Sanremo 2022, Troppi omaggi e complimenti di Amadeus, vincono Mahmood e Blanco

 

 

Mahmood e Blanco, con la canzone ‘Brividi’, sono i vincitori di Sanremo 2022. Al secondo posto Elisa con ‘O forse sei tu’, al terzo gradino del podio Gianni Morandi con ‘Apri tutte le porte’.

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Massimo Ranieri, con il brano ‘Lettera di là dal mare’, ha vinto il Premio della Critica ‘Mia Martini’. A lui, 27 voti dei giornalisti accreditati presso la Sala Stampa. Al secondo posto Giovanni Truppi con 15 voti, al terzo Elisa con 7. In totale sono stati espressi 72 voti, 65 dei quali validi.

Gianni Morandi con il brano ‘Apri tutte le porte’, che porta la firma anche di Jovanotti e Riccardo Onori, ha vinto il Premio Sala Stampa Lucio Dalla. L’eterno ragazzo ha conquistato il riconoscimento con 12 voti, battendo Elisa (10) e la coppia Mahmood & Blanco (9). I voti ricevuti sono stati 52, tutti validi. “Devo ringraziare tutti, prima te, Amadeus, Lorenzo Jovanotti che ha scritto un bellissimo brano, i musicisti. E’ un podio veramente fantastico, siamo tre generazioni: gli anziani, lei (Elisa, ndr) di mezzo e i giovani (Mahmood e Blanco, ndr)” i

Fabrizio Moro si aggiudica il Premio ‘Sergio Bardotti’ per il miglior testo (assegnato dalla Commissione Musicale del festival di Sanremo 2022) per il brano ‘Sei tu’.

La serata finale di Sanremo 2022 ha preso il via con l’esecuzione dell’Inno Nazionale da parte della Banda della Guardia di Finanza, sul palco dell’Ariston. Al fianco di Amadeus a condurre il Festival Sabrina Ferilli.

– Pioggia di complimenti di Sabrina Ferilli ad Amadeus, inutile riportare non fanno testo

Poi un siparietto tra Ferilli e Iva Zanicchi, prima dell’esibizione della cantante. Le due si scambiano complimenti e convenevoli, finché Amadeus – che prima aveva chiesto “Vi lascio sole?” – esorta Zanicchi: “Iva, devi cantare!”.

– Non un discorso sulla famiglia e nemmeno uno sul riscaldamento globale, o sulla body positivity. Dopo tanti interventi impegnati di chi l’ha preceduta, a Sanremo 202 la Ferlli spiega perché “bisogna parlare delle cose su cui si è competenti” e sui “temi importanti lasciare parlare chi si sporca le mani per cercare soluzioni veramente a quei problemi”.

L’attrice spiega dunque che lei lascia parlare la sua “storia” e conclude citando Calvino: “Non è che dico questo perché non so cosa succede nel mondo. È che semplicemente ho scelto questa strada della leggerezza perché, come diceva Calvino, in tempi così pesanti bisogna planare sulle cose dall’alto e non avere macigni sul cuore. Perché la leggerezza non è superficialità”, dice l’attrice che prima di lasciare il palco ingaggia un siparietto con il figlio di Amadeus, José, seduto in prima fila: “È lui il vero deus ex machina del festival, è lui che ha suggerito al padre il mio nome”, dice raggiungendolo per un abbraccio e una foto.

 – “Non penso assolutamente di influenzare il parere e il voto di nessuno: ma voglio dirti che sono onorato di averti qui a Sanremo 2022”. Con queste parole, Amadeus accoglie Massimo Ranieri sul palco dell’Ariston. E dopo l’esecuzione del brano, il cantante raccoglie l’ennesima ovazione del pubblico e subito dopo esclama “papalina” partecipando così anche al fantaSanremo. Massimo Ranieri quasi si giustifica: “Me lo hanno chiesto i miei pronipoti: ieri sera ero nel pallone e allora lo faccio questa sera”. E Amadeus di rimando: “Chissà quanto vale ‘papalina’ detto da Ranieri…”.

 – Sul palco dell’Ariston volteggiano le ‘farfalle azzurre’, il gruppo dell’Aeronautica Militare. Le atlete della nazionale di ginnastica ritmica Martina Centofanti, Agnese Duranti, Alessia Maurelli, Daniela Mogurean e Martina Santandrea ballano sulle note di Upside down di Diana Ross.

