Sicilia, Contributo di solidarietà, dal 4 novembre riaprirà la piattaforma per i cittadini in difficoltà finanziarie, con altri 10 milioni di euro

 

Firma presidente Schifani Pfte termovalorizzatori

 

Palermo,

Riaprirà martedì 4 novembre, alle 12, la piattaforma per il contributo di solidarietà, la misura del governo regionale erogata da Irfis e destinata ai cittadini in difficoltà finanziarie. Attraverso il portale gli aventi diritto potranno caricare fino alle 17 del 4 dicembre il documento di disponibilità al lavoro rilasciato dai Comuni necessario per ottenere il beneficio. A disposizione ci sono ulteriori 10 milioni di euro che sono stati stanziati nelle ultime variazioni di bilancio, a seguito di un emendamento firmato direttamente dal presidente della Regione Renato Schifani. Irfis conta di effettuare altri tremila pagamenti circa entro la fine di dicembre.

La scorsa settimana, intanto, la società ha erogato il contributo ad altri 845 soggetti idonei grazie allo scorrimento della graduatoria, utilizzando il residuo dei 30 milioni di euro stanziati per la misura, che si è chiusa ad aprile, oltre all’ulteriore milione reso disponibile con la manovra finanziaria dello scorso giugno. Si tratta di 3.500 euro in media che sono già nella disponibilità dei conti correnti degli aventi diritto.

«Il mio governo – dice il presidente Schifani – ha fortemente voluto questa misura per aiutare le famiglie siciliane in condizioni di disagio. Siamo riusciti a garantire l’accesso al contributo a ulteriori beneficiari tra coloro che ne hanno fatto richiesta. Questo è il segnale che l’amministrazione regionale non intende lasciare indietro nessuno ed è in grado di rispondere con tempestività ai bisogni dei cittadini».

«Con l’ultimo pagamento – afferma la presidente di Irfis, Iolanda Riolo – abbiamo dato un ulteriore concreto segnale di attenzione e vicinanza alle famiglie siciliane in maggiore difficoltà. Grazie alla gestione efficiente delle somme residue e alle nuove disponibilità, siamo riusciti a dare il contributo a centinaia di altri soggetti. Continueremo a operare con responsabilità e trasparenza per garantire tempi rapidi e la massima efficacia nell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al sostegno dei cittadini più fragili della nostra regione».

Presto a Palermo l’appalto per la costruzione del nuovo ospedale veterinario didattico dell’Università

 

Conferenza stampa ospedale veterinario Palermo

 

Palermo,

Presto  il bando di gara per l’appalto integrato relativo alla progettazione esecutiva e alla costruzione dell’ospedale veterinario didattico dell’Università di Palermo, finanziato dalla Regione Siciliana con 5 milioni di euro a valere sui fondi Fesr 2021-2027. Il progetto della nuova struttura e il corso di laurea appena avviato sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Palazzo d’Orléans e alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, e il rettore dell’Università degli studi di Palermo, Massimo Midiri.

«Abbiamo lavorato a lungo insieme all’assessore Turano e al rettore Midiri – ha detto il presidente Schifani – per dotare Palermo di un corso di laurea in Veterinaria che affiancherà il polo d’eccellenza già esistente a Messina. Si tratta di un’iniziativa importante per ridurre i disagi dei nostri giovani e per sostenere il settore della zootecnia, fondamentale per la nostra regione. La realizzazione del nuovo ospedale rappresenta una tappa in più in questo percorso che stiamo portando avanti grazie alla forte e concreta sinergia istituzionale tra tutti gli attori coinvolti. Procediamo con il potenziamento dell’edilizia ospedaliera: un obiettivo importante che stiamo perseguendo fin dal nostro insediamento».

Il corso in Medicina veterinaria dell’Università di Palermo è stato attivato a partire dall’anno accademico in corso ed è incardinato all’interno del dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali (Saaf). Al semestre filtro si sono iscritti 176 studenti a fronte di 50 posti disponibili. All’interno del nuovo ospedale didattico, gli universitari potranno svolgere i tirocini e usufruire di aule per le lezioni e di spazi di aggregazione. Il luogo nel quale sorgerà è stato già individuato: si tratta di un edificio di 2.500 metri quadri, di proprietà dell’ateneo, in via Marini, non distante dal campus universitario di viale delle Scienze.

