Nuovo album di Luca Bonaffini che appare come un inno all’Italia sofferente di oggi

 

di Lucilla Corioni

Il nuovo progetto discografico di Luca Bonaffini (nella foto ) esce il 4 aprile sulle piattaforme digitali in 240 Stati del mondo con la distribuzione di Believe Digital, la multinazionale francese leader.

Il titolo, con tanto di sottotitolo, non lascia spazio a dubbi possibili:

“Non è mai troppo Natale. Cinque ballate di rabbia e di amore agli arresti domiciliari”.
Si tratta di cinque brani registrati quest’estate in diretta, dal vivo, in maniera essenziale con sola voce e chitarra acustica. Canzoni che Bonaffini aveva nel cassetto da qualche anno.

Questo pentadisc – come lo definisce scherzosamente Bonaffini – è un lavoro nato in poche ore, buona la prima, un po’ come accadeva negli anni Settanta. Un microfono davanti alla voce, uno davanti alla chitarra, no Auto-Tune (il sofware che intona le voci stonate, ottimizzandole) e via.”.

L’album parte con “l’Italia al tempo del vinile” (già uscito come singolo lo scorso dicembre) con un arpeggio finger-style che, tra citazioni nostalgiche e metafore, appare come un inno all’Italia di oggi che, scritta in tempi non sospetti, soffre ma non si vuole arrendere, passando il testimone in mano alle nuove generazioni. La seconda traccia è inquietante, con una chitarra battuta forte che ci fa ritornare alle ritmiche acustiche di “For Way Streets” di CSN&Y, e parla di governi autoritari e di vittime destinate a restare sigle anonime, a sparire nel nulla, perché si battono per i diritti civili, proprio come “G.Rg”.

 

 

Segue, scritta oltre dieci anni fa, la denuncia verso un sistema che mette insieme immigrati, terroristi, delinquenti e profughi, chiudendoli nella stessa grande scatola: il titolo “Bastard Dream” sembra parafrasare il cosiddetto American Dream di metà Ottocento, quando la crisi legata alla grande carestia irlandese spinse molti dei più poveri europei ad emigrare in America. “Ci scappa il Santo” è una ballata latina, una sorta di tango pieno di energia che ci ripropone, in maniera dura e sarcastica, quella spietata modalità tipicamente mafiosa di immolare qualcuno per poi poterlo beatificare, facendolo diventare un martire utile al sistema sociale. Infine, arriva la canzone d’amore, come da Bonaffini dichiarato “scritta tantissimi anni fa”: “Sarò lì ad aspettarti”, suona con le corde più vere del cantautore mantovano, quelle che gli appartengono di più, vicine alla “Dal vero” scritta per Bertoli nel 1990.

Infine, il disegno di copertina, realizzato dall’illustratore Vittorio Bustaffa ha un sapore antologico, tra chitarre e pianoforte, e cagnolini e dettagli che raccontano storie.

Un album di passaggio, breve ma per me importante, che contiene alcune canzoni che non volevo tenermi solo per me, ma desideravo condividere con gli altri – conclude Bonaffini – in attesa del mio prossimo album, quello “vero e proprio”, sul quale sto lavorando da ben cinque anni con il mio regista musicale Roberto Padovan, col quale ho già realizzato due album e tre produzioni discografiche. Entro il 2020, finalmente vedrà la luce.”

Bonaffini, nel frattempo, come messaggio personale di solidarietà ai suoi fan e suoi amici, ha lanciato sui social la possibilità di avere in omaggio l’album, compreso di testi e copertina, ai primi cento che lo richiederanno .

Gennaro De Crescenzo: musica tra tradizione e rinnovamento

 

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di  Lucilla Corioni

Un mondo musicale tra tradizione e rinnovamento, evocativa della popolare e melodica canzone partenopea con un originale tormentone al sapore di tarantella e nuove sonorità. Intensità emotiva e passione ardente nell’attesa di un domani mentre scorrono le immagini sequenziali di nottate in solitudine, dove lei – la donna amata che gli ha strappato l’anima – come uno spirito, diventa nuovamente vera, concreta all’alba, all’arrivo del sole, in un nuovo, un altro giorno. Il brano, scritto da Mikele Buonocore e da Ennio Mirra (arrangiato da quest’ultimo) è eseguito alla chitarra da Buonocore, al pianoforte da Maurizio Epoca e ai fiati da Martino Brucale.

