ai viaggiatori «che potranno scegliere questo itinerario artistico e culturale che troverà, anche grazie alla loro presenza, un valore di rigenerazione. Il viaggiatore, non il mero turista, riacquista così un valore etico e di rigenerazione, ritornando ad essere soggetto politico di restituzione dei territori e contribuendo a riconsegnare la parola “futuro”. Non vogliamo quei turisti predatori di un attimo universale con i selfie, ma viaggiatori dell’anima. Tutto questo è successo alla Fiumara d’Arte di Tusa con i 12 comuni dell’Halaesa, e adesso vogliamo che prosegua in questi territori».

«Sono molto felice di iniziare il mio battesimo ai piedi del Vulcano Etna e sulle sponde del fiume Alcantara – conclude Presti – le immagini dei bambini che trovano nella famiglia il valore principale di essere comunità, invitano a rallentareper trovare un bilanciamento proprio con quell’accelerazione che negli ultimi vent’anni ha decretato il fallimento dell’umanità. Lì, in quei paesi, dove il valore del tempo si nutre di attimi, e non di pil, economie e tecnologie, l’Uomo potrà decelerare per ritrovare il valore dell’ascolto. E quando l’umanità ritorna ad ascoltare e ad ascoltarsi, trova il suo senso e il suo sentire nel Ringraziamento: quel cuore che ancora a tamburo di bellezza restituisce la parola Futuro».

 

Inaugurazione delle Opere Monumentali:
mercoledì 2 ottobre a Randazzo (ore 10.30) e Graniti (ore 16.00);
giovedì 3 ottobre a Malvagna (ore 10.30);
venerdì 4 ottobre a Castiglione di Sicilia (ore 10.30);
sabato 5 ottobre a Gaggi (ore 10.30) e Motta Camastra (ore 17.30)
domenica 6 ottobre Bosco delle Betulle Crateri Sartorius (9.30) e Piedimonte Etneo (16.30)

LIBRINO RISPLENDERA’ DI LUCE E DI BELLEZZA: PAROLA DI ANTONIO PRESTI

 

Inaugurato “Il Cantico”: oltre mille banner ispirati alla preghiera di S. Francesco Risultati immagini per IMMAGINE DI LIBRINO A CATANIA

«LIBRINO, TAPPA OBBLIGATA PER I TURISTI CHE VISITANO CATANIA»
LA RICHIESTA DI PRESTI PER RESTITUIRE CENTRALITÀ ALLA PERIFERIA 

Tantissime autorità, alunni, insegnanti, sacerdoti, volontari e famiglie

Il sindaco Pogliese «Dimostreremo insieme che è possibile rinascere dalle ceneri»

 

CATANIA –

 Dolce sentire come nel mio cuore, ora umilmente sta nascendo amore. Nel canto d’ispirazione francescana, intonato questa mattina dai giovani dell’Orchestra dell’Istituto comprensivo Angelo Musco, c’è tutto il senso dell’opera del mecenate Antonio Presti. Perché dolce è capire che non siamo soli, ma parte di una immensa vita, «e questa comunità risplenderà di luce grazie agli sguardi di chi, ogni giorno, restituirà Bellezza all’Altro attraverso questi ritratti – ha sottolineato il presidente di Fiumara D’Arte – con la potenza delle parole di una preghiera che risuona tutt’intorno, in segno di una rivelata fiducia».

Il Cantico di Librino, quale simbolo di condivisione e di rinascita, inonda il quartiere di buoni propositi, rinnovando quella cucitura spirituale – etica ed estetica – che affonda le radici non solo nel concetto di recupero, ma nel rispetto del prossimo. Durante la cerimonia d’inaugurazione, alla presenza di migliaia di bambini delle scuole, lo hanno sottolineato tutti i presenti, consapevoli che un’opera artistica, quando diventa simbolo di “bene comune”, riesce a superare ogni confine geografico, ogni barriera mentale.

