Gregorio De Falco: “Ricorso in Tribunale per i gravi errori del M5S che non consente alcuna dialettica…”

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L‘ex comandante di Guardia Costiera Gregorio De Falco non ci sta di subire una grave ingiustizia passando per chi non rispetta le regole e  ha deciso  di impugnare il provvedimento di espulsione decretata dal collegio dei probiviri M5S lo scorso 31 dicembre, incaricando l’avvocato Lorenzo Borrè  di procedere con l’atto di citazione nei confronti dell’Associazione M5S contro ill capo politico Luigi Di Maio, depositato presso il Tribunale ordinario di Roma.

Gregorio De Falco rimane dunque a bordo. Poiché gli atti sono nulli, voglio rimanere nel Movimento perché la mia azione politica è coerente con il contratto, con il programma e con le finalità fondanti del M5S”  “Se si fosse deciso a maggioranza di seguire una linea politica differente, per esempio sul dl sicurezza, avrei anche valutato di seguirla se non fosse stata in contrasto con i principi del M5S e con la Costituzione”. E ancora: “Il Movimento ha fatto un grave errore, dando prova del fatto che nel M5S non ci può essere dialettica, contraddicendo anche l’articolo 49 della Carta”.

La decisione disciplinare del M5S contro De Falco –  viene giudicato dal ricorrente “gravemente ingiusto e illegittimo sotto molteplici profili” a partire dalla “volontaria lesione delle guarentigie costituzionali sancite dall’articolo 67” della Carta, in base al quale “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. A De Falco i probiviri M5S avevano contestato, tra i vari punti, la mancata partecipazione al voto in Aula del ‘decreto Genova’ e al voto di fiducia su un emendamento del governo al ‘decreto sicurezza’.

Per il M5 S De Falco avrebbe dovuto solo obbedire agli ordini incorrendo nell’inosservanza dell’articolo 3 del Codice etico, il quale tra l’altro obbliga il parlamentare “a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del Consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle”.

Non è plausibile – rende noto  il legale -“una fiducia in bianco che contrasta apertamente con il dettato dell’articolo 67 e 68 della Costituzione. Il giudice –  – dovrà stabilire se un atto negoziale, imposto dal capo di un partito, possa prevalere sulle prerogative costituzionali”.

De Falco “si è sempre mosso in modo ortodosso rispetto ai principi del Codice etico, non si è mai sottratto al principio della concertazione democratica. E’ stato posto un voto di fiducia su questioni che vanno contro non solo il programma elettorale del M5S ma anche contro la coscienza del parlamentare. Espellere un parlamentare sul presupposto della violazione episodica di un vincolo, quello di mandato, vietato dalla Costituzione, esula da una visione democratica e improntata ai diritti costituzionali. Uno Statuto di un partito non può porsi contro i diritti costituzionali”.

Se la Costituzione vieta il vincolo di mandato, e il vincolo viene inserito in uno Statuto, in un Codice etico – – è comunque nullo perché contrario al dettato costituzionale. Non si può far entrare dalla finestra quello a cui la Costituzione sbarra la porta“.

Il provvedimento di espulsione è illegittimo anche per una serie ulteriore di ragioni tecniche e giuridiche. In primis, scrive Borrè nell’atto di citazione, la nomina di Riccardo Fraccaro, Nunzia Catalfo e Jacopo Berti quali componenti del collegio dei probiviri è avvenuta “in violazione dello Statuto” del M5S…………………….

NOTAI CATANIA, INCONTRO SUL “TESTAMENTO SOLIDALE”

 

Giovedì 24 gennaio 2019, ore 17.30, Palazzo della Cultura – ingresso libero

 

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COME LA BENEFICENZA PUÒ DIVENTARE EREDITÀ

Nella città etnea la tappa dell’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla in sinergia con il Consiglio nazionale del Notariato

CATANIA – Si chiama “testamento solidale” perché consente di lasciare concretamente in eredità un valore inestimabile, quello della solidarietà. Sempre più italiani over 50 scelgono di destinare una parte del proprio patrimonio a organizzazioni non profit, per garantire il futuro dell’assistenza ai meno fortunati e della ricerca scientifica. Un gesto a cui è dedicata la“Settimana nazionale dei Lasciti”, promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism), in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato.