 

Note biografiche

Gennaro De Crescenzo, napoletano, nasce in una famiglia di musicisti: il padre Luigi, in arte Gino Deck, negli anni ’70 canta nel complesso ” Eduardino e i Casanova; il maestro Vincenzo, suo zio, autore di grandi canzoni e sceneggiate, tra cui le più celebri ” Luna Rossa”, “Credere”, “Malinconico Autunno”, “A sciurara “Eduardo di “Ancora”, “Vola”, ” Il  racconto della sera” ed Eddy Napoli ex voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore e di inni storici come ” Malaunità ”.

Gennaro si affaccia al mondo musicale nel 2016, quando inizia a frequentare il Musiclab Studio dove incontra per la prima volta Savio Arato (maestro di canto) e Claudio Bevilacqua, arrangiatore del  CD ” Musica per Napoli” per l’etichetta discografica TDM RECORDS.

Dopo aver esordito nella Galleria Marconi di Casoria per il calendario Natalizio 2016, casa Di Fiore di Carlo De Vita, partecipa all’ apertura del concerto di James Senese per il cartellone “Alla corte del gusto” tenutasi a Marigliano.

Nel 2017 ha partecipato alla rassegna “Omaggio a Totò. Estate a Napoli” al Chiostro di San Domenico Maggiore, anno di pubblicazione del video LUNTANO SE NE VA e del progetto discografico MUSICA PER NAPOLI .

L’anno successivo ha ritirato il Premio Casa Sanremo, conquistando il terzo posto.

Passione e amore nella musica del poeta Davide Marchi

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di L.Corioni
Da oggi  “Intensamente noi“, brano estratto da “Sei come il profumo del caffè” (Long Digital Playing Edizioni Musicali, 2019) di Davide Marchi, è anche videoclip.
La bella regia di Alessandro Galli, videomaker emiliano, punta sulla città, sulla panoramica della quotidiana vita, per descrivere il poeta metropolitano Marchi che recita i suoi versi d’amore con passione e fermezza. L’amore, come trasmettono le parole di Davide, non può sostare, fermarsi ad una pura e semplice relazione scontata, sostenuta da “falsi equilibri”. La ricerca dell’intensità emozionale, aiuta – si potrebbe dire – a rafforzare i grandi sentimenti, anche in età adulta.
Vera canzone d’autore, con un pop soul evocativo di sonorità anni Ottanta americane, ma che in fondo ci riportano anche al meglio della nostra musica leggera (“leggera” si fa per dire…) italiana, da Battisti alla scuola emiliana di Dalla e Vasco.

 

Essere reali ed esistenza dell’anima: “After the Rain”

 

 

di Lucilla Corioni

 

“AFTER THE RAIN” è un album che nasce dal desiderio di condividere , al di là della musica, un percorso tra consapevolezza dell’esserci reale ed esistenza dell’anima.

Registrato a Bologna nell’estate del 2019, dopo aver frequentato le Masterclass del Maestro Barry Harris, fonte di ispirazione, è segno di una vera e propria rinascita musicale: da qui il titolo “After the rain”. 

“Inside the silent tear”, è il dolore di una lacrima che non riesce a sprigionarsi, così come nel raccontare le storie incredibili di quattro donne africane in “Four Women” o l’ingiustizia della schiavitù in “Strange Fruit”, pezzo storico e discusso del repertorio jazzistico.

E chi non ha mai sofferto per amore? ”Black coffee””Ask me now” e “Like a Lover” rappresentano ancora i sentimenti delle donne di un’epoca passata.

C’è spazio anche per la leggerezza in “Come rain or come shine””It might as well be Spring” ”Sunny”, dove l’amore vola, mentre una sana ribellione si sprigiona in ”Devil may care”.

