Coronavirus, i sindaci d’Italia chiedono chiarimenti a Conte sulle “misure per la Fase 2”

Una missiva dei sindaci d’Italia indirizzata al premier Giuseppe Conte perchè sia posta sotto riflettori nel corso della riunione della “Cabina di regia” -in videoconferenza -insieme ai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza con i rappresentanti delle regioni, province e  i capi delegazione della maggioranza per definire le misure per la fase 2.

 

Il premier Conte in una foto di archivio (ANSA/FILIPPO ATTILI CHIGI PALACE PRESS OFFICE) ©

 

Riportiamo il testo della lettera:

“Come sa, noi Sindaci, fin dall’inizio di questa emergenza, abbiamo garantito collaborazione al Governo con senso di responsabilità e in un sincero spirito di solidarietà tra istituzioni, che riteniamo doveroso. Oggi, confermando la nostra leale collaborazione, rivendichiamo alcune misure che riteniamo indispensabili per avviare la fase due, per una ripartenza vera, che non lasci indietro nessuno. E lo facciamo con la nostra abituale concretezza”, si afferma nella missiva che accompagna un documento contenente una serie di richieste, firmato dai sindaci dei Comuni capoluogo di Città metropolitane.

Titolo di città in Italia - Wikipedia

Al primo punto, l’Anci chiede al governo di conoscere prima del 4 maggio l’elenco delle attività che riaprono per adottare le misure necessarie in materia di mobilità e trasporto, per regolare gli orari di uffici ed esercizi, il corretto utilizzo da parte dei cittadini degli spazi pubblici (parchi, aree attrezzate, giardini, età).

L’Anci chiede poi di fornire “indicazioni chiare e inequivoche sul corretto utilizzo delle mascherine alla popolazione e ai lavoratori, assicurando disponibilità nelle farmacie ad un prezzo fisso calmierato”. Tra le richieste vi è poi quella di “coinvolgere direttamente i Comuni nella definizione delle misure e delle regole necessarie per una riapertura delle scuole in piena sicurezza per i bambini e i ragazzi”. E ancora: “assicurare ai comuni e alle città metropolitane risorse congrue per la spesa corrente, con particolare riferimento all’azzeramento dell’imposta di soggiorno, dell’imposta di occupazione del suo pubblico e alla forte riduzione della Tari”; “rifinanziare i cosiddetti buoni spesa già erogati dai Comuni e assegnare ai Sindaci un plafond di risorse per il sostegno al reddito strettamente legato agli effetti sociali ed economici dell’emergenza. Prevedere strumenti normativi e finanziari per il sostegno agli affitti commerciali domestici”; “prevedere che nell’ambito della liquidità che sarà resa disponibile dall’Ue all’Italia con gli strumenti finanziari straordinari una quota parte sia assegnata ai Comuni e alle Città metropolitane”.

Per quanto riguarda i trasporti, l’Anci chiede un “integrale sostegno finanziario al trasporto pubblico locale, inclusi i minori ricavi da perdita della bigliettazione e incentivi sulla micro mobilità elettrica, semplificazioni per la realizzazione di piste ciclabili”.

I Comuni chiedono anche di “puntare decisamente e senza indugi per la ripresa degli investimenti pubblici sui Comuni e sulle città metropolitane” e di riconoscere ai sindaci “poteri straordinari di natura commissariale per la realizzazione di opere di valore superiore a 1 milione di euro e una decisa semplificazione delle regole in materia di appalti di lavori e servizi. Prevedere, inoltre un finanziamento autonomo della funzione fondamentale delle Città metropolitane in materia di sviluppo economico e produttivo attribuita dalla legge statale”.

Per “le eventuali risorse assegnate alle Regioni, oltre a quelle già attribuite con precedenti provvedimenti”, i sindaci chiedono che queste “siano vincolate ad attività strettamente legate all’emergenza quali acquisto dpi per servizi essenziali e per popolazione, sanificazione uffici pubblici e spazi città, assistenza socio-sanitaria”. L’ultima richiesta è quella di “migliorare il coordinamento delle misure di sostegno economico per i numerosi settori produttivi colpiti duramente dall’emergenza in modo da assicurare a tutti liquidita in tempi rapidi ed effettivo sostegno con particolare attenzione al settore turistico e balneare”.

