Si allenta la tensione, consegnati a Israele i corpi di 3 ostaggi Questa sera dovrebbero arrivare i corpi di altri cinque ostaggi sui quali i genitori e persone care potranno piangere

 

 

 

 

 

 

Ostaggi deceduti consegnati con il contagocce.Gli altri quattro corpi consegnati nella notte da Hamas alla Croce Rossa e poi riportati in Israele appartengono a tre ostaggi israeliani e probabilmente a un miliziano di Hamas.  Mancano ancora all’appello 21 corpi di ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023 e portati a Gaza. Questa sera in Israele – si apprende -dovrebbero arrivare i corpi di altri cinque ostaggi. 

I tre ostaggi identificati ieri si chiamavano Uriel Baruch, Tamir Nimrod ed Eitan Levi. Un portavoce dell’esercito ha dichiarato: “Secondo le informazioni e l’intelligence a nostra disposizione, il sergente Tamir Nimrod, che al momento della sua morte aveva 18 anni, è stato rapito mentre era ancora vivo dalla base del Coordinamento e collegamento nella divisione di Gaza da Hamas e stimiamo che sia stato ucciso in cattività all’inizio della guerra; Uriel Baruch, che al momento della sua morte aveva 35 anni, è stato assassinato il 7 ottobre e il suo corpo è stato rapito e portato nella Striscia di Gaza, dopo essere fuggito dal festival musicale; Eitan Levy, che al momento della sua morte aveva 53 anni, è stato assassinato il 7 ottobre e il suo corpo è stato rapito e portato nella Striscia di Gaza”.

I vertici politici israeliani hanno deciso di annullare le misure restrittive previste per oggi a causa della mancata restituzione di tutti i corpi degli ostaggi da parte di Hamas.

Adesso il valico di Rafah verrà aperto come previsto e verranno consegnati anche gli aiuti umanitari. L’annullamento delle misure è scaturito dalla restituzione degli ostaggi. Oggi 600 camion di aiuti umanitari saranno inviati nella Striscia di Gaza dalle Nazioni Unite, da organizzazioni internazionali autorizzate, dal settore privato e dai Paesi donatori.

I camion conterranno principalmente cibo, attrezzature mediche, attrezzature per rifugi, nonché carburante per il funzionamento di impianti essenziali e gas per cucinare. Sarà consentito l’ingresso di attrezzature essenziali per la riparazione di infrastrutture essenziali, come condotte idriche, fognature e panetterie. Inoltre, sarà consentita la libera circolazione dei camion di aiuti tra nord e sud di Gaza attraverso l’asse Al-Rashid e la via Salah Eddin. Hamas avrebbe dovuto consegnare i corpi di 28 ostaggi il 13 ottobre, secondo quanto previsto dall’accordo di Sharm el-Sheikh, ma finora ne ha consegnati sette. E gli altri?

Difficoltà nella restituzione delle salme ostaggi forse sotto le macerie. Accordo tuttavia non a rischio anche se Israele chiude il valico di Rafah per bloccare gli aiuti

 

 

Dove sono le salme dei 24 ostaggi detenuti da Hamas?

 

C’è un’appendice nell’accordo di Gaza. Le vittime  del conflitto, ostaggi, non stati riconsegnati. Israele ha deciso di mantenere chiuso il valico di Rafah e di limitare il quantitativo di aiuti umanitari per la Striscia di Gaza fin quando non saranno stati riconsegnati a Israele i corpi dei 24 ostaggi deceduti che ancora si trovano nella Striscia di Gaza.

I mediatori pensano che Hamas abbia  difficoltà a recuperare i resti di tutti gli ostaggi, alcuni dei quali rimasti vittime dei bombardamenti israeliani e i cui corpi sono sotto le macerie.

Si apprende che sia stato riferito a Kan che “ora stiamo discutendo in modo significativo le opzioni di risposta” alla mancata restituzione dei cadaveri da parte di Hamas.

Un diplomatico arabo di un paese che ha mediato l’accordo ha dichiarato a Haaretz che i mediatori stanno lavorando sulla questione e non credono che l’accordo di Trump per Gaza sia a rischio.