Sette giornate – dal 21 al 27 gennaio 2019 – in cui si svolgono nel territorio italiano oltre 50 incontri gratuiti di informazione e sensibilizzazione sul tema. A Catania l’iniziativa farà tappa giovedì 24 gennaio, alle 17.30, al Palazzo della Cultura, grazie all’impegno del Consiglio notarile di Catania e Caltagirone – presieduto da Giuseppe Balestrazzi – e della sezione catanese dell’Aism.

Interverranno: il notaio Donata Galeardi, la presidente di Aism Catania Virginia Guerrera, la consigliera dell’Ordine dei Commercialisti Maria Luciana Fragalà e l’avvocato Manfredi Zammataro; verranno illustrate anche le modalità per richiedere gratuitamente la “Guida ai lasciti testamentari” realizzata da Aism e Notariato.

I notai del Distretto etneo saranno a disposizione dei cittadini per spiegare e approfondire, con un linguaggio semplice e chiaro, il tema delle successioni testamentarie e dei lasciti solidali, aiutando le persone interessate a fare scelte consapevoli, come quella di contribuire alla scoperta di una cura per la sclerosi multipla.

Fino a domenica 27 gennaio è inoltre attivo il numero verde dedicato 800 094 464.

“Per fare un albero ci vuole un click”: idee di Laboriusa e di Legambiente

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IL CROWDFUNDING COLORA DI VERDE LE VIE DI CATANIA 

Raccolti sulla piattaforma Laboriusa.it 1.500 euro per l’acquisto di 100 semi
che verranno piantumati dai volontari: primo appuntamento fra un mese in via Plebiscito

 

CATANIA –

 Cinquantacinque donatori per 1.500 euro di buoni propositi dall’animo “green”: il progetto di Legambiente Catania promosso sulla piattaforma di crowdfunding Laboriusa.it ha raggiunto l’obiettivo prefissato. Con le donazioni online i volontari dell’associazione ambientalista potranno piantumare 100 alberi nelle vie del capoluogo etneo, accendendo ancora una volta i riflettori sull’importanza del verde per contrastare le emissioni di CO2, l’inquinamento dell’aria e la perdita di biodiversità.

Una raccolta fondi nata all’insegna della solidarietà e della creazione di network territoriali, per sensibilizzare i cittadini e veicolare valori che devono mettere radici forti nel nostro territorio: «Inizieremo il prossimo mese con semi di ligustri e robinie che pianteremo in via Plebiscito, per poi ampliare il nostro raggio d’azione nel quartiere storico della città – sottolinea la presidente di Legambiente Catania Viola Sorbello – il nostro ringraziamento va a tutti coloro che credono in Legambiente e nell’impegno di tutti i volontari che si spendono per la protezione e la tutela della nostra Terra. Questo progetto non si fermerà qui e proseguirà per mettere a dimora quanti più alberi in una città, la nostra, dove le aree a verde sono davvero carenti».

Una nuova boccata d’ossigeno, dunque, grazie a tutti coloro che hanno risposto all’appello di Laboriusa, la piattaforma di crowdfunding nata per promuovere solidarietà in tutte le forme, attraverso microprogetti che coinvolgono categorie fragili, cause sociali, iniziative sanitarie, culturali e ambientali. Tutti, nel segno della creatività e nello spirito di condivisione.

 

 

 

Tra i numerosi donatori che hanno partecipato alla campagna, anche alcune aziende che hanno mostrato responsabilità sociale nei confronti del territorio in cui operano: un ringraziamento particolare va a Elisa Torrisi di Vivereverde, da sempre sensibile alle tematiche green, e ai colleghi ed ex alluni del prof. Fabio Lentini – ordinario di geologia e socio pluriennale della Società Geologica Italiana, scomparso un anno fa – che hanno voluto onorarne la memoria compiendo un gesto semplice ma carico di significato, che dimostra non solo l’affetto e la stima nei confronti di un grande maestro ma anche il profondo senso di appartenenza alla comunità.

