“PARCO DEI MITI”, LUNGO I SENTIERI DELLA MITOLOGIA

TURISTI ALLA SCOPERTA DELL’IDENTITÀ SICILIANA

Dopo oltre un anno di chiusura, ai piedi dell’Etna riapre il polo ludico-educativo dedicato a grandi e bambini
Ratto di Proserpina, Aci e Galatea, Cupido e Minotauro: ecco le novità per i visitatori

 

Dopo oltre un anno di chiusura, “Parco dei Miti” riapre e raddoppia. La struttura nata ai piedi dell’Etna (Zafferana Etnea) per raccontare la mitologia in chiave ludico-didattica, spalanca nuovamente le porte ai turisti, curiosi di conoscere la cultura e la storia dell’Isola attraverso gesta leggendarie e divinità, personaggi fantastici, eroi che riaccendono la voglia di scoprire il passato. E lo fa con un percorso ancora più ricco e suggestivo: alle installazioni artistiche già presenti (Ciclope, Efesto, Zeus, Afrodite, Cavallo di Troia e Nave di Ulisse) si aggiungono oggi il Ratto di ProserpinaAci e Galatea, Cupido e il Minotauro, opere firmate dal maestro catanese Marcello Sciuto.

«Nonostante il lockdown e il blocco delle attività con le scuole, non ci siamo mai fermati, potenziando la nostra offerta per essere ancora più attrattivi – spiega Ettore Barbagallo, ideatore dell’iniziativa e presidente dell’Associazione “Amici della Terra”, che con i suoi progetti Casa delle FarfalleMuseo dell’Etna e Planetario, ha creato un polo di educazione ambientale e di fruizione turistica, scientifica e culturale – All’interno del Parco dell’Etna abbiamo creato un percorso unico che educa intrattenendo e divertendo grandi e bambini, attraverso un approccio esperienziale. Un impegno che ripaga grazie ai flussi di turisti che stiamo registrando in questi primissimi giorni d’apertura».

Un viaggio tra labirinti, grotte, sculture mimetizzate tra rocce laviche, percorsi sull’orientamento, installazioni e attrazioni da visitare, che si conclude in una sala teatrale dov’è possibile ripercorrere le epoche e le varie dominazioni che hanno contraddistinto la nostra Isola, attraverso il docufilm “Sicilia. La Storia è qui” e un divertente spettacolo animato dalla tecnologia “Live Motion”, che coinvolge i piccoli spettatori, rendendo l’apprendimento più piacevole.

«In Sicilia (nota anche come “Isola degli dei” e “Terra dei Miti”) la Mitologia è parte integrante della cultura – continua Barbagallo – contraddistingue la nostra identità e rappresenta le nostre origini, permeando ancora adesso la vita quotidiana. La Sicilia, con i suoi vulcani attivi, la fertilità della sua terra, i colori dei paesaggi, sin dai tempi remoti è stata una perfetta dimora per dei e miti leggendari. I temi mitologici, inoltre, ricalcano tematiche che vertono sull’etica, sempre attuali e di grande valore per i bambini. La struttura offre una modalità di visita divertente e coinvolgente, immersi nella natura e nel paesaggio del Parco dell’Etna. Un luogo interamente dedicato al nostro patrimonio storico e culturale, nato dopo mesi di studio e di ricerche; una testimonianza del nostro passato che, grazie al gioco, e alle tecnologie interattive, appassiona studenti e famiglie con l’obiettivo di valorizzare il territorio e rafforzare l’identità siciliana».

ADDIO A RAFFAELLA CARRA’, TELEVISIONE ITALIANA IN LUTTO

 

Raffaella Carrà non  è più tra noi.  Ad annunciarlo è stato Sergio Japino, unendosi al dolore degli adorati nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti. “Raffaella ci ha lasciati. E’ andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre”.

È morta Raffaella Carrà, televisione italiana in lutto

La grande artista, 78 anni, si è spenta alle ore 16.20 di oggi, dopo una malattia che da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo così minuto     Una grande dignità:   nulla doveva trapelare della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei.

Donna fuori dal comune eppure dotata di spiazzante semplicità, non aveva avuto figli ma di figli – diceva sempre lei – ne aveva a migliaia, come i 150mila fatti adottare a distanza grazie ad ‘Amore’, il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore. Le esequie saranno definite a breve. Nelle sue ultime disposizioni, Raffaella ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri. Nell’ora più triste, sempre unica e inimitabile, come la sua travolgente risata.

Nata a Bologna il 18 giugno 1943 come Raffaella Maria Roberta Pelloni, la ballerina e cantante, dopo il debutto in televisione in “Tempo di danza” (1961), al fianco di Lelio Luttazzi, e nella commedia musicale “Scaramouche” (1965), nel 1970 approdò a Canzonissima, divenendo nota al grande pubblico. Fu così che la Carrà divenne la prima showgirl del piccolo schermo in bianco e nero.

Notevole successo ottenne nel 1984 con “Pronto, Raffaella”, che raggiunse ascolti straordinari per la fascia meridiana. Conduttrice di “Domenica in” (1986) sempre per la Rai, nel 1987 passò per un breve periodo a Canale 5, per poi tornare nel 1991 a Raiuno con la trasmissione “Fantastico 12”. Dopo una parentesi di quattro anni a Madrid, dove portò il programma “Hola Raffaella” per la televisione spagnola, è rientrata in Italia nel 1995 riproponendosi con successo in “Carramba! Che sorpresa” (1995-97 e 2002), trasmissione ispirata al varietà britannico “Surprise, surprise”.