«Il Cantico segna un percorso iniziato anni fa con la Porta della Bellezza – ha spiegato la dirigente dell’Istituto Musco Cristina Cascio – che ha lasciato un’impronta forte, unendo tutti nell’intento di riappropriarci di un’identità che sembrava perduta. Oggi questo cammino si riapre grazie ad Antonio Presti, con le immagini della gente che testimoniano la vivacità e la voglia di lanciare segnali forti nel nostro territorio. È un percorso di bellezza interiore su cui vogliamo scommettere, in primis attraverso le scuole, agenzie educative che devono trasferire quel senso civico di cui si nutre il mondo». Mani sul petto per cantare l’Inno di Mameli, con la consapevolezza che occorre stare uniti per superare la linea di confine dell’ombra, che a volte vela la quotidianità con problemi e criticità: «Lo Stato è vicino a Librino per sostenere i cittadini – ha dichiarato il prefetto di Catania, Sua Eccellenza Claudio Sammartino – l’opera che Presti, insieme a voi, sta consegnando alla città, rappresenta un grande incoraggiamento per continuare a lavorare; un contributo prezioso offerto con grande generosità. In questo momento difficile e delicato per il capoluogo etneo, proprio dalle periferie deve partire il cambiamento. Librino ci ha messo la faccia e questo è un contributo che ognuno di voi ha dato in maniera decisiva per il futuro».

Le percussioni di Michele La Paglia sembrano scuotere le coscienze, tra il silenzio delle pause che ritmano gli interventi istituzionali: «Proprio oggi si celebra l’Annunciazione – spiega l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Catania Mons. Salvatore Gristina – e nella solennità di questa giornata il ringraziamento va ai tantissimi sacerdoti e diaconi che operano in questo quartiere e alle tante persone che collaborano con loro: mi fa piacere che padre Salvo e padre Fabio abbiamo messo la loro faccia per lanciare un segnale importante e per diffondere la parola del Signore tra queste strade. Grazie a Presti per avere fatto riecheggiare la preghiera di San Francesco: dobbiamo lavorare tutti insieme per il bene delle nostre comunità».

E prima di uno scambio significativo tra Antonio Presti e il primo cittadino Salvo Pogliese – presente insieme all’assessore Barbara Mirabella e rimasto dalla prima all’ultima nota che ha chiuso la grande festa di stamattina – l’applauso sentito e fragoroso a tutti i fotografi che hanno seguito Presti in questo lungo percorso che ha portato alla creazione di oltre 1000 ritratti fotografici: Arianna Arcara, Luigi Auteri, Valentina Brancaforte, Cristina Faramo, Claudio Majorana, Alessio Mamo, Orazio Ortolani, Maria Sipala, diretti da Antonio Parrinello, con la partecipazione del fotografo internazionale Reza Deghati e del fratello Manoocher, con il coordinamento di Paolo Romania.

«L’Asse dei Servizi – ha detto Presti rivolgendosi al sindaco – è un punto di passaggio obbligato per tutti i turisti: vorrei chiedere a quest’Amministrazione, con cui fino ad oggi ho lavorato sinergicamente e con grande unità d’intenti, di far diventare Librino snodo cruciale per chi viene qui a visitare le nostre bellezze. Sarebbe davvero significativo prevedere una sosta obbligata davanti all’installazione per tutti quei pullman turistici e mezzi pubblici che si recano all’aeroporto. Così come sarebbe utile far fiorire queste aiuole e illuminare queste opere del Creato».

Pronta la risposta del primo cittadino: «Prima di tutto un grazie ad Antonio Presti, da sempre attento alle dinamiche sociali della nostra città e della nostra Isola – ha concluso Pogliese – quello che vediamo oggi merita un sentimento di gratitudine da parte di tutti. Al di là del fatto estetico, celebriamo un momento pedagogico di grande valenza: è per questo motivo che ci tengo a ringraziare anche a tutti gli insegnanti che hanno condiviso il progetto. Dobbiamo superare un retaggio culturale fatto troppo spesso di pregiudizi, e credo che questa giornata abbia testimoniato appieno la volontà di far ripartire Catania attraverso l’amore che proviamo per la nostra terra. Cercherò di fare il possibile per rispondere a queste richieste, nel tentativo di valorizzare il vostro lavoro per portare qui turisti e visitatori che giungono numerosi nella nostra città. Catania è sempre stata in condizione di rinascere dalle proprie ceneri, abbiamo l’energia, le competenze, la passione per riuscirci ancora una volta. Spero con la Fondazione Fiumara d’Arte di poter costruire definitivamente il progetto del Museo Internazionale della Fotografia e della Luce per creare insieme i presupposti di un futuro carico di bellezza». E sulle note di “Nessun Dorma”, che hanno visto protagonista la cantante diversamente abile Alfina Fresta, l’ultima pennellata di questo quadro ha dipinto il cielo sopra Librino, con vibrazioni positive e lacrime cariche di speranza. «Più che mai questa emozione ha affermato con tutta la sua potenza il valore di essere creature dell’Universo», ha concluso Presti.