«Per fare un albero ci vuole un click: così abbiamo promosso questa campagna solidale – sottolinea Assia La Rosa, ideatrice di Laboriusa – e siamo riusciti a dimostrare che, insieme, partendo dal basso e dai piccoli gesti, è possibile davvero fare la differenza. In pochi anni la piattaforma è riuscita a costruire quella fiducia necessaria che viene dalle relazioni con l’associazionismo attivo, pronto a fare tantissimo con pochissime risorse. Questa è la logica più innovativa che trasforma un progetto in una campagna di successo; una connessione virtuale in una community che condivide valore; una causa sociale in economia reale».

Cupola siciliana “rigenerata”: disco rosso della Magistratura palermitana antimafia

 

Blitz dopo il racconto dei pentiti: arrestati il nipote di Greco e il figlio di Lo Piccolo

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Leandro Greco all’uscita dalla Caserma Carini

I magistrati palermitani riescono a scoprire nuovi boss della Cupola rigenerata: sono Calogero  Lo Piccolo e Leandro Greco.

La dda di Palermo ha emesso un decreto di fermo nei confronti di sette persone nell’ambito delle indagini sulla ricostituita Commissione. L’inchiesta aveva determinato il fermo di 47 soggetti malavitosi pronti a creare la nuova Cupola siciliana

Il capo della Dda di Palermo Francesco Lo Voi, l’aggiunto Salvatore De Luca e i pm Roberto Tartaglia e Amelia Luise, hanno adesso identificato altri due elementi di spicco della cupola: Leandro Greco è nipote dello storico capomafia di Ciaculli, Michele Greco; Calogero Lo Piccolo è il figlio del boss di San Lorenzo Salvatore Lo Piccolo. Entrambi partecipavano alle riunioni della nuova Commissione provinciale.

MICHELE GRECO NELLA CUPOLA PALERMITANA

Leandro Greco, detto Michele, 28 anni, è invece incensurato. Nipote di Michele Greco (ecco perchè viene detto “Michele”), il ‘papa’ di Cosa Nostra, è il boss di Ciaculli, dove ha di nuovo la sede il mandamento che comprende anche Brancaccio. Il suo nome era venuto fuori nel 2013 in un colloquio in carcere fra i fratelli Giovanni e Giuseppe Di Giacomo, il primo killer di Porta Nuova condannato all’ergastolo, mentre il secondo fu ucciso nel 2014.

LA MAFIA DETTA REGOLE ANCHE NELLE COSE PIU’ BANALI

Importanti  le testimonianze dei nuovi collaboratori di giusitiza Francesco Colletti e di Filippo Bisconti. Colletti, capomafia di Villabate fermato il 4 dicembre dai carabinieri con l’accusa di far parte della nuova commissione di Cosa nostra, è un collaboratore a pieno regime con soddisfazione dei pubblici ministeri che conducono l’inchiesta antimafia…

INTERCETTAZIONI…

Colletti, ai vertici della nuova Commissione, venne intercettato mentre parlava in auto col suo autista Filippo Cusimano. “Si è fatta comunque una bella cosa.. per me è una bella cosa questa.. molto seria… molto…con bella gente.. bella! grande! gente di paese..vecchia gente di ovunque”, disse confermando i sospetti degli inquirenti sulla restaurazione dell’organo direttivo.

VIDEO DEGLI ARRESTATI

Nel blitz di oggi fermato anche Giovanni Sirchia, affiliato alla famiglia mafiosa di Passo di Rigano, e accusato di aver partecipato alla ricostituzione dell’organo direttivo di Cosa nostra occupandosi della consegna ai boss delle convocazioni per i summit

Lino Banfi ; “il nonno d’Italia” nominato componente della Commissione Unesco.Sostituisce Folco Quilici

 

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Lino Banfi rappresenterà l’Italia nella Commissione dell’UnescoSecondo un comunicato stampa Di Maio ha indicato Banfi come componente nell’Assemblea della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco (CNIU), in sostituzione di Folco Quilici, che ricopriva il ruolo di referente per la comunicazione e venuto a mancare lo scorso 24 febbraio 2018. Il ruolo di Lino Banfi, precisa il ministero dello Sviluppo, non sarà dunque quello di Rappresentante dell’Unesco ma di membro della Commissione nominato dallo stesso Mise. E’ stato invece confermato come membro del Consiglio direttivo e membro dell’Assemblea, il professor Francesco Buranelli.

