E' permesso ai genitori di scegliere se il proprio figlio – affetto da patologia rarissima – debba vivere o no?

SOLO DIO SA QUAL’E’ –NEL CASO DEL BAMBINO CHARLE GARD  – IL COMPORTAMENTO GIUSTO E, FORSE, LO SA ANCHE IL NOSTRO GRANDE PAPA BERGOGLIO

Pronti a staccare la spina dalle apparecchiature c he davano ancora un po’ di vita al bambino di nome Charle Gard di dieci mesi affetto da una rara sindrome, la cui storia ha diviso la Gran Bretagna.

Ad annunciarlo sono stati ieri i genitori Connie e Chris, che hanno perso il ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’Uomo, respinto il 26 giugno scorso: “Abbiamo il cuore completamente spezzato – hanno infatti scritto sulla pagina Facebook #Charliesfight -. Trascorriamo le ultime ore con il nostro bambino. Non ci è permesso di scegliere se nostro figlio vivrà e non ci è permesso di scegliere quando e dove Charlie morirà. Charlie – concludono – morirà sapendo che è stato amato da migliaia di persone, grazie per il vostro sostegno”.

I genitori del piccolo Charlie – al quale è stata diagnosticata la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una patologia che causa un progressivo e inesorabile indebolimento muscolare – si erano appellati alla Corte europea nel tentativo di ostacolare la decisione di staccare il supporto vitale presa dai medici dell’ospedale pediatrico Great Ormond Street Hospital, dove il piccolo è ricoverato. I coniugi Gard avevano inoltre avviato con successo una raccolta fondi per il trasferimento del piccolo negli Usa, paese nel quale un medico si era reso disponibile a prendere in cura il bimbo e sottoporlo a una terapia sperimentale.

Tuttavia, secondo la Corte europea qualunque ulteriore trattamento avrebbe danneggiato Charlie, sottoponendolo a “dolore continuo, sofferenza e stress” senza produrre alcun beneficio. Da qui la decisione di porre fine alla vita del piccolo.

DE MAGISTRIS, SINDACO DI NAPOLI: “SE SI INTERVIENE SU UNA SOLA CITTA’ (Roma n.d.r.) NAPOLI ENTRA IN SCIOPERO

Intervento-

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris interviene sulla questione “del decreto Salva Roma”. Sintetizziamo le sue dichiarazioni pubbliche : “Siamo un laboratorio di resilienza e di esempio. Oggi Napoli è la città d’Italia che cresce di più. Cresciamo dal punto di vista dell’economia, della cultura, del turismo, e delle startup giovanili. E con i tagli lineari di tutti i governi. Si deve affrontare il tema di tutti gli enti locali. Salvini fa campagna elettorale e si accorge ora che esistono tutti i comuni ma con l’autonomia differenziata lui divide ancora di più l’Italia».

. «Quando uscì il discorso del salva Roma io dissi: ‘Se ancora una volta si interviene su una sola città, Napoli entra in sciopero. In questi 8 anni abbiamo dimostrato senza lo Stato, con ostruzionismi forti, di riprenderci da soli. Ci vogliono cure diverse per ogni comune. I debiti non sono solo al sud, anche Torino e Milano sono indebitate. Se vogliamo unire il paese bisogna valorizzare tutte le autonomie e non fare figli e figliastri. E non stare in campagna elettorale a far vedere che stai con i sindaci». 

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«Noi ci siamo salvati da soli, con norme che sono valse per tutti. Non c’è mai stato un ‘Salva Napoli’ e ci siamo salvati perché la capacità di riscossione è aumentata, la lotta all’evasione è aumentata molto e stiamo valorizzando il patrimonio immobiliare. Se il governo finalmente si accorge che esistono anche al sud tante città che si stanno rialzando da sole e con le mani pulite e con onestà forse questo paese lo salviamo. A differenza di Roma, i debiti di Napoli sono debiti commissariali. Se non ripartono tutti i comuni dal nord al sud, il Pil del paese non cresce. Non possiamo salvare solo qualche città perché magari conviene politicamente in un certo momento storico».