I “Calzini” di Paolo Baldoni tra cinema muto e country music

DI    LUCILLA  CORIONI
Il 21 gennaio è il giorno del compleanno di Paolo Baldoni, nato nel 1961 a Mantova.
Parafrasando la serie televisiva americana “Resurrection”, lo potremmo magicamente definire un “ritornato”. Risorto dalle ceneri, seppur con successo tardivo, pareva una meteora. Invece no.
“Sono sempre stato Puerto Balù”, uscito il 21 dicembre scorso, è una casa a sette stanze che fanno respirare buon umore, poesia e bella musica. Realizzato con la complicità del collega Luca Bonaffini, l’album nasce e cresce a Mantova dentro le pareti rassicuranti di LS STUDIO, sotto l’attenta cura di Vittorio Magro e Alberto Grizzi (già produttori di Mario Marco Farinato e del laboratorio discografico “La settima nota”).
Ma c’è di più. Un singolo, allegro ed energico, intitolato “Calzini”, è ora videoclip.(Vedi sopra). Girato sempre negli studi di LS, con il marchio garante del geniale Maurizio Ferrandini (neo art director di LDP VISION).
“Usciremo contemporaneamente al Festival di Sanremo, per dargli una mano a distanza….” Spiega ironico il discografico Bonaffini.
La scenografia, i colori, il mondo, l’ambiente sanno di caldo.
I protagonisti, alcuni presenti nel CD, altri musicisti giunti per giocare al ruolo degli attori sprizzano simpatia da tutti i pori: mentre violini, chitarre folk ed elettriche, slide e cappelli rossi sfidano il tempo ricordandoci gli anni Settanta, la scena si trasforma in un tributo al grande Cinema Muto di Buster Keaton e co.
Si può ancora sognare, offrendo qualità, senza sentirsi stupidi.
Buon ennesimo ritorno, caro Balù Paolo Baldoni.
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Note artistiche
Paolo Baldoni, nato il 21 gennaio 1962 a Mantova, inizia fin da ragazzino a suonare la chitarra. Appassionato dei Beatles e di Bob Dylan, ben presto scopre i cantautori italiani e l’amore per la poesia e la letteratura.
Nel 1977 tra i banchi di scuola, incontra Luca Bonaffini che, avendo appena iniziato a suonare, cerca complicità negli amici più vicini. Paolo, adottandolo come creativo e vocalist, decide di fondare con lui la prima band, chiamandola ironicamente “Danger!” (pericolo). Ispirato dal fatto che Luca più che esecutore è autore, inizia a scrivere canzoni insieme a lui. Il sodalizio, confortato dalla loro amicizia, durerà fino al 1981, quando pubblicheranno la loro prima registrazione (solo su musicassetta e in pochissime copie).
Luca sceglierà di fare il cantautore di mestiere, Paolo preferirà farlo rimanere un fatto privato.
Dopo oltre trent’anni, finalmente Bonaffini lo convince a pubblicare alcune canzoni con la sua etichetta neonata. Nel 2013 Paolo esce con “Vivere e partecipare” e, senza tregua, nel 2015 pubblica “Dimenticanze”. Nel 2016 s’inventa una formula nuova, quella del laboratorio discografica e, ogni settimana per 21 settimane, pubblica un singolo. L’operazione, intitolata “Il sabato del Coraggio. Faccio ciò che voglio”, conterrà brani che Paolo riprenderà nei suoi album successivi

 

Max Borelli e lo spettacolo della sua super band “Echoes of Pink Floyd tribute live”

 

 

Prima di rifarsi il look, il mitico teatro di Bordighera ha salutato il pubblico con uno spettacolo ineccepibile realizzato da Max Borelli con la sua super band “Echoes of Pink Floyd tribute live”.

Vi riporto le mie impressioni a caldo, non da critico musicale ma da vero appassionato di rock

Ecco i miei “appunti di viaggio” e la chiacchierata scambiata con Max.(di Maurizio Ferrandini)

 

Martedì, 28 dicembre ore 21

Eccomi in trincea.

Un suono caldissimo avvolge subito il pubblico che viene inglobato sul palco grazie alle sapienti luci dello storico operatore Claudio Trosso, una vera sicurezza per i live di questo genere.

La band snocciola uno dietro l’altro i capolavori dei Pink   Floyd senza sbagliare una nota, sorretta da un grande impianto audio/luci.
Fin da subito si percepisce l’atmosfera carica di grande passione per la musica sia sul palco che in platea.

Il miglior repertorio dei Pink Floyd esplode dal palcoscenico e regala agli ascoltatori un’esperienza da ricordare e da raccontare.

Alle voci Pino Jerace e Manuela Barrese Moraglia si esibiscono con una sicurezza straordinaria che lascia allo spettatore la voglia di immergersi in quel sound psichedelico e lasciarsi cullare dal loro canto ipnotico.

Max Borelli (un vero gigante, alla chitarra…) un musicista completo e preparato che non lascia niente al caso, si esibisce in magistrali assoli con la sua mitica Stratocaster e passa con disinvoltura dalla slide e all’acustica concedendosi anche il piacere di esibirsi con la voce.

