Operazione “Truch”,arresti e denunce a Catania per evasione fiscale

 

Nell’ambito di articolate attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, i militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Catania hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale, nei confronti di 4 soggetti sottoposti a indagine per reati fallimentari ed evasione fiscale.

È stato inoltre disposto il sequestro preventivo delle quote societarie e dell’intero complesso aziendale di due società (una avente sede a Catania, l’altra a Roma ma operante nella zona industriale di Catania), oltre alle relative disponibilità finanziarie, per un valore di circa 18 milioni di euro.

Nel dettaglio, le indagini, svolte dagli appartenenti al Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania, hanno riguardato il rilevante dissesto, per oltre 20 milioni di euro, di una società operante nel settore dei trasporti, con sede a Santa Venerina.

Gli amministratori della società, già in dissesto a partire dal 2015 e non in grado di fare fronte al rilevante debito nei confronti dello Stato:

  • da un lato, non hanno provveduto alla copertura delle perdite nel tempo maturate e anzi hanno resistito alla istanza di fallimento presentata dalla Procura della Repubblica;
  • dall’altro, hanno proseguito nella gestione della società, acquistando nuovi mezzi e distraendo ingenti somme di denaro (nel caso di specie, effettuando trasporti non fatturati e senza riscuotere i relativi crediti commerciali), aggravando così il dissesto e determinando un debito nei confronti dell’Erario di oltre 14 milioni di euro oltre che distrazioni per oltre 5 milioni e 600 mila euro.

In particolare, sono state evidenziate le condotte dell’amministratore di diritto e quelle degli amministratori “di fatto”, tutti catanesi, i quali – oltre ad aggravare il dissesto della società nei termini sopra illustrati – hanno a vario titolo, tra l’altro, sottratto i libri contabili in modo tale da ostacolare la ricostruzione del patrimonio della società fallita e commesso rilevanti reati tributari, non avendo presentato la dichiarazione ai fini IVA per l’anno 2019 relativa a operazioni commerciali del valore di oltre 5 milioni di euro e avendo inoltre omesso il versamento delle ritenute e dell’IVA, per una evasione complessiva di oltre 2 milioni di euro.

Rilevante anche la condotta del sindaco unico e revisore legale della predetta società fallita, residente a Ischia, il quale, pur consapevole dell’ingente posizione debitoria dell’impresa, ha attestato il piano di risanamento della società in cui sono state esposte false informazioni circa la correttezza della contabilità, sopravvalutando voci dell’attivo del relativo bilancio societario e sottostimando le componenti negative, concorrendo in questo modo ad aggravare il fallimento della stessa società.

Per quanto sopra, in esito all’attività investigativa del Nucleo PEF della Guardia di finanza di Catania, il Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale – su richiesta della Procura della Repubblica di Catania – ha disposto misure personali restrittive nei confronti dei citati 4 soggetti, tutti posti agli arresti domiciliari.

Sono stati inoltre sottoposti a sequestro: le quote societarie e l’intero complesso aziendale di due imprese, una con sede legale a Santa Venerina e l’altra con sede legale a Ciampino (Roma) ma operante a Catania;disponibilità finanziarie in capo agli amministratori “di fatto” e di diritto, derivanti dalla commissione dei reati tributari,per un valore complessivo di circa 18 milioni di euro.

L’attività si inserisce nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Guardia di finanza di Catania a tutela dell’economia – oggetto anche di uno specifico protocollo d’intesa lo scorso anno – con lo svolgimento di complesse indagini che hanno l’obiettivo: da un lato, di proteggere le imprese sane del tessuto economico catanese dalla concorrenza sleale di soggetti che pongono in essere reati economico-finanziari sempre più sofisticati;dall’altro, di difendere l’interesse pubblico e garantire il recupero degli illeciti proventi delle attività criminali, da destinare, una volta definitivamente acquisiti alle casse dello Stato, anche a importanti interventi economico e sociali.