Intanto stando ad al-Araby, canale del Qatar, “squadre egiziane sono al lavoro nella Striscia di Gaza” per “contribuire a individuare” dove si trovino le salme degli ostaggi detenuti e recuperare i corpi. E, secondo al-Araby, sono in corso “consultazioni” tra israeliani ed egiziani per “risolvere la crisi”.

Ore 19 di oggi: riunione del governo d’Israele per l’intesa firmata a Sharm-el-Sheikh sul cessate il fuoco a Gaza

 

Israele, Blinken: "È il momento di porre fine alla guerra a Gaza"

 

 

Fine alla guerra a Gaza:   stamane hanno messo la firma sul documento storico ambedue le parti contrapposte.  Firma apposta in Egitto.

Si apprende pure che  entro 24 ore dalla riunione del governo per l’approvazione dell’accordo, l’accordo entrerà in vigore e inizierà il periodo di 72 ore per il rilascio degli ostaggi, dopodiché Israele controllerà il 53% del territorio della Striscia di Gaza.

Marwan Barghouti, noto leader palestinese che sconta 5 ergastoli in Israele, “non verrà rilasciato nell’ambito dell’accordo” raggiunto nella notte a Sharm el-Sheikh tra Israele e Hamas, con la mediazione di Egitto, Qatar, Turchia e Usa.

Il miracolo di Trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aprendo una riunione di gabinetto alla Casa Bianca:..“Abbiamo messo fine alla guerra nella Striscia di Gaza. Con il punto di svolta di ieri abbiamo messo fine alla guerra e creato una pace che spero possa essere duratura”.  “Sarà un territorio nuovo, abbiamo contribuito a questo miracolo. Il Paese si rimetterà in piedi e sarà tutto nuovo. E’ stata una giornata storica e siamo riusciti a trattare la cosa con la dovuta cautela. C’era scetticismo, sapevamo che non era facile, ma tutte le cose sono state messe insieme nel modo giusto. Voglio esprimere la mia più grande gratitudine a tutti quanti si sono spesi per l’incredibile lavoro fatto”.

Secondo Trump “sul rilascio degli ostaggi nessuno credeva che potessero tornare a casa. Lunedì o martedì avranno la possibilità di tornare a casa”. Il presidente americano ha quindi ribadito di essere intenzionato a recarsi in Egitto per la firma ufficiale dell’accordo tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. “Proverò ad andare, stiamo lavorando sulle tempistiche”.

Riunione del governo d’Israele alle 19 -ora italiana  (in Israele ore 20)

Al via la riunione del gabinetto di sicurezza israeliano per votare l’intesa firmata oggi a Sharm el-Sheikh per il cessate il fuoco a Gaza. . La riunione del governo slitta alle 20 (le 19 in Italia).

L’UFFICIO DI NETANYAHU “DATE IL NOBEL A TRUMP”

Il “premier israeliano Benjamin Netanyahu  : “Assegnate il Premio Nobel per la pace a Donald Trump: se lo merita”.

L’Europa discute il piano di pace. Presente il ministro Tajani

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è atterrato a Parigi per partecipare alla riunione ministeriale sull’attuazione del piano di pace Usa. L’incontro parigino si svolgerà in concomitanza della riunione del governo israeliano per vagliare formalmente l’accordo raggiunto ieri notte a Sharm el-Sheikh. Tajani, insieme ai colleghi E4 (Italia, Francia, Germania e Regno Unito), del Quintetto Arabo (Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar) ed altri partner internazionali, discuterà oggi i prossimi passi per attuare il piano di pace del presidente Trump. Cinque saranno i punti cardine della discussione: 1) governance di Gaza; 2) disarmo di Hamas; 3) stabilizzazione della Striscia; 4) ricostruzione; 5) ruolo dell’Onu.

SARR “Israele spera ora che tutte le parti del Piano vengono attuate”

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha dichiarato che Israele è fedele al piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza. “Non abbiamo intenzione di riprendere la guerra e speriamo che tutte le parti del piano vengano attuate”, ha detto. Sa’ar ha aggiunto che Hamas si è impegnata a restituire tutti gli ostaggi previsti dall’accordo, sia vivi che deceduti. Secondo Sa’ar, “il presidente Trump ha colto la risposta di Hamas e ha creato un’opportunità, affermando che è positiva e che dobbiamo farla funzionare”.