Grandissimi il batterista Andrea Colonna e il bassista Daniele Crivello, veri motori di questa macchina perfetta che si fonde con le tastiere di Antonello Crivellaro e Federico Pascolo rombando incessantemente per tutta la serata.

Al sax e chitarra Sandro Molinaro, esperto e acculturato musicista è la vera ciliegina sulla torta . Una super band composta da grandi professionisti che non fanno rimpiangere gli originali.

Dal pubblico qualcuno mormora che in sala ci fossero anche David Gilmour e Roger Waters, mimetizzati dalla mascherina, confusi tra la gente, finalmente insieme e senza tensioni, per ascoltare rilassati i capolavori che hanno donato a tutti gli amanti della miglior musica mai esistita.

Echoes è il tentativo di descrivere il potenziale che gli esseri umani hanno di riconoscere l’umanità presente nel prossimo e rispondere a questa con empatia piuttosto che disinteresse, un inno edificante alla ricerca dell’empatia universale .

 

INTERVISTA

Due parole con Max 

Ciao Max, grande impresa quella di riprodurre i più grandi capolavori dei Pink Floyd, quale percorso musicale ti ha portato a realizzare un progetto simile?

Ho cominciato a suonare folgorato da un disco avuto in eredità da mio fratello, era Dark side of the moon! Fra i vari LP c’era veramente il meglio della musica di quel periodo…da Rory Gallagher a Welcome di Santana e poi Hendrix, Led Zeppelin, David Silvian ecc. Davvero un bel punto di partenza… ci chiamavano Anderson Council (nomi dei bluesman da cui i Pink Floyd presero i cognomi)… il tastierista di allora era un genio del computer, un’avanguardia negli anni ’80 portato dal vivo…Marioluca Bariona… adesso è un gran fotografo e spesso viene ad ascoltarci e a fare 2 scatti.Da allora ho avuto attività di session in vari studi e diversi gruppi cover fino all’incontro con Giancarlo Golzi un artista maestoso. Da lì Museo Rosenbach e Mattia bazar… esperienze memorabili.

Come vedi il rock nei nostri anni?

Ad oggi il rock rimane grande fonte di ispirazione per molti ma non regge il confronto con la propria epoca d’oro… l’ascolto dei giovani è molto diverso dal nostro e le loro emozioni sono legate ad altro…non credo sia necessariamente un male, ma la scuola non educa al buon ascolto purtroppo…l’ora di musica vale zero…vedo artisti moderni rivalutare la stampa in vinile e questo fa ben sperare…l’audio dei telefoni è pessimo! 

C’è speranza di tornare ad una musica veramente suonata?

Non so, lo spero, ma molto dipende dalla proposta…vedo giovani molto bravi con gli strumenti, il livello è alto…una volta il musicista era un “figo” adesso è un po’ “sfigato”.

Cosa apprezzi della musica di oggi?

Cerco di superare il disgusto verso il rap… avendo un figlio 16enne cerco comunque di capire cosa muove in loro…Travis Scott, Kanie West ecc…sto studiando…

Progetti futuri?
Per il futuro, dopo aver dedicato musica a tutti e non facendolo più di professione, Echoes of Pink Floyd rimane un progetto molto gratificante, abbiamo parecchio repertorio a disposizione per lavorare ancora molto…

 

 

” TOTEM” DI MAURIZIO FERRANDINI, ARTISTA CHE NON SI MAI LASCIATO PLASMARE DALLE MODE E DA UN SISTEMA DISCOGRAFICO TENDENZIALMENTE CORROTTO