Questo progetto discografico non è un esercizio di tecnica d’improvvisazione jazzistica, ma tutti i brani hanno una connessione con i sentimenti più’ profondi della vita. Il jazz è popular, individuale e collettivo, esattamente come la vita ovvero l’arte dell’incontro.

Hanno collaborato alla realizzazione dell’album il pianista e fisarmonicista  Massimo Tagliata (tra le collaborazioni l’ultima con Mina e Ivano Fossati), Massimo Turone (contrabbasso), Oreste Soldano (batteria) e Pietro Mirabassi (sassofono tenore). Voci soliste in “Four Women” di Sonia Cavallari, Grazia Donadel e Linda Gambino.

Note d’autore

Anna Cimenti nasce il 12 aprile 1968 in un ambiente familiare dove musica e arte sono “linfa vitale”. Da una parte gli zii paterni, che sono amanti di musica operistica, dall’altra i nonni materni che, da ragazzi, hanno fatto parte di una compagnia teatrale dialettale (all’epoca era una rarità, si parla del periodo prima della seconda guerra mondiale). 

All’età di sette anni inizia a studiare pianoforte e, nonostante sia molto giovane, le viene riconosciuta una dote naturale . 

A ventitré anni consegue il diploma di pianoforte al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, a cui fa seguito un anno di approfondimento di pianoforte jazz sotto la guida del Maestro Paolo Birro.

Ma un’altra passione sarà determinante nella scelta del suo percorso artistico, un talento che le consente di esprimere al meglio se stessa e un bisogno irrefrenabile di cui non puo’ piu’ fare a meno: l’arte del canto.

Una voce particolare che fin da bambina sprigiona un suo carattere gioioso e un’energia infinita. Un’anima piena di vitalità e positività, ma che ha bisogno di essere indirizzata.

Anna è una ragazza curiosa e appassionata e questo la spinge a studiare la musica seriamente prendendo due strade parallele: il jazz e la lirica.

Frequenta Masterclass con insegnanti stranieri tra il 1992 e il 2004 (Sheila Jordan, Jay Clayton, Mark Murphy, Nancy Marano, Vivian Lord-Aldge, Rachel Gould, Kate Baker, solo per citarne alcuni) e all’età di ventotto anni supera l’esame di canto lirico inferiore in Conservatorio studiando prima come privatista all’Istituto Manzato di Treviso, sotto la guida di Elisabetta Tandura e poi sempre da privatista con Elisabetta Battaglia.

Canta come solista in gruppi di vario genere dal  pop (LENONO, gruppo al femminile, HEARTLY HEAVEN, brani inediti) al blues-rock di Robben Ford (POLLO BAND) al soul funky di Chaka Khan , Aretha Franklin e funk anni 70/80 (SIFASOUL) all’acid jazz degli Incognito (BLACKJAM). La sua voce viene apprezzata anche nel campo della musica Dance e incide brani per etichette indipendenti e non (GENERAL RECORDS, Verona; MEDIA RECORDS, Brescia; PROPRIO RECORDS, Milano; STUDIO BWL, Milano; ZIIOZOO PRODUCTIONS, Modena; UNITED STUDIOS, Udine). E’ fermamente convinta che tutte queste esperienze daranno vita ad un’artista completa e poliedrica, ma è lo studio che la rende competente in tale campo.

I numerosi viaggi all’estero fanno parte del suo carattere curioso verso l’ignoto (New York, Londra Amsterdam, Monaco,Tour del Messico, San Diego, Salisburgo,Vienna Singapore,Tour della Malesia,Tour dell’Australia,Tour dell’Egitto) e aprono la sua mente piu’ di ogni altra esperienza.

Venuta a conoscenza del Metodo Monari (Bologna), nel 1998 consegue il diploma di terapista frequentando il centro e ispira a quest’ultimo il suo metodo di insegnamento lavorando sulla struttura muscolare, sciogliendo tensioni che bloccano l’uso corretto del corpo . Sempre alla ricerca di nuove tecniche vocali ,approda alla Mixed-Voice durante il Congresso “Voce Pura” nell’aprile del 2018 a Verona, tecnica che semplifica l’ impostazione della voce sia per l’insegnante che per l’allievo.