Librino(Catania) : l’arte di A.Presti e’ capace qui di far squillare i cuori e far riflettere sul presente e futuro

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PRESTI: «IL CANTICO, STRUMENTO CONTRO L’ANALFABETISMO EMOTIVO»

 I  BAMBINI DI LIBRINO:   AUGURI A PAPA FRANCESCO CHE RICHIAMA IL VANGELO PER FAR CONOSCERE GESU’ VIVO

Stamattina l’inaugurazione del progetto della Fondazione Fiumara d’Arte, che ritorna 
nel quartiere periferico di Catania coinvolgendo tutte le scuole e le parrocchie.

Nei prossimi giorni via alla fase operativa dell’installazione monumentale

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CATANIA – Ascoltare oggi le parole del presidente di Fiumara D’Arte Antonio Presti, è come aprire una parentesi di luce tra le righe di una contemporaneità offuscata. Nella società delle emoticon e dei “tvb”, sentire parlare di valori, di arte, bellezza, cultura e storia, senza sincopare frasi ed emozioni, senza ricorrere al telefonino per far squillare il cuore, rappresenta un momento per ponderare presente e futuro. Per immaginare quale possa essere l’unico sbocco, se la strada intrapresa dai giovani rimane quella che oggi li vede correre alla velocità del digitale.

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Nella foto, a destra Antonio Presti :”Ho speso tutta la mia vita per creare presidi etici ed estetici e continuerò a farlo nel segno della cultura, contro l’ignoranza e l’analfabetismo funzionale di ritorno che oggi si chiama “schiavitù” dell’anima».

Ripartire dalle scuole, agenzie educative e di crescita, valorizzando parole e pensieri, note di musica e colori, per eliminare il grigiore e riscoprire il calore di uno sguardo «diventa l’obiettivo da seguire – spiega il maestro Presti – per amplificare i sentimenti e nutrire le nuove generazioni con la bellezza». Per questo il “Cantico di Librino” è stato pensato e ideato per creare quel momento catartico che proietta, dentro chi guarda, una nuova consapevolezza: oltre 1000 volti degli abitanti del quartiere, su banner giganti posizionati sui pali che circondano le loro case e le loro strade, «consentiranno di stabilire quel momento di collegamento con l’universale. È stato un grande lavoro di ricerca, volto a costruire un senso di condivisione che parte dalla fruizione artistica quotidiana».

Stamattina presso il cortile dell’Istituto Angelo Musco, la presentazione ufficiale, che nei prossimi giorni vedrà la fase operativa dell’installazione monumentale. A incorniciare gli sguardi di bambini, adolescenti, uomini, donne e anziani, le parole del cantico di San Francesco d’Assisi, uomo che proprio oggi il Papa ha definito “missionario di speranza”: «È da qui, da questo territorio abbandonato ma affamato di fiducia – continua Presti – che le voci dei più piccoli si uniscono in coro per lanciare gli auguri di buon onomastico al Santo Padre, che richiama il Vangelo per far conoscere Gesù vivo, che parla al cuore e cambia la vita, così come cita il tweet lanciato proprio oggi dal Pontefice».

Ed è su queste armonie che stamani si è innestata la manifestazione che ha visto presenti tutti i referenti di parrocchie e associazioni del quartiere: un momento che ha coinvolto in prima persona i giovani del liceo musicale e che la dirigente scolastica Cristina Cascio ha definito «denso di significato simbolico, per i valori e le suggestioni custodite tra le parole e le azioni di Antonio Presti».

