Draghi: “Abbiamo raggiunto gli obiettivi della Commissione UE” Ma dobbiamo trovare un sistema che garantisca i giovani

 

ROMA

Draghi alla Conferenza stampa di fine anno: “Governo avanti indipendentemente da chi ci sarà. L’Italia ha tutto per tornare a crescere” “ll mio destino personale non conta assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro, sono un uomo e un nonno al servizio delle istituzioni” sottolinea il premier.

E sui  vaccini dice: “Restano le strumento migliore di difesa. Invito tutti i cittadini a continuare a vaccinarsi e fare la terza dose, oggi è questa la priorità” Tweet Draghi: “Governo avanti indipendentemente da chi ci sarà. L’Italia ha tutto per tornare a crescere” Draghi: “Anni molto difficili ma l’Italia ha saputo reagire. Omicron ci obbliga a massima cautela” Pensioni, Draghi ai sindacati: “Impegno per i tavoli sulla riforma” Draghi: profondi legami Roma-Berlino, ora accelerare su Ue. Scholz loda il lavoro dell’Italia L’Economist incorona l’Italia con Draghi “Paese dell’anno”

Covid: il 23 dicembre cabina di regia presieduta da Draghi. Arriva la stretta di Natale Mario Draghi sui fondi per le persone disabili: “Nel PNRR abbiamo stanziato 6 miliardi” No Green pass: minacce a Draghi in chat Telegram, online il suo indirizzo di casa 23 dicembre 2021 “L’arrivo di Omicron, molto più contagiosa delle precedenti ha aperto una nuova fase della pandemia. Domani faremo una cabina di regia per decidere il da farsi sulla base dei dati epidemiologici. Lo stato di emergenza non è un atto di rassegnazione ma di necessità”. Così il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in apertura della tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa parlamentare.

I vaccini – spiega il premier – restano lo strumento migliore di difesa. Oggi circa l’80% della popolazione ha ricevuto almeno la prima dose, è una proporzione più alta di Gran Bretagna, Francia e Germania. Abbiamo somministrato 15,6 milioni di terze dosi e raggiungo tre quarti della popolazione che può riceverla. Invito tutti i cittadini a continuare a vaccinarsi e fare la terza dose, oggi è questa la priorità”. Dalla cabina di regia di domani “non è escluso” che possa emergere “l’applicazione del tampone” per i vaccinati anticipa il premier. “C’è un periodo del green pass, in cui la protezione della prima e seconda dose decresce rapidamente e la terza dose non è stata ancora fatta. In questo periodo può essere utile fare un tampone, per capire se si è positivi. Sono sistemi per poter cercare di rallentare la diffusione del virus. Dobbiamo difendere la normalità raggiunta e questo significa niente chiusure, scuola in presenza, una socialità soddisfacente. Per farlo dobbiamo prendere tutte le precauzioni possibili“.

“E’ essenziale per continuare l’azione di contrasto alla pandemia – rimarca – ma anche di rilancio della crescita e dell’attuazione del Pnrr, che la legislazione vada avanti fino al suo termine naturale”.  “Il mio destino non conta, sono un nonno al servizio delle istituzioni” “Il mio destino personale non conta assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro, sono un uomo e un nonno al servizio delle istituzioni” dice Draghi rispondendo ai giornalisti al termine della conferenza stampa.  Il 3 febbraio, con lo scadere del mandato di Sergio Mattarella, finirà anche la ragione di essere di questo governo?

“Il governo è un governo parlamentare, questo è quello che prevede la Costituzione. Il presidente della Repubblica non è tanto un notaio quanto un garante. L’esempio di Mattarella è la migliore guida all’interpretazione del ruolo del presidente della Repubblica: ha garantito l’unità nazionale, dall’unità nazionale è venuta una maggioranza ampia che ha sostenuto la forza di questo governo, il governo sostenuto e protetto da questa ampia maggioranza ha cercato di fare il meglio possibile. I risultati del governo sono fondati su quel che ho detto”.  Elogi all’Italia merito degli italiani Il merito degli elogi all’Italia “è merito degli italiani”.

Così Draghi. “L’aumento di credibilità del Paese può essere un moltiplicatore psicologico dell’azione di governo e del Pnrr. Porta una grande responsabilità. Occorre dimostrare che la fiducia data dall’Europa all’Italia è stata ben riposta”, sottolinea il premier. Guarda la conferenza stampa Potenziare screening, testare e vaccinare bambini “Sono consapevole della sofferenza che i giovani e i più giovani hanno subito a causa delle restrizioni e faremo di tutto per evitare che quella esperienza si ripeta.

Per questo però occorre prendere precauzioni anche nella scuola: la prima cosa da fare è uno screening delle scuole e su questo Figliuolo si è messo in moto: se è necessario potenziare questo sforzo in varie direzione, e credo sia necessario, lo faremo; la seconda è il testare continuamente; la terza è la vaccinazione, di tutti e oggi anche dei bambini” sottolinea Draghi.

Sul fronte della scuola poi – a smentire le voci di queste ore – il presidente del consiglio ha tenuto a precisare che nella cabina di regia  “non valuteremo” l’eventualità di una chiusura prolungata degli istituti dopo le vacanze di Natale. “Governo resta pronto a sostenere l’economia in casi di rallentamento” “Il governo resta pronto a sostenere l’economia in caso di rallentamento: la sfida principale resta quella di far aumentare il tasso di crescita nel lungo periodo e risolvere le disuguaglianze strutturali” ha detto poi il Presidente del Consiglio parlando della ripresa economica. “La crescita è oltre il 6% e l’occupazione è ripartita Prevediamo che il rapporto tra debito/pil cominci a scendere già da quest’anno” ha ribadito. Draghi ha ricordato che il  Pnrr è “centrale” per la crescita e “oggi posso dirvi che abbiamo raggiunto tutti e 51 gli obiettivi concordati con la Commissione Ue”, tra “due-tre mesi” ci sarà “la tranche dei prestiti previsti.