Prosegue l’insegnamento collaborando con diverse scuole di musica ma nel 2012 da vita all’Associazione Note Vocali e con essa organizza spettacoli per i suoi allievi per introdurli professionalmente nel mondo dello spettacolo .

Durante questo periodo abbastanza lungo si assenta dalle esibizioni live e diventa mamma di due bellissimi bambini.

Nel Novembre del 2018 ritorna alla musica e, dopo una Masterclass con il Maestro Barry Harris a Bologna, capisce che l’insegnamento non e’ più sufficiente a colmare il vuoto creato dalla sospensione delle performance live e spinta dal riconoscimento del suo talento da parte di una figura così autorevole ritorna a cantare con formazioni jazz.

Nell’Agosto 2019 registra il suo primo disco jazz intitolato “After the rain” supportata da un gruppo di amici musicisti e comprende che “non si tratta più di un puro e semplice ritorno, bensì di un esserci definitivamente”.

SANREMO 2020-ORROICO- DA CANCELLARE : VI SPIEGHIAMO IL PERCHE’

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di   Raffaele  Lanza

 

Orroico Sanremo . Da cancellare e non rivedere mai più.   Vediamo la cronaca e poi alcuni spunti.Sui compensi -abbiamo già reso noto le nostre idee- non condividiamo le cifre stellari, per quanto ridotte, a conduttori e partecipanti ospiti.

Diodato con ‘Fai rumore’ ha vinto questa  70esima edizione . Secondo classificato Francesco Gabbani con ‘Viceversa’, terzi i Pinguini Tattici Nucleari con ‘Ringo Starr’.

Diodato al microfono: “Questo premio lo dedico alla mia famiglia e alla mia ‘altra’ famiglia che sono tutte quelle persone che hanno lavorato con me sul mio progetto musicale, con una grande delicatezza. Dico a Taranto: lottate e fare rumore per far valere i vostri diritti”
La classifica finale dal quarto posto al 23esimo vede nell’ordine: Le Vibrazioni, Piero Pelù, Tosca, Elodie, Achille Lauro, Irene Grandi, Rancore, Raphael Gualazzi, Levante, Anastasio, Alberto Urso, Marco Masini, Paolo Jannacci, Rita Pavone, Michele Zarrillo, Enrico Nigiotti, Giordana Angi, Elettra Lamborghini, Junior Cally, Riki.

 

L’Inno di Mameli suonato all’inizio della manifestazione dalla banda dei Carabinieri è stato forse il momento più emozionante e riuscito, quello che vede il popolo italiano unito nel bene e nel male delle circostanze della vita

Tutto il pubblico dell’Ariston si è infatti alzato in piedi a cantare . “Un simbolo che unisce tutta l’Italia”, è la presentazione di Amadeus , la banda “quest’anno compie 100 anni dalla sua fondazione“. Il pubblico canta con la mano sul petto mentre la banda suona diretta dal maestro Massimo Martinelli.

In realtà Sanremo ha visto consacrare tutti  gli artisti ed “amici” riconducibili ad Amadeus, Fiorello e dirigenti Rai organizzatori.  Musicalmente non abbiamo notato nè sono emersi motivi profondi nel testo delle canzoni, salvo alcune eccezioni(sulla punta delle dita).  Il festival diventa orroico     quando i presentatori si scambiano complimenti,autoelogi, ed inducono persino il pubblico ad imitarli in questi atteggiamenti scolastici e,certamente non professionali o da artista  fuoriclasse del palcoscenico.    Sembra di assistere ad una festa gigantesca familiare dove si è perduto l’elemento dell’eleganza, sobrietà, obiettività.  

