Ragusa: 3 fermi per tentato omicidio e associazione mafiosa

 

ragusa

 

Tre persone sono state fermate oggi dai poliziotti della Questura iblea  perchè ritenuti autori, lo scorso 25 aprile a Vittoria  (Ragusa) del tentato omicidio in un agguato di un ex collaboratore di giustizia nonchè per il reato di associazione mafiosa.

L’obiettivo che si erano posti i tre indagati, appartenenti alla “stidda vittoriese”, era l’eliminazione fisica di un elenco di persone di Vittoria che hanno collaborato con la giustizia.

Il disegno criminoso puntava a consolidare il controllo su tutti gli affari illeciti della provincia di Ragusa.

L’attività d’indagine ha permesso ai poliziotti di far luce sull’ampia disponibilità di armi e munizioni anche di guerra e su numerosi episodi di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti.

 

Catania, tredicenne stuprata da sette egiziani. Fermati sei sospettati. Ma dov’erano i vigili urbani? Perchè non si mettono qui le telecamere di controllo?

 

Lettori: "Bagni della Villa Bellini, chiusi"

Foto Archivi, Posto di guardia dei Vigili urbani, alle spalle della trafficata Piazza Roma di Catania. Dov’erano quel giorno?

 

 

Un altro stupro di gruppo, stavolta a Catania,dopo Palermo,  nei bagni pubblici nella centrale Villa Bellini. Vittima  una ragazzina di 13 anni  violentata da sette persone. Sarebbero tutti egiziani e tre di loro non sarebbero maggiorenni. I carabinieri avrebbero già eseguito il fermo di sei sospettati, un settimo sarebbe irreperibile. La ragazzina sarebbe stata violentata da due degli indagati sotto gli sguardi degli altri cinque. La tredicenne era con il fidanzato,intento a fare una passeggiata nei viali della Villa ma è stato  minacciato, bloccato e tenuto lontano.

Gli abusi sarebbero stati commessi la sera dello scorso 30 gennaio, nei bagni del Giardino comunale di Villa Bellini dove i sette avrebbero minacciato la giovanissima coppia, lei 13enne e lui 17enne, abusando della vittima. Sono stati i due fidanzatini a denunciare la violenza facendo così attivare le indagini dei militari dell’Arma.

Quel che sorprende è che il fatto sia avvenuto a pochi metri da un casotto di guardia della Villa dove sono in servizio a turno i vigili urbani, a due passi dalla centralissima e trafficatissima Piazza Roma. Possibile che non  sappiano niente dello stupro?  Ed erano in servizio in quel giorno?    O erano a fare le multe alle auto in doppia fila, fuori della Villa ?  Un pò strano visto che i bagni della Villa sono pure collocati nei pressi di un plurisecolare Ficus turistico, tra i più grandi d’Europa ed oggetto di fotografie -ricordo.  E perchè nei punti strategici della Villa Bellini, Parco monumentale, -ci rivolgiamo al Capo della Polizia municipale di Catania, e al Sindaco Trantino, non si collocano telecamere di controllo della popolazione che entra dagli ingressi ivi compresa quella extracomunitaria criminale che pensa di  passare inosservata?

Le Procura distrettuale e quella per i minorenni di Catania hanno disposto accertamenti sui telefoni cellulari sequestrati agli indagati fermati. Si cercano contatti ed eventuali video nei loro smartphone e per accertare a quale ‘cella telefonica’ erano agganciati quando è avvenuta l’aggressione, alle 19.30 circa dello scorso 30 gennaio.

Arresti a Trapani di persone “mafiose” vicine al Capo boss Matteo Messina Denaro

 

operazione

 

Trapani,

Blitz della Polizia di Stato a Trapani e provincia, dove gli uomini del Servizio centrale operativo e delle Mobili di Trapani e Palermo hanno eseguito 13 fermi per associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale, aggravati dal metodo mafioso. Alcuni degli indagati sono ritenuti, inoltre, vicini al latitante Matteo Messina Denaro.

Le indagini hanno permesso di ricostruire una fitta rete di affiliati e fiancheggiatori del clan mafioso del mandamento di Alcamo, operante principalmente nel comune di Calatafimi-Segesta.