Adesso è ufficiale: il Comune di Catania ha dichiarato il dissesto finanziario Una vergogna attestata. Assente Enzo Bianco

 

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CATANIA – Con ventisette voti favorevoli e due astenuti, il Consiglio comunale di Catania, ieri a tarda sera, ha dichiarato il dissesto economico finanziario dell’Ente per un “buco” di bilancio di 1,6 miliardi di euro. «Abbiamo provato in ogni modo di evitarlo – ha detto il sindaco Salvo Pogliese – ma la decisione dei giudici contabili non lasciava spazio a interpretazioni. Un fatto traumatico. siamo la più grande città italiana in default, per la situazione debitoria di 1,6 miliardi di euro che abbiamo trovato. Non è il momento – ha aggiunto – di parlare come si è arrivati a questo, perché compete ad altri organi accertare le responsabilità. Non dobbiamo pensare che il dissesto sia l’Apocalisse. Catania è abituata a risorgere dalle proprie ceneri e ci riuscirà anche stavolta con l’aiuto di tutti».

Dopo l’intervento del sindaco Pogliese, che ha aperto i lavori, al momento della votazione per la delibera sul consolidamento i componenti di “Con Bianco per Catania”, M5S, Pd e “Catania 2.0” si sono allontanati  C’è ancorala maggioranza ma manca il numero legale di 19 elementi su un totale di 36 consiglieri. La seduta, quindi, viene rimandata di un’ora. Alle 20.42 i lavori riprendono con 30 consiglieri presenti.  il Comune di Catania viene dichiarato ufficialmente fallito. A votare a favore della delibera ci sono anche i rappresentanti di “Catania 2.0”, mentre i consiglieri Daniele Bottino e Lanfranco Zappalàsi si sono astenuti. 

Si apprende che sono in corso di pagamento  i bonifici per gli stipendi dei dipendenti comunali e per gli impiegati delle partecipate e delle cooperative sociali nonchè della Solidarietà sociale 

L’OMBRA DEL COMMISSARIO AL COMUNE DI CATANIA: LA REGIONE RICHIEDE LA DICHIARAZIONE DI DISSESTO

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CATANIA –

L’assessorato regionale alle Autonomie locali avverte il Comune di Catania a rendere pubblico il dissesto economico e così si esprime in una nota «Alla luce del pronunciamento delle sezioni riunite della Corte dei conti dello scorso 7 novembre con relativo obbligo di dichiarare il dissesto economico finanziario del Comune di Catania, l’assessorato regionale alle Autonomie locali della Regione Siciliana,  invita a deliberare il dissesto dell’ente indifferibilmente entro 30 (trenta) giorni». La nota è destinata pure al Presidente del Consiglio comunale, al segretario generale, al collegio dei revisori dei conti, alla Ragioneria generale.

Nella nota, inviata per conoscenza anche al  Ministero dell’Interno, alla Prefettura di Catania e alla Corte dei conti, è specificato altresì che decorso infruttuosamente il termine assegnato, si provvederà alla nomina del commissario ad acta e al conseguente avvio delle procedure sanzionatorie nei confronti del Comune.

Il governatore Musumeci: “la Regione sicilia è a picco come quattrini,ho istituito una commissione per cercare soldi”

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Inaugurazione ieri di una bretella di collegamento con l”aeroporto di Comiso, il Presidente della Regione a Ragusa affronta diverse problematiche sociali una delle quali -la più urgente – il reperimento dei fondi necessari per risollevare la Regione seppellita da debiti e senza denaro.

Sono allo studio alcune operazioni finanziarie – ha spiegato il governatore siciliano Musumeci – che dovrebbero consentirci di chiudere i conti per quest’anno ma la Regione non ha un becco di un quattrino”.   E’ davvero un’impresa governare in queste condizioni

“La situazione e’ davvero drammatica – ha aggiunto – e stiamo cercando di individuare una soluzione. Sono consapevole anche delle difficolta’ che hanno le ex Province a ‘chiudere’ i bilanci. Avevamo pensato di farci carico degli interessi dei mutui di questi enti, ma e’ un’operazione in contrasto con alcune norme di legge. Abbiamo istituito una commissione composta da ex ragionieri generali delle Province e da alcuni esperti per fare un’operazione finanziaria che ci consente di ricorrere ad un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti acquisendo alcuni immobili. Ma non e’ un’operazione facile, cercheremo di trovare una soluzione entro un mese, ma le difficolta’ sono tante e non si sa proprio al momento  come si debba uscire da questa  tragica situazione….