√ Raffaella Carrà buon compleanno una raffica di successi (parte 1 di 17) -  Rockol

Ha quindi continuato a raccogliere consensi presentando “Carramba! Che fortuna” (1998-2000 e 2008) e “Segreti e … bugie” (1999), sempre su Raiuno. Nel 2001 ha condotto il Festival di Sanremo, nel 2004 il programma “Sogni”, mentre dedicato alle adozioni a distanza è stato “Amore” del 2006. Nel 2007 è uscito “Raffica Carrà”, raccolta videomusicale delle numerose sigle televisive che ha interpretato. Nel 2013 è tornata sul piccolo schermo su Raidue come coach del talent show “The Voice of Italy” ed è uscito il suo ultimo album “Replay”. Nel 2015 ha condotto su Raiuno il talent show “Forte forte forte” e ha interrotto la sua partecipazione a “The Voice of Italy”, ripresa l’anno successivo. Del 2019 è il suo ultimo programma “A raccontare comincia tu” su Raitre.

I grandi amori di Raffaella Carrà, la vita privata e la maternità: "I  figli? Non mi sono accanita"

 Nei varietà televisivi, fin dagli esordì, ha inserito per prima sequenze di canto e danza ispirate ai musical di Broadway. Ha reso le sigle dei programmi tv, partendo da ‘Ma che musica maestro’ di ‘Canzonissima’, dei grandi successi con milioni di dischi venduti. Successi raccolti in tutto il mon do e, in particolare oltre l’Italia anche in Spagna.

Ha provocato scandalo con il primo ombelico mostrato sulla tv di Stato e con il ‘Tuca Tuca’. E’ stata la prima ad indossare un abbigliamento che oggi è classificato come “proto-glam”. Il suo caschetto biondo ha cambiato il look di milioni di donne. Con il brano ‘Luca’ per la prima volta ha parlato di omosessualità in modo diretto e leggero, e non sorprende, quindi, se la Carrà sia diventata un’icona gay internazionale.

Ha insegnato alle donne che avere il libero arbitrio in camera da letto non era scandaloso, con canzoni come ‘A far l’amore comincia tu’. Ha lanciato inni alla sessualità con brani come ‘Tanti Auguri’ (“ma girando questa terra io mi sono convinta che non c’è odio, non c’è guerra quando a letto l’amore c’è… Com’è bello far l’amore da Trieste in giù, l’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu”).

Il messaggio di cordoglio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.”Sono profondamente colpito dalla scomparsa di Raffaella Carrà, un’artista popolare, amata e apprezzata da diverse e numerose generazioni di telespettatori in Italia e all’estero. Volto televisivo per eccellenza ha trasmesso – con la sua bravura e la sua simpatia – un messaggio di eleganza, gentilezza e ottimismo“..

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha appreso con profonda tristezza della scomparsa di Raffaella Carrà. “Con il suo talento e la sua professionalità ha avuto un ruolo decisivo nel diffondere la cultura dello spettacolo in Italia. La sua risata e la sua generosità hanno accompagnato generazioni di italiani e portato il nome dell’Italia nel mondo.

IL CARRETTO SICILIANO PROTAGONISTA A TERRASINI VERSO IL RICONOSCIMENTO UNESCO

 

Il Sindaco Caruso firma per il riconoscimento UNESCO del Carretto siciliano

 Caruso: “Aci S. Antonio al centro di questa grande opportunità”

Prosegue il percorso che vede il Carretto Siciliano sempre più protagonista delle vicende culturali e artistiche che animano la Sicilia e che pone Aci Sant’Antonio, in questo processo di crescita, al centro dell’interesse dell’Isola.
Sabato a Terrasini in occasione della prima edizione di ‘Carretto – Icona dell’identità siciliana’, un progetto promosso e sostenuto dall’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e che ha trovato casa per tre giorni presso il Museo regionale ‘Palazzo d’Aumale’, è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra la Regione Sicilia e i Comuni di Aci Sant’Antonio e Terrasini, cioè i due territori sui quali sorgono i Musei del Carretto Siciliano: un Protocollo
finalizzato alla presentazione della candidatura all’Unesco del Carretto Siciliano, già iscritto al Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, come patrimonio dell’Umanità.
Nel corso dell’appuntamento centrale di questa tre giorni di Terrasini caratterizzata da dibattiti, mostre, degustazioni, laboratori artigianali, esibizioni canore e folk, opera dei pupi e proiezioni cinematografiche, con un importante intervento in questo senso dell’ingegnere Mario Patanè che ha trattato il tema del carretto siciliano nel cinema, e con la partecipazione dell’artista santantonese Salvatore Nicolosi, è stato conferito un riconoscimento alla carriera
alla nota e pluripremiata pittrice di carretti Nerina Chiarenza.
Per la firma del Protocollo erano presenti il Sindaco Santo Caruso con l’assessore al Turismo Antonio Scuderi, che hanno discusso a lungo delle opportunità offerte da questa importantissima occasione.
“Si tratta di un fondamentale passaggio per la consacrazione di queste opere e, sotto il profilo dell’attrattiva, anche dei territori che le ospitano e che ne sono in qualche modo culla – ha dichiarato l’Assessore Scuderi – Per questo l’auspicio è che si riesca ad arrivare presto al risultato sperato, in modo da porre in evidenza anche nel nostro territorio il carretto ben al di là dei confini regionali”.

 

Uno degli stand -Foto Ambra

L’assessore alla Cultura, Quintino Rocca, ha posto l’accento sull’importanza identitaria del Carretto: “Si tratta di un simbolo che ha attraversato il tempo consegnandosi ai nostri giorni come scrigno di memoria e come emblema della capacità dei siciliani di ricavare da uno strumento di lavoro un’opera d’arte. Opera d’arte che adesso si prepara
ad un salto importante per un riconoscimento straordinario”.
Il primo cittadino ,Caruso,  ha voluto sottolineare l’importanza di Aci Sant’Antonio in questo progetto: “Il nostro territorio è il Carretto Siciliano. Lo testimoniano le opere che conserva e che in parte sono esposte al Museo, e lo testimoniano tutti gli artisti, pittori, scultori, fabbri che negli anni sono emersi arrivando a ribalte internazionali, artisti protagonisti anche nella tre giorni di Terrasini e che ringrazio per la presenza e per il lustro che danno al nostro paese. Adesso l’iter è avviato, e mi sento di dire che questo è solo l’inizio”.