Il gruppo terroristico non saprebbe con certezza dove si trovino nove dei 28 corpi di ostaggi

Il gruppo terroristico al potere nella Striscia di Gaza, Hamas, non saprebbe con certezza dove si trovino nove dei 28 corpi di ostaggi.  Si apprende che verrà “ istituita una task force per localizzare, ricercare e riportare indietro gli ostaggi dispersi che non sono stati restituiti entro le prime 72 ore. La task force includerà Israele, Stati Uniti, Egitto e Qatar e collaborerà con le forze sul campo nella Striscia di Gaza per raccogliere tutte le informazioni e le capacità necessarie per completarne la localizzazione”.

La creazione della task force internazionale “è stata concordato nei colloqui a Sharm el-Sheikh, e, se necessario, sarà supportata dalla Croce rossa”.

Entro 24 ore dall’approvazione del governo, inizierà il parziale ritiro delle Forze di difesa israeliane (Idf), che continueranno a controllare il 53% di Gaza, ma andranno via da Gaza City. Entro 72 ore dall’ok del governo di Israele al piano, Hamas dovrà rilasciare tutti i 20 ostaggi vivi insieme e senza cerimonie.

“E’ probabile che gli ostaggi vengano rilasciati sabato, in modo che possano essere già in Israele durante la visita di Trump, ma lo stesso presidente Usa ha detto che torneranno tutti lunedì”

In cambio, Israele rilascerà circa duemila detenuti palestinesi, tra cui 250 ergastolani e 1.700 arrestati dopo il 7 ottobre 2023.

ABBAS “adesso la creazione dello Stato Palestina”

Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, ha accolto con favore l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di un accordo per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, far ritirare l’esercito israeliano, consentire l’ingresso di aiuti umanitari e facilitare uno scambio di prigionieri. Abbas ha auspicato che questi sforzi “costituiscano il preludio al raggiungimento di una soluzione politica permanente, come annunciato dal presidente Trump, che porti alla fine dell’occupazione israeliana dello Stato di Palestina e alla creazione di uno Stato palestinese indipendente sui confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale”. Il capo dell’Anp ha inoltre elogiato Trump e tutti i mediatori per i loro significativi sforzi nel raggiungimento dell’accordo, affermando la disponibilità dello Stato di Palestina a collaborare con i mediatori e con i partner internazionali per garantirne il successo, al fine di raggiungere la stabilità e una pace duratura e giusta, nel rispetto del diritto internazionale.

Il presidente palestinese ha sottolineato la necessità che tutte le parti si impegnino per l’immediata attuazione dell’accordo, incluso il rilascio di tutti gli ostaggi e i detenuti, l’invio di aiuti umanitari urgenti attraverso le organizzazioni delle Nazioni Unite, la prevenzione di sfollamenti o annessioni e l’avvio del processo di ricostruzione di Gaza. Infine, Abbas ha ribadito che la sovranità sulla Striscia di Gaza appartiene allo Stato di Palestina e che il collegamento tra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza deve essere realizzato attraverso leggi e istituzioni governative palestinesi, attraverso un comitato amministrativo palestinese unificato e forze di sicurezza palestinesi, nel quadro di un unico sistema con il sostegno arabo e internazionale.

SMOTRICH “Non voteremo a favore dell’accordo perchè Israele dovrà rilasciare 250 ergastolani”

Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich ha parlato della firma della prima fase dell’accordo per il rilascio degli ostaggi e la fine della guerra a Gaza, affermando che i membri del suo partito messianico, Sionismo religioso, voteranno contro durante la riunione del governo israeliano per approvare l’intesa prevista alle 17. “I sentimenti sono contrastanti: enorme gioia per il ritorno dei nostri fratelli rapiti e preoccupazione per le implicazioni dello svuotamento delle prigioni e del rilascio della prossima generazione di leader terroristici. Per questo motivo, non possiamo unirci ai festeggiamenti miopi e votare a favore dell’accordo”.