Nicola Morra;in una nota: “Come la Sicilia – senza lavoro -può uscire dalla Mafia”

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Pochi forse conoscono Nicola Morra. Chi è?  E’ presidente della Commissione Antimafia.Ma non è tutto. Per le sue critiche non ha avuto una casella di potere attivo al governo, il suo parlare gli ha portato un rinvio a giudizio per diffamazione aggravata contro il primo cittadino di Cosenza. Una medaglia al valore in realtà . Nato a Genova, Morra si trasferisce al Sud molto presto: si laurea all’Università La Sapienza di Roma, poi frequenta un corso di perfezionamento in bioetica a Bari. E mette radici in Calabria, dove insegna per quasi vent’anni. Istruzione e legalità diventano le sue ossessioni. : prende posizioni coraggiose e viene annoverato tra gli ortodossi insieme a Roberto Fico, oggi presidente del Senato , Luigi Gallo, Giuseppe Brescia, ma quasi mai tra gli aperti dissidenti del Movimento 5S

..”Nel nostro Paese – informa Morra -sono tante, troppe, ancora oggi le forme di discriminazione salariale e contrattuale. Esse riguardano ampie fasce della popolazione più debole: donne, giovani e residenti nelle aree più povere, che faticano a trovare un inserimento lavorativo regolare e dignitoso.

In alcune regioni lo sfruttamento lavorativo si intreccia alla gestione criminale del territorio. Il caporalato ne è un esempio lampante.

La storia ci insegna che questa situazione ha radici profonde e antiche che la Politica non è riuscita, o non ha voluto, estirpare perché spesso connivente.

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Nella Sicilia del secondo dopoguerra a seguito dei decreti Gullo (1944), che prevedeva la concessione di terreni privati abbandonati o incolti a cooperative di braccianti, il movimento contadino rivendicò il diritto di lavorare la terra occupando i latifondi abbandonati.

La lotta dei braccianti siciliani fu duramente repressa dai proprietari terrieri grazie allo scellerato patto con la mafia. L’uso di coinvolgere i capimafia nelle amministrazioni locali per controllare il territorio nell’isola era stato già avviato dal governo militare alleato nei mesi successivi allo sbarco. La mafia era vista come un efficace strumento per mantenere l’ordine.

L’alleanza tra mafiosi e agrari divenne strutturale per reprimere le rivendicazioni dei braccianti: i proprietari terrieri scelsero come campieri e gestori dei feudi i mafiosi del luogo che garantivano con la violenza i rapporti di forza in essere. Le rivendicazioni del movimento contadino dunque erano una minaccia diretta non solo al potere e agli interessi dei grandi proprietari terrieri ma anche dei mafiosi che ne erano gli amministratori.

Per questo i dirigenti politici e sindacali del movimento contadino furono le vittime prescelte: 52 dal 1944 al 1960. A queste azioni si aggiungono gli attentati alle sedi, ai raccolti agricoli e ai comizi che coinvolsero vittime accidentali e numerosi feriti. Oltre alle vittime di mafia, tante furono quelle delle forze dell’ordine durante le manifestazioni e le contestazioni più dure.

Inoltre tra mafiosi e alcuni esponenti delle forze dell’ordine si era creato un patto di reciproca convivenza e difesa contro banditi e braccianti. Nella Sicilia di quegli anni la violenza era tale da configurarsi come una vera e propria guerra civile.

Sugli assassinii dei dirigenti politici e sindacali il depistaggio e lo sviamento delle indagini portarono a pochissime condanne. Nella maggior parte dei casi le vittime venivano screditate e il movente politico escluso in favore di motivazioni passionali causate dal passato privato della vittima.

È quanto accadde anche nel caso degli assassinii di Giuseppe Maniaci e Placido Rizzotto, il primo iscritto al Partito Comunista e segretario della Federterra locale, il secondo socialista, segretario della Camera del Lavoro di Corleone.

Rizzotto era una figura di spicco del movimento contadino e il suo assassinio ebbe una enorme risonanza a livello nazionale. Aveva combattuto al fronte in Carnia e si era unito ai partigiani nella guerra di liberazione. Tornato in Sicilia era diventato presidente dei combattenti per l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) prima, e sindacalista poi e in questo ruolo aveva guidato l’occupazione delle terre incolte a favore delle cooperative contadine. Fu ucciso a Corleone il 10 marzo del 1948 dal mafioso Luciano Liggio affiliato del capomafia Michele Navarra. Attirato in un agguato da un collega sindacalista segretamente affiliato a Navarra, Rizzotto fu picchiato fino alla morte e poi buttato in una foiba. Le indagini furono condotte da un allora giovane capitano dei carabinieri Carlo Alberto Della Chiesa che individuò e arrestò gli assassini, poi assolti al processo per insufficienza di prove.