Foto L.Corioni

DI  LUCILLA  CORIONI   

Video

“Totem” è il capitolo conclusivo della saga di “Io c’entro con rock”, album che raccoglie l’essenza del cantautore matuziano con 7 brani in equilibrio tra rock e poesia.
Questa canzone raggiunge forse il livello letterario più alto tra le composizioni presenti nel disco. Il testo è a metà tra una intima seduta psicanalitica è un pubblica confessione. Questa è la celebrazione dell’arte, spesso disprezzata e vista come un demone da esorcizzare.
L’autore appare cattivo ed egoista per chi non coglie il suo fervore artistico.
Ecco che l’artista diventa l’esempio da non seguire, un idolo pagano da cui stare lontano, tanto diverso da quel padre che rappresentava un idolo sacro. Ma non sempre l’arte è una scelta, spesso e volentieri è condanna da accettare e fare propria.
Maurizio Ferrandini, cinquantenne sanremese, figlio della città dei fiori e della canzonetta da mainstreamer, è in realtà uno dei tanti fratellini scomodi e mai riconosciuti dal sistema, perché non si è mai uniformato, non si è mai lasciato plasmare dalle mode e da un settore discografico che, per sua natura e storia, tende a corrompere tutti i suoi protagonisti con i generi e le sotto-categorie del pop.
I dischi, Maurizio Ferrandini, nonostante i corteggiamenti di label Indie e produttori alternativi, ha sempre preferito farseli e finanziarseli da soli, a costo di renderli talmente rari da essere quasi introvabili.
Oltre ad una laurea conseguita nel ramo amministrativo, fin da giovanissimo Maurizio si appassiona di grafica, di montaggio video e di liuteria, ma nel frattempo la sua arte originaria non si disperde: Ferrandini diventa polistrumentista e realizza una dozzina di album in circa 10 anni.
Nel 2020, complice il lockdown dell’emergenza sanitaria, incontra “virtualmente” il vecchio amico Luca Bonaffini col quale realizza un format in cinque puntate per Globus Television dedicate alle “storie dietro alcuni vinili d’arte”: si tratta di Mash Up Kult che, andrà in onda durante il Natale successivo, ottenendo un grande successo. Nel 2021, per lo stesso Bonaffini, realizza il videoclip de “Il futuro ero” (singolo del cantautore mantovano) e sarà proprio in quel contesto che riceverà da Luca la proposta per la pubblicazione di un album.

DOLORE E DEPRESSIONE NELLA VITA MENTRE IL TEMPO CORRE SENZA SOSTA: SPECCHIO DELL’ARTISTA MAURIZIO FERRANDINI

 

 

 

DI   LUCILLA CORIONI 

E siamo al videoclip numero sei.                                                                              Maurizio Ferrandini, qui, è un pò biografo di sé stesso, OGGI, singolo estratto da “Io non c’entro col rock” racconta di come una giornata apparentemente normale possa diventare uno spunto per riflettere.

Altalenanti sentimenti mettono l’autore di fronte alle proprie scelte di vita ponendolo quasi in uno stato di dolore e depressione dove un Ferrandini, legato ad una sedia, viene prima accarezzato e poi picchiato pesantemente da una misteriosa figura femminile mentre i giorni e il tempo corrono senza sosta .
La vita intera condensata in pochi attimi, brandelli di tempo che consentono un veloce dipinto dell’attualità e dei pensieri più intimi dell’autore.
“Oggi che la formica si fa grande e la cultura è traballante” pare lo specchio di una generazione d’autore che si scontra con una realtà desolante e sempre meno tempo per raccogliere i frutti dell’arte.
Maurizio Ferrandini, cinquantenne sanremese, figlio della città dei fiori e della canzonetta da mainstreamer, è in realtà uno dei tanti fratellini scomodi e mai riconosciuti dal sistema, perché non si è mai uniformato, non si è mai lasciato plasmare dalle mode e da un settore discografico che, per sua natura e storia, tende a corrompere tutti i suoi protagonisti con i generi e le sotto-categorie del pop.
I dischi, Ferrandini, nonostante i corteggiamenti di label Indie e produttori alternativi, ha sempre preferito farseli e finanziarseli da soli, a costo di renderli talmente rari da essere quasi introvabili.
Oltre ad una laurea conseguita nel ramo amministrativo, fin da giovanissimo Maurizio si appassiona di grafica, di montaggio video e di liuteria, ma nel frattempo la sua arte originaria non si disperde: Ferrandini diventa polistrumentista e realizza una dozzina di album in circa 10 anni.
Nel 2020, complice il lockdown dell’emergenza sanitaria, incontra “virtualmente” il vecchio amico Luca Bonaffini col quale realizza un format in cinque puntate per Globus Television dedicate alle “storie dietro alcuni vinili d’arte”: si tratta di Mash Up Kult che, andrà in onda durante il Natale successivo, ottenendo un grande successo. Nel 2021, per lo stesso Bonaffini, realizza il videoclip de “Il futuro ero” (singolo del cantautore mantovano) e sarà proprio in quel contesto che riceverà da Luca la proposta per la pubblicazione di un album.

Ecco finalmente la Settima Nota 2021, rassegna dedicata alla popular music d’autore italiana e internazionale

Eccoci finalmente alla tanto attesa pubblicazione dei “fantastici sette” dell’edizione 2021 de “La Settima Nota”, rassegna per cantautori, band e gruppi che – dal 2020 – premia i protagonisti della musica italiana e non solo.

Ritroviamo, a proposito di questi ultimi, Sona e Aram che – nella scorsa edizione – si sono fatti notare vincendo addirittura due premi. Quest’anno si sono aggiudicati il prestigioso “Miglior Progetto Discografico”.                                                                                            Al loro fianco, Matteo Murgia (detto il Pastore), Giulio Perizzolo (con un sound latino americano da brivido), Giordano Cova (tradizionale ma tutt’altro che scontato), Stona (carismatico e struggente), Davide Benvenuti (criptico ed intimista) e, dulcis in fundo, Milena Mingotti ( prodotta da Roberto Costa, garanzia storica di qualità).                           Sette volti, sette voci, sette mondi che nel pianeta caotico e un po’ omologante della discografia globale, rivendicano identità, bellezza e unicità. Il titolo, chiaramente provocatorio, è “Il futuro è alle spalle”.
Un omaggio alla memoria attiva, senza nostalgia ma con grande rispetto. Dal 3 dicembre sulle maggiori piattaforme digitali.

