Tragedia sull’autostrada Catania-Messina: tre morti(un poliziotto tra essi) e sei feriti

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Tragico incidente stradale sull’autostrada A18 Catania – Messina. All’altezza del centro abitato di Scaletta Zanclea, coinvolti nel sinistro un Tir e un’automobile.

Secondo una ricostruzione degli inquirenti, l’asfalto stradale viscido ha fatto perdere il controllo al conducente del primo mezzo pesante che ha occupato l’intera strada. In soccorso dell’autoarticolato è arrivata una pattuglia della polizia ma proprio in quel momento sopraggiungeva un altro tir che ha travolto in pieno la macchina degli agenti. 
Un poliziotto  figura tra le tre  persone che hanno perso la vita e almeno altre sei e sarebbero rimaste ferite, ha reso noto la Polizia Stradale di Messina     In corso i rilievi per stabilire l’esatta dinamica della tragedia e l’identificazione dei cadaveri

Sicilia: disarticolato un gruppo criminale dedito al traffico di stupefacenti. Incredibile: tra di essi un poliziotto e un carabiniere

Comunicato
Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha in corso di esecuzione un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 21 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla coltivazione, produzione, trasporto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione  delle medesime, reati in materia di armi, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e favoreggiamento personale.

I servizi di intercettazione hanno consentito di ricostruire l’intera filiera della produzione di cannabis, ponendo in luce  la competenza degli indagati nelle tecniche della coltivazione su larga scala della marijuana ed il sistema di controllo delle piantagioni.

Ci sono anche due poliziotti e un carabiniere tra i destinatari dell’ordinanza del Gip di Catania. Uno degli agenti è ritenuto tra gli organizzatori e il carabiniere un complice. Per loro due il Gip ha previsto la detenzione cautelare in carcere. Il secondo poliziotto, indagato per favoreggiamento, è stato posto agli arresti domiciliari. I due agenti erano in servizio a Catania, il carabiniere in una stazione della provincia.

Tra i destinatari del provvedimento del Gip c’è l’assistente capo della polizia Matteo Oliva, di 46 anni, ritenuto uno dei dirigenti e tra gli organizzatori della banda, e il carabiniere Stefano Cianfarani, di 49 anni, indicato come organico al gruppo.

I due, indagati anche per corruzione per un atto contrario ai propri doveri, sono stati condotti in carcere. L’assistente capo di polizia Giuseppe Bennardo, di 50 anni, estraneo alla coltivazione di marijuana, è stato posto ai domiciliari per favoreggiamento personale: avrebbe cercato di eludere le investigazioni sui due colleghi.

Le indagini della squadra mobile di Catania sono state avviate dopo le dichiarazioni di un ‘pentito’ del clan Nardo, di Lentini, a cui si sono poi aggiunte quelle di un altro collaboratore di giustizia della cosca Cappello-Bonaccorsi. L’organizzazione, ha ricostruito la polizia, impiantava coltivazioni di marijuana nelle campagne di Scordia, nelle cui zona era in servizio Cianfarani, per vendere poi la droga, potendo contare sulla ‘protezione’ del carabiniere su eventuali controlli investigativi.

Durante le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Catania, il 23 settembre del 2017, la squadra mobile ha sequestrato una piantagione con 2.500 piante di marijuana ‘skunk’ e accertato che gli indagati avevano già predisposto un terreno che sarebbe stato destinato alla coltivazione di arbusti per la produzione di droga.

In intercettazioni agli atti dell’inchiesta, le piante venivano definite ‘ibridi belli’ per evidenziarne la particolare qualità, particolare che ha dato il nome all’operazione denominata ‘Beautiful hybrid’.

Complessivamente quindici persone sono state portate in carcere in esecuzione dell’ordinanza del Gip e altre cinque poste agli arresti domiciliari. Un 21esimo indagato è al momento irreperibile. Altri sviluppi nelle prossime ore….

TRAPANI: Poliziotto controlla busta con chiavetta Usb,prova al computer ed esplode la chiavetta

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(Foto d’archivio)

Strana vicenda  negli uffici della Polizia giudiziaria di Trapani, dove un ispettore di Polizia nel controllare il contenuto di una  chiavetta Usb, ha rischiato di perdere la funzionalità della mano a causa dell’esplosione della chiavetta recapitata.

La  busta con la chiavetta sarebbe stata recapitata  ad un avvocato  circa due anni fa. Sulla busta il mittente era l’ordine degli avvocati di Trapani, ma al suo arrivo, la donna si era rivolta all’Ordine chiedendo conferma dell’invio della busta. Al diniego del Presidente dell’Ordine degli avvocati, la donna ha inviato la busta direttamente al Presidente che, a sua volta, l’ha portata in Procura presentando un esposto.

Benchè ferito ad una falange  il poliziotto non perderà le dita. Si trova ricoverato a Marsala presso il reparto di Chirurgia plastica, dove gli viene ricostruito l’unghia del pollice della mano.Un brutto ricordo per il militare.

Bicocca: un detenuto prende a morsi un poliziotto. Protesta il sindacato di Polizia

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Domenico Nicotra,segretario generale dell’Osapp, rende nota l’ennesima aggressione subita da un poliziotto penitenziario registratasi durante un servizio di traduzione. “Questa volta, prosegue Nicotra, e’ stato necessario l’intervento del personale di Polizia presente sul piazzale dell’istituto catanese di Bicocca dove un detenuto di origine messinese per motivi ancora sconosciuti si e’ scagliato contro un poliziotto penitenziario palermitano prendendolo letteralmente a morsi e avendo pure la possibilita’ di scagliare un pugno in pieno volto – spiega -. Il poliziotto immediatamente medicato all’interno del Penitenziario e’ stato giudicato guaribile in almeno 10 giorni salvo ulteriori conseguenze non registrate nell’immediatezza.”

“Ancora una volta – sottolinea – la Polizia penitenziaria in Sicilia e’ succube di un sistema prossimo al collasso perche’ non si puo’ pretendere di fare sicurezza senza personale di polizia che e’ stato decimato dal precedente Governo tramite la legge Madia”. L’Osapp manifestera’ pubblicamente davanti al carcere di Catania Bicocca per la mancanza di personale.