Il Sindaco De Magistris presenta il francobollo Italia -Napoli

 

Dettaglio francobollo - catalogo completo dei francobolli italiani

E’ stato presentato nello spazio Filatelia di Poste italiane il francobollo speciale e l’annullo postale “ L’Italia riparte, Napoli ti aspetta” alla presenza del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dell’assessora al turismo Annamaria Palmieri e del Direttore di Filatelia Poste Italiane Enrico Menegazzo.

Nella stessa giornata Poste Italiane e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno emesso, oltre quello di Napoli, altri cinque francobolli della serie Turistica “il patrimonio naturale e paesaggistico” dedicati a Roma, Milano, Firenze, Venezia e Palermo, per una tiratura complessiva di due milioni e settantamila francobolli, del valore di 1,10€ per ciascuna affrancatura. Il francobollo di Napoli ritrae, con la tecnica dell’acquarello, Piazza Plebiscito all’alba. Il bozzetto è stato realizzato da uno scatto di Velia Cammarano fotografa dell’Ufficio stampa del Comune di Napoli ed è stato stampato dal Poligrafico e Zecca dello Stato. “ I colori dell’alba, la rinascita quotidiana della luce, l’aria fresca e promettente del mattino; mai come in questo momento la bellezza del giorno è metafora della speranza che si riaccende in ogni angolo del pianeta. In piazza del Plebiscito c’è un punto da cui appare la linea del Vesuvio e alle sue spalle sorge il sole; un’immagine che oggi esprime il nostro desiderio di ripartire dalla luce.

Napoli è un luogo ideale per ritornare alla pienezza del vivere: i colori, gli odori, i suoni, il cibo di questa città sono una provocazione continua per i sensi. I suoi ventotto secoli di storia fanno innamorare i visitatori con un viaggio attraverso culture ed epoche che hanno lasciato tracce di sconfinata bellezza.” scrive nella cartella filatelica Luigi de Magistris, il Sindaco di Napoli. Per l’occasione, infatti, sono state realizzate sei cartelle filateliche, una per ogni città, con il francobollo singolo, la quartina di francobolli, una cartolina annullata ed affrancata e una busta primo giorno di emissione e saranno disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli Spazio Filatelia di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma1, Torino, Trieste, Venezia Verona e sul sito poste.it.

A margine dell’iniziativa di stamani il primo cittadino di Napoli ha dichiarato: ” E’ molto bella questa iniziativa che con un francobollo lega Napoli al mondo senza confini. Le poste uniscono le persone in tutte le parti del mondo e Napoli è una città attrattiva a livello mondiale, lo è stata sempre di più in questi anni. Noi vogliamo ripartire esattamente da lì: cultura, turismo, bellezza, rinascita, solidarietà e vicinanza a chi sta soffrendo.” Questa invece il commento di Enrico Menegazzo, Responsabile nazionale Filatelia Poste Italiane: “Oggi il Ministero dello Sviluppo economico emette sei francobolli della serie tematica Patrimonio naturale e paesaggistico italiano, e in particolare della collezione La Turistica. Si tratta di emissioni legate al turismo, che in questo momento hanno un particolare significato e riproducono scorci di Milano, Firenze, Venezia, Roma e Napoli e Palermo.

Quello che riguarda Napoli è particolarmente suggestivo e rappresenta Piazza Plebiscito fotografata all’alba da un’angolazione particolare dalla quale si vede anche il Vesuvio. Il francobollo tariffa B per le spedizioni italiane (cartoline e buste fino a 20 grammi, la tipologia standard) riporta la dicitura “L’Italia riparte, Napoli ti aspetta”, e attraverso una piccola forma d’arte capace di raccontare grandi storie invita a ripartire attraverso le bellezze delle nostre città”.”

Recuperati beni ecclesiastici -da restituire stasera alle 18 e scoperta banda criminale che ricettava i beni preziosi

Napoli, opere d'arte rubate nelle chiese: sgominata banda di 29 ricettatori  - Cronaca - quotidiano.net

NAPOLI
Due busti in legno intagliato, raffiguranti gli apostoli “San Paolo” e “San Pietro”, saranno restituiti oggi,  28 giugno 2021 alle ore 18:00, dal Comandante del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, Magg. G.B., al Parroco Don G.B. a prima della celebrazione della messa in suffragio dei menzionati santi nella Chiesa San Carlo del comune di Cave (RM). Alla restituzione, saranno presenti il Vescovo della Diocesi di Palestrina e Tivoli, S.E. Mons. M.P. e il Sindaco di Cave, A.L., oltre ad autorità locali e studiosi d’arte.
I busti furono asportati il 18 novembre 2010 dalla Chiesa San Carlo.               
Questa sera saranno pure riconsegnati:
– due beni ecclesiastici (un calice e una pisside) al Responsabile dell’Arciconfraternita di “Santa Croce”, Frate M.F., che furono asportati il 9 novembre 2010 dalla Chiesa di Artena (RM);
– una pisside al Parroco della Chiesa dell’Assunta della frazione Castello di Alvito (FR), Don F.D.B., trafugata il 26 ottobre 2010 dalla Chiesa Santa Maria Assunta di Alvito (FR)                
Una complessa investigazione condotta dal Nucleo TPC di Napoli, coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea, ha permesso di individuare ventinove persone facenti parte di un’organizzazione criminale con base logistica in Campania, che ricettava beni preziosi rubati da luoghi di culto e istituti religiosi collocati sull’intero territorio nazionale.
Le indagini hanno permesso di accertare che la banda era attiva già da molti anni nel settore dell’antiquariato e dei beni ecclesiastici grazie alle specifiche conoscenze dei ricettatori che, appassionati d’arte o, in alcuni casi, ex titolari di negozi, costituivano il tramite per la commercializzazione degli oggetti proventi di furto.
L’iter era consolidato: alcuni avevano il compito di effettuare sopralluoghi per individuare luoghi di culto vulnerabili, altri si occupavano del reperimento dei beni per individuare i canali illeciti di vendita, ad altri ancora spettava, infine, la collocazione dei pezzi rubati, dai mercati rionali per gli oggetti di minore rilevanza a trattative private nel caso di opere di notevole valore commerciale.
Di fondamentale importanza, per l’individuazione dei beni, è risultata la comparazione delle immagini degli oggetti sequestrati con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database di opere d’arte rubate al mondo, gestito dal Comando TPC e che ha permesso di ricondurre i beni ai furti avvenuti entrambi nel 2010, il primo ai danni della Chiesa San Carlo di Cave (RM), mentre il secondo della Chiesa Santa Croce di Artena (RM).
Gli oggetti recuperati, derivanti da 55 furti compiuti sull’intero territorio nazionale, da Bolzano a Catania, provengono in prevalenza da chiese e abitazioni private. Tra i più rilevanti da ricordare, l’intero tesoro di San Donato, asportato dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Acerno (SA), e due busti in legno raffiguranti “San Paolo” e “San Pietro”, rubati dalla Chiesa di San Carlo a Cave (RM).
La restituzione odierna, nel quadro della collaborazione fra l’Arma dei Carabinieri e i titolari degli Uffici Diocesani preposti al patrimonio religioso, segue di poco l’operazione compiuta dal Nucleo TPC di Cagliari, che aveva smantellato un gruppo di finti restauratori dediti a raggiri ed estorsioni ai danni di parroci e responsabili di altri luoghi di culto.