Presente all’evento anche il primo cittadino Salvo Pogliese, che non è voluto mancare per lanciare un messaggio ai ragazzi e a tutta la comunità presente: «Supporteremo Antonio Presti in tutte le iniziative che vorrà mettere in campo, con spirito di collaborazione e condivisione – ha detto alla platea – il presidente di Fiumara d’Arte, intellettuale e maestro che tanto continua a dare e donare alla nostra città, rappresenta un grande punto di riferimento per un quartiere che deve vivere momenti di rigenerazione e rinascita: un’altra sfida che questa Amministrazione si propone di portare avanti con forza, lavorando ogni giorno e sostenendo tutte le iniziative volte a raggiungere questo obiettivo».

E proprio per ricostruire i luoghi della conoscenza e gli spazi legati ai sentimenti, che Presti ha dichiarato: «Dopo cinque anni di lontananza da un quartiere che amo con tutte le mie forze e per cui ho lavorato tanto, ritorno tra questa gente con più energia e consapevolezza. Prossimo passo sarà quello di portare a compimento il Museo dell’Immagine e dell’Arte Contemporanea di Librino, con le macro-installazioni sulle facciate dei palazzi di cemento. Ho speso tutta la mia vita per creare presidi etici ed estetici e continuerò a farlo nel segno della cultura, contro l’ignoranza e l’analfabetismo funzionale di ritorno che oggi si chiama “schiavitù” dell’anima».

I laboratori fotografici del progetto hanno visto all’opera per diversi mesi centinaia di fedeli e i fotografi Arianna Arcara, Luigi Auteri, Valentina Brancaforte, Cristina Faramo, Claudio Majorana, Alessio Mamo, Orazio Ortolani, Maria Sipala, coordinati dal catanese pluripremiato Antonio Parrinello, con la straordinaria partecipazione del rinomato fotografo franco-iraniano di National Geographic Reza Deghati e del fratello e collegaManoocher

LIBRINO: PROGETTO DEL MUSEO DELL’IMMAGINE E DELL’ARTE CONTEMPORANEA. CI PENSA ANTONIO PRESTI

Domani giovedì 4 ottobre, ore 10.30, Cortile Istituto Angelo Musco (via G. da Verrazzano)

PRESTI: «IL CANTICO DI LIBRINO, PREGHIERA LAICA E CONTEMPORANEA PER UNIRE L’UMANITÀ NEL SEGNO DELL’UNIVERSALE»

Il ritorno della Fondazione Fiumara d’Arte nel quartiere periferico di Catania  

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CATANIA – «Una purificazione nel segno della luce e della bellezza che nutre l’anima attraverso la consapevolezza di far parte tutti – senza distinzione alcuna di cultura, etnia o religione – della stessa eternità». Descrive così l’anima del “Cantico di Librino” il mecenate Antonio Presti che, tra le vie del quartiere periferico del capoluogo etneo, ha sempre trovato terreno fertile per portare avanti progetti che trasferiscono valore; danno voce e volto all’umanità del mondo; restituiscono sacralità al presente attraverso sguardi di bambini, pensieri di cultura, note di musica e di poesia.

«Un ringraziamento pubblico d’amore va a tutti gli abitanti di Librino che da anni seguono, rispettano, proteggono e difendono tutte le iniziative dellaFondazione Fiumara D’Arte – spiega Presti – contribuendo a creare un’identità solida del quartiere, grazie al trasporto e al coinvolgimento che hanno sempre mostrato nei confronti dei progetti portati avanti con fatica e con grande spirito di sacrificio».

Ultimo nato è proprio il “Cantico” dedicato a San Francesco, che domani, giovedì 4 ottobre alle ore 10.30, alla presenza del sindaco di Catania Salvo Pogliese, dell’assessore comunale ai Beni Culturali Barbara Mirabella e della dirigente dell’Istituto Musco Cristina Cascio, verrà mostrato, illustrato e inaugurato presso il cortile della Scuola Angelo Musco (via Giovanni da Verrazzano). Si tratta di un’installazione fotografica monumentale, che s’innesta nel grande progetto in progress del Museo dell’Immagine e dell’Arte Contemporanea di Librino, e che vedrà oltre 1000 banner giganti, volteggiare sui tralicci dell’illuminazione stradale e sui muri del quartiere. Ad essere accarezzati dal vento della pace e della speranza, ci saranno i volti di tutti gli abitanti che negli scorsi mesi hanno partecipato ai laboratori che hanno visto all’opera i fotografi Arianna Arcara, Luigi Auteri, Valentina Brancaforte, Cristina Faramo, Claudio Majorana, Alessio Mamo, Orazio Ortolani, Maria Sipala, coordinati dal catanese pluripremiato Antonio Parrinello, con la straordinaria partecipazione del rinomato fotografo franco-iraniano Reza Deghati e del fratello e collega Manoocher.