L’Italia, i comuni, le regioni e il governo si muovono con determinazione e con forza, è importante essere all’erta perché il percorso è lungo e complesso, ma si può essere soddisfatti per quanto fatto quest’anno”. “Il governo ha creato queste condizioni indipendentemente da chi ci sarà” ha sottolineato. L’Italia farà sentire la propria voce sulla riforma del Patto di Stabilità europeo, con l’obiettivo di arrivare al consenso sulle nuove regole prima della fine del ’22, prima che scada la clausola che sospende le attuali regole, definite “dannose” ha detto il presidente del Consiglio. “La mia visione critica delle regole del patto di stabilità come erano prima è nota, e le ragioni sono note. Oggi è cambiato il quadro europeo, una visione critica trova un consenso quasi generale. Quindi l’Italia – ha assicurato Draghi – è in una buona posizione per far sentire la propria voce. Molto di quello che noi facciamo anche a livello di politica europea è proprio discutere di queste cose, la discussione con la Commissione è appena iniziata, proseguirà nel corso del ’22, è importante che si arrivi a un nuovo consenso, è importante perché le regole fiscali servono ma devono essere ragionevoli e non dannose come quelle di prima. È importante che a questo consenso si arrivi nel ’22, meglio presto che tardi, perché all’inizio del ’23 scade la clausola che esenta  dall’osservanza di qualunque regola fiscale ed è bene raggiungere un consenso  prima di allora e per questo stanno lavorando molti Paesi: Spagna, Francia Italia, Grecia, Portogallo e anche altri direi”.

Manovra, ringrazio forze politiche, non saremo arrivati in tempo Sulla legge di bilancio Draghi spiega: “Indubbiamente c’è stato molto affanno nella fase finale della discussione sulla manovra. E’ successo anche negli anni passati. Questa manovra è stata accompagnata da un lungo confronto politico. Il periodo di dialogo con le forze politiche non è stato compresso nella fase iniziale”, sottolinea il presidente del Consiglio ricordando come il governo ha ricevuto tutti i presidenti dei gruppi parlamentari. “Non sono mancate le occasioni per il confronto”, osserva Draghi.

Infine conclude: “C’e’ stato molto affanno dovuto alle scadenze che il Pnrr ha imposto nel mese di dicembre. Senza l’apporto delle forze politiche non saremmo riusciti ad arrivare in tempo”. “Non c’è mai stato un rapporto burrascoso con i sindacati – spiega poi Draghi – sono stati informati all’inizio e alla fine della manovra, forse i sindacati andavano informati anche durante, e questo non è mai stato fatto.

Però sulla sostanza della manovra, è progressiva, equilibrata, dà tanto agli investimenti e a chi ha meno”.  “Quest’anno è stato un anno di grandi problemi, di grandi sfide, eppure gli italiani hanno reagito in maniera straordinaria alla depressione in cui erano caduti l’anno scorso – dice ancora il premier – e gli italiani hanno detto quanto tengano alla stabilità politica. Per i partiti politici, con idee così diverse, non è facile lavorare insieme: ci sono riusciti, secondo me, perché hanno capito che gli italiani vogliono questo”.  Da superbonus benefici ma anche distorsioni e frodi

Il governo ha trovato i fondi per estendere il superbonus del 110%, superando l’iniziale riluttanza dovuta al fatto che queste misure “hanno creato distorsioni”, a cominciare da uno “straordinario aumento dei prezzi dei componenti legati alle ristrutturazioni” e le emissioni, sì, vanno giù, “ma non così tanto da assorbire l’aumento dei prezzi” ha detto ancora il premier, aggiungendo un altro motivo di iniziale contrarietà: il sistema “ha incentivato moltissime frodi“.

Pensioni, impegno a trovare soluzioni ma con sistema sostenibile I provvedimenti sulle pensioni introdotti nella manovra sono di natura transitoria, quindi “che ci fosse bisogno di una riforma più ampia a me pareva normale e per questo il tavolo” con i sindacati “è iniziato. Il mio impegno è a mantenere un sistema che sia sostenibile, il vincolo è non rimettere in discussione questa sostenibilità del sistema contributivo” ha affermato il presidente del Consiglio

Il premier ha quindi stigmatizzato la “catena infinita di riforme” degli ultimi trent’anni, perché “questo continuo riformare inietta un’incertezza nelle persone che ha un effetto negativo sulle abitudini di consumo, di investimento e quindi sulla crescita dell’economia”, occorre assicurare i pensionati “che il sistema non gli cambi sotto gli occhi ogni tre anni”. Quanto ai punti della riforma, per Draghi occorre puntare su quattro punti: “maggiore flessibilità in uscita; come si riesca ad organizzare, problema aperto, un sistema che garantisca un certo livello di pensioni per i giovani e per coloro che hanno attività precaria; cosa si può fare per riprendere la strada sulla previdenza complementare; come si va a evitare che sia punito” chi una volta in pensione continua a lavorare.