ANTONIO PRESTI IL “BOSS” DI LIBRINO: DALLA PORTA DELLA BELLEZZA ALLA PORTA DELLE FARFALLE

 

 

A Librino la più grande scultura di Arte contemporanea al mondo in bassorilievo ceramico

DALLA PORTA DELLA BELLEZZA ALLA PORTA DELLE FARFALLE
Ecco i numeri della nuova Opera monumentale voluta dal mecenate Antonio Presti: un chilometro di muro di cemento armato, oltre 5.000 studenti dei Licei artistici siciliani, 10.000 bambini delle nove scuole della periferia catanese e le relative famiglie, più̀ di 50

tra artisti e architetti selezionati dalla Fondazione Fiumara dArte

CATANIA

U rispettu è misuratu. Cu u porta l’avi purtatu”. Sono passati più di quindici anni da quando la “Porta della Bellezza”, opera monumentale donata da Antonio Presti al quartiere di Librino (Catania), ha innescato nelle coscienze di chi vive la periferia il valore della condivisione. «Quella stessa Porta è sempre stata rispettata da tutti gli abitanti e i bambini del quartiere, proteggendo e custodendo la Bellezza – spiega il mecenate e presidente di Fiumara d’Arte Antonio Presti – a questo rispetto voglio restituire rispetto, continuando e completando un’opera che oggi è diventata simbolo d’identità e di orgoglio, rigenerando così un atto d’amore che non conosce mai fine. Quando l’abbiamo inaugurata tutti si preoccupavano per il suo futuro, oggi la Porta è nostra: guai a chi la tocca».

Perché la “Porta” – realizzata sul muro di cemento dell’Asse attrezzato, alto 8 metri e lungo 500, che divide come una ferita il quartiere – non è un’opera d’Arte ma è una vera e propria agenzia educativa del cuore. La più grande scultura in bassorilievo ceramico di arte contemporanea al mondo, realizzata con 9mila formelle in terracotta da 15 artisti, in collaborazione con 2000 mamme e 2000 bambini, che oggi continua a essere luce tra le ombreriparo sicuro tra quelle strade a scorrimento veloce che celano trappole e pericoli di questa contemporaneità; simbolo identificativo di una vita che può cambiare Anima grazie alla Bellezza.

«Tutti i bambini che allora parteciparono al progetto – continua il presidente della Fondazione Fiumara D’Arte – incontrandomi oggi, da ragazzi maturi, continuano a ringraziarmi per questa grande esperienza, perché hanno percepito il valore di quel pezzo di terracotta condiviso con tutta la comunità. La Porta, quindi, è stata una grande agenzia educativa e spirituale, oltre che manifestazione di bellezza di chi l’ha condivisa in maniera corale. E la coralità dell’innesto creativo ha manifestato una Bellezza estetica, ma soprattutto una Bellezza dell’anima che parla al cuore della gente di Librino. Dopo questo grande risultato, ho voluto donare al quartiere un’altra opera fotografica immensa e monumentale, il Cantico delle Creature – realizzata in nome delle parole di San Francesco – con le fotografie abbiamo dato nuova luce ai volti di tutti gli abitanti, che con le parole del Santo d’Assisi si nutrono oggi di un respiro universale».

ANTONIO PRESTI: “NON SI TRATTA SOLO DI ARTE MA DI AGENZIA EDUCATIVA DEL CUORE. IO AMO LIBRINO E SONO AMATO DA TUTTI I CITTADINI PERCHE’ IL CUORE RISPONDE