Il momento della pubblicità del festival per i prossimi giorni arriva con la partecipazione di Mara Venier che scende le scale senza scarpe – Accolta da Amadeus che ha consegnato simbolicamente le chiavi del teatro promuovendo lo spot della  diretta di ‘Domenica In’ direttamente dal palco del festival, condotta dalla Venier.

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Un segnale sbagliato di Tiziano Ferro e Fiorello: il bacio che legittima cio’ che non è lecito nè morale fare

Altri autoelogi inopportuni:Fiorello: “Ci hanno chiesto di fare il bis” – E come se non bastasse lo stesso Fiorello omaggia il suo collega conduttore con queste affermazioni: ”     Ce l’hai fatta”, gli dice. “Ce l’abbiamo fatta”, risponde lui. Fiorello rivela anche che già venerdì notte la Rai ha proposto ad entrambi il bis per il 2021: “” la risposta la daremo ala fine di questa puntata, cioè la settimana prossima“.  Siamo al ridicolo.

Non è finita con la pioggia di autoelogi e complimenti per se ed Ameudeus      L’animatore Fiorello  chiede la standing ovation per Amadeus e l’Ariston si alza in piedi. “Un Sanremo pazzesco”, ha detto scherzando:Ieri sembrava dietro le quinte delirio a Las Vegas: ho visto Morgan correre dietro a Bugo, ho visto Rita Pavone giocare a burraco con Dua Lipa, Piero Pelù struccare Achille Lauro”.

Battute da bar,e non da  comici professionisti quelle di Fiorello, che si esprime meglio forse cantando, chiama ancora  l’ovazione per il suo amico, che arriva sulla scala dell’Ariston con la parrucca bionda sistemata alla Maria De Filippi. “Sembri Montezemolo ossigenato“, ride Fiorello. Poi Fiorello gli chiede l’imitazione di Celentano e Amadeus balla come il Molleggato in ‘Juppy Du’ e Fiorello commenta: “Sembri Enzo Paolo Turchi”.        Ma basta, finiamola con questi complimenti!   La bravura di un artista e di un conduttore deve essere attestata solo dal pubblico e dalla critica competente e non direttamente dagli stessi interessati.  Questo Sanremo è da cancellare per i puerili e ridicoli autoapprezzamenti perenni e continui da parte dei conduttori della manifestazione

 

Nuovo Album di brani inediti del giovane Frankie Brunoni

di Lucilla Corioni

“Skyline Rooftop” (letteralmente “tetto sulla linea dell’orizzonte”) è il primo progetto ufficiale di  Frankie B., musicista mantovano ventenne.

L’album contiene sette brani inediti che, grazie ad un affascinante e coinvolgente storytelling introspettivo, trasportano con energia e fantasia l’ascoltatore nel vortice di pensieri, sensazioni ed emozioni. Definibile un cantauto-rapper per brevità, il giovane Frankie è in realtà un autore pop, evidentemente suggestionato dalla sua passione per jazz, blues e soul nella parte musicale, e un poeta 20.0 (venti punto zero…) nella parte dei testi, capace di raccontare un sé nel mondo che osserva con gli occhi di chi sente guardato, ma non ascoltato. Insomma una sorta di songwriter elettro-rap degli anni ’20 del terzo millennio. Ecco allora uno scorrere di ricordi “congelati” dove ogni brano del progetto assume le caratteristiche di una fotografia scattata in modo coerente e ambizioso, con l’intenzione di affermare la propria esistenza come Uomo e come Artista, e con la speranza di spostare “la location del suo prossimo scatto” sul tetto panoramico di un palazzo alto, elegante e stabile. Un volo verticale al primo piano, in attesa di un paio d’ali? Chi lo sa: ascoltare per… capire.