Lunedì, primo giorno dei negoziati indiretti tra Hamas e Israele il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ordinato ai suoi ministri di astenersi dal rilasciare dichiarazioni pubbliche o parlare con i media in merito ai colloqui in corso in Egitto per il rilascio degli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023 e da allora a Gaza. Non è la prima volta che Netanyahu chiede ai suoi ministri di astenersi dal fare commenti in situazioni delicate. Soprattutto i ministri della destra religiosa, in particolare Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, hanno rilasciato in più occasione dichiarazioni forti e poco diplomatiche.

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Israele, la pace vicina con il rilascio degli ostaggi ,vivi o morti, d’ambo le parti

Macerie a Gaza - Afp

Archivi  Sud Libertà  (Gaza)

 

Trump spera di riuscire  a porre fine alla guerra nel corso dell’incontro  con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu previsto per  lunedì. Punto essenziale garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, Israele rilascerebbe centinaia di prigionieri palestinesi e ritirerebbe gradualmente le sue forze dalla Striscia di Gaza.

Ancora vittime, sale a 58 il bilancio delle vittime oggi dall’alba nella Striscia di Gaza

Sale ad almeno 58 palestinesi uccisi il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani oggi nella Striscia. . Tra le vittime anche il giornalista Mohammed al-Dayaha, colpito mentre si trovava in una tenda nel centro di Gaza.

L’aeronautica militare israeliana ha riferito di aver colpito circa 120 obiettivi nella Striscia di Gaza nei giorni scorsi, tra cui edifici utilizzati da gruppi terroristici, agenti terroristici e altre infrastrutture. Lo rende noto l’esercito israeliano, mentre le truppe continuano ad avanzare nella città di Gaza. A Gaza City, l’Idf afferma che la 98a Divisione ha ucciso diversi uomini armati e rinvenuto numerose armi, tra cui lanciarazzi e razzi. La divisione ha anche diretto attacchi con droni contro una postazione di sorveglianza di Hamas e un punto di appoggio per gli agenti della Jihad islamica palestinese.

Oltre 750mila palestinesi fuggiti da Gaza City verso sud

Oltre 750.000 palestinesi sono fuggiti da Gaza City verso il sud della Striscia, mentre l’esercito israeliano intensifica la sua offensiva contro Hamas.

Si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero a Gaza City prima che le Israele lanciasse la grande offensiva e ai civili fosse ordinato di evacuare in una zona umanitaria nel sud dell’enclave.

La città di Gaza si sta svuotando perché i suoi abitanti si rendono conto che l’operazione militare si sta intensificando e che spostarsi verso sud è per la loro sicurezza”, ha affermato il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle Idf, aggiungendo, rivolto agli abitanti ancora presenti nella città: “Vi invitiamo a trasferirvi il prima possibile nell’area umanitaria di al-Mawasi e a unirvi agli oltre 750.000 residenti della città che sono partiti negli ultimi giorni e settimane per la loro sicurezza“.

Accordo vicino sul rilascio degli ostaggi di Hamas

 

 

Adesso l’accordo  sugli ostaggi è vicino, in attesa dell’approvazione di Hamas.     In atto c’è un potenziale accordo di cessate il fuoco per gli ostaggi  I dettagli di un potenziale accordo di cessate il fuoco per gli ostaggi sono stati concordati, con i mediatori in attesa dell’approvazione finale dal gruppo terroristico palestinese.

I colloqui hanno ruotato in gran parte attorno a una proposta di accordo in tre fasi in cui i casi “umanitari”, tra cui donne, bambini, uomini over 50 e infermi, verrebbero rilasciati per primi.
Poi, il 16° giorno del cessate il fuoco, inizieranno i colloqui per garantire il rilascio degli uomini in età militare, seguiti da una terza fase che vedrà discussioni sulla governance e la ricostruzione della Striscia.
Il mediatore del Qatar ha consegnato a Israele e Hamas una bozza “definitiva” di un accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi progettato per porre fine alla guerra a Gaza.