«Io amo Librino – continua Antonio Presti – amo la gente del quartiere, mi sento amato e rispettato, vedo la gioia negli occhi di chi partecipa ai progetti, scorgo sincerità e quella gratitudine che riempie la mia esistenza. Io a Librino ho trovato solo cuore. E quando il cuore parla al cuore, il cuore risponde. E allora, così come tutti gli abitanti hanno protetto la Bellezza di questa grande opera, adesso questi stessi abitanti meritano rispetto. Il rispetto porta rispetto. E questo pensiero lo voglio affermare completando l’Asse dei Servizi con un’Opera colossale che si chiamerà “Porta delle Farfalle”.  Un’opera in terracotta di oltre un chilometro, per valorizzare il percorso maieutico e spirituale iniziato nelle nove scuole di Librino quindici anni fa, che perdura nel tempo e restituisce futuro. Sommando la nuova Porta con quella già preesistente avremo oltre 1,5 km di Bellezza, una vera muraglia dedicata all’anima. Un’operazione che ho intrapreso non senza paure, soprattutto per il momento che stiamo attraversando, in piena pandemia. Ma credo che il Covid non sia solo emergenza sanitaria, ma anche e soprattutto un’emergenza culturale e spirituale, dove le prime vittime sono i nostri figli. L’infanzia paga il prezzo più caro di questo tempo sospeso. E oggi mentre tutto il mondo cerca un vaccino per il virus, a Librino, dentro le scuole, si sta iniziando un grande processo di condivisione contro il pandemonio. In questo periodo io non mi sono mai fermato, nonostante le incertezze, nonostante la mancanza di energie, nonostante il pericolo di cadere nella depressione dell’anima. Ho sentito la necessità di continuare a innestare Bellezza, con i primi portatori di purezza: i bambini».

 

LA PIÙ GRANDE SCULTURA DI ARTE CONTEMPORANEA AL MONDO

Le scuole e i Licei Artistici della Sicilia s’incontrano nuovamente a Librino per un cammino verso un valore comune e universale: il futuro. Un futuro da costruire nel nome dell’etica.

«L’arte ritorna così al suo processo spirituale di azione e condivisione di valori, innestando una nuova coscienza etica e civile – dice Presti – Le migliaia di persone coinvolte e il pensiero di legarle al futuro, rappresentano di fatto un’altra risposta Politica di come l’Arte riesca a restituire una riappropriazione del territorio, una nuova identità, attraverso la fruizione dell’opera stessa. Ancora una volta un pezzo di muro anonimo si trasformerà̀ in una Porta nel grembo della Grande Madre Sicilia».

Ecco i numeri della nuova Porta delle Farfalle: un chilometro di muro di cemento armato, oltre 5.000 studenti dei Licei artistici siciliani, circa 10.000 bambini delle nove scuole di Librino e le relative famiglie, più̀ di 50 tra artisti e architetti selezionati dalla Fondazione Fiumara d’Arte, in collaborazione con una rete di giovani curatori.

Grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo sono stati realizzati i laboratori didattici, con il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole elementari e medie del quartiere di Librino: laboratori attraverso i quali gli studenti hanno potuto approfondire lo studio teorico e la scelta dei valori della vita, avendo così la consapevolezza di diventare guerrieri di luce, e successivamente la pratica della lavorazione dell’argilla. Gruppi di tutor ed esperti hanno così formato gli studenti a creare dei manufatti di terracotta con i quali hanno potuto rappresentare i loro pensieri e il senso del lavoro teorico svolto. «L’intervento del Fondo Beneficenza – afferma Giovanna Paladino, Responsabile della Segreteria Tecnica di Presidenza della Banca che gestisce il Fondo – rientra nell’attività di sostegno offerta ai bambini e ai ragazzi in condizioni di maggiore difficoltà attraverso esperienze didattiche e formative non tradizionali, ma in grado di fornire una nuova prospettiva di vita e di rafforzare la loro determinazione nel continuare a studiare».

In questo anno sono stati realizzati i laboratori, gli architetti e gli artisti hanno già incontrato i ragazzi delle scuole e i licei artistici hanno iniziato a realizzare le loro opere nonostante le difficoltà dettate dal Covid. Il progetto è attualmente in corso nelle scuole di Librino e a breve partirà la condivisione con tutti gli abitanti, con la previsione di inaugurare l’opera monumentale i primi mesi del 2022.

 

«La “Porta delle Farfalle” – continua Antonio Presti – rimanda alla visione di un bambino che può attraversare un momento cupo, buio, proprio come il bruco. Che, però, può sempre scorgere la luce e in un istante può trasformarsi in farfalla: vorrei trasmettere questa visione di sospensione e sogno contro la pesantezza di questa contemporaneità, per restituire leggerezza a uno stato dell’anima che rischia d’implodere nella sua gravità. Da una parte ci saranno tutti gli abitanti che proseguiranno il processo di condivisione con gli artisti, dall’altra i bambini, in un percorso di crescita in cui dovranno assumere impegni etici, politici e culturali. Perché il potere è sapere, l’ignoranza è schiavitù. E con la Bellezza possiamo far crescere cittadini liberi, cittadini educati non più a chiedere, ma a fare».

 

 

Da domani sarà possibile visitare “Le vetrine dell’arte contemporanea a Messina..”

 

Da domani, martedì 25, nella sede del comitato “Casa-Museo dello Stretto” di via Felice Bisazza n. 65, sarà possibile visitare la collezione d’arte contemporanea collettiva di Giuseppe Maggio dal titolo “Le vetrine dell’arte contemporanea a Messina tra artisti locali, nazionali e internazionali”, coniato da Antonio Cogode, rappresentante del Comitato promotore e organizzatore dell’iniziativa, condivisa e patrocinata dall’Amministrazione comunale. Un progetto che ha l’obiettivo di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio artistico-culturale, ma anche quello di incentivare il turismo. Nelle vetrine saranno esposte le opere degli artisti locali, di Messina e provincia, in simbiosi a quelle di artisti di fama internazionale del panorama culturale del Novecento italiano. Tra le firme più prestigiose e poliedriche si annovera quella Ugo Attardi, artista di Sori –GE che nel 1948 ha fatto parte del movimento di orientamento astratto “Forma Uno” insieme a Pietro Consagra, Carla Accardi ed altri autorevoli nomi; Cesare Berlingeri, “Il lupo silano”, maestro concettuale di Cittanova (RC), presente alle biennali più giovanili e avanguardiste (Pechino, Brasile, Anversa, il Cairo); Nes Lerpa, ceramista danese, apprezzato per le sue mostre personali e collettive tenute in Europa, negli Stati Uniti, in India e in Cina; Mimmo Rotella, catanzarese, famoso per i suoi “strappi”, è stato legato ai movimenti del Nouveau Realisme e della Pop Art internazionale.