La Commissione, istituita nel 1950 presso il ministero degli Esteri, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’esecuzione dei programmi Unesco in Italia. Si compone di un Consiglio direttivo che ha carattere operativo e un’assemblea dei rappresentanti indicati dalle varie amministrazioni. Ovvero, presidenza del Consiglio dei ministri, ministero degli Esteri, dell’Economia, dell’Istruzione, dello Sviluppo economico, per i Beni e le Attività Culturali, dell’Ambiente; e ancora Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, associazione Rappresentativa Ong Italiane.

 

Moneta coloniale: le dichiarazioni di Di Maio aprono un caso diplomatico con la Francia

Ormai appena uno dei due vicepremier italiani rilascia una dichiarazione si innesta un vero e proprio incendio internazionale. Fonti del gabinetto del ministro per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, hanno definito le dichiarazioni sulla moneta coloniale del vicepremier Luigi Di Maio  “inaccettabili e senza motivo”.

La Francia ha convocato l’ambasciatrice d’Italia a Parigi, Teresa Castaldo al ministero degli Esteri francese.

Ieri, affrontando il tema migranti a una manifestazione del M5S ad Avezzano, il vicepremier ha tirato in ballo la Francia, “che in Africa continua ad avere delle colonie di fatto, con la moneta, che è il franco, che continua a imporre nelle sue ex colonie”. Si tratta di soldi, ha tuonato Di Maio, che Parigi “usa per finanziare il suo debito pubblico e che indeboliscono le economie di quei Paesi da dove, poi, partono i migranti”.

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Domani alla conferenza dei capigruppo,il Pd chiederà l’immediata convocazione in aula del ministro degli Esteri Moavero,
Qualcuno deve far capire a Di Maio che non è più un ragazzo che sta sui tetti di Montecitorio, ma il vicepresidente del Consiglio” affermano in una nota il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci e il capogruppo dem in Commissione Esteri Alessandro Alfieri.

Pensiero diverso esprime  Nicolas Bay, eurodeputato del rassemblement National di Marine Le Pen. Il Cfa “fa parte della storia, dobbiamo rispettare le scelte economiche e monetarie dei Paesi africani”, afferma Bay  Se i Paesi africani considerano il Cfa “un elemento di stabilità devono essere liberi di mantenerlo”, così come se lo desiderano devono essere liberi di cambiare “e avere un sistema monetario che conviene loro di più”, prosegue l’eurodeputato. 

 

Una rassegna a Catania di 500 lotti antichi e moderni

Venerdì 25 e sabato 26 gennaio (ore 16.30), in viale Africa 12 e in diretta streaming

 

LA STARTUP DELL’ANTIQUARIO, TRA ONLINE E TRADIZIONE NASCE LA PRIMA CASA D’ASTE CATANESE “ART LA ROSA”

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CATANIA –

 Non c’è cultura senza arte; non c’è memoria senza storia; non c’è passione che non custodisca valore. L’antiquariato è un frammento di vita che si tramanda nel tempo e che va preservato e raccontato. È questo lo spirito che da sempre anima le iniziative imprenditoriali di Giacomo La Rosa, critico e perito d’arte che più di trent’anni fa ha trasformato in professione l’amore per lo studio, la ricerca e l’analisi: parole che ogni giorno lo spingono a scoprire l’anima di un oggetto, di un dipinto, di una scultura che proviene dal passato.
Un’azienda familiare che nel tempo è cresciuta, conquistando una fetta importante di mercato in tutt’Italia, e che oggi è pronta per una nuova scommessa al passo con i tempi: l’apertura di Art la Rosa, Casa d’Aste che nasce a Catania con l’obiettivo di esplorare i mercati online, partendo proprio dalla tradizione e dal concept della galleria.