Una svolta è stata raggiunta a Doha dopo mezzanotte in seguito ai colloqui tra il team negoziale di Israele, l’inviato per il Medio Oriente del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro del Qatar Novantaquattro dei 251 ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre rimangono a Gaza, compresi i corpi di almeno 34 morti confermati dall’IDF. Hamas ha rilasciato 105 civili durante una tregua di una settimana a fine novembre e quattro ostaggi sono stati rilasciati prima di allora.

Il gruppo palestinese di Hamas conferma che sono stati compiuti progressi verso un accordo per il cessate il fuoco con gli ostaggi. “Rinnoviamo il nostro impegno con il nostro popolo fermo e paziente e con i nostri eroici prigionieri nelle prigioni, e affermiamo che la loro libertà è vicina”, afferma il gruppo.

La dichiarazione arriva dopo che è stata apparentemente raggiunta una svolta nei colloqui a Doha durante la notte. . Si prevede che un potenziale accordo vedrà centinaia di prigionieri palestinesi, tra cui detenuti per terrorismo, rilasciati per garantire la libertà degli ostaggi detenuti nella Striscia.

“Cessate il fuoco permanente”: la palla ora è nel campo di Israele”

 

 

L’accordo approvato dall’organizzazione islamista contiene modifiche” e “lontano dalle nostre richieste fondamentali”, mentre l’operazione a Rafah servirebbe ad “esercitare pressioni militari su Hamas per fare progressi nella liberazione degli ostaggi”

Fumo su Rafah dopo un raid israeliano - Afp
Foto di  un raid israeliano – Afp

Dopo la pausa per      negoziare per la tregua a Gaza, con Israele che ha accusato Hamas di aver approvato una proposta “modificata” rispetto a quella concordata con i mediatori di Qatar ed Egitto e ritenuta “unilaterale” e “inaccettabile” da Tel Aviv, lo Stato ebraico ha lanciato nella tarda serata di ieri un attacco a Rafah. Il raid, che non è chiaro se sia da considerare l’inizio dell’operazione di terra, è stato annunciato subito dopo la nota dell’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, dove si spiegava come il gabinetto di guerra israeliano avesse deciso all’unanimità di andare avanti con l‘operazione a Rafah “per esercitare pressioni militari su Hamas con l’obiettivo di fare progressi nella liberazione degli ostaggi e per altri obiettivi di guerra”. Del resto, spiegava ancora la nota, la proposta di tregua approvata dall’organizzazione islamista sarebbe considerata “lontana dalle richieste ritenute fondamentali da Israele”.    C’è comunque ottimismo visto che  lo Stato ebraico- si apprende –  invierà  una delegazione al Cairo per tenere colloqui con i mediatori nel tentativo di trovare un accordo bilaterale…

L’operazione israeliana

l portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagariha annunciato nella tarda serata di ieri l’inizio dell’operazione israeliana  Le forze delle Idf “stanno attaccando e operando in modo mirato contro obiettivi dell’organizzazione terroristica Hamas nella zona est di Rafah”.

I carri armati israeliani stanno sparando contro il valico da circa 200 metri di distanza, distruggendo il terminal che da novembre  rappresenta     fra i principali canali di trasporto degli aiuti a Gaza. Il valico si trova a circa 3 chilometri dai confini orientali di Rafah, nell’estremo sud di Gaza.

Altri rapporti affermano che le forze di terra si stanno spostando nell’area del valico e che gli attacchi aerei stanno colpendo la parte orientale di Rafah. Non vi è alcun commento da parte dell’esercito israeliano sull’azione riportata.

 Hamas spera nell’accordo di “cessate il fuoco permanente”

Il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, che ha informato il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamal, del sì del movimento palestinese alla proposta dei due Paesi arabi per un cessate il fuoco, ha riferito Hamas in una nota. “La palla è nel campo di Israele”, aveva dichiarato un funzionario dell’organizzazione islamista, con Hamas che ha affermato di aver accettato la proposta dei due Paesi dopo aver “ricevuto garanzie dagli Stati Uniti per arrivare a un cessate il fuoco permanente e al ritiro di Israele da Gaza al termine della terza e ultima fase dell’accordo”, ha detto una fonte del gruppo al canale saudita Asharq.