Il premier ha poi assicurato che una volta raggiunto un accordo con i sindacati, le conclusioni “verranno condivise con le forze politiche”. Assegno unico è un passo straordinario nell’assistenza alla famiglia Nell’ambito “dell’impianto di sicurezza sociale l’assegno unico familiare è un passo straordinario nell’assistenza alla famiglia” ha detto Draghi rispondendo a una domanda sul crollo della natalità nel nostro paese. Il premier ha ammesso che “sono stati fatti progressi notevoli in direzione della famiglia, però resta un’insoddisfazione di fondo”. Incidenti lavoro inaccettabili, governo pronto a intervento Il Presidente del Consiglio sulla piaga delle morti sul lavoro tiene a sottolineare: “L’intervento normativo fatto è stato giudicato dal sindacato, con cui è stato elaborato, efficace e abbastanza completo, e però è inaccettabile. Continueremo a lavorare su questo fronte, se la legge  approvata un mese fa non è sufficiente, anche se prevede un meccanismo di monitoraggio che richiede tempo per essere applicato, il governo non considera la sua azione terminata. Se il problema continua occorrerà trovare altri sistemi”.  Eutanasia, bisogna dare attuazione a sentenza consulta “Sulla eutanasia siamo nelle mani del Parlamento e della Costituzione, c’è una sentenza della Corte Costituzionale a cui va data attuazione” sostiene Draghi. Tim: governo vuole tutelare occupazione, rete e tecnologia “Ci sono tre cose da tutelare nel futuro assetto societario di Tim: l’occupazione, la rete e la tecnologia. Noi dobbiamo vedere cosa sta succedendo perché ancora non è chiaro, ma la configurazione societaria a cui si dovrà pervenire deve raggiungere questi obiettivi. Oggi il governo non è in grado di dire cosa fare, non c’è una strada preordinata, ci sono una serie di negoziati e nuove idee quasi ogni settimana. Il punto fisso dell’azione del governo è la tutela di questi tre aspetti” risponde il premier alla stampa.

Spazio, Italia lancerà maggiore costellazione europea satelliti Tra le varie iniziative che abbiamo intrapreso c’è la strategia italiana dello spazio, che in totale impegna 4,5 miliardi di euro. L’Italia lancerà la maggiore costellazione europea di satelliti per l’osservazione della Terra in orbita bassa, importante per la protezione ambientale e climatica e anche per sviluppare servizi innovativi imprese. Il nome della costellazione sarà proposto dalle giovani e dai giovani italiani con un concorso a inizio 2022 e lo faremo scegliere ai nostri astronauti, guidati da Samantha Cristoforetti che volerà di nuovo nello spazio l’anno prossimo”.

Libia: riprendere processo democratico, ora nuova data voto “L’Italia e l’Unione europea hanno fatto di tutto per accompagnare il processo democratico in Libia e continueranno a fare di tutto” ha detto il premier. “Il fatto che non si sia riuscito a tenere le elezioni dipende da complicazioni istituzionali libiche”, come una recente pronuncia parlamentare che impedisce all’attuale presidente del Consiglio di candidarsi, “ma anche dalla situazione molto frammentata tra i vari centri di potere”, ha precisato.  Draghi ha ricordato che ci sono stati “progressi sul cessate il fuoco, e alcuni mercenari sono stati rimpatriati”. “Quello che dobbiamo aspettarci è che il processo democratico si riprenda, che il dialogo riprenda e fissino, come pare abbiamo intenzione di fare, una nuova data delle elezioni, avendo chiarito meglio il contesto istituzionale entro cui svolgerle”, ha aggiunto il premier. “Grazie stampa, importante per democrazia e libertà” “Vorrei ringraziare i giornalisti per tutto ciò che fate per la democrazia e la libertà. –

Reddito di cittadinanza e Superbonus escono rafforzati per un miglior funzionamento del mercato del lavoro e dell’edilizia

 

 

Il mercato del lavoro in Italia: l'analisi di Indeed - FMTS Lavoro

 

 

Disco verde alla manovra del Cdm. “Il lavoro è stato veramente notevole, siamo molto soddisfatti di questo provvedimento. Alla fine del Consiglio dei ministri c’è stato un applauso, c’era una sensazione di condivisione del lavoro fatto. E’ una legge di bilancio espansiva, accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l’azione economica del governo – avverte il Presidente del CONSIGLIO  Draghi – Si agisce sulla domanda e sull’offerta, tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti, miglioriamo la spesa sociale con particolare attenzione ai giovani e alle donne”.

“Abbiamo dato priorità agli interventi che stimolano la crescita, dal problema del debito pubblico e delle prestazioni sociali inadeguate si esce attraverso la crescita. Il paese quest’anno crescerà probabilmente ben oltre il 6%, per l’Italia è un momento molto favorevole e dobbiamo essere capaci di mantenere questa crescita anche negli anni a venire” sottolinea il premier.

“Questa crescita non è più un obiettivo a sé stante, si pone sempre maggiore attenzione sulla qualità di questa crescita, sulla sostenibilità, sull’inclusività e sull’equità. E’ un mutamento nel pensiero e nell’azione di tutti coloro che fanno politica economica in Europa e anche altrove”, dice il presidente del Consiglio prima di snocciolare alcune cifre.