La prima asta si svolgerà venerdì 25 e sabato 26 gennaio 2019: oltre 500 le opere antiche e moderne esposte in Viale Africa (Catania) che compongono la prima rassegna di lotti. Nelle due giornate, a partire dalle 16.30sarà possibile partecipare all’evento non soltanto con la presenza in sala – competendo per alzata di mano – ma anche telefonicamente, per corrispondenza (con offerte scritte) e in streamingtramite la diretta web audio/video. Un evento quindi che nasce dal cuore culturale di Catania, ma che amplia i propri confini nel vastissimo mondo connesso della rete.

«La passione per l’arte e per il mercato delle opere antiche e moderne, da sempre è il filo conduttore che guida le nostre iniziative professionali e imprenditoriali – sottolinea La Rosa – il commercio online ha ormai rivoluzionato le logiche d’acquisto, ma l’approccio tradizionale legato all’inquadramento scientifico, allo studio delle opere, alla cultura dell’epoca di riferimento, rimane un punto fermo in un settore tanto affascinate, quanto complesso».

 

 

Il pubblico digitale può sfogliare sul web un ricco catalogo di dipinti che intervallano autori affermati e minori, arredi, collezioni, preziosi e oggetti – con valori di stima al di sotto della soglia, a cui si applica il diritto della Casa d’aste – che attraversano i secoli per proiettarsi nel futuro attraverso i nuovi strumenti telematici.

«Uno degli obiettivi prioritari – continua Giacomo La Rosa – è quello di aprire l’arte a tutti, democratizzare l’accesso di un mondo prima considerato elitario e appannaggio soltanto di collezionisti ed esperti, promuovendo il comparto e sensibilizzando un pubblico sempre più giovane, che può così acquistare le opere a prezzi competitivi e investire attraverso nuovi canali».

Attorniati da paesaggi, nature morte, dipinti d’autore, mobili d’epoca, illustrazioni comics e ceramiche di Caltagirone, “Art La Rosa” consente ai cultori e agli appassionati d’arte che vivono nel territorio di Catania di riunirsi finalmente in una “casa” comune e sfidarsi a colpi di emozioni al cospetto del battitore d’asta, che decreterà le aggiudicazioni anche a colpi di click.

 

Gregorio De Falco: dimostrazione vivente di come un uomo, un politico, deve saper vivere e rispettare la comunità mondiale

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Gregorio De Falco interviene sulla vicenda dei migranti morti nel Canale di Sicilia , che ha infuocato la polemica contro il Ministro Salvini da sottoporre , secondo Orlando, come abbiamo già pubblicato, a “una sorta di processo di Norimberga per genocidio”.     “Mi intristisce quello che dice Salvini dopo l’ultima tragedia in mare, perché manca di umanità, è un cinico”.Gregorio De Falco, ex senatore dei Cinque Stelle espulso dal Movimento come ‘ribelle’ (in realtà in maniera antidemocratica) e ora passato al gruppo Misto. “Non so se ci sarà una Norimberga come dice Leoluca Orlando – spiega – ma un giudizio morale c’è comunque”.

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E’ vero, continua De Falco, “che statisticamente sono diminuiti gli sbarchi, ma sono aumentate di molto le morti, bisogna riflettere”. Per l’ex Comandante della Guardia Costiera, celebre per la telefonata a Schettino, e per il  vero funzionamento del sistema in Italia ,non sembra  che con la loro presenza in mare le Ong possano essere di ‘stimolo’ per far partire gli scafisti con a bordo i migranti, in realtà non sembra trovare riscontro nei fatti, almeno in base agli studi che abbiamo“.

Ma l’ex Ufficiale della Marina con questa affermazione fa capire la vera differenza che corre tra l’animo umano suo e quello del leader dei cinque stelle: “A Di Maio ricordo che noi abbiamo sempre detto ‘nessuno rimanga indietro’ e non abbiamo escluso da questo la povera gente o chi è naufrago“. Il capo politico dei Cinque Stelle ha puntato nelle scorse ore ha puntato il dito contro gli effetti perduranti del colonialismo in Africa, dicendo che “l’Europa ipocrita pensa agli effetti di cause che non ha mai affrontato“. Come dire che l’operato di Salvini e di Maio sono rivolti esclusivamente al consenso elettorale italiano e non ai valori cristiani invocati da Papa Francesco.