I mediatori ci hanno detto che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è chiaramente impegnato a garantire l’attuazione dell’accordo”, ha poi detto ad al-Jazeera Khalil al-Hayya, vice del leader di Hamas. Secondo il numero due di Sinwar, l’accordo prevede che “il primo giorno della prima fase” ci sia “un chiaro impegno a sospendere temporaneamente le operazioni militari”. Al-Hayya ha riferito che “la proposta include, nella sua seconda fase, l’annuncio della cessazione permanente delle operazioni militari” a Gaza.

Israele prosegue l’assedio, “non ci sarà il cessate il fuoco senza il ritorno a casa degli ostaggi”

 

Contestatissimo governo: se oggi si votasse in Israele, Netanyahu non  avrebbe la maggioranza

 

 

 Gaza City è sotto assedio d’Israele che non  si fermerà fino alla distruzione di Hamas. Gli Stati Uniti avvisano il premier Benjamin Netanyahu  esprimendo contrarietà alla rioccupazione della Striscia di Gaza.

Netanyahu : “Mi rivolgo ai cittadini di Gaza, per favore spostatevi a sud. Lo so che lo state già facendo, continuate, perché Israele non si fermerà. “Non ci saranno ingressi di lavoratori, non ci sarà cessate il fuoco senza il ritorno a casa degli ostaggi”

Rincara il premier israeliano: “A sud, la guerra procede con una forza che Hamas non ha mai visto. Gaza City è circondata, stiamo operando all’interno. Stiamo aumentando la pressione su Hamas di ora in ora”affermando che tantissimi tunnel e bunker dell’organizzazione sono stati distrutti. “Arriviamo in punti che Hamas riteneva irraggiungibili”, aggiunge. A nord, al confine con il Libano, Israele risponderà ad ogni eventuale azione di Hezbollah: “Risponderemo con forza a ogni attacco. Se Hezbollah entra in guerra, commette il più grande errore della propria vita”.

 Biden nel corso di una telefonata recentissima ha invitato Netanyahu ad una pausa di tre giorni nei combattimenti a Gaza. Stati Uniti, Israele e Qatar stanno discutendo una proposta in base alla quale “Hamas rilascerebbe 10-15 ostaggi e utilizzerebbe la pausa di tre giorni per verificare l’identità di tutti gli ostaggi e fornire un elenco dei nomi degli ostaggi”, . Due funzionari statunitensi e israeliani hanno inoltre affermato che “Netanyahu ha detto a Biden di non fidarsi delle intenzioni di Hamas e di non credere che siano pronti ad accettare un accordo sugli ostaggi”.

LA RUSSIA IMPEDISCE L’EVACUAZIONE DEI CIVILI,PERSINO DI DONNE E BAMBINI ,BOMBARDA I CORRIDOI UMANITARI E LA NATO -CHE POTREBBE INVIARE AEREI SUI CIELI DELL’UCRAINA, ASSISTE AL MASSACRO E ALLA FINE DELLA LIBERTA’ CALPESTATA

Ucraina, lo sfregio ai russi al tavolo delle trattative: "Come si è  presentato l'uomo di Zelensky" – Libero Quotidiano
Ancora trattative per i corridoi umanitari. Trattative non rispettate dalla Russia

 

L’Armata rossa tiene in ostaggio anche i civili  che fuggono dalle città assediate.. Finora sono 723 i civili passati attraverso il corridoio umanitario da Sumy nel nord-est dell’Ucraina a Poltava nella parte centrale del Paese. . Continua anche l’evacuazione dei civili anche da Irpin, località a ovest della capitale teatro negli ultimi giorni di feroci combattimenti tra forze ucraine e russe. Sono quasi 3mila i civili già assistiti.