 – “Per quanto riguarda le tasse mettiamo a disposizione circa 12 miliardi per ridurre la pressione fiscale: non 8, ma 12. Otto miliardi sono a disposizione per un intervento mirato per ridurre imposte sulle società e sulle persone, il cuneo fiscale: ci sono varie ipotesi che definiremo con il Parlamento nelle prossime settimane. Nel triennio 2022-2024 destiniamo in termini cumulati quasi 40 miliardi per la riduzione delle imposte, sono cifre mai stanziate. Ventiquattro miliardi di questi 40 servono per l’intervento sul cuneo, il resto comprende incentivi fiscali che diamo a famiglie e imprese per investimenti nel patrimonio immobiliare, in tecnologia e digitalizzazione”,

 – “Per quanto riguarda le pensioni, l’impegno del governo è tornare in pieno al contributivo. Quota 100 finisce alla fine di quest’anno, la legge di bilancio prevede una transizione a quota 102, con 38 anni di contributi e 64 anni di uscita. Abbiamo rafforzato Opzione Donna e Ape sociale, ampliando la gamma di soggetti che possono utilizzarlo – sottolinea – La cosa importante è che il governo rimane disponibile al confronto con le parti sociali: l’obiettivo è il ritorno al contributivo, la scatola all’interno della quale tante cose si possono aggiustare. La prima è la flessibilità in uscita, la seconda è recuperare al lavoro tutti coloro che sono andati in pensione e lavorano in nero perché vengono puniti se lavorano. La terza è riequilibrare il rapporto per le pensioni dei giovani, oggi squilibrate verso” cifre “molto basse. Ma tutto questo all’interno del contributivo” per assicurare “la sostenibilità nel tempo del sistema pensionistico. Ci sarà un intenso confronto con parti sociali, Parlamento, tutti”.

Per  le pensioni, non mi aspetto lo sciopero generale, dipende dai sindacati ma mi parrebbe strano che lo facessero vista la disponibilità del governo. Ma la questione è nelle mani dei sindacati”.

Quanto a quota 100, “è stata un’esperienza che non ho mai condiviso e che ha creato la necessità di tornare alla normalità ancora più urgentemente perché è costata molto. Quindi dobbiamo tornare al sistema contributivo che sia sostenibile”.

 – Capitolo reddito di cittadinanza: “Condivido il principio, bisogna che sia esente da abusi e che non sia d’intralcio al buon funzionamento del mercato di lavoro – dice il premier – I vari provvedimenti di controllo che verranno dettagliati dovrebbero assicurare il raggiungimento del primo obiettivo. I controlli saranno molto più precisi e dovranno essere soddisfatti prima della percezione del reddito. Il sistema di controlli deve assicurare che anche il secondo obiettivo venga raggiunto, per quanto riguarda gli occupabili, e che non sia un ostacolo all’accettazione di proposte di lavoro. In precedenza, se il percettore avesse accettato l’offerta avrebbe perso tutto il reddito di cittadinanza. Oggi invece questo è graduato, in modo tale che ci sia l’incentivo ad accettare l’offerta di lavoro. E’ importante controllare che abbia ricevuto l’offerta di lavoro e l’abbia rifiutata prima che cominci il decalage: su questo stiamo ancora ragionando, il sistema precedente non ha funzionato. Deve essere mantenuto lo spirito del reddito di cittadinanza che è diverso da quello del sussidio di disoccupazione”. Il reddito “non deve ostacolare il funzionamento del mercato del lavoro, cosa che invece c’è stata”.

 – E’ una manovra di grandi dimensioni da 30 miliardi l’anno per 3 anni con il decreto fiscale di qualche giorno fa abbiamo caricato sul 2021 alcuni oneri” dice il ministro dell’Economia Daniele Franco in conferenza stampa al termine del Cdm.

“La legge di bilancio 2022 si muove lungo le linee tracciate dalla Nadef. Resta volutamente espansiva per recuperare il prodotto che abbiamo perduto l’anno scorso e cerca di avere una visione, ove possibile, di medio periodo” aggiunge il ministro dell’Economia. Gli obiettivi “sono aiutare la società e l’economia ad uscire dalla crisi determinata dalla pandemia” e quello che “nel secondo trimestre del 2022 il Pil torni al livello precrisi, che vuol dire anche un ritorno per i livelli occupazionali”.

– Nella manovra sono previsti 8 miliardi di euro “per l’avvio della riforma fiscale. Non definiamo oggi i tagli, ma le finalità” che sono una riduzione “dell’Irpef e l’Irap”. “Nelle prossime settimane ascolteremo le parti sociali – spiega ancora Franco – e proporremo un emendamento governativo alla manovra che definisca la modalità di utilizzo degli 8 miliardi” che rappresentano “l’avvio del processo della riforma del sistema fiscale”.

 – Nella manovra è previsto inoltre l’aumento pari a un miliardo “per le risorse del reddito di cittadinanza” per fare sì che “nel 2022 siano uguali a quelle disponibili nel 2021” dice il ministro Franco, aggiungendo come, inoltre, “per le misure a carattere sociale” che vanno “dalla cassa integrazione alle pensioni” vengono stanziati “altri 1,5 miliardi”. Interessato dalla manovra anche il Fondo di garanzia per le Pmi, al quale verranno messi a disposizione “3 miliardi di euro”.

 – Ancora, nel 2022 “interveniamo per 4 miliardi sulla spesa sanitaria. Circa metà saranno per l’acquisto di vaccini e medicinali anti Covid con cui gestiamo la fase di uscita dalla pandemia. L’altra metà, oltre 2 miliardi” sono invece destinati al “potenziamento delle risorse per il servizio sanitario nazionale” spiega il ministro dell’Economia.

 – “Avremo un fondo per l’assunzione e aumenteremo le risorse per la formazione per il pubblico impiego” spiega il ministro dell’Economia.

– La plastic e la sugar tax “sono rimandate, la loro attuazione prevista il 1 gennaio è rimandata al 2023”. Inoltre “l’Iva sugli assorbenti è ridotta dal 22% al 10%”. – Poi, sul superbonus: “Gli incentivi al 110% sono estesi al 2023 per i condomini e poi saranno portati al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. Per le altre abitazioni gli incentivi al 110% saranno estesi dal 30 giugno al 31 dicembre 2022 per le abitazioni principali e con un limite Isee. Gli incentivi alle facciate saranno estesi al 2023 con una percentuale di intervento al 60%”.