A rafforzare poi il messaggio etico saranno le attualissime parole della preghiera universale del Santo di Assisi, che con il suo linguaggio democratico sprigiona tutta la potenza della fratellanza e di quell’essere che combatte con forza la logica dell’avere.

Le immagini, che verranno posizionate riprendendo la geometria delle strade di Librino, che si susseguiranno una dopo l’altra e si avvolgeranno in cerchi concentrici, staranno lì ad indicare la linea dell’Esistenza: dall’infanzia alla vecchiaia, passando per la rigenerazione e il ciclo della vita che si nutre di eterno.

«È con grande piacere che continuiamo questa proficua collaborazione, che ormai da diversi anni ci vede al fianco del maestro Presti nelle sue iniziative per e nel nostro territorio – sottolinea la dirigente scolastica Cristina Cascio – i ragazzi dei percorsi liceali, in particolare artistico e musicale, sono stati molto attivi nella fase di allestimento finale e hanno inoltre lavorato all’opera dal punto di vista non solo meramente artistico, ma anche letterario e filosofico. Siamo ben lieti di ospitare l’inaugurazione di questa esposizione, e proprio per il grande momento educativo presente dietro il progetto, per i suoi significativi valori e suggestioni custodite, abbiamo pensato di legarlo ufficialmente all’inaugurazione dell’anno scolastico con tutti i nostri ragazzi presenti». Perché è dalla condivisione che nasce il valore della solidarietà; è con l’unione che si vincono le battaglie che mirano al cuore.

«È una bellissima iniziativa e sono sicura che cambierà il volto del nostro quartiere – spiega Adriana Donini, responsabile della palestra di pugilato del Palanitta Catania Ring – l’istallazione avrà un impatto più che positivo per tutti; già le famiglie e i ragazzi che sono stati convolti direttamente nella realizzazione del progetto non vedono l’ora di ammirarlo per riflettersi nell’opera del maestro Presti».

«Questo progetto rappresenta un riscatto per un intero quartiere – spiega Antonio Parrinello, che ha coordinato i laboratori fotografici del Cantico – la gente fotografata ha dichiarato apertamente “io ci metto la faccia”, senza filtri e senza veli. Attraverso questi ritratti abbiamo raccontato la vita – dai neonati agli anziani, passando per gli adolescenti – uno scambio di umanità anche e soprattutto per noi fotografi. Mentre scattavo sentivo questa grande emozione e partecipazione di tutti gli abitanti, che hanno bisogno di figure come quella di Antonio Presti: un punto di riferimento, un maestro che trasferisce conoscenza, cultura e bellezza all’interno della comunità».

A LIBRINO ” RIGENERAZIONE DELL’ANIMA SPIRITUALE IN PERIFERIA”: SILENZIO, C’E’ ANTONIO PRESTI…

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Inaugurazione del Cantico di Librino, installazione monumentale fotografica

donata da Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara D’Arte,

al quartiere periferico di Librino e a tutta la comunità

 

Coinvolte tutte le parrocchie, le scuole, le associazioni e le attività commerciali del territorio con i laboratori fotografici che hanno visto all’opera per diversi mesi migliaia di fedeli e i fotografi Arcara, Auteri, Brancaforte, Faramo, Majorana, Mamo, Ortolani, Sipala, coordinati dall’artista fotografo Antonio Parrinello, con la straordinaria partecipazione del fotografo franco-iraniano di National Geographic Reza Deghati e del fratello Manoocher

CATANIA – Sarà una preghiera ecumenica; un messaggio spirituale; una chiamata all’unità che passa attraverso un battesimo di Luce. Nel giorno in cui si celebra San Francesco, patrono d’Italia, il mecenate Antonio Presti richiamerà la società civile alla rigenerazione dell’anima universale, volgendo lo sguardo a quella periferia catanese da sempre amata e da vent’anni al centro dei suoi grandi progetti culturali.