 

Sindaci e governatori italiani ricordano all’Olanda e alla Germania i valori dell’Etica e della Solidarietà

 

L’Italia sostiene l’impegno di Conte di fronte ad una ostinata Europa.    Scendono in campo con una  lettera aperta  sindaci e governatori italiani, prevalentemente del centrosinistra inviata alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei più grandi quotidiani della Germania, per parlare direttamente agli “amici tedeschi”, invitandoli a schierarsi, davanti all’epidemia di Covid-19, con i “grandi Paesi dell’Ue” e non al seguito di “piccoli egoismi nazionali”.

-- Check Mattutini -- 28/03/2020

I firmatari meritano una menzione. E sono:  sono l’eurodeputato Carlo Calenda (Azione, gruppo S&D), seguito da Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, quello della Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, quello di Genova Marco Bucci, quello di Milano Beppe Sala, quello di Bergamo Giorgio Gori, ma anche Virginio Merola (Bologna), Emilio del Bono (Brescia), Sergio Giordani (Padova) e Francesco Italia (Siracusa).

Cari amici tedeschi – si afferma nella missiva – con il coronavirus la storia è tornata in Occidente. Dopo trent’anni in cui l’unica cosa rilevante è stata l’economia, oggi la sfida torna ad essere, come in passato, politica, culturale e umana. La prima sfida riguarda l’esistenza stessa dell’Unione Europea. Oggi l’Unione europea non ha i mezzi per reagire alla crisi in modo unitario. E se non dimostrerà di esistere, cesserà di esistere”.

“Per questo – continuano – nove Stati europei (tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio) hanno proposto l’emissione di Eurobond per far fronte alla crisi. Non si chiede la mutualizzazione dei debiti pubblici pregressi, ma di dotare l’Unione Europea di risorse sufficienti per un grande ‘rescue plan’ europeo, sanitario, economico e sociale, gestito dalle istituzioni europee“.

I firmatari puntano il dito contro L’Aja, la capitale che finora ha fatto da frontrunner del fronte ‘rigorista’: “L’Olanda – scrivono ancora – capeggia un gruppo di Paesi che si oppone a questa strategia e la Germania sembra volerla seguire. L’Olanda è il paese che attraverso un regime fiscale ‘agevolato’, sta sottraendo da anni risorse fiscali da tutti i grandi paesi europei. A farne le spese sono i nostri sistemi di welfare e dunque i nostri cittadini più deboli. Quelli che oggi sono più colpiti dalla crisi. L’atteggiamento dell’Olanda è a tutti gli effetti un esempio di mancanza di etica e solidarietà. Solidarietà che molti Paesi europei vi hanno dimostrato dopo la guerra e fino alla riunificazione”.

Il debito della Germania dopo il 1945 – ricordano – era di 29,7 miliardi di marchi di allora. La Germania non avrebbe mai potuto pagare. Nel 1953 a Londra, ventuno Paesi (tra cui Francia, Italia, Spagna e Belgio) consentirono alla Germania di dimezzare il debito e di dilazionare i pagamenti del debito restante. In questo modo, la Germania poté evitare il default”.

Di quella decisione dell’Italia – proseguono – siamo ancora oggi convinti e orgogliosi. Lo ripetiamo: in questo caso, con gli “Eurobond” dedicati al Coronavirus, non si cancelleranno o mutualizzeranno i debiti pregressi. Cari amici tedeschi, la memoria aiuta a prendere le decisioni giuste..Il vostro posto è con i grandi paesi europei. Il vostro posto è con l’Europa delle Istituzioni, dei valori di libertà e solidarietà. Non al seguito di piccoli egoismi nazionali. Dimostriamo insieme che l’Europa è più forte di chi la vuole debole”.

“DOSSIER CORRUZIONE: LA SICILIA AL PRIMO POSTO IN ITALIA DAL 2016..”

Un dossier ‘La corruzione in Italia nel triennio 2016-2019: numeri, luoghi e contropartite del malaffare’, presentato dal Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone,  analizza i casi di corruzione registrati in Italia nell’ultimo triennio.