«Il nuovo ospedale veterinario – ha dichiarato il rettore Midiri – rappresenta un investimento strategico per la formazione dei nostri studenti e per l’intero territorio. Sarà un luogo in cui didattica, ricerca e servizi alla comunità si integreranno in modo virtuoso, offrendo prestazioni veterinarie di alto livello e, al tempo stesso, opportunità formative di eccellenza. È un tassello di una visione più ampia, condivisa tra l’Università e la Regione Siciliana, che comprende anche il nuovo corso di laurea, e che guarda allo sviluppo del territorio in una prospettiva coerente con l’approccio One Health, fondato sull’interconnessione tra salute animale, salute umana e ambiente».

Il nuovo ospedale veterinario non solo sarà a supporto della didattica, ma sarà anche aperto al pubblico 24 ore su 24, incluso il pronto soccorso, con tariffe accessibili.

«La cura degli animali  – ha affermato l’assessore Turano – testimonia la civiltà di un popolo. Dopo 50 anni abbiamo dato una risposta importante ai nostri studenti e il numero positivo di iscritti registrato quest’anno ci ha dato ragione. Ovviamente per l’attivazione del corso era necessario prevedere un piano di investimenti in infrastrutture e la Regione lo ha fatto, finanziando l’ospedale in modo da dotare l’ateneo di Palermo di una struttura ad uso didattico e aperta al pubblico. Si tratta di un investimento altamente qualificante per la nostra offerta formativa e unico nel Sud Italia, di cui siamo molto orgogliosi».

La durata prevista dei lavori per il nuovo ospedale veterinario di Palermo è di circa due anni e mezzo, con conclusione nel 2028.

Ospedale veterinario Palermo render 1Ospedale veterinario Palermo render 3

Rifiuti in Sicilia, via libera all’aggiornamento del Piano regionale inviato all’Unione europea.

 

 

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Palermo,

Con l’approvazione, oggi in giunta, del secondo stralcio del Piano regionale di gestione dei rifiuti, dedicato a quelli speciali, la Regione Siciliana ha completato l’iter di aggiornamento del documento che ora sarà trasmesso al ministero dell’Ambiente e all’Unione Europea per l’apprezzamento necessario.

«Abbiamo lavorato – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – con l’obiettivo di affrontare e risolvere in maniera sistemica una situazione che si presenta molto complessa, caratterizzata da un’elevata produzione di rifiuti speciali e da carenze impiantistiche. Una condizione che limita la possibilità di garantire un ciclo virtuoso di recupero e smaltimento dei rifiuti speciali. In generale, abbiamo definito uno strumento moderno, integrato e orientato alla sostenibilità».

Nello specifico dello stralcio approvato oggi, i rifiuti speciali interessati dal Piano comprendono, tra gli altri, quelli provenienti da attività agricole, industriali, artigianali, commerciali, sanitarie, da demolizione e costruzione, veicoli fuori uso e Raee che è l’acronimo di “Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”: si tratta di tutti gli apparecchi che funzionano ad energia elettrica e che sono stati dismessi, come cellulari, elettrodomestici, apparecchiature informatiche e televisori; il loro recupero è fondamentale perché contengono sostanze pericolose per l’ambiente ma anche materiali preziosi da riciclare.

La produzione di rifiuti speciali in Sicilia è aumentata da 7,23 milioni di tonnellate nel 2018 a 8,96 milioni nel 2022 (ultimo dato disponibile), con un picco nel 2021 molto probabilmente legato alla pandemia e alla produzione di rifiuti sanitari pericolosi. Nonostante ciò, si registra un miglioramento nella gestione: il recupero di sostanze inorganiche è passato dal 67% nel 2018 al 74% nel 2022, mentre lo smaltimento in discarica è sceso dal 43% al 35%.

Oltre a fissare linee guida molto stringenti per la localizzazione di possibili nuovi impianti e per il rinnovo delle autorizzazioni già esistenti, il Piano include anche azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale, con il coinvolgimento attivo della cittadinanza, soprattutto nelle attività di segnalazione e pulizia dei territori.