Questa l’essenza del “Cantico di Librino”, che verrà inaugurato giovedì 4 ottobre alle 10.30 presso il cortile della Scuola Angelo Musco (via Giovanni da Verrazzano): un’installazione fotografica monumentale, che si inserisce nel più ampio progetto in itinere del Museo dell’Immagine e dell’Arte Contemporanea di Librino, e che vedrà il posizionamento di oltre 1000 mega banner (realizzati in rete mesh, formato 90×240 cm) sui tralicci dell’illuminazione stradale del quartiere, dell’Asse dei servizi di Catania e della strada che conduce all’aeroporto.

Il progetto “Il Cantico di Librino” risplenderà così tra migliaia di pali del quartiere, riportando tra le strade la Luce dello Spirito: «Nel valore di un attimo ci collegheremo tutti con il sublime, che restituirà la possibilità di trovare in noi il nostro Divino, dove una Creatura dice all’altra “Questo sei tu”. Laudato sì – sottolinea il maestro – perché scollegandosi dall’ordinario ci si ricollega all’Universale: una via assoluta di Bellezza, per combattere quella contemporaneità che oggi più che mai vive in nome della rete, dell’universo virtuale, della macchina infernale che ci fa sprofondare nel mondo digitale, della divisione, dell’indifferenza, della solitudine. Dobbiamo fare lo sforzo di distogliere gli occhi dal telefonino per alzare lo sguardo verso l’alto e ammirare il Creato, così come San Francesco ci ha insegnato. Dall’ordinario allo straordinario – continua il presidente della Fondazione Fiumara D’Arte – il passaggio deve liberarci da quella mortificazione dell’anima che anestetizza tutto ciò che ci circonda. La strada da seguire è quella dell’essere Uomo, ancora con il suo cuore, al centro dell’universo con la sua Anima, la sua Bellezza, la sua Verità».

Un messaggio che da sempre Antonio Presti diffonde attraverso le sue iniziative; un appello che è stato lanciato anche da Papa Francesco nella sua Enciclica “Laudato Sì”, ispirata al Santo di Assisi. Il Santo Padre sottolinea infatti come non debba mai essere trascurata «la relazione che c’è tra un’adeguata educa­zione estetica e il mantenimento di un ambiente sano. Prestare attenzione alla bellezza e amar­la – si legge nel documento scritto durante il terzo anno di pontificato – ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare ed apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scru­poli. Allo stesso tempo, se si vuole raggiungere dei cambiamenti profondi, bisogna tener presen­te che i modelli di pensiero influiscono realmente sui comportamenti. L’educazione sarà inefficace e i suoi sforzi saranno sterili se non ci si preoccupa anche di diffondere un nuovo modello riguardo all’essere umano, alla vita, alla società e alla re­lazione con la natura. Altrimenti continuerà ad andare avanti il modello consumistico trasmesso dai mezzi di comunicazione e attraverso gli effi­caci meccanismi del mercato».

Appello a Papa Francesco: “Vieni a Librino..”

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l 15 settembre inaugurazione dell’installazione fotografica monumentale “Il Cantico di Librino”

 

LA VOCE DEI BAMBINI DI LIBRINO: «CARO PAPA TI ASPETTIAMO, LO VUOLE GESÙ E ANCHE SAN FRANCESCO»

Il presidente della Fondazione Fiumara d’Arte Antonio Presti lancia l’appello al Santo Padre per una breve tappa nel quartiere

Via alla petizione popolare tra le vie della periferia di Catania: già raccolte migliaia di firme dei fedeli

 

CATANIA – «Caro Papa i bambini di Librino ti aspettano e ti vogliono abbracciare, non puoi dire di “no”: lo vuole Gesù e anche San Francesco». La voce del piccolo Paolo è quella corale dei 10mila bambini del quartiere periferico di Catania, protagonisti del progetto “Il Cantico di Librino”, che il presidente di Fiumara D’Arte Antonio Presti inaugurerà il 15 settembre, giorno in cui è previsto l’arrivo del Santo Padre all’aeroporto di Catania.