 

 

Messina, misure di sostegno per l’emergenza sanitaria

Nota.comunicato del Vicesindaco Carlotta Previti

Nel contesto di una emergenza socio sanitaria senza precedenti come quella che stiamo vivendo da un anno – dichiara il Vicesindaco Carlotta Previti – si deve agire ed essere quanto più possibile fattivi per tutelare la salute, per sostenere chi è in difficoltà e per favorire la ripresa economica. Occorre pragmatismo ed un agire costante e diretto a rendere efficace ed efficiente l’azione di governo amministrativo. La gestione dell’emergenza sanitaria ed economica nella città di Messina è stata affrontata con serietà da questa Amministrazione attraverso una visione strategica e programmatica, prova ne è che la prima delibera n. 169, con atto di indirizzo contenente tutte le misure messe in campo per l’emergenza Covid-19 risale al 31 marzo 2020, ad ulteriore dimostrazione che per pianificare ed erogare gli aiuti è necessario essere capaci di programmare e indirizzare l’attività amministrativa. Sul punto possiamo rivendicare di avere adottato misure efficaci e tempestive varando una imponente manovra straordinaria di aiuti economici diretti sia alle famiglie che alle imprese, e si ribadisce ancora una volta, nessun Comune ha messo in campo.

A tal fine – prosegue la Previti – gli Avvisi pubblicati in merito sono ben visibili nella Sezione Avvisi del sito istituzionale del Comune di Messina, corredati dai relativi impegni di spesa. Se ci fossimo limitati, a spendere le risorse del governo nazionale (due OPCM per un importo di 3 milioni e quattrocento mila €) a stento avremmo pubblicato forse due avvisi.
Questa Amministrazione da un anno (aprile 2020 il primo bando) è riuscita a rendere la Family Card, con enormi sacrifici da parte di tutta la macchina amministrativa che non si è mai arrestata, per varare un piano di aiuti emergenziali così importante e per così lungo tempo a sostegno delle famiglie e imprese. Ad oggi, abbiamo erogato soltanto per la Familycard oltre 16 milioni di euro raggiungendo 37mila beneficiari e per questo – conclude il Vicesindaco – ringrazio gli uffici comunali e la Messina Social City che con spirito di abnegazione hanno consentito di rispettare la scadenza evadendo celermente le relative procedure”.

FIDUCIA ALLA MANOVRA, L’ESAME ADESSO AL SENATO

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La manovra sul bilancio va avanti, il governo pone la fiducia sul , nell’aula del Senato. Lo annuncia il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, in aula. Il testo recepisce le osservazioni dei tecnici. Il percorso parlamentare della manovra si è aperto oggi a Palazzo Madama con le repliche dei relatori, il voto finale arriva dopo la votazione sulla ‘Nota di variazione del Governo’.

Una curiosità dettata da una polemica sull’inammissibilità dichiarata dal presidente Elisabetta Alberti Casellati del subemendamento sulla commercializzazione della cannabis light Stralciate anche altre 14 norme, tra le quali la Tobin Tasx sulle transazioni finanziarie allo 0,04% e il rinvio al 2022 dello stop al mercato tutelato dall’energia. Si apprende che : a dichiarare inammissibili le 15 norme del ddl  la presidente del Senato Casellati, che aveva sospeso la seduta per dichiarare tali inammissibilità.

Manovra di bilancio articolata con “soluzioni positive ed insperate”

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La manovra diventa adesso molto articolata  rispetto a quello che era il quadro iniziale è molto efficace. Afferma Conte: “Abbiamo sterilizzato l’incremento delle clausole dell’Iva per 23 miliardi e questo va ricordato. Abbiamo scongiurato un’imposizione sui consumi che avrebbe prodotto per effetto regressivo una probabile recessione economica con un aggravio di oltre 500 euro sulle famiglie”, ha spiegato il premier, sottolineando che “c’è un accordo completo nella maggioranza” sulla manovra e che “dopo la legge di bilancio cambierà il clima, non ci sarà più l’urgenza della scadenza. Dopo l’approvazione ci sarà più entusiasmo e meno stress”.

Abbiamo azzerato quella che è passata come la tasse sulle auto aziendali. Nessuno ci dirà più che siamo il governo delle tasse”, ha rimarcato il premier. “Se qualcuno si alzerà e dirà che questa è una manovra delle tasse, ci troveremo di fronte a una menzogna, una menzogna inoppugnabile”. La sugar tax “partirà dal 1° ottobre” in modo che le aziende “abbiano tutto il tempo per riformulare le loro linee produttive”. “Noi daremo più soldi alle famiglie e a tutti i cittadini perché distribuiremo a consuntivo 2020 ben 3 miliardi di superbonus per acquisti con moneta elettronica”. Nella manovra è inoltre previsto per il terzo settore “un impegno per il 5 per mille” con i “primi dieci milioni nel 2020“.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri tiene a precisare”Abbiamo trovato delle soluzioni molto positive e insperate“, La manovra 2020 per Gualtieri è ”un punto di passaggio, per un paese che volta pagina e si mette alle spalle una fase molto difficile, con un’eredità molto complessa, e riparte nel segno della crescita e della coesione sociale, della sostenibilità ambientale e dell’innovazione”. ”Abbiamo individuato delle risorse aggiuntive con un lavoro certosino, difficile e complesso ma che -ha sottolineato Gualtieri- è stato molto positivo, soprattutto per lo spirito di collaborazione tra tutte le forze di maggioranza”.