Sherrita Duran, la voce dell’anima che canta verso il cielo

 

 

DI LUCILLA CORIONI

Preghiere, lacrime e speranze si trasformano in canti di adorazione, gioia, incoraggiamento e forza. E’ Sherrita Duran, artista totalizzante, che – con il suo album ricco di voli spirituali e viaggi mistici – inventa una formula emozionale per vincere il caos “terreno” e ritrova sé stessa nella gioia e nella scoperta di un vero e proprio stato di grazia.

I brani, quasi tutti scritti tra il 2020 e il 2021, sfidano le tenebre del lockdown grazie alla luce di quello che definisce, nella sua dimensione umana bucolica, il “campo dei canti”, tra meditazione, passeggiate col fido amico cane e il sospiro immanente della natura viva.
Sherrita con semplicità e umiltà, recita così:
“O Gesù….tu sei la mia pace
Quando il mondo comincia crollare attorno a me.
Sei la mia ancora in questa mare in tempesta.
Io non sarò smossa perché
Tu sei Colui che mi preserva.”
CHI E’ SHERRITA DURAN
Sherrita Duran ha una voce calda come la sua California, un timbro morbido e vellutato, del tutto particolare, un’estensione senza confini e un’ottima tecnica che le permette grande versatilità in ogni stile musicale.
È un artista capace di sequestrare l’ascoltatore al punto che il critico musicale Mario Luzzatto Fegiz l’ha definita ”Un soprano acrobatico, una forza della natura capace di unire il bel canto alla musica black”.
LE ORIGINI
Nata e cresciuta a Fresno (California), Sherrita si trasferisce molto presto a Los Angeles , dove si laurea in Opera Lirica, Musica e Arti Vocali presso l’Università South California, esibendosi al “Los Angeles Opera – Music Center”.
Il suo talento non tarda a farsi scoprire e sin dagli esordi della sua carriera Sherrita si misura con un repertorio vastissimo: dalla lirica al pop, dal gospel al jazz, dalla musica Soul alla musica dance e hip-hop, dal rhythm and blues al musical.
Dopo un paio d’anni in tournée con vari ensemble musicali decide di trasferirsi a New York per dedicarsi completamente alla lirica e ai musical. Recita così in Showboat e in Candide al Gershwin, un famosissimo teatro di Broadway; al Dicapo Opera partecipa all’ American Singers’ Opera Project, un programma per giovani cantanti lirici; compare in alcune trasmissioni televisive tra le quali Good Morning America, The Tony Awards e The Jay Leno Show.
I PRIMI GRANDI SUCCESSI
Nel 2000 riceve il Premio di “poeta dell’anno” dalla rivista newyorkese Talent in Motion e nel 2003 vince la prestigiosa borsa di studio per cantanti lirici della Gerda Lissner Foundation.
Prosegue il suo percorso artistico, versatile e creativo, allacciando nuove collaborazioni professionali: come vocalist di Adriano Celentano, Gianni Morandi, Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), il Maestro Fio Zanotti, il DJ Molella (Radio Deejay, M2o) con il rapper Mondo Marcio incide la canzone Segui la stella e partecipa al video musicale e molti altri artisti. Non manca di rivisitare in versione House diverse canzoni di grande successo: “Una storia importante” di Eros Ramazzotti, “No one” di Alicia Keys, “I will survive” di Gloria Gaynor e Tomorrow.
La consacrazione come interprete e come cantautrice
Nel 2009, insieme ad altri artisti tra i quali Katia Ricciarelli, Riccardo Fogli, Little Tony, Silvia Mezzanotte e Andrea Mingardi, partecipa alla compilation Caro Papà Natale 2 con la canzone The dream of Christmas, realizzata insieme al DJ Molella. Il CD venderà oltre ottantamila copie e sarà premiato con il Disco d’oro nel 2009 e con il Disco di platino nel 2010.
Il suo talento di cantautrice viene finalmente riconosciuto e due canzoni inedite, You are e Your love (tratte dall’album Time of the butterfly), entrano a far parte dell’album Milano Gospel Festival 2009, venduto nelle edicole di tutt’Italia allegato al quotidiano Il Giornale.
LA TELEVISIONE E L’INCONTRO CON I MEDIA 