Una coincidenza che ha spinto il mecenate siciliano (che tra i viali del quartiere satellite ha sempre seminato Arte e Bellezza) a rivolgere un sentito appello al Papa: «Abbracciare, dobbiamo tutti imparare ad abbracciare chi è nel bisogno, come ha fatto San Francesco. Queste sono proprio le Sue parole Santità – sottolinea Presti – e nel nome della Fede e della preghiera, caro Papa, Le chiediamo umilmente di ricevere quel Battesimo di Fede che decreterà rinascita e rinnovamento dello Spirito».

Una piccola (e possibile) deviazione di 500 metri – rispetto al percorso ufficiale annunciato dalla Santa Sede – tra l’arrivo nello scalo aeroportuale etneo e lo spostamento in elicottero a Piazza Armerina, per una Benedizione collettiva: è questo il desiderio di tutto il quartiere di Librino, supportato da una petizione popolare lanciata dal promotore Antonio Presti, che ha già raccolto migliaia di firme nelle scuole, negli esercizi commerciali e in tutti i luoghi di aggregazione.

«Il Cantico è un progetto educativo e morale che nel suo spirito universale ha coinvolto tutti – spiega Presti – gli abitanti del quartiere hanno partecipato ai laboratori fotografici degli artisti, attraverso un processo partecipato e condiviso, diventando così protagonisti del proprio riscatto umano e cristiano. I loro ritratti verranno stampati su giganteschi banner, posizionati lungo le strade, dove verranno impresse le parole d’amore ispirate alla preghiera universale di San Francesco. Un vero e proprio Inno alla Gioia che restituisce Anima, Bellezza, Cuore. Per questo uno dei desideri più grandi, uno dei regali più significativi per Librino, sarebbe la benedizione del Papa, di questo Papa, che proprio dal pensiero e dalle azioni del Santo di Assisi – l’uomo della Pace che custodisce il Creato – trae tutto quell’amore che diventa semina per il mondo intero, passando soprattutto dalle periferie del mondo».

Un invito che in pochi giorni è diventato virale, coinvolgendo tutti i cittadini del popoloso quartiere (che ospita 70mila abitanti) e diventando speranza, attesa, slancio Cristiano e comunione d’intenti: «Stiamo portando avanti quest’istanza dal basso, dalla società civile – continua Presti – dimostrando a Bergoglio quanto forte e autentica è la nostra devozione. Quella ricucitura spirituale ed etica che affonda le radici nel rispetto dell’altro, nella cura verso i meno fortunati, nella trasmissione dei princìpi del Vangelo, che ritroviamo tra i versi del Cantico di Librino e tra gli sguardi, i sorrisi, i volti, le Anime di chi ha partecipato a questo grande progetto universale, mira a confermare il valore dell’identità attraverso un percorso spirituale e interiore. Librino grazie a questa installazione – conclude Antonio Presti – diventerà un luogo unico al mondo dove la regola per entrare e per uscire sarà quella di cantare. Cantando il Cantico delle Creature si rigenererà cuore e Bellezza. E come diceva Sant’Agostino, non dimentichiamolo: “Chi canta, prega due volte”».


Il PROGETTO “IL CANTICO DI LIBRINO” è un’installazione fotografica monumentale su migliaia di pali della luce del quartiere, dell’Asse dei servizi e della strada che conduce all’aeroporto, dove i protagonisti saranno gli stessi abitanti, immortalati da nove fotografi siciliani. I ritratti saranno stampati su giganteschi banner dove verranno impresse le parole d’amore ispirate alla preghiera universale di San Francesco. In questi mesi oltre 1000 fedeli hanno partecipato al progetto nelle parrocchie di Beato Padre Pio da Pietralcina, Nostra Signora del Santissimo Sacramento, Resurrezione del Signore, San Giuseppe al Pigno, Santa Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio, Santa Chiara e le associazioni Talità Kum e Casa del Volontariato. I laboratori hanno visto all’opera i fotografi Arianna Arcara, Luigi Auteri, Valentina Brancaforte, Cristina Faramo, Claudio Majorana, Alessio Mamo, Orazio Ortolani, Maria Sipala, coordinati dal catanese pluripremiato Antonio Parrinello e con la straordinaria partecipazione del rinomato fotografo franco-iraniano di National Geographic Reza Deghati e del fratello e collega Manoocher.