Contrariamente a quanto letto,- aggiunge il ministro- in realtà non è stato un negoziato politico perché c’è stata da subito un’intesa sull’esito del lavoro -. Un lavoro che è stato corale e complesso”. ”Trovare una quadra dal punto di vista delle risorse è stato un lavoro molto intenso, ma devo dire che è stato molto positivo che sia stato un lavoro corale in cui, di fronte a degli obiettivi comuni che ci eravamo dati, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo trovato delle soluzioni”. Il risultato raggiunto sul ddl bilancio sarà ”sottoposto all’esame del parlamento che saprà ulteriormente dare il suo contributo per rafforzare e migliorare questa manovra”.

Manovra: Italia promossa dall’UE, in primavera verifica dei conti

 

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Italia promossa con parere condizionato: l’esecutivo sospende il giudizio sulla manovra economica almeno fino alla prossima primavera. L’esecutivo Ue, segnala al governo la condizione di rispettare i conti. Altri sette Stati dell’Eurozona sono a rischio di non conformità (Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e persino la rigorista Finlandia).

 Per l’esecutivo Ue, il documento programmatico di bilancio per il 2020 “è a rischio di non conformità con i requisiti del patto di stabilità”, poiché si prevede “un rischio di deviazione significativa dall’obiettivo di medio termine per il 2019 e il 2020”. Inoltre, “non è previsto che l’Italia rispetti il parametro della riduzione del debito nel 2019 e nel 2020”, dato che il debito aumenterà in rapporto al Pil dal 134,8% del 2018 al 136,2% nel 2019 e al 136,8% nel 2020.

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Pertanto, la Commissione “invita le autorità ad adottare le misure necessarie all’interno dei procedimenti nazionali di bilancio per assicurare che il bilancio 2020 sia in linea con il patto di stabilità e ad utilizzare qualsiasi entrata addizionale non prevista per accelerare la riduzione del rapporto debito/Pil”. Per il 2020 l’Italia avrebbe dovuto realizzare un miglioramento del saldo strutturale dello 0,6% del Pil, ma è prevista peggiorare dello 0,1% (secondo il Dpb) o dello 0,3% (secondo la Commissione).

I segnali negativi comunque provengono da lontano. Conte deve fare i salti mortali per raddrizzare una situazione che si protae-stante ai documenti dell’UE- ai tempi del governo Letta.Il parere della  Commissione sul Dpb 2014, firmata da Olli Rehn il 15 novembre 2013, prevedeva per il nostro Paese  un “rischio che il Dpb non assicuri il rispetto delle regole del patto”, in particolare per quanto concerne “la riduzione del debito/Pil in linea con il parametro della riduzione del debito”.

A quel tempo la Commissione invitava il governo ad adottare le “misure necessarie” a far sì che il bilancio 2014 fosse “fully compliant” con il patto di stabilità. L’opinione del 28 novembre 2014 sul Dpb 2015, firmata da Pierre Moscovici (governo di Matteo Renzi, ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan) riportava che il Dpb rivisto era “a rischio di non conformità con i requisiti del patto”.

La Commissione pertanto invitava “le autorità ad adottare le misure necessarie” a far sì che rispettasse le regole del patto.  Eguale sintonia  il 16 novembre 2015, sempre a firma di Moscovici: il Dpb 2016 “è a rischio di non conformità con il patto di stabilità”, con un rischio di “deviazione significativa” dall’obiettivo di medio termine.

La Commissione invitava il governo Renzi – che minizzava il fenomeno in Italia –  ad adottare le “misure necessarie” a riportarlo in linea con il patto. Anche l’anno successivo, il 16 novembre del 2016, Moscovici avvertiva che il Dpb 2017 era “a rischio di non conformità con le regole del patto”.

L’UE, ancora una volta, sollecitava  Renzi e Padoan di adottare le consuete “misure necessarie” a far sì che il bilancio fosse in linea con il patto. Un anno dopo, il 22 novembre 2017, Moscovici ammoniva che il Dpb 2018 era “a rischio di non conformità” con il patto e si raccomandava pertanto a Padoan e al premier Paolo Gentiloni di adottare le “misure necessarie” a rimettersi in riga. Ma le cose non sono mai cambiate nè con Renzi nè con Gentiloni che proseguiva interamente la linea dell’ex leader del Pd

La scossa si è avuta solo con con la manovra del “Conte uno”: l’opinione della Commissione sul Dpb 2019 segnalava una “non conformità particolarmente seria” (non un “rischio”) con le raccomandazioni del Consiglio. Si segnalava anche il rischio di fare “marcia indietro” rispetto a riforme fatte in passato (in particolare la riforma Fornero, intaccata da quota 100). La manovra 2019 venne poi rivista, dopo una lunga trattativa che si concluse poco prima di Natale.

Con la manovra 2020, l’Italia sembra fuori dai guai ma è soggetto a verifica ulteriore in primavera. Conte può davvero ritenersi soddisfatto.

Il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha sottolineato che “tutti i Paesi trovati a rischio di non conformità dovrebbero adottare tutte le misure necessarie all’interno delle procedure nazionali di bilancio per assicurare il rispetto del patto di stabilità nel 2020. Questo riguarda tutti i Paesi a rischio di non conformità. Rivaluteremo la situazione nel corso dell’anno: il prossimo passo sarà fatto in primavera”.

Nella primavera 2020, in particolare, la Commissione disporrà dei dati a consuntivo per il 2019 e sarà quindi in grado di valutare il rispetto del braccio preventivo del patto di stabilità, per il 2019, sulla base dei dati finali, e non delle previsioni. Inoltre, sulla base delle previsioni economiche di primavera, verrà giudicato il programma di stabilità per il 2020. 