Si volta pagina a Palermo, Sicurezza : più agenti, tre “zone rosse” e nuovi investimenti (2,7 milioni di euro) per la videosorveglianza

 

Schifani, Piantedosi Lagalla

 

 

Palermo,

Rafforzare la sicurezza a Palermo in modo immediato e strutturale. È questo l’obiettivo condiviso al termine dell’incontro che si è tenuto oggi al Viminale tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani e il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, alla presenza del capo della Polizia, Vittorio Pisani.

Nel corso della riunione è stato confermato l’impegno del ministero dell’Interno a potenziare ulteriormente le misure di sicurezza destinate alla città, anticipando di alcuni mesi quanto già deliberato dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ad agosto.

Le nuove misure prevedono, infatti, un incremento immediato delle forze dell’ordine presenti a Palermo, con una progressiva crescita degli organici nell’arco di tre mesi e l’impiego di reparti mobili di stanza in Sicilia per attività di prevenzione dei reati. Saranno inoltre destinati 2,7 milioni di euro per il potenziamento dei sistemi di telesorveglianza e avviate operazioni periodiche di controllo e perquisizione nei quartieri a più alto rischio, insieme all’attivazione di posti di blocco stradali. L’intesa raggiunta prevede anche il raddoppio del numero di agenti della polizia municipale in fase di reclutamento e l’autorizzazione informale a utilizzare, in affiancamento alla polizia locale, servizi di vigilanza privata per il presidio di aree urbane a rischio più contenuto. Il Comitato provinciale per la sicurezza pubblica sarà inoltre invitato a valutare forme di vigilanza rafforzata nelle zone centrali più esposte.

A queste misure si aggiunge la creazione di tre “zone rosse” (Vucciria, Teatro Massimo e Maqueda-Stazione) dove i controlli saranno intensificati e sarà possibile allontanare in tempo reale soggetti pericolosi, anche pregiudicati, al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Nel corso dell’incontro, il presidente Schifani ha assicurato la disponibilità della Regione a integrare con risorse proprie i progetti di sicurezza, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali avanzate a supporto delle attività di controllo e prevenzione.

«Ringrazio il ministro Piantedosi – dice il presidente Schifani – per la sua immediata disponibilità a riceverci dopo la mia telefonata. Mi ero recato al Viminale insieme al sindaco Lagalla per fare il punto sulla sicurezza a Palermo e oggi possiamo registrare risultati concreti. L’incontro ha confermato la volontà comune di rafforzare la sinergia tra governo nazionale, Regione Siciliana e amministrazione comunale per garantire più sicurezza, più legalità e maggiore serenità ai cittadini di Palermo. Un plauso – conclude Schifani – va alle forze dell’ordine per la maxi operazione allo Zen di stamane. Si tratta di un segnale forte della presenza dello Stato e dell’impegno per restituire sicurezza e legalità ai quartieri più difficili di Palermo, abitati da tanti cittadini onesti che nulla hanno da temere da questa presenza».

«L’incontro di oggi – aggiunge il sindaco Lagalla – segna un passaggio fondamentale per il rafforzamento delle politiche di sicurezza a Palermo. Ringrazio il ministro per l’attenzione e per l’impegno immediato che porterà a un incremento delle forze dell’ordine e a nuovi investimenti nella videosorveglianza, pari a 2,7 milioni di euro. Esprimo inoltre gratitudine al presidente Schifani per la disponibilità a integrare con risorse regionali le misure di sicurezza e le tecnologie di controllo. A questo si aggiunge la possibilità – da noi proposta e accolta – di raddoppiare il numero degli agenti municipali in fase di reclutamento. Inoltre, si avvia un percorso per valutare l’uso integrato di vigilanza privata in aree a rischio più contenuto, a supporto della polizia locale. Palermo vive una fase di crescita ma ha bisogno di maggiore ordine e legalità: l’amministrazione comunale continuerà a lavorare con determinazione per garantire ai cittadini sicurezza e fiducia nello Stato. Infine, rivolgo il mio sentito ringraziamento alle forze dell’ordine per la massiccia operazione di controllo interforze di oggi allo Zen, importante segnale di presenza e di risposta dello Stato».