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Mattia Brunoni, in arte Frankie B, è uno scrittore e rapper emergente classe 1999, nato e cresciuto nella provincia di Mantova. Inizia ad avvicinarsi al rap nel 2010 ascolatndo Eminem e 50Cent, rimanendo colpito dalla forte capacità espressiva di questo genere. Nonostante egli scrivesse i propri pensieri sotto forma di brevi poesie e prose già dalla prima infanzia, capisce di poter “andare oltre”: nel 2013, infatti, inizia a concentrarsi sulla stesura di brani musicali rap, arrivando a pubblicare nello stesso anno un singolo in collaborazione con un amico. È proprio tra il 2013 e il 2016 che si colloca l’inizio effettivo della carriera musicale di Frankie BNel 2019 partecipa, in veste di attore, al videoclip “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo” di Luca Bonaffini, con la regia di Giacomo Bottarelli, già suo amico e collaboratore. Nello stesso anno firma con Long Digital  Playing G Srls (casa editrice musicale milanese fondata dallo stesso Bonaffini) e incide  Skyline  Rooftop  che esce il 24 gennaio 2020.

Concorso per la valorizzazione di musicisti, cantanti ed autori

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La Settima Nota nasce e si sviluppa come un concorso musicale finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione di musicisti, cantanti e autori capaci di esprimere talento e impegno.

La Settima Nota si distingue da iniziative analoghe per il fatto di essere basato su un inedito format registrato SIAE di gara musicale sviluppato su un innovativo progetto di comunicazione social.

Principale sponsor del concorso è la casa editrice musicale milanese Long Digital Playing     principalmente interessata nella individuazione di talenti sui quali confluire investimenti orientati alla crescita professionale e di immagine; anche per tale motivo la partecipazione al concorso è e rimane GRATUITA.

Tutti i partecipanti del concorso entreranno di diritto nella compilation dell’etichetta LDP e ai primi tre finalisti del Concorso verrà data la possibilità di realizzare un proprio videoclip musicale in studio a Milano, mettendo gratuitamente a disposizione il set fotografico attrezzato e l’operatore professionista di ripresa.

Il primo premio del concorso consiste in un contratto discografico per la pubblicazione di un album con etichetta LDP che verrà promosso e distribuito sulle maggiori piattaforme digitali.

Ai primi tre finalisti del Fuoriconcorso – SI MINORE verrà dato il diritto di partecipare ad una delle successive edizioni del concorso, a far data dal conseguimento della maggiore età e senza dover sostenere la fase di pre-selezione.

DIARIO DI UN VIAGGIATORE INSONNE

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La citazione, in questo caso doverosa, è rubata a Sandro Penna (poeta umbro del Novecento): il viaggiatore insonne, tratto dai versi del poeta sopracitato, però è Pietruccio Montalbetti, front man e leader degli indimenticabili beatwriter degli anni Sessanta chiamati DIK DIK.

Un concerto lungo venti date, iniziato da Asti il 28 novembre al Teatro Alfieri che si concluderà il 16 dicembre al Teatro Elfo Puccini di Milano, sul carrozzone viaggiante (per usare una metafora di bel nomadismo culturale) della BANCA DI ASTI, Capogruppo del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti storicamente presente in Piemonte fin dal 1842.   L’evento, diventato ormai una tradizione consolidata e molto apprezzata, oltre ad essere l’occasione per tirare le somme dell’anno passato e per scambiarsi gli auguri in vista delle festività, è anche il momento d’incontro tra i Soci e la Banca.

Il concerto, diretto dal M° Stefano Coppo nella prima parte (con brani di Grieg, Rossini, Brahmas e Beethoven) e nella seconda (appunto con la special guest di Montalbetti) dal M° Alberto Mandarini, è accompagnato dalla Pop’s Harmonic Orchestra, nata proprio in occasione dei Concerti di Natale di Banca di Asti, che è formata da 52 elementi. Nel corso degli anni sono stati proposti vari temi: dalle colonne sonore dei musical americani, al tango argentino, dalla canzone italiana, alle musiche degli anni ’60, dalla storia del rock agli omaggi a Paolo Conte e Frank Sinatra, per citarne alcuni.  Quest’anno, appunto, IL VIAGGIO.