Dombrovskis ric orda che è necessario avere un aggiustamento strutturale pari allo 0,6% del Pil. Valutiamo anche la richiesta addizionale dell’Italia di una flessibilità per gli eventi eccezionali dello 0,2% del Pil. Ma va detto che anche considerando questa clausola, non cambierebbe la nostra conclusione attuale sul rischio di non conformità“.

 

 

Manovra: oggi alle 15,30 vertice del governo, confermate le misure di sostegno al Paese

         PRONTA LA “LOCAL TAX”  (BALZELLI,PER LE SECONDE CASE)

Vertice di governo :  confermate  le misure di sostegno per la modernizzazione del Paese, per favorite la digitalizzazione e la svolta green, per sostenere le famiglie e il welfare, per rafforzare la crescita delle imprese, per sostenere gli investimenti e semplificare la fiscalità degli enti locali”. Stamane  l’approvazione finale e per concordare l’invio del testo al Parlamento. Un nuovo vertice di maggioranza, è  previsto alle 15.30, per chiudere definitivamente il testo della legge di bilancio.

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Contratti d’affitto con cedolare secca al 10% a canone concordato “: uno sforzo per lasciarla al 10% e renderla permanente”. Questo uno dei risultati raggiunti nel vertice. Sono stati destinati inoltre “140 milioni in più, per tre anni, al progetto Industria 4.0”, mentre, per il Fondo famiglie, la manovra prevede uno stanziamento di 600 mln.

Sugar e plastic tax  restano in legge di bilancio ” ma per la loro chiara funzione sociale, potrebbero tuttavia essere gli unici ‘balzelli’ introdotti nella prima legge di bilancio dell’esecutivo giallorosso. La sugar tax porterà un introito stimato in duecento milioni di euro; entrate più consistenti, pari a circa un miliardo di euro, il governo stima di reperirle dalla plastic tax.
Saranno rafforzati gli attuali strumenti, con il bonus bebè che diventa assegno universale mensile per i nuovi nati e avrà tre diverse fasce a seconda del reddito (80 euro, 120 e 160 euro) e voucher per gli asili nido che dovrebbe salire fino a 3mila euro, sempre in base al reddito. In più il congedo obbligatorio per i papà che sale a 7 giorni. Il fondo unico partirà invece dal 2021, dovrebbe essere in carico al ministero del Lavoro e potrebbe, se sarà nel frattempo approvata la delega, introdurre l’assegno unico fino a 18 anni.      Sul tappeto anche il problema delle  false cooperative che operano negli appalti: la norma che obbliga i committenti a versare le ritenute era già stata ‘alleggerità nella stesura finale del decreto fiscale – che intanto ha iniziato il suo iter in commissione Finanze alla Camera ….

-Superata pure  la problematica dell’Iva ,  afferma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri,

Oggi probabilmente saranno individuati 100 milioni necessari per confermare il regime agevolato per le partite iva fino a 65.000 euro, eliminando tutti i vincoli. Parole del viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

Per i comuni la manovra conterrà non solo il rifinanziamento per 110 milioni del fondo per il ristoro del mancato gettito Imu-Tasi ma anche l’accorpamento dei due balzelli sulle seconde case in una nuova «local tax».  Prevista la riforma della riscossione che equiparerà le ingiunzioni alle iscrizioni a ruolo, già spuntata, e poi saltata, nella preparazione del decreto fiscale. Dalle bozze del decreto verrà ripescato anche l’aumento della tassa sulla fortuna, che servirà a coprire la stabilizzazione al 10% (anziché al 12,5%) della cedolare secca sugli affitti a canone concordato (plaude Confedilizia). La norma immaginata all’inizio prevedeva un aumento progressivo delle tasse sulle vincite partendo dai 500 euro (dal 12 al 15%), per arrivare al 25% per chi stacca un biglietto delle varie lotterie oltre il milione.

Non sono previsti infine  aumenti sulle sigarette elettroniche, anche se il prelievo sui tabacchi salirà per le “bionde” tradizionali, portando in dote 88 milioni. Imprese che scommettono sulla rivoluzione green che avranno 140 milioni di incentivi in più.

 

Posta dall’Ue per Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri

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Flessibilità. E’ la richiesta, a più riprese . del governo italiano all’Ue.La Commissione Europea “prende nota della richiesta dell’Italia nel documento programmatico di bilancio di fare uso della flessibilità prevista dal braccio preventivo del patto di stabilità per tenere conto dell’impatto sul bilancio di eventi eccezionali. La Commissione Europea, e più avanti il Consiglio, condurranno una valutazione accurata dell’applicazione” della flessibilità, “considerando i criteri di eligibilità”.

Sono parole del  vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e del  commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici, contenute nella missiva  inviata al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per avere maggiori chiarimenti sul “Draft Budgetary Plan”, il documento programmatico di bilancio, per il 2020.  Adesso il premier Conte si dichiara pronto a fornire i ragguagli richiesti dall’Ue

VARATA LA MANOVRA CON ” COPERTURE SOLIDE” E CON SVOLTA “GREEN NEW DEAL”

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Il decreto fiscale e la legge di Bilancio “sono stati approvati salvo intese”, mentre il Documento programmatico di bilancio “è già stato inviato a Bruxelles”   Pubblichiamo la Nota/Comunicato del Cdm e la dichiarazione ufficiale del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

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La mia prima valutazione sulla manovra è che una manovra espansiva. Possiamo ritenerci soddisfatti” ha affermato il presidente del Consiglio, sottolineando che nella legge di Bilancio ci sono “importanti segnali” sul fronte del “welfare, della disabilità, del sostegno alle famiglia”, ma la manovra varata “avvia anche il percorso per l’abolizione del superticket, che verrà abolito a partire da settembre“.