Presente anche nella collezione Peggy Guggenheim; Pierre Soulegas, incisore francese la cui tecnica e passione sono strettamente legate all’accostamento tra il colore nero e la luce, elementi che gli hanno fatto ottenere numerosi premi e onorificenze, fra cui il Premio Rembrandt, il Premio Imperiale per la pittura e la medaglia per le scienze e per le arti austriache; Bruno Ceccobelli, di Monte Castello di Vibio (PG), artista simbolista spirituale e sacrale di fama internazionale, i cui dipinti sono depositati anche nella Galleria degli Uffizi; Saverio Terruso, maestro palermitano, cresciuto artisticamente al fianco di Guttuso, Sassu e Fiume, titolare di cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, apprezzato in importanti sedi italiane ed europee, ma anche negli Stati Uniti, in Florida, in California, a New York, in Messico e a Hong Kong. Tra le altre grandi firme presenti nella Casa-Museo, si annoverano quella di: Antonio Sciacca, pittore catanese, selezionato dalla Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma per la mostra internazionale dell’ Arte Moderna di Glasgow; Renzo Crociara, autoritrattista di Codigoro (FE), che riproduce temi a sfondo sociale, passando dallo stile iperrealista degli anni ’70 alla rarefazione delle immagini attraverso il colore dando prevalenza al particolare e tornando al figurativo; Franco Coppa, di Acireale (CT), neo-realista, che con la sua impronta minimalista e dallo stile estremamente corsivo, quasi bozzettistico, si è poi accostato ad un’estetica iperrealista e metafisica; Felice Canonico, messinese, che ha esposto le sue tele in Germania e al Louvre; Alessandro Papetti, milanese, famoso per i suoi ritratti, per la ricerca dei temi di archeologia industriale, per le figure riprese dall’alto e per essersi fatto apprezzare nelle varie fiere in Europa e negli Stati uniti, oltre che in Italia e in particolare tra Milano e Parigi; Bruno Donzelli, un napoletano raffinatissimo cantastorie dell’arte, la cui pittura è narrativa, il cui “casellario dell’arte” si ritrova nelle varie esposizioni tra cui quella di Dusseldorf, nella galleria Loanne di Ginevra, al museo di Saragoza e nelle principali città europee; Stefano Pizzi, professore pavese, insegnante di cattedra all’accademia di belle arti di Brera; Gianni Dova, romano, che aderisce al manifesto del realismo e con altri colleghi di fama internazionale, tra cui Renato Guttuso, Giuseppe Migneco e Guido Cassinari, vede nell’opera di Pablo Picasso il simbolo della lotta degli artisti contro le barbarie della guerra; Rinaldo Pigola, pittore, scultore e scrittore bergamasco che dal figurativo, con predominanza del colore giallo, passa all’astrattismo; Marco Sudati, in arte Geremia, pittore e scrittore cremonese, le cui opere sono state scelte dall’Unesco di Parigi; Antonello Arena, messinese, informale-romantico e scultore, che ha esposto alcuni lavori alla biennale di Venezia e nelle gallerie più prestigiose; Nuccio Bolignano, reggino meritevole con le sue tavole lignee sagomate, convesse, ritagliate, modellate in un caos figurativo immaginifico, delicato e poetico; Antonio Freiles, pittore e operatore culturale messinese, che è stato a contatto e si è confrontato con i maggiori protagonisti internazionali dell’arte contemporanea, tra i quali Alberto Burri, Victor Pasmore e Je Tilson. Alle opere delle grandi firme verranno esposte e accorpate, quelle di artisti locali, quali Guglielmo Bambino, Giovanni Calabrese, Francesco Contino, Antonio Cucinotta, Luigi Di Bella, Carlo Giogianni, Antonino Giulietti, Domenico Gusmano, Pietro Mantilla, Luigi Marino, Pasquale Marino, Giuseppe Minissale, Franco Palmieri, Sebastiano Parasiti in arte Seba, Giuseppe Pittaccio, Giancarlo Privitera, Stello Quartarone e Bruno Samperi.

I visitatori saranno accompagnati da una musica di sottofondo in filodiffusione tra le stanze che renderà il percorso più emozionale, si sentiranno contemplati dai giochi di colori, circondati da immagini inquietanti, immersi da sfondi surreali, quasi fiabeschi per la varietà di stili, di riflessi, di luci e di ombre, di sfumature e di prospettive. È una full-immersion in una casa che ricorda l’ambientazione respirata, anche se in epoche diverse, in quella di Rembrandt, dove Lí il tempo pare si sia fermato in una splendida pinacoteca accostata ad altre mostre contemporanee, basti pensare alla piccola, mirabile casa di Depero, poliedrico uomo di teatro, di musica e artista futurista per avere un’idea di come verrebbe concepita una casa d’arte.

Questi parallelismi, sostiene Cogode, non devono apparire strani, così come non deve apparire strano se nell’arte rinascimentale e pre-rinascimentale vi sono stati artisti, come Paolo Uccello, che nelle loro opere hanno fatto intravedere i primi caratteristici segnali dello stile surrealista e cubista (La pittura moderna di Giorgio De Chirico, come quella di Carrà, ad esempio, si è rifatta a quella di Masaccio e di Paolo Uccello).

Lo stesso Raffaello, con il capolavoro dello “Sposalizio della Vergine” (magistrale scena religiosa incentrata sulle nozze di Giuseppe e Maria), è fuoriuscito dalla realtà. (Dal 4 Giugno 2021 sarà proiettato il filmato per spiegare la grande modernità dell’opera unitamente al: “Je ne sais quoi”). La collezione sarà aperta domani, 25 maggio, in quanto coincide con la giornata mondiale del “Towel Day”, che viene ricordata dagli appassionati dei libri di Douglas Adams. Ed è la data che collega, simbolicamente, la fatidica asciugamano, per gli appassionati della serie televisiva e di racconti: “Guida galattica per gli autostoppisti” alle “piegature” presenti nelle opere d’arte di Cesare Berlingeri, o in diverse “Opere Morte” di Renzo Crociara.