Queste le dichiarazioni rese da Gregorio De Falco alla Stampa.   Giù il cappello di fronte al pensiero di quest’uomo-eroe
Ancora una volta quest’uomo diventa sempre più la dimostrazione vivente di come un uomo, un politico, debba imparare a saper vivere e rispettare tutta la comunità, non limitata soltanto – come ricorda Papa Francesco puntualmente- a quella italiana. In fin dei conti anche Gesù era un profugo.

 

Leoluca Orlando: “Per la morte dei migranti si farà un secondo processo di Norimberga contro Salvini per genocidio

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Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando accende una vibrata polemica sulla vicenda costata la vita a 117 migranti nel Canale di Sicilia soffermandosi sulla necessità di “sorta di secondo processo di Norimberga (quello che nel secondo dopo guerra vide i gerarchi nazisti alla sbarra per i crimini di guerra). «Continua un genocidio e direi al ministro Salvini: si farà un secondo processo di Norimberga e lui non potrà dire che non lo sapeva» ha detto Orlando, a margine della cerimonia in ricordo del magistrato Paolo Borsellino, in via D’Amelio, in cui è intervenuta anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. 

«Meglio morire che tornare in Libia» hanno raccontato gli unici tre su 120 che si sono salvati dal naufragio. Sono sotto choc, in ipotermia e traumatizzati e sono stati accolti a Lampedusa. Hanno raccontato delle «violenze e gli abusi» cui sono stati sottoposti in Libia. «Siamo rimasti tre ore in mare, sperando che qualcuno si accorgesse di noi», hanno detto ai soccorritori. I migranti a bordo del gommone naufragato non indossavano i giubbotti di salvataggio. Dei tre superstiti, due sono riusciti a salire sulla zattera gonfiabile lanciata in mare da un velivolo dell’Aeronautica e uno era in mare.

 

 

Matera da oggi è la Capitale europea della Cultura 2019

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Matera, da oggi è la Capitale europea della Cultura 2019. Nella città dei Sassi, per le cerimonie di inaugurazione, saranno oggi presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Da questo sole deve partire la riscossa di Matera e del Sud“, ha detto Conte  appena arrivato nella Cava del Sole per l’inaugurazione ufficiale.
Passato e futuro della città saranno i punti cardinali del programma della giornata che avrà come protagoniste bande lucane ed europee.  Alle luci dello spettacolo serale si aggiungeranno quelle più calde dei lumini di «Matera cielo stellato» nel Sasso Barisano e quelle delle «bag light», le borse luminose a tracolla preparate nei laboratori della Fondazione di Matera-Basilicata 2019, che saranno esposte dai balconi e dalle finestre del Sasso Caveoso dove, in chiusura della serata, Mattarella aprirà ufficialmente l’anno di Matera 2019.

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A Matera – ha aggiunto Conte durante il suo discorso – spetta una grande responsabilità, è la prima cittadina del sud capitale europea della Cultura, una scelta che riveste un significato ben oltre il riconoscimento del valore e delle potenzialità di una città e di un territorio, è l’occasione per tutto il Meridione che da Matera è simbolicamente rappresentato, una opportunità per lanciare un progetto ampio che coinvolga il Sud in una più ambiziosa politica culturale, economica e sociale”.

A condurre la serata ci sarà l’attore Gigi Proietti che omaggerà il territorio con una perfomance legata a un importante personaggio lucano, Rocco Scotellaro. La cerimonia sarà aperta da Stefano Bollani che si esibirà al pianoforte sia come solista che con le bande dirette da Paolo Silvestri, eseguendo tra gli altri, l’Inno per Matera 2019. Saliranno sul palco anche l’attore lucano Rocco Papaleo e la cantante Skin e arricchiranno il programma una serie di esibizioni altamente spettacolari scoperte dalla Fondazione Matera Basilicata 2019.

Bonisoli ha anche spiegato che “sicuramente nel corso dei mesi bisognerà fare una riflessione per vedere che cosa si poteva fare meglio“. Una valutazione che non riguarda solo Matera, e che, più in generale chiama in causa “un’autocritica da parte della politica. A volte la politica – scandisce il ministro – dovrebbe ricordarsi che quello che conta è dare un servizio, una risposta alle aspettative dei cittadini”.