“Siamo riusciti a evitare l’incremento dell’Iva e, contemporaneamente, potendo disporre di risorse finanziarie aggiuntive manifestate nelle ultime settimane,  una manovra che realizza vari punti di programma del governo“.    Disco verde pure agli  investimenti, incrementati anche per segnare la svolta green”, nell’ambito del cosiddetto “green new deal“.

In manovra inoltre “c’è un articolato piano – ‘Italia cashless’ – che, senza penalizzare nessuna categoria produttiva o rendere più difficoltosa la vita ai cittadini, incentiva l’utilizzo di moneta elettronica in modo da favorire l‘emersione dell’economia sommersa e realizza un piano corposo di contrasto all’evasione”. Quanto al contante, scende a 2mila euro la soglia d’uso del contante, o meglio “2mila euro nei primi due anni, quindi mille euro a partire dal terzo anno“.

Per  il ministro Gualtieri,  la manovra varata dal governo ha “coperture solide”. In particolare, ha spiegato, 3 miliardi arriveranno da misure di contrasto all’evasione fiscale. “ Una manovra che mette 3 mld già nel 2020 per la riduzione del cuneo fiscale per aumentare le risorse in busta paga per milioni di lavoratori”. Inoltre, nella legge di Bilancio c’è la “conferma dell’Ape social e di opzione donna”. E, ancora, “seicento milioni aggiuntivi per la famiglia, per una serie di misure a partire dalla gratuità degli asili nido per gran parte della popolazione” oltre a “un piano per la costruzione di nuovi asili nido”.

Grandi evasori alla sbarra. “Nel testo – ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede al termine del Cdm – c’è il riferimento, nero su bianco, alla dichiarazione fraudolenta: le pene vengono portate ad otto anni“. In altre parole, “siamo d’accordo sul fatto che deve esserci il carcere per i grandi evasori, ma si tratta di una problematica complessa da approfondire. Dobbiamo anche valutare l’idoneità dello strumento del dl, anche per questo l’approvazione è stata fatta salvo intese”. Nei prossimi giorni si valuterà se inserire il resto del ‘pacchetto’ nei prossimi giorni o se inserire un emendamento ad hoc nel corso dell’iter in Parlamento. Bonafede ha espresso “soddisfazione, perché c’è l’accordo della maggioranza a centrare l’obiettivo del carcere ai grandi evasori”.

Al fine di evitare un aumento delle imposte a carico dei consumatori, con ripercussioni sulla distribuzione e il commercio – si legge nel comunicato del Cdm – gli incrementi dell’Iva pari a 23,1 miliardi di euro previsti a legislazione vigente per il 2020 sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote capaci di aumentare il gettito di tale imposta”.

– “Si riduce già dal 2020 il cuneo fiscale a carico dei lavoratori, avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti”

– “Con l’obiettivo di aumentare i pagamenti elettronici – si legge ancora – si predispone un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante, nonché l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat“.

– “Si prevede la cancellazione del cosiddetto superticket in sanità, a partire dalla seconda metà del 2020, con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio“.

– “Si conferma il sussidio economico che accompagna alla pensione categorie di lavoratori da tutelare (cosiddetta Ape Social) e la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipata anche per il 2020 (la cosiddetta ‘Opzione Donna’). Viene confermata anche l’esenzione dal canone RAI per gli anziani a basso reddito“.

– “Vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il ‘bonus facciate’) per dare un nuovo volto alle nostre città” 

Manovra bilancio e Tasse: fra poche ore sapremo se sarà ridotto il “cuneo fiscale”

 

Fra poche ore il premier Giuseppe Conte darà il beneplacito al Documento programmatico della manovra.   Fra poco anche una riunione preliminare di Cdm per la sintesi e l’esposizione del Documento finanziario da inviare a Bruxelles.

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Alcuni punti non hanno trovato consenzienti gli alleati del governo. Le imposte sulle schede Sim ad es. – nei giorni scorsi già argomento polemico  tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e la viceministra Laura Castelli – la cancellazione retroattiva della detraibilità del 19% sull’Irpef e la volontà di rivedere quota 100 od alcune finestre del pensionamento anticipato.

“In questa cornice, è evidente che l’esecutivo non potrebbe mai sostenere un aumento delle tasse e men che meno un altro colpo ai pensionati con l’abrogazione di Quota 100. Non è neanche immaginabile mettere i pensionati contro i lavoratori, sostenendo che bisognerebbe creare esodati per ridurre il cuneo fiscale. Abbiamo la responsabilità di unire il paese e non di dividerlo”, ha dichiarato dal canto suo il capo politico del M5S Luigi Di Maio. Che mette in guardia: “Non si inneschi una guerra tra poveri”.

Si discute anche sul taglio del cuneo alle imprese, che i 5 Stelle vorrebbero introdurre : obiettivo creare nuovi posti di lavoro, spiegano fonti grilline. Altro nodo da sbrogliare, la riforma di quota 100 voluta dal primo governo Conte. Fonti di governo M5S sostengono che il Pd avrebbe messo in piedi un asse con i renziani di Italia Viva per modificarla almeno in parte, intervenendo sull’ultima finestra con una dote di circa 500 milioni: “per noi non esiste”, mettono in chiaro i 5 Stelle.

La legge di bilancio  entro oggi a mezzanotte dovrà essere inviata all’Europa. Il decreto fiscale e l’articolato complessivo della manovra dovrebbero essere approvati in un successivo incontro dei componenti governativi.