Sempre più apprezzata, appare nel frattempo in diverse trasmissioni televisive per il grande pubblico: a “Cultura Moderna”, a “Sei un mito” dove vince la puntata imitando Tina Turner, a Tutte le mattine di Maurizio Costanzo dove canta Summertime accompagnata dalla band di Demo Morselli.
Sulle reti Rai compare nella trasmissione I Raccomandati accompagnata dall’amica Carol Alt e a Tutto benessere. Nel 2009 prende parte come cantante e attrice allo spot dell‘Oral cancer day 2009, mandato in onda dalla Rai, da Mediaset e proposto nei cinema, negli aeroporti e nelle stazioni della metropolitane italiane.
Nel 2009 è ospite della finale di Miss Padania e il Milano Gospel Festival.
Dalle radio più importanti (Rai Radio 1, Radio 101, Radio Deejay, Radio KissKiss ) a quelle locali Sherrita è richiesta per interviste e spesso presta la propria voce per jingles e sigle.
Tiene anche molti concerti gospel e jazz, blues, dance e lirica in tutta Italia, rigorosamente live.
DALLA NOTORIETA’ AL PRESTIGIO
La notorietà di Sherrita cresce e la sua presenza è sempre più richiesta nei locali più prestigiosi, nei festival e nelle maggiori manifestazioni dove la vedono ospite come nella finale di Miss Padania, Milano Gospel Festival. Trasimeno Blues Festival, Toscana Gospel Festival, Ascona Jazz Festival al Piacenza Jazz Festival, Al Val Tidone Festival e al Festival Internazionale di Imola “Da Bach a Bartok”. Grazie allo spettacolo teatrale “Notorious” (un mix di musica lirica associata al rock) dove ricopre il ruolo di soprano protagonista insieme ad altre due cantanti, calca i palcoscenici dei teatri più importanti d’Italia come il Teatro Donizetti di Bergamo, Teatro Coccia di Novara, Teatro Fraschini di Pavia e molti altri teatri italiani. Grazie allo spettacolo teatrale Notorious (un mix di musica lirica associata al rock) dove ricopre il ruolo di soprano protagonista insieme ad altre due cantanti, calca i palcoscenici dei teatri più importanti d’Italia.
“TIME OF THE BUTTERFLY” , IL VOLO DELLA FARFALLE DA CHIAMBRETTI A CELENTANO
Sherrita prende il volo con l’album Time of the butterfly: una collezione di undici canzoni inedite che nascono dal profondo del suo cuore e accompagnano l’ascoltatore in un viaggio d’ispirazione lyric-soul accompagnata dagli arrangiamenti del produttore musicale Gianmaria Scattolin. Il suo CD esce il 18 marzo 2010, giorno del suo compleanno.
Nel novembre 2011, al Chiambretti Music ShowSherrita e l’Italian Gospel Choir partecipano con la nota canzone di Laura Pausini “La solitudine”.
L’aprile 2012 vede l’uscita della compilation Lounge Zu-Groove Summer Vibes, realizzata dal produttore, arrangiatore e musicista Andrea Zuppini, alla quale Sherritapartecipa come cantautrice con due brani: Mister Mambo e Upside Down.
Nel febbraio 2012 il Festival di Sanremo chiama e Sherrita accompagna Adriano Celentano in entrambe le sue apparizioni, sotto la direzione del maestro Fio Zanotti.
I GRANDI TOUR
Nell’ottobre 2013 Sherrita viene chiamata dallo Staff di Gianni Morandi dove ricopre il ruolo di Vocalist per lo spettacolo “Gianni Morandi Arena Live 2013” in diretta su Canale 5.
Nel 2014 ha preso parte nella tournée teatrale del musical The Sisters, La Via Del Successo, dove ha ricoperto un ruolo di protagonista con altre 2 cantanti.
“KEEP SHINING” E ALTRE AVVENTURE.  
Nel maggio 2017 il suo nuovo album “Keep Shining” collezioni di 9 brani di genere Gospel/R&B suonati e arrangiati dal Maestro Marco De Domenico.
Nel Febbraio 2019 il Festival di Sanremo la richiama e questa volta accompagna per le 4 serate del Festival, insieme al suo coro Gospel, il cantante Irama con la canzone La ragazza con il cuore di latta, dove le è stata affidata una parte solista nella canzone.
Dal 2019 ha fatto parte come “giudice del muro” per 3 stagioni televisive del programma “All Together Now” condotto da Michelle Hunziker su Canale 5.