Alla realizzazione dell’iniziativa hanno contribuito, oltre al Sindaco Cateno De Luca ed all’Assessore alla Cultura Enzo Caruso, la Società “Duferco Energia SpA”; l’Associazione “Filarmonica Laudamo”; e la Societá sportiva di pallavolo “Akademia Sant’Anna”.

Gli ambienti della galleria sono stati sanificati con l’unico sistema di disinfestazione ad alto livello Anti Covid-19, usato attualmente dalle aziende ospedaliere pubbliche e private.

Fiumara d’Arte, Antonio Presti: “Dobbiamo restituire ai giovani una nuova visione di futuro”

 MUSICA E CULTURA

 

IL NUOVO VIDEOCLIP “KLAN” DI MAHMOOD TRA LE OPERE MONUMENTALI DI FIUMARA D’ARTE E ATELIER SUL MARE

Antonio Presti: «Un progetto che ci consentirà di parlare ai giovani, restituendo loro una nuova visione di futuro. Un altro dono per questo territorio, che grazie a un artista internazionale avrà slancio e visibilità in nome della Bellezza»

 

«Un momento di condivisione della bellezza in nome di tutte le Arti. La Valle dell’Halaesa, luogo-simbolo dell’impegno etico, civile e politico di una vita, si rigenera ancora una volta attraverso il linguaggio contemporaneo di un grande artista come Mahmood, offrendo alle nuove generazioni la possibilità di conoscere il potere del sapere. Un altro grande dono che ho voluto fare alla mia terra di Sicilia, che dopo questo periodo d’emergenza, avrà nuovo slancio e nuova visibilità grazie all’innesto tra scultura, musica, danza, paesaggio e cultura».

 

Così il presidente di Fiumara D’Arte Antonio Presti ha commentato l’uscita del videoclip dell’ultimo singolo di Mahmood. Scritto dall’autore e cantante ormai noto nel panorama italiano e internazionale – e prodotto da DRD – “Klan” svela un nuovo tassello che compone l’universo raccontato in “Ghettolimpo”.

Il videoclip, diretto da Attilio Cusani, è stato girato a Fiumara d’Arte, museo a cielo aperto, uno tra i più grandi parchi monumentali di arte contemporanea in Europa, voluto e ideato dal mecenate Antonio Presti, da sempre impegnato in progetti legati alla tutela del patrimonio collettivo, alla promozione della cultura, all’educazione alla bellezza, diffondendo valori come l’impegno etico e la legalità, tutte tematiche in linea con ciò che Mahmood vuole comunicare con la sua musica. «Abbiamo restituito una nuova visione del nostro territorio in nome di un futuro da consegnare ai giovani – continua Presti – ringrazio sempre la bellezza, che nella sua innocenza e nel suo valore di differenza, restituisce il suo respiro a un’umanità, che mai come in questo momento di pandemia, ha bisogno di parlare col cuore al cuore della gente».

Le riprese sono state effettuate nelle stanze dell’albergo-museo “Atelier sul mare”, e presso le sculture monumentali del parco: Piramide – 38° parallelo di Mauro Staccioli; “Energia Mediterranea”, l’onda blu di cemento di Antonio di Palma, collocata nei pressi di Motta d’Affermo; “Monumento ad un poeta morto”, la finestra blu sul mare, firmata da Tano Festa nel territorio Villa Margi (comune di Reitano): «Questo patrimonio, dopo anni di lotte, continua a donare gioia e bellezza, raccontando la Sicilia più autentica in tutto il mondo – conclude Presti – dobbiamo e vogliamo parlare alle nuove generazioni: raccontare l’impegno etico consentirà loro di riflettere sul grande valore della conoscenza, per sfuggire alla schiavitù dell’ignoranza. 

Per questo ringrazio Mahmood e tutto il team che ha lavorato al progetto: la sinergia si è trasformata in energia, svelando l’anima di questi luoghi attraverso la potenza delle immagini. Con quest’ulteriore dono voglio restituire a tutta la comunità della Valle dell’Halaesa una grande promozione internazionale e una Politica della bellezza che, più che mai in questo momento di emergenza culturale, turistica e spirituale, grazie al video di Mahmood ripartirà alla grande, sempre con quella visione di speranza e di futuro. La bellezza batte la pandemia. Per questa ripartenza, auguri a tutta la Sicilia e a tutte le comunità di Motta d’Affermo, Castel di Lucio, Pettineo, Tusa, Villa Margi Reitano e Mistretta».

 

 

Anticipato dal singolo “Inuyasha” (disco d’oro) e da “Zero”, brano che fa parte della colonna sonora dell’omonima serie originale Netflix, “Ghettolimpo” rappresenta un nuovo immaginario per Mahmood, che in breve tempo si è conquistato un posto fra i più importanti esponenti del cantautorato urban pop, con un tratto unico che lo distingue nel panorama contemporaneo.
L’album apre a un mondo dalle molteplici sfaccettature, dove ogni traccia rimanda a una sua simbologia e alla storia di un personaggio che, come nei vari livelli di un videogioco, si rivela all’ascoltatore brano dopo brano. Un universo popolato da dèi dell’Olimpo insieme a svariati personaggi, dove si uniscono le suggestioni tratte dai miti greci insieme alle esperienze di eroi moderni che vivono la loro quotidianità, cercando di superare gli ostacoli nelle diverse situazioni. Nel Ghettolimpo di Mahmood non troviamo figure onnipotenti appartenenti a un luogo irraggiungibile, ma la descrizione di semplici persone straordinarie che cercano di dare un senso alla propria vita.