Frane in Sicilia, a Brolo pioggia di milioni di euro per il consolidamento e il recupero della frazione di Iannello

 

Frazione Iannello a Brolo

 

 

Palermo,

È stato finanziato l’intervento di consolidamento della frazione di Iannello inferiore a Brolo, nel Messinese. La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani raggiunge un altro importante traguardo nella difesa del suolo.

«Destiniamo alla stabilizzazione di questo versante – spiega il presidente Schifani – sei milioni di euro, necessari per la messa in sicurezza di un’area estremamente vulnerabile sotto il profilo geomorfologico. La razionalizzazione delle risorse a nostra disposizione è un requisito indispensabile per garantire la salvaguardia del territorio e il recupero di aree fortemente a rischio».

Gli Uffici diretti da Sergio Tumminello hanno avviato l’iter per il consolidamento del versante ovest di Brolo che ora può contare su apposite risorse – pari a 6,2 milioni di euro – previste dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Il prossimo step sarà quello della pubblicazione della gara per i lavori, prevista entro la fine del 2025.

Si chiude così il cerchio su una vicenda che ha creato apprensione ai residenti a causa di frane e smottamenti che hanno provocato notevoli danni, con lesioni strutturali alla rete dei sottoservizi e alle infrastrutture pubbliche. L’intervento metterà in sicurezza anche la strada provinciale 143 sulla quale diverse volte sono crollati massi dal costone sovrastante.

Gli Uffici hanno acquisito la progettazione esecutiva che ha individuato le soluzioni tecniche più idonee per risolvere una volta per tutte ogni criticità, proteggendo un sito che ha la classificazione di rischio più alta e nel quale si è sviluppata un’area residenziale e un sistema viario strategico per il comprensorio. Nella fattispecie, saranno realizzate opere di drenaggio e ripristino ambientale, tra cui un sistema di paratie di pali trivellati e pareti di placcaggio delle strutture esistenti, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno di scivolamento, ma anche terrazzamenti del pendio con muri flessibili in gabbioni metallici, riempiti in pietrame. Previste anche opere per la raccolta di acque meteoriche superficiali e di ingegneria naturalistica.

Equitazione in Sicilia, il Presidente della Regione on.Schifani: «Orgogliosi di ospitare la 40ª Coppa degli Assi»

 

Il presidente della Regione, Renato Schifani

 

 

Palermo,

Dopo il grande successo degli Internazionali di Sicilia, che hanno richiamato un pubblico numeroso e appassionato alla Favorita, Palermo si appresta a vivere un nuovo fine settimana di grande equitazione con la 40ª edizione della Coppa degli Assi. È una manifestazione che coniuga storia, tradizione e spettacolo sportivo di altissimo livello, e che continua a rappresentare un motivo di orgoglio per la nostra Isola.

La Regione sostiene con convinzione questo appuntamento internazionale, che porta nella nostra città amazzoni, cavalieri e cavalli provenienti da tutto il mondo, contribuendo al tempo stesso a promuovere l’immagine della Sicilia come terra capace di accogliere eventi sportivi di prestigio». Lo dichiara il presidente della Regione, Senato Schifani.

«Domenica  – aggiunge – sarò personalmente presente alla finale, a testimonianza dell’importanza che attribuiamo a questa competizione, che da quasi mezzo secolo scrive pagine di storia dell’equitazione internazionale. Invito tutti, famiglie e appassionati, a partecipare numerosi e a condividere insieme la passione e l’emozione di queste giornate».

Termovalorizzatori in Sicilia, affidati i servizi per la progettazione di fattibilità tecnico-economica

 

Firma presidente Schifani Pfte termovalorizzatori

 

Palermo,

Nuovo passo avanti -afferma la Regione Sicilia – verso la realizzazione dei due termovalorizzatori in Sicilia. È stato firmato questa mattina, a Palazzo d’Orléans, l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura relativi alla progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due impianti da realizzare a Palermo e a Catania.