A capo del mandamento un uomo già condannato per il 416 bis nell’ambito dell’indagine, denominata Crimiso, che nel 2012 aveva portato all’arresto di alcuni affiliati appartenenti anche alle famiglie di Castellammare del Golfo e di Alcamo. A lui facevano riferimento gli odierni fermati, che venivano ricevuti riservatamente all’interno di una fatiscente dependance attigua alla sua masseria. In quel contesto sono state assunte le principali decisioni ritenute rilevanti per Cosa Nostra e monitorate le dinamiche criminali nel territorio di riferimento.

Il capo clan era diventato, inoltre, l’interlocutore privilegiato di personaggi provenienti da altri contesti territoriali, gestiti da altre famiglie mafiose.

Nelle indagini sono finiti anche insospettabili che, a vario titolo, hanno favorito le comunicazioni tra il capo della famiglia calatafimese, specie nel periodo in cui era sottoposto alla sorveglianza speciale, ed altri compartecipi all’associazione mafiosa. Tra questi imprenditori e personaggi che ricoprivano incarichi pubblici.

L’attività investigativa ha raccolto prove contro il clan anche riguardo al condizionamento del voto nelle elezioni amministrative per il comune di Calatafimi verso lo schieramento che appoggia l’attuale sindaco. Anche il primo cittadino è finito nelle indagini per aver fatto in modo di convogliare le preferenze nella sua lista dietro l’elargizione di somme di denaro, specie verso famiglie con pregiudicati in stato di disagio economico. Inoltre nei suoi riguardi sono state raccolte prove di frequentazioni con esponenti di Cosa Nostra e di un tentativo di recuperare somme di denaro, con l’aiuto della famiglia mafiosa di Calatafimi, nei confronti di un suo ex socio in affari.

Le indagini hanno anche dimostrato la capacità del clan di “controllare il territorio”, intervenendo in casi di episodi criminosi avvenuti in zona, non previamente “autorizzati”, e impedendo a chiunque di collaborare con la giustizia con atti intimidatori mirati.

Le indagini sul Sindaco di Calatafimi, Accardo

https://www.tp24.it/immagini_articoli/15-12-2020/1608017638-0-mafia-ed-elezioni-le-indagini-sul-sindaco-di-calatafimi-accardo.jpg

Eletto un anno e mezzo fa con oltre 1900 preferenze, il Sindaco di Calatafimi Segesta, Antonino Accardo,nella foto, è tra gli indagati dell’operazione antimafia di questa notte.

Insegnante in pensione, Accardo è indagato per corruzione elettorale, con l’aggravante mafiosa, perchè, secondo l’accusa, avrebbe comprato voti dalla cosca locale. Sarà ascoltato proprio oggi dagli inquirenti. Contro Accardo ci sono alcune intercettazioni, in una delle quali si parli di voti in cambio di soldi, 50 euro a voto. Per lui anche l’accusa di tentata estorsione. 

 Dopo quelli di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, e di Paceco, Giuseppe Scarcella, è il terzo sindaco trapanese coinvolto in indagini legate a Cosa Nostra negli ultimi mesi.  Alle ultime elezioni amministrative Accardo ha battuto la concorrenza di Nicola Cristaldi. 

I GILET GIALLI NON SI FERMANO, TENGONO IN SCACCO PARIGI

 Non c’è pace in Francia dopo il devastante incendio della Cattedrale Notre-Dame. Sembrava che la popolazione fosse raccolta in preghiera per il triste evento ed ecco spuntare di nuovo la rabbia antiMacron come viene definita la manifestazione dei Gilet gialli .Per il nuovo sabato di mobilitazione del movimento di protesta, il 23esimo, il ministero dell’Interno francese ha attuato un massiccio dispositivo di sicurezza con 60mila poliziotti mobilitati in tutto il Paese.i Gilet gialli si sono nuovamente scontrati con le forze dell’ordine , battaglie che sono divenute appuntamenti rituali ogni sabato  del mese.  

Risultati immagini per immagine gilet gialli

Parigi è la città capitale dove  la prefettura ha avvisato del rischio dell’arrivo di un gruppo di “1500-200 di estremisti radicali”, in particolare ‘black bloc”, con l’intenzione di far “degenerare” le proteste in scontri. Scontri che puntualmente si sono verificati poco dopo le 13.30 nella zona della Bastiglia dove alcuni cassonetti sono stati incendiati e le vetrine danneggiate.