Pietruccio Montalbetti si misura ormai da anni anche nella narrativa e ha pubblicato diversi libri aventi proprio come tema “Il viaggio”.  Tra le sue opere, I ragazzi della via Stendhal (2010, Aerostella), Sognando la California (2011, Aerostella), Io e Lucio Battisti (2013, Salani Editore), Settanta a Settemila (2014, Ultra), Amazzonia. Io mi fermo qui (2018, Zona Music Books).

Pietruccio Montalbetti uscirà nel 2020 con il suo nuovo libro Enigmatica Bicicletta (Iris4 Edizioni).

Concerto di Bonaffini, aneddoti e racconti di vita

 

 

Quinto appuntamento per Luca Bonaffini, (nella foto sopra)cantautore mantovano classe 1962, che – dopo Pavia, Como, Milano e Roma, sbarca a Legnano. Sarà il Teatro Ratti  (cinema teatro) a ospitare il suo  tour unplugged “IL Cavaliere degli Asini volanti”, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità il 3 dicembre.
Bonaffini, che ha realizzato tredici album come cantautore solista, tre romanzi e una decina di show concept (spettacoli musicali da lui scritti e diretti, tra i quali D(i)ario Gay firmato con Enrico Ruggeri), si è conquistato un posto storico nella canzone d’autore grazie alla lunga e prosperosa collaborazione con Pierangelo Bertoli, col quale ha firmato brani in ben sei album (dal 1987 al 1993).
Il concerto vedrà Bonaffini in una dimensione intima, narra-attore di storie, aneddoti e racconti di vita armato di sola voce e chitarra con un repertorio variabile da brani tratti dai suoi dischi, da canzoni scritte per altri (Bertoli, Lolli, Flavio Oreglio) a omaggi internazionali (come quello dedicato a Victor Jara e a Luigi Tenco). Un viaggio attraverso il Novecento, sfiorando le guerre mondiali, il Muro di Berlino, le Apocalissi scampate del Ventesimo Secolo, ma anche tante canzoni d’amore.
Il cantautore vuole anche  stimolare gli spettatori a non mancare all’evento, regalerà una copia di un suo Cd alle persone che verranno ad ascoltarlo. 

Ricerca della Bellezza, Umanità: il cantautore Luca Bonaffini riparte con il tour

 

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di  Lucilla Corioni

L’umanità, il Pianeta, il diritto alla ricerca della bellezza, il cosmo: saranno questi i temi portanti del tour unplugged (solo voce e chitarra acustica) che Luca Bonaffini – cantautore italiano con alle spalle un percorso autorale di grandi successi musicali (vedi Pierangelo Bertoli e Flavio Oreglio), di libri e di regie teatrali – inizierà nelle prossime settimane.

Titolo del recital è “Il Cavaliere degli Asini Volanti”, come il suo ultimo album, uscito a cavallo tra il 2018 e il 2019, “Anche se… – specifica Bonaffini – i brani contenuti nello spettacolo cambieranno di concerto in concerto, a seconda del tema e del Chakra scelto per la serata. Ci saranno canzoni mie, vecchie e nuove, quelle scritte con Pierangelo Bertoli, con Claudio Lolli e con Flavio Oreglio, ma anche nuove e sconosciute, forse inedite. Non mancheranno omaggi ai grandi maestri del Novecento che mi hanno ispirato e fatto scegliere la professione artistica del cantautore”.

Si apprende che il  tour ,partito   già a Milano dal Teatro della Memoria con l’omaggio alle radici e alla madre  prosegue a Roma domenica 10 novembre al Teatro Lo Spazio con il tema dell’identità. Ritornerà al nord mercoledì 13 novembre presso l’Officina della Musica (Como) con “il potere personale”, raggiungendo sabato 16 novembre il Teatro Domus Pacis di Pavia con “il cuore”. Non poteva far mancare al viaggio la sua città d’origine, ovvero Mantova, dove approderà giovedì 21 novembre al Teatro Campogalliani con “voci”, per poi spostarsi a Legnano presso il Teatro Ratti il 3 dicembre con il tema “diversamente Re”, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.“

Il tour si chiuderà a Padova, presso il Fistomba Social Park, sabato 7 dicembre con il tema “visioni”.