Ermanno Zanfi « il cantastorie delle voci perdute » Sette tracce musicali per ricordare l’artista emiliano scomparso recentemente

Dalla memoria storica della popular music italiana, spunta Ermanno Zanfi, interprete e autore di canzoni che, negli anni Sessanta, abitò i palcoscenici prestigiosi di quel periodo che, a forma di vinile, fece girare la testa e il cuore alle giovani generazioni.
« Il cantastorie delle voci perdute » (sulle maggiori piattaforme on line dal 5 novembre) è una raccolta breve di alcuni capolavori che l’artista modenese ha scritto e cantato.
Ma chi è Ermanno Zanfi ?
Erano gli anni del dopoguerra e lui, talentuoso cantante dalla voce limpida e incisiva, si faceva notare da tutte e da tutti. Musicisti e non.
Il tempo prima e gli eventi poi, gli hanno portato via la carriera e, salito sul treno della concretezza, decise di rinunciare a un successo ben più che probabile per quel senso di responsabilità che le priorità della vita gli presentarono.
Incontrò, tra gli altri, un’allora sconosciuta Caterina Caselli e un Pierangelo Bertoli che, tra le difficoltà ormai note del suo stato di disabilità, emanava coraggio e carisma da tutti i pori.
Ermanno scomparve pubblicamente quasi subito, ma la sua musica non lo abbandonò mai.
Sposatosi e diventato padre, non si sedette mai sul passato, cercando di inventare – insieme alle sue chitarre firmate – un mondo presente parallelo fatto di arte, di country rock e di letteratura.
Nel 1992, la grande occasione.
Pierangelo, che non lo ha mai dimenticato, lo porta da Caterina Caselli insieme al giovane Luca Bonaffini (già autore affermato di Bertoli) e danno vita al progetto B.L.E.Z (acronimo di Bonaffini Luca Ermanno Zanfi), un’idea dello stesso Pierangelo che vede il Bonaffini cantautore affiancato dalla certezza vocale del non più ragazzino Ermanno.
L’album, che resta un’opera unica dei due artisti, diventa un cult per gli amanti del country e della musica emiliana.
Dopo trent’anni, a poche settimane dalla sua scomparsa, ecco il ritorno pubblico di Zanfi, icona di una generazione ricca di energia e creatività, con sette tracce (delle quali due in dialetto).
Troviamo una versione strabiliante di LUCIA DI DICEMBRE (quella di Bonaffini e dei Blez) in dialetto modenese e una canzone dedicata a Pierangelo Bertoli, nato tra l’altro come Ermanno, il 5 novembre.

E’ uscito “DAMMI UNA MANO”, il nuovo singolo e video di Max Rasa

 

DI    LUCILLA CORIONI

Ritorna Max Rasa, front man dei “Cani Bastardi Band”, con “Dammi una mano”, un rock melodico intenso e immediato che, raccontato da un videoclip davvero bello, affronta il complesso complicato ed eterno tema dei conflitti generazionali.                       Il rapporto genitore-figlio è spesso bloccato da un muro apparentemente invalicabile, fin quando, un momento difficile passato dal figlio adolescente si trasforma magicamente in un’opportunità per il padre. La ricetta è quella dell’ascolto, della presenza, dell’amore che si basa sulla comprensione, che si basa su fatti e non su semplici discorsi cattedratici, tipici di chi ci ha preceduto. Darsi una mano, è quindi tendersi la mano, perché solo attraverso la dinamica dei legami profondi è possibile non ritrovarsi mai da soli e vincere insieme.

Note d’autore

 

Veneziano, è un cantante e autore di canzoni.
Lui dice di sé: “Non vivo di musica, ma la musica è la mia vita”.
Attualmente è il front man della “Cani Bastardi Band”, con un progetto pop rock, finalisti quest’anno (2021) di Sanremo Rock Trend Festival. Collabora con il noto musicista Michele Bonivento il quale è suo arrangiatore e produttore artistico ufficiale. Ama scrivere poesie e pensieri che lo aiutano poi, attraverso la composizione a trasformare un’idea in una canzone.
Il 2 aprile 2021 esce con un primo singolo dal titolo “VUOTO APPARENTE”.
Max Rasa torna il 12 maggio con un secondo singolo intitolato “STA CAMBIANDO”.
Il 1° luglio esce con un nuovo singolo dal nome “LASCIAMI ANDARE”, un vero e proprio inno alla libertà.