A sottoscrivere questo affidamento il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il dirigente ad interim dell’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti Salvo Cocina, i rappresentanti delle aziende del raggruppamento temporaneo di impresa che si è aggiudicato la gara gestita da Invitalia: Franco Stivali, amministratore delegato di Crew Srl (mandataria, società del gruppo Fs) e Lamberto Cremonesi, founder di Crew, oltre a quelli di Systra Spa (già Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, l’ingegnere Corrado Pecora e Ibi Studio Srl. Tra gli intervenuti anche Corrado Clini, consulente per il piano rifiuti della Regione.

«Oggi – ha detto il presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti, Renato Schifani – raggiungiamo uno degli obiettivi intermedi che ci porterà alla realizzazione dei termovalorizzatori. È un risultato importante: abbiamo lavorato tanto, abbiamo individuato le somme, 800 milioni che intendiamo incrementare con altri fondi del Fsc per ulteriori opere accessorie. Abbiamo individuato le aree e anche adottato il piano rifiuti, che sta alla base di tutto. Abbiamo sottoscritto un accordo con l’Autorità nazionale anticorruzione con la quale ci confrontiamo continuamente su tutte le procedure. E soprattutto stiamo rispettando il cronoprogramma. Garantisco a questo raggruppamento di imprese e professionisti che si è aggiudicato l’appalto, il massimo impegno da parte dell’amministrazione per realizzare il miglior prodotto e con la maggiore tempestività. Il nostro è un progetto ambizioso ma realistico che comincia a tracciarsi con concretezza. Con la firma di oggi diciamo ai siciliani che stiamo andando avanti nel garantire alla nostra regione un piano di smaltimento rifiuti efficiente anche in considerazione del fatto che spendiamo 100 milioni di euro all’anno per trasportare i rifiuti all’estero. Una spesa inaccettabile perché queste risorse potrebbero essere impiegate per lo sviluppo della Sicilia».

«I termovalorizzatori – ha spiegato Cocina – sono un tassello di tutta la gestione del ciclo dei rifiuti. Sono, infatti, una parte del piano che è stato recentemente adottato dal governo e che si pone l’obiettivo di risolvere il problema in modo organico e in maniera definitiva. La gestione pubblica degli impianti, inoltre, permetterà di avere costi ridotti, anche perché una parte di energia servirà per il loro funzionamento, mentre la quota restante verrà immessa nella rete».

I servizi affidati
I servizi affidati oggi hanno un valore di quasi 22 milioni di euro e riguardano la progettazione di fattibilità tecnico-economica (Pfte), il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la redazione della relazione geologica e del piano economico-finanziario (pef) di massima. Il raggruppamento guidato dalla Crew Srl ha ottenuto un punteggio complessivo pari a 79,475, per un corrispettivo di 14,117 milioni di euro, oltre Iva e oneri di legge. L’aggiudicazione prevede anche l’opzione di affidamento dei servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, per un importo aggiuntivo stimato di 22,4 milioni, al lordo del ribasso.

Il cronoprogramma
A partire da oggi il raggruppamento di imprese ha 150 giorni (cinque mesi) per la redazione dei progetti comprensivi delle indagini geologiche. Il cronoprogramma prevede poi che serviranno altri quattro mesi circa per i pareri da parte della Cts, per il decreto assessoriale per la valutazione di impatto ambientale (Via) e per il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). E ancora cinque mesi per l’espletamento e l’aggiudicazione della gara per la progettazione esecutiva, compresi i tempi per le varie approvazioni e per l’occupazione dei terreni. L’inizio dei lavori è previsto per gennaio 2027 e a giugno 2028 la loro conclusione.

Le risorse
Le risorse complessive destinate alla realizzazione dei due impianti provengono dall’Accordo per la coesione, siglato a maggio 2024 tra il presidente della Regione Schifani e il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, e ammontano a 800 milioni di euro.

Caratteristiche degli impianti
I due impianti sorgeranno a Bellolampo, a Palermo, e nell’area industriale di Catania, siti già individuati dal Piano regionale dei rifiuti. Il primo servirà in totale 2,31 milioni di abitanti delle province di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta; il secondo 2,53 milioni di abitanti delle province di Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa. La capacità di trattamento di ciascun termovalorizzatore sarà di 300 mila tonnellate annue di “combustibile solido secondario Css”. La potenza elettrica installata è di 50 megawatt elettrici con un’energia ceduta in rete di circa 200 mila megawatt orari.