I dati riferiti non comprendono i provvedimenti giudiziari – e le denunce – sulle strutture della Regione siciliana ed enti periferici pur essendo numerosi i modelli comportamentali illeciti penali  La Sicilia, vediamo adesso, è comunque al primo posto in affari illeciti e corruzione. Un triste primato che spesso riflette il modo di pensare di molti.

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“Fra agosto 2016 e agosto 2019 sono state 117 le ordinanze di custodia cautelare per corruzione spiccate dall’Autorità giudiziaria in Italia e correlate in qualche modo al settore degli appalti: esemplificando è quindi possibile affermare che sono stati eseguiti arresti ogni 10 giorni circa”.

Si tratta in ogni caso di una approssimazione per difetto rispetto al totale, poiché ordinanze che ictu oculi non rientravano nel perimetro di competenza dell’Anac non sono state acquisite – si osserva nel dossier dell’Anac – In linea con questa cadenza temporale sono anche i casi di corruzione emersi analizzando i provvedimenti della magistratura: 152, ovvero uno a settimana (solo a considerare quelli scoperti)”.

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Rispetto ai casi di corruzione dall’agosto 2016 all’agosto 2019 dal “punto di vista numerico, spicca il dato relativo alla Sicilia, dove nel triennio sono stati registrati 28 episodi di corruzione (18,4% del totale) quasi quanti se ne sono verificati in tutte le regioni del Nord (29 nel loro insieme)”. A seguire il Lazio con 22 casi, la Campania (20), la Puglia (16) e la Calabria (14).

I dati dicono che ad “essere interessate sono state pressoché tutte le regioni d’Italia, a eccezione del Friuli Venezia Giulia e del Molise. Ciò – precisa l’Anac – non implica che queste due regioni possano considerarsi immuni, ma semplicemente che non vi sono state misure cautelari nel periodo in esame. In Molise, ad esempio, vi sono stati arresti per corruzione nella primavera 2016, mentre la Procura di Gorizia, nell’ambito di una grande inchiesta sugli appalti, ha disposto nel 2018 numerose perquisizioni (ma non arresti)”.

Sono 43 i politici arrestati, 20 dei quali sindaci. Nel periodo in esame “sono stati 207 i pubblici ufficiali/incaricati di pubblico servizio indagati per corruzione – si legge nel dossier -. Indicativo è il tasso relativo all’apparato burocratico in senso stretto, che annoverando nel complesso circa la metà dei soggetti coinvolti si configura come il vero dominus: 46 dirigenti indagati, ai quali ne vanno aggiunti altrettanti tra funzionari e dipendenti più 11 rup (responsabile unico del procedimento)”.

Le forme di condizionamento dell’apparato pubblico più estese e pervasive si registrano prevalentemente a livello locale (specie al Sud), secondo forme di penetrazione capillare nel tessuto sociale, economico-imprenditoriale, politico e istituzionale – osserva Anac – Rispetto alle fattispecie corruttive tipiche della prima Repubblica, ancillare risulta invece il ruolo dell’organo politico. I numeri appaiono comunque tutt’altro che trascurabili, dal momento che nel periodo di riferimento sono stati 47 i politici indagati (23% del totale). Di questi, 43 sono stati arrestati: 20 sindaci, 6 vice-sindaci, 10 assessori (più altri 4 indagati a piede libero) e 7 consiglieri“.

I Comuni rappresentano e gli enti maggiormente a rischio, come si evince anche dalla disamina delle amministrazioni in cui si sono verificati episodi di corruzione – sottolinea il dossier – dei 152 casi censiti, 63 hanno avuto luogo proprio nei municipi (41%), seguiti dalle le società partecipate (24 casi, pari al 16%) e dalle Aziende sanitarie (16 casi, ovvero l’11%)”.

PERCORSO DI RICUCITURA TRA LE COMUNITÀ DELL’ETNA E DELL’ALCANTARA

OLTRE 44MILA PERSONE E 2000 BAMBINI DELLE SCUOLE HANNO ABBRACCIATO IL CANTICO



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«Oltre 44mila persone e 2000 bambini hanno abbracciato il Cantico come in un mantra corale che ha annullato ogni distanza territoriale per ritrovare la sua spiritualità in una grande famiglia: quella delle comunità dell’Etna e dell’Alcantara che si sono riunite e nutrite delle parole di San Francesco, della Bellezza del Creato e delle emozioni sprigionate dai bambini, dalle mamme, dai papà e dai nonni di questa Sicilia piena di energia». Ieri pomeriggio, a Piedimonte, l’ultima inaugurazione di “Controesodo”, il grande progetto del mecenate Antonio Presti, che per una settimana ha riacceso i riflettori su uno dei temi cruciali per il futuro della nostra terra, tracciando un percorso culturale, spirituale e turistico intorno a nove comuni dell’hinterland etneo: Randazzo, Castiglione di Sicilia, Malvagna, Motta Camastra, Graniti, Gaggi e Piedimonte Etneo.