 

STELLA BASSANI, ARTISTA CHE CON LA MUSICA VUOL RICOSTRUIRE L’ALBERO E IL GIARDINO DELLA VITA

 

Ritorno discografico per Stella Bassani, icona contemporaneadell’ebraismo musicale pop, che – classe 1970, mantovana – ci regala 7 tracce nuove.
7 canzoni, dunque, tutte in ebraico che spaziano dalla tradizione dell’antico testamento per raggiungere i songwriter del Novecento, celebrando la Storia e le storie di un popolo controverso e spesso tragicamente perseguitato.
« Ha Yikkar » che sottotitola « l’essenziale in studio » è un album « ponte », o meglio di passaggio, rigorosamente unplugged (quasi solo voce e chitarra, con qualche arricchimento sonoro solo nel brano d’apertura) che ha lo scopo di trasportare l’ascoltatore nella Erez Israel (la terra promessa) in tutta la sua essenza e semplicità.
Inoltre ci piace leggere tra le righe che l’essenziale, la cosa fondamentale,e il minimalismo sono i binari di ripartenza per un mondo che, travolto da Covid e lockdown, riparte dalle radici per ricostruire l’albero e il giardino della vita.
Capolavori di bellezza come « Hine keinei avadim» e « Rachem », si affiancano a tre omaggi dedicati all’indimenticabile Naomi Shemer (« Lu Yehi », « Od Lo Avavti Dai », « Al Kol Eleh ») per celebrare il KInneret con la tradizionale « Eretz Eretz Eretz » e la Storia del popolo ebraico con « Ava Nagila ».
Dal 10 ottobre 2021, in distribuzione sulle maggiori piattaforme digitali.
Note d’autore
Stella (Iolanda Elena) Bassani inizia fin da bambina a girare con il nonno Cesare Galli, polistrumentista e direttore d’orchestra, nonché fondatore della Fisorchestra di Verona, respirando musica e diventandone piano piano parte integrante. Gira con lui l’Italia, la Svizzera, la Francia e altri paesi, ben presto imparando anche il significato del palco, del musicista e del pubblico. Crescendo inizia a scoprire il pianoforte, il solfeggio, la chitarra e soprattutto la voce. Soprano, con un’inclinazione naturale verso le note lunghe, inizialmente viene introdotta al canto lirico che, però ben presto, abbandona perché troppo competitivo e rigido.
Stella ama anche la danza, il movimento fisico, il ballo.
Infatti, attraverso le feste tradizionali della Comunità organizzate dal padre Italo (attivissimo a livello locale, nazionale e internazionale) conosce la MUSICA TRADIZIONALE EBRAICA, antica e religiosa, ma soprattutto laica e vivace, tipica della terra mediorientale che ha conosciuto in Europa e nel mondo diverse contaminazioni.
Dopo la scomparsa del nonno e anche del padre (il quale, dopo essere scampato al genocidio della shoah e che nel dopoguerra diventò Presidente della Comunità Ebraica di Mantova dal 1973 al 1985, all’età di soli cinquant’anni restò gravemente paraplegico a causa di un ictus) Stella Bassani – dopo essersi occupata per oltre dieci anni della cura del papà – decide di intraprendere un viaggio spirituale, e materiale, di conoscenza verso il suo popolo, facendosi da sola.
Israele, l’Olocausto, il dolore ancestrale e la rabbia per ogni tipo di genocidio e discriminazione, la portano verso la sua lingua (l’ebraico) e la canzone popolare.
Nel gennaio 2012, riceve una targa a Roma per l’impegno sociale, al Campidoglio, in occasione dell’evento ambientalista “UN BOSCO PER KJOTO” e viene invitata a numerose manifestazioni per LA GIORNATA DELLA MEMORIA.
Nel gennaio 2013 pubblica il suo primo album, intitolato I GIARDINI DI ISRAEL, ed è subito un successo.
Le maggiori associazioni e riviste ebraiche accolgono il progetto come importante e coraggioso, in un momento estremamente complicato dal punto di vista internazionale.
L’album viene presentato nelle maggiori città italiane come Milano, Roma, Siena, Brescia, Mantova e Parma.
Il repertorio di Stella Bassani è però ben più ampio: è stata invitata nelle maggiori feste tradizionali e ricorrenze. Come ad esempio a Verona – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2013 e al Festival della Canzone Ebraica a Milano nel 2014.
Il 9 novembre 2014 è uscita la ristampa di “I GIARDINI DI ISRAEL” con un nuovo titolo “TRA PACE E MEMORIA”, dedicato al 25° anniversario della CADUTA DEL MURO DI BERLINO.
Nel 2015 ha partecipato al Festival Ascoli Holy Music, festival internazionale della musica per la preghiera, duettando con il trio gospel Anno Domini.
Nel 2019 ha realizzato il singolo ” Vi hu da leolam teshev”, cover del brano originale israeliano, riproponendo in versione dance con arrangiamento di Dave Rodgers, presentandolo in tour in molte città d’Italia. Il 10 ottobre 2021, dopo aver incontrato l’Ambasciatore di Israele a un evento dedicato all ‘Alyiah Bet ligure, partecipa alla Giornata Europea della Cultura Ebraica di Sabbioneta (MN) con lo show concept “Dialoghi musicali” presentando il suo secondo album “Ha Yikkar”, prodotto da Long Digital Playing Srl e distribuito sulle piattafome on line in oltre 200 Stati del mondo.