Il piano rifiuti
Inoltre, i termovalorizzatori saranno integrati in un sistema di raccolta e trattamento di rifiuti secondo il piano regionale di gestione che prevede, per la chiusura del ciclo, il 65% di recupero di materia entro il 2030, il conferimento massimo in discarica del 10% entro lo stesso anno, 16 impianti pubblici di selezione, recupero e raffinazione di materia, 31 impianti di compostaggio e 24 biodigestori.

 

Università, dalla Regione Sicilia si vuol sostenere il diritto allo studio con un prestito d’onore fino a 10 mila euro per gli studenti

 

 

Università

 

 

Via libera del governo Schifani al “Prestito d’onore per gli studenti universitari”, in attuazione della legge regionale 28 del 18 novembre 2024, che ha istituito un fondo da 6 milioni di euro per il diritto allo studio universitario. La nuova misura, approvata oggi in giunta e promossa dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, mira a sostenere gli studenti meritevoli e in condizioni economiche svantaggiate con un finanziamento di 10 mila euro, da ottenere senza necessità di garanzie e con rimborso decennale. Sarà Irfis-FinSicilia, la finanziaria regionale, a occuparsi dell’erogazione dei prestiti.

«Con questa misura – dichiara il presidente della Regione Sicilia , Renato Schifani – confermiamo l’impegno del governo regionale a sostegno del diritto allo studio. Nessun giovane siciliano deve rinunciare all’università per difficoltà economiche: il prestito d’onore rappresenta uno strumento concreto per garantire a tutti pari opportunità dicrescita e di futuro».

La misura è rivolta agli iscritti ai corsi di primo anno o degli anni successivi negli atenei e negli istituti universitari con sede in Sicilia, in possesso di un Isee non superiore a 20 mila euro.

«Il governo Schifani lavora per assicurare pari opportunità di accesso all’istruzione ai nostri giovani – afferma l’assessore regionale dell’Istruzione e formazione professionale, Mimmo Turano –. Con l’approvazione di questo decreto, compiamo un importante passo in avanti a sostegno della formazione accademica. Contiamo di rendere disponibile l’accesso al finanziamento dopo il parere della competente commissione di merito dell’Ars, come previsto dalla medesima disposizione normativa».

Al via il completamento dell’ex Roosvelt, sarà un polo scientifico avanzato

Addaura

 

Palermo,

Sono stati aggiudicati i lavori per il recupero e la valorizzazione del complesso dell’ex istituto Roosevelt, all’Addaura di Palermo. Si tratta del secondo stralcio di un intervento più ampio, che porterà alla costituzione del “Centro di eccellenza per la sostenibilità ambientale, la salute dell’uomo e la biodiversità”.

La Struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e diretta da Sergio Tumminello, ha ufficializzato la graduatoria definitiva. A eseguire questi nuovi lavori, per un importo di 8,4 milioni di euro con un ribasso del 18%, sarà un’associazione temporanea di imprese coordinata dalla Impresalv srl di Favara. L’area dell’ex Roosevelt, di oltre 95 mila metri quadrati, è un bene del demanio regionale ed è appartenuta in passato ai Padri vocazionisti. I lavori del primo lotto sono stati avviati a dicembre dello scorso anno, per un importo di 12 milioni di euro.

«Con la consegna dei lavori – commenta il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – tagliamo un altro importante traguardo per la completa riqualificazione di un’area dalle grandi potenzialità che era rimasta per anni in stato di abbandono e di incuria. Abbiamo destinato complessivamente 20 milioni di euro, di cui 8 solo per questo secondo bando. Un intervento fortemente voluto da questo governo e dall’assessore all’ambiente Savarino, reso possibile anche grazie alla collaborazione con gli uffici dell’Arpa e con gli enti di ricerca coinvolti».