Messina: aperta l’esposizione “Lena Cuore di Caravaggio” a S.Maria Alemanna da venerdì 21 a fine settembre

 

 

Messina: Venerdì 21, alle ore 18, a Santa Maria Alemanna, sarà aperta secondo dispositivi del nuovo DPCM anti covid, “Lena cuore di Caravaggio”, la nuova esposizione, cui presenzierà il Vicesindaco di Messina  Carlotta Previti, curata dall’Esperto comunale di Arte Contemporanea Alex Caminiti e promossa dagli Assessori alla Cultura Enzo Caruso ed alla Pubblica Istruzione e Pari Opportunità Laura Tringali.

L’iniziativa solidale, fruibile dal pubblico sino a fine settembre, intende superare gli stereotipi del genere femminile e farà convergere opere pittoriche di GAS collettivo d’arte indipendente. Sarà Marina La Rosa ad incarnare la Lena di Caravaggio, con narratore l’architetto Nino Principato, performance e musica che faranno da cornice.


Lena cuore di Caravaggio” intende puntare i riflettori su quanto gli stereotipi contribuiscano ad influenzare la società in cui viviamo. Una costruzione dei ruoli maschili e femminili che viene imposta sin dall’infanzia, che poi determina una visione spesso distorta della realtà. Scopo del progetto firmato da Caminiti è oltrepassare gli stereotipi senza per questo annullare la differenza di genere.

Maddalena Antognetti, detta Lena, era una delle cortigiane note nella Roma a cavallo tra il XVI e il XVII secolo che Michelangelo Merisi ha usato come modella per dipingere le sue vergini e le sue sante, una scelta provocatoria che generò non poco scalpore all’epoca. Lena è stata la Vergine sia nella Madonna dei Pellegrini di Sant’Agostino che nella Madonna dei Palafrenieri della Galleria Borghese, nonché della Maddalena in estasi, in collezione privata a Roma. Una prostituta sin da giovanissima e amante del cardinal Montalto, il potente Alessandro Damasceni Peretti, nipote di papa Sisto V (1585-90), prima di diventare la donna di Caravaggio.
Bisognerebbe soffermarsi – sottolinea Caminiti – sulle qualità individuali delle persone indipendentemente dal genere sessuale o dalla categoria sociale di appartenenza e in tutto questo il motore resta un’educazione alla diversità che deve partire dai banchi di scuola”. 

L’idea di Alex Caminiti è far emergere i segreti del Caravaggio che nella città dello Stretto ha dato vita a numerose opere di rilievo. “Della vita di Caravaggio a Messina non si è parlato molto – prosegue l’artista messinese – quasi a volere saltare questa tappa. Qui ha fatto tantissimi lavori importanti, anche celati, che nessuno ha mai approfondito e che sono stati trafugati quando è morto a Porto Ercole. Di queste opere non si saprà più niente. Con questa esposizione voglio onorare la figura di Lena”. Per la realizzazione di questa iniziativa-riporta una nota del Comune – è stato di grande supporto il contributo del Vicesindaco Carlotta Previti, degli Assessori Caruso e Tringali, della galleria Emy e Tercio Viejo de Sicilia.

Sabato 17 aprile inaugurazione a Pozzallo della mostra “Dikotomica”

Sabato 17 aprile alla galleria SACCA di Pozzallo verrà inaugurata la mostra Dikotomica”, bipersonale degli artisti Simone Stuto e Giuseppe Vassallocurata da Giovanni Scucces e Mariateresa Zagone e accompagnata da un testo critico di quest’ultima (in allegato).

L’opening sarà spalmato nel corso di tutta la giornata, dalle ore 10 alle 20 (con una pausa fra le 13 e le 15). In ogni caso la galleria d’arte dispone anche di un ampio spazio esterno in cui poter sostare. Eventuali cambiamenti verranno comunicati nei giorni a ridosso dell’apertura.

 

Dikotomica è un progetto che ha i suoi cardini nella ricerca figurativa e nella condizione esistenziale dell’uomo. I due artisti in dialogo affrontano il tema della relazione con l’alterità, cioè con il mondo esterno e con l’estraneità, attraverso due modalità contrapposte nel rapporto fra soggetto e oggetto. Da un lato l’introspezione e lo scavo psichico rivelatori delle profondità dell’io, dall’altro la melanconia estatica ed estetica che scaturisce dall’incontro/scontro col reale. A rendere manifeste queste polarità concorrono due linguaggi differenti: da una parte la distorsione di un disegno nervoso e spezzato come quello di Stuto, dall’altra la sequenza di frames dalla controllata struttura formale che si dipanano in un’incredibile varietà di grigi in Vassallo.

Espressionistico, grafico e pittorico il primo, impressionistico foto-grafico e cinemato-grafico il secondo, entrambi però procedono seguendo un moto bidirezionale che va dall’interno all’esterno e dall’io al mondo.

Al cospetto di queste opere, scrive la Zagone, sono rintracciabili dei richiami alla tradizione visiva e alla Storia dell’Arte, da Bosh ad Hammershøi, da Bacon ad Hopper, da Pontormo a Casorati.

 

Simone Stuto (Caltanissetta, 1991) vive e lavora tra Biella (BI) e Racalmuto (AG). Termina gli studi nel 2016 dopo una laurea in Pittura e una specializzazione in Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha all’attivo già diverse collaborazioni e mostre in gallerie e spazi pubblici in Italia.

Giuseppe Vassallo (Palermo, 1990), dopo una laurea in Progettazione Allestimenti presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, termina gli studi nel 2018 specializzandosi in Grafica d’Arte presso la stessa istituzione. Collabora con diverse gallerie e partecipa a varie mostre in Italia e all’estero. È stato selezionato dalla giura presieduta da Philippe Daverio per la mostra finale del “Premio Mestre di Pittura 2020”. Nel 2018 ottiene una residenza d’artista, con mostra personale finale, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest.

Sarà possibile visitare la mostra fino al 29 maggio secondo i consueti orari di apertura della galleria o su appuntamento.