Zelensky: “Questo conflitto non finirà così ma scatenerà una guerra mondiale. Oggi la guerra è qui, domani sarà in Lituania, poi in Polonia, poi in Germania”. Sarà solo l’inizio di una escalation perché Mosca “non si sazierà”. “La gente muore ogni giorno, ogni minuto. Considero Vladimir Putin un criminale di guerra? Tutti quelli che sono venuti qui sul nostro suolo, tutti quelli che hanno dato ordini, tutti i soldati che hanno sparato sono criminali di guerra”. Putin “può porre fine ad una guerra che ha iniziato. E se non pensa di aver dato inizio a tutto, deve sapere che può porre fine alla guerra”.
LA NATO NON CONSIDERA CHE OGGI LA GUERRA E’ QUI MA DOMANI SARA’ IN LITUANIA, IN POLONIA POI, IN GERMANIA”
Zelensky: «Sono l'obiettivo numero 1 dei russi», governo a Leopoli o  esilio- Corriere.it
Non viene bombardata solo Kiev, non solo nelle zone residenziali, anche nelle periferie. Lo stesso accade a Kharkiv, Odessa, molte città vengono bombardate. Sono sicuro che gli ucraini sono pronti ad affrontare i russi per tutta la vita, nelle città occupate c’è stata la risposta della gente normale mostrando un coraggio senza pari, i russi non hanno questo coraggio. Per un soldato ucraino ci sono 10 soldati russi, per un tank ucraino ce ne sono 50 russi. Ma il gap sta diminuendo. Quanto possiamo resistere? Dipende da molti fattori, non solo da noi. Anche se dovessero entrare nelle città, ci sarebbe la resistenza. Oggi la guerra è qui, domani sarà in Lituania, poi in Polonia, poi in Germania”, dice Zelensky, rinnovando la richiesta di creare una ‘no fly zone’ sui cieli dell’Ucraina. La Nato non prende in considerazione la soluzione, che potrebbe innescare un conflitto più ampio.

La cosa più importante per noi è la sicurezza del cielo. La Russia bombarda, utilizza aerei ed elicotteri. Noi non controlliamo i cieli. Ieri i missili hanno colpito l’università della città di Kharkiv, hanno colpito un ospedale pediatrico a Kiev. Siamo in Europa, siamo una zona di libertà. Molti pensano che siamo lontani da Usa e Canada, ma siamo una zona di libertà che viene violata e calpestata: va protetta. Ora tocca a noi, poi toccherà a voiQuesta bestia non si sazia: più mangia, più ha fame“, dice ancora.

E’ stata offerta a Zelensky la possibilità di lasciare il paese? “Mi è stata proposta questa possibilità. Sono stati inviati qui gruppi speciali per uccidere me e la mia famiglia. Io sono il presidente di questo popolo, resterò fino alla fine. Vorrei che ci fosse un happy end, come a Hollywood“.

Battaglia a Kiev. I russi aumentano la pressione, Zelensky resiste:  "100mila invasori sulla nostra terra" - HuffPost Italia

“Queste azioni dell’esercito russo non sono altro che genocidio contro il popolo ucraino”, si afferma, sottolineando che per provvedere all’evacuazione dei civili “sono state sgombrate e sminate le strade. Tuttavia il nemico non ha lasciato andare via donne, anziani e bambini”. “La Russia tiene in ostaggio 300mila civili a Mariupol, impedisce l’evacuazione umanitaria nonostante gli accordi con la mediazione della Croce Rossa internazionale. Un bambino è morto per disidratazione ieri! I crimini di guerra fanno parte della strategia deliberata della Russia.

Il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba esorta  tutti gli Stati a chiedere pubblicamente: ‘Russia, lascia andare le persone!'”

 – “Chiediamo alla Russia di rispettare il suo impegno al cessate il fuoco, di astenersi da attività che mettono in pericolo la vita delle persone e di consentire la consegna di aiuti umanitari”.

Secondo quanto ha spiegato in un briefing Iryna Vereschurk, Ministro per l’integrazione dei territori occupati, l’accordo è stato concordato dal Ministero della difesa russo anche con la Croce rossa. “Tuttavia – ha aggiunto la rappresentante del governo ucraino – abbiamo già informazioni che la Federazione Russa si starebbe preparando a lanciare provocazioni e a non rispettare l’itinerario stabilito”. Per questo “chiediamo alla Federazione Russa di rispettare gli accordi. Il corridoio è fatto per portare via i civili, tra cui anche gli studenti indiani e cinesi e prevede anche la consegna in zona di medicinali e prodotti alimentari”. Il corridoio umanitario dovrebbe chiudersi alle ore 21 ucraine (le 20 in Italia).