«Ancora pochi mesi – aggiunge l’assessore al Territorio e ambiente, Giusi Savarino – e potremo dare finalmente il via alle attività del Centro di eccellenza per la sostenibilità, la salute dell’uomo e la biodiversità, una struttura d’eccellenza a livello nazionale, finanziata con fondi regionali assegnati ad Arpa Sicilia attraverso il mio assessorato. Alla fine dei lavori avremo in Sicilia un Polo scientifico di alta formazione e ricerca, un punto di riferimento nel cuore del Mediterraneo per attività finalizzate alla tutela dell’ambiente e alle strategie per uno sviluppo sostenibile».

Spiagge,Sicilia, il Presidente della Regione Sicilia, a Schifani e Savarino ai concessionari: «Via staccionate e tornelli entro dieci giorni»

Assessore Savarino e presidente Schifani

 

 

I concessionari dei lidi sulle spiagge siciliane devono prontamente applicare le regole previste dalla circolare dell’assessore al Territorio e ambiente Giusi Savarino sul divieto di utilizzo di staccionate o altre strutture rigide sulla battigia o di tornelli e altri dispositivi che limitano o condizionano l’accesso alle aree di libero transito. Due note a firma del dirigente del dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli, ribadiscono e applicano i contenuti della circolare dello scorso 13 agosto. Una nota è indirizzata a tutti i gestori balneari, l’altra, in particolare alla società Italo-Belga, titolare dello stabilimento di Mondello a Palermo, a seguito della ispezione della Guardia di finanza e della Guardia costiera. 

 

«Nessuna staccionata o recinto che possa ostacolare o limitare l’accesso dei bagnanti alla battigia sarà più autorizzata e quelle esistenti andranno rimosse. I cittadini devono avere sempre la possibilità di accedere al mare liberamente e gratuitamente. Il governo regionale ha messo in campo diversi atti per regolarizzare e mettere ordine sulla materia delle concessioni balneari anche con l’adozione dei Pudm, i piani di utilizzo del demanio marittimo, a cui gli enti locali dovranno adeguarsi in linea con le norme nazionali ed europee. In un anno sono stati redatti 93 piani, proprio grazie all’impulso dell’assessorato dell’Ambiente», dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

«Queste note dirigenziali sono conseguenziali alla mia circolare di divieto di tornelli e recinti – dice l’assessore Giusi Savarino – e permettono di fare chiarezza e delineare senza equivoci ciò che è possibile fare e ciò che, invece, non si può fare nei lidi. Questo a tutela e rispetto dell’ambiente e del diritto dei siciliani di avere accesso al mare senza limiti strutturali. Su Palermo la nota segue anche le relazioni di Guardia costiera e Guardia di finanza frutto di una specifica ispezione già effettuata a Mondello la scorsa settimana. Delimitazioni rigide e tornelli presenti devono essere rimossi, pena la decadenza della concessione. Sono permessi solo cime, dispositivi mobili e facilmente spostabili. Su questo vigileremo e faremo controlli attenti perché le regole vengano rispettate».

 

Secondo la nota indirizzata all’Italo-Belga, la concessionaria deve rimuovere, entro e non oltre dieci giorni dalla comunicazione dell’assessorato, le quattro installazioni per il controllo degli accessi pedonali ai varchi di ingresso dei lidi “Valdesi”, “Sirenetta”, “Onde Beach” e “Stabilimento” e tutte le staccionate e le altre strutture rigide a delimitazione della battigia non autorizzate. La nota segue la relazione della Guardia di Finanza, dopo il sopralluogo richiesto per la verifica dello stato dei luoghi. Il mancato adempimento della rimozione delle installazioni potrà comportare l’avvio del procedimento di decadenza della concessione demaniale marittima. In alternativa, secondo la nota, è possibile la sostituzione dei dispositivi rigidi a delimitazione della battigia con dispositivi mobili, realizzati esclusivamente con corde o cime facilmente spostabili, così da consentire l’adeguamento alle condizioni di alta e bassa marea.

 

Una seconda nota dell’area Demanio marittimo si rivolge a tutti i concessionari siciliani invitandoli ad adeguarsi alla circolare assessoriale e a rimuovere entro 10 giorni eventuali tornelli o staccionate. A questo scopo saranno effettuate una serie di verifiche e controlli mediante sopralluoghi e in caso di mancata rimozione potrebbe scattare l’avvio del procedimento di decadenza.
 

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