La scelta di questi luoghi è stata suggerita dal grande valore dei paesi: comuni ricchissimi di risorse paesaggistiche e culturali che, tuttavia, soffrono da anni un lento spopolamento. Il progetto, che è partito da Librino per salire di quota verso la cima del Vulcano, ha rivitalizzato le strutture fondanti di queste comunità attraverso laboratori fotografici realizzati coinvolgendo i membri della famiglia e riattivando solidi principi educativi, per ricostituire il senso di appartenenza e identità. Fotografi amatoriali e professionisti, hanno immortalato le famiglie durante shooting organizzati nei luoghi vissuti quotidianamente: la Fondazione Antonio Presti ha poi selezionato gli scatti per stamparli su manifesti che sono stati affissi lungo gli assi viari principali o in luoghi simbolo dei diversi paesi. Ogni immagine è stata accompagnata dalle parole del Cantico di San Francesco (1226): una lode a Dio e alle sue opere che ancora oggi suona come un rivoluzionario manifesto di comunione e pace. Attraverso l’accostamento delle immagini con i versi del Cantico, i membri delle comunità sono stati simbolicamente “ribattezzati”, costituendo una sorta di grande canto spirituale unificante.

«È un orgoglio avere il Maestro Presti e il suo staff tra le nostre strade, tra la nostra gente – ha sottolineato il sindaco di Motta Camastra Carmelo Blancato – hanno lavorato con vero spirito di sacrificio e professionalità per farci dono dell’Installazione “Il Cantico di Motta Camastra” che ha come protagonisti i nostri bambini e le loro mamme. Un ringraziamento va a chi volontariamente e con spirito di abnegazione ha reso possibile il montaggio dei banner e all’assessore Mariangela Orlando. Il mio auspicio è che Antonio Presti possa e voglia continuare a collaborare con la nostra comunità nella realizzazione di ulteriori importanti progetti culturali e sociali».

«L’Amministrazione da subito ha mostrato grande interesse e piena condivisione – ha aggiunto il sindaco di Gaggi Giuseppe Cundari – questa grandissima opportunità, oltre ad essere motivo di orgoglio per l’intera cittadinanza, ci permetterà di rendere più decorosa una parte centrale del paese e, allo stesso tempo, di intensificare il senso di appartenenza al proprio territorio.  Questa iniziativa, in un momento di ferma convinzione dei nostri giovani a dover lasciare il proprio territorio per andare alla ricerca di fortuna altrove, ha l’obiettivo di far innamorare e legare i cittadini di domani alla Sicilia, con la consapevolezza che viviamo in una terra ricca e speciale e che ognuno, con il proprio apporto, può contribuire a migliorarla sempre più. Un grazie di cuore al Maestro Presti per quanto ha fatto, ma soprattutto per quanto sicuramente farà per i nostri bambini e per il nostro paese».

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Ieri (domenica) la giornata è iniziata con la passeggiata al Bosco delle Betulle: una vera rarità botanica che si raggiunge a 1650 metri, percorrendo un sentiero-natura del Parco dell’Etna. Uno scenario magico sui monti Sartorius (risalenti all’eruzione del 1865), dove si estende il colore della liscia corteccia bianca a strisce che spicca sul nero della lava. Questa specie endemica, che popola con scenografica bellezza le pendici dell’Etna, oggi soffre a causa della velocità dei cambiamenti climatici in atto. In questo momento storico, la conservazione e la tutela delle specie e degli habitat esistenti rappresentano il vero obiettivo primario: l’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con “Salviamo i boschi” con la partecipazione di CAI Acireale, CAI Giarre, WWF Sicilia Nord Orientale Catania, Alpinismo giovanile CAI Acireale, Alternanza scuola lavoro Liceo scientifico Archimede di Acireale, Vivi Simeto, Assicurazioni olistica etnea, Associazione Almayoga, Stocusvit, Associazione Famiglie Persone Down Catania, Associazione Controvento Catania, Società cooperativa Pietrangolare Comiso.

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La giornata è proseguita a Piedimonte etneo, comune proprietario – in parte – del Bosco delle Betulle, dove il sindaco si sta impegnando a lottare per questo luogo e dove sono state inaugurate le ultime installazioni monumentali artistiche: «Una bellissima iniziativa – ha commentato il primo cittadino Ignazio Puglisi – che ci mette in contatto con tutti gli altri Comuni, superando ogni campanilismo e lanciando un segnale forte alle nuove generazioni: vivere in questa terra è possibile e bisogna iniziare a lavorare in maniera diversa, educando i giovani al Controesodo e credendoci fermamente».

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«Un’esperienza bellissima – ha spiegato Antonio Presti – che mi ha restituito un grande nutrimento di valori e condivisione: ho sentito l’abbraccio e il rispetto di tutta la gente dell’Etna e dell’Alcantara; ho sentito le emozioni dei bambini e delle loro mamme come carezze al cuore; ho sentito vibrare nell’aria parole come “futuro”, “rigenerazione” e “bellezza”.  Non ho sentito però la condivisione turistica e culturale dei territori: i comuni devono superare ogni campanilismo e lanciare un forte messaggio di unione tra comunità. Non ho sentito la grande possibilità di unire politiche turistiche e culturali di province diverse come Catania e Messina, di luoghi vicini come l’Etna e l’Alcantara. Insieme si diventa forza, divisi si rimane in minoranza. Con il potere dell’arte e della cultura da più di un mese ho dato voce a questi territori a livello nazionale attraverso una comunicazione forte e un messaggio potente. Rispetto alla politica turistica che dovremmo attuare, troppo spesso troviamo sagre in competizione tra loro. L’arte e la cultura restituiscono Futuro, crescita sociale e democrazia. La sagra, invece, restituisce solo un nutrimento temporaneo e locale e non parla mai al futuro. Mi piacerebbe che questi comuni continuassero a dialogare e promuovere la loro esistenza nell’armonia e nella pace. Quella stessa pace che il Cantico con le sue installazioni ha rigenerato in tutte le comunità, che a volte ancora oggi ho trovato divise da beceri e mediocri comportamenti e discussioni tra assessori, ex assessori e vicesindaci in avvicendamento. Mi piacerebbe adesso proseguire il percorso intrapreso con i Comuni che hanno lavorato e, in particolar modo, con le comunità che continueranno a manifestare affetto; e dall’altra parte dialogare con nuovi comuni che hanno mostrato apertura e disponibilità, come quelli del Simeto e della zona Etna Sud – ha concluso il maestro Presti – un percorso che parte proprio da Librino, la periferia di Catania che con il suo abbraccio aiuta altri luoghi che oggi stanno diventando periferie e dove le espressioni artistiche di cui si nutre la comunità indicheranno la via di questo nuovo itinerario dedicato alla Bellezza: nutrimento necessario per restituire allo sguardo un’idea diversa di Futuro».

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Terremoto: -Oggi Stato di emergenza, prime risorse, sospensione mutui,interventi nelle scuole Dov’era la Soprintendenza etnea’?

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Oggi il  Consiglio dei ministri  decreterà -come annunziato-  lo stato di emergenza e successivamente  l’ordinanza di protezione civile con cui verranno stanziati i primi fondi per far fronte all’emergenza sull’Etna. Lo affermano il premier Giuseppe Conte, da Roma, e i sue suoi vice, i ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio, in prefettura a Catania, a conclusione dei sopralluoghi nei comuni del catanese colpiti dal terremoto di magnitudo 4.8 nel giorno di Santo Stefano. : Il governo varerà il provvedimento che prevede la «sospensione dei mutui per tutte le persone che hanno avuto difficoltà», perché la priorità del governo, spiega, è «rendere quanto prima operativi gli interventi a favore della popolazione così duramente colpita». E per farlo, sottolinea il vicepremier, occorre «combattere la burocrazia»

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