Il corpo di Rizzotto fu ritrovato solo nel 2009 e fu riconosciuto nel 2012 a seguito del confronto del DNA con quello del padre, riesumato a questo scopo. Lo stesso anno gli furono dedicati i funerali di Stato. Lo scorso 10 marzo alla memoria di Placido Rizzotto è stata dedicata una strada a Palermo.

Placido Rizzotto incarna un simbolo. La sua storia racconta il coraggio di opporsi a potenti e criminali in difesa dei deboli e del loro diritto al lavoro. Lavoro come strumento di autonomia, dignità, libertà e giustizia sociale.

Per questo a ridosso del 25 aprile e del 1 maggio sono felice di ricordarlo e di farlo da Presidente della Commissione Antimafia ed esponente di una forza politica che ha finalmente portato in Parlamento una legge sul salario minimo.

Nicola Morra

 

 

Pasqua di sangue a Lanka: bombe in Chiese e Hotel- Almeno 100 i morti finora

 Sri Lanka nel terrore. Almeno sei esplosioni sono avvenute in chiese e hotel. Il bilancio delle vittime continua a salire di minuto in minuto:  sarebbero almeno 100 morti e oltre 250 feriti.

Sri Lanka, Pasqua di sangue: otto esplosioni provocano oltre 130 morti e 400 feriti
Foto Ag.

Una delle chiese colpite dall’esplosione è Sant’Antonio a Colombo. Le altre due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale. Pare che  in quella città sarebbero morti almeno 25 persone..

A Colombo sono stati sicuramente colpiti lo Shangri-La Hotel e il Kingsbury Hotel. Un’altra chiesa e’ stata colpita a Katana, una cinquantina di chilometri a nord della capitale. –
Il portavoce della polizia Ruwan Gunasekera ha detto che i feriti sono stati evacuati mentre le forze di sicurezza hanno isolato le aree e sono in corso delle operazioni.
Tra i feriti ci sarebbero anche dei cittadini stranieri che soggiornavano nei tre hotel a cinque stelle colpiti: Cinnamon Grand, Kingsbury e Shangri-La, situati nel cuore di Colombo.

“Le indebite intrusioni della Magistratura nella politica italiana”: nota del Cav Berlusconi

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”  Una nota del Cav. Silvio Berlusconi ripropone il problema delle ingerenze – se tali sono- della Magistratura nella politica fino al punto da sostituirsi alla politica …Vediamo cosa dice la breve missiva: “Da due giorni il governo è dilaniato dalla vicenda del sottosegretario Armando Siri. E ancora una volta sono venute allo scoperto le profonde, abissali differenze di un esecutivo dove al garantismo della Lega si contrappone il giustizialismo dei Cinquestelle. Ecco perché è impossibile continuare con questo esperimento, perché siamo davanti a due concezioni antitetiche della persona: quella realmente rispettosa dei diritti e delle garanzie così come scolpita nella nostra Costituzione e quella giustizialista e forcaiola dei Cinquestelle”.

 “Il Pd ha depositato una mozione di sfiducia nei confronti del governo sulla base di un sospetto, prima ancora che cominci un processo? È il solito drammatico errore della sinistra“.

Come sempre,si  lavorerà per sconfiggere questo governo con gli strumenti della democrazia e non certo cavalcando vicende giudiziarie o avallando quelle che frequentemente si sono rivelate indebite intrusioni di certa magistratura nella politica – aggiunge Berlusconi -. Nell’Italia e nell’Europa che vogliamo non può esserci spazio per la cultura del sospetto, per la negazione dei diritti e per l’anticipazione di una condanna sulla base di un avviso di garanzia. Non si può trasformare la presunzione di innocenza garantita dalla nostra Costituzione in presunzione di colpevolezza“.

…”La barbarie giustizialista non deve  mai spuntarla sui valori fondamentali della nostra civiltà occidentale“.

I GILET GIALLI NON SI FERMANO, TENGONO IN SCACCO PARIGI

 Non c’è pace in Francia dopo il devastante incendio della Cattedrale Notre-Dame. Sembrava che la popolazione fosse raccolta in preghiera per il triste evento ed ecco spuntare di nuovo la rabbia antiMacron come viene definita la manifestazione dei Gilet gialli .Per il nuovo sabato di mobilitazione del movimento di protesta, il 23esimo, il ministero dell’Interno francese ha attuato un massiccio dispositivo di sicurezza con 60mila poliziotti mobilitati in tutto il Paese.i Gilet gialli si sono nuovamente scontrati con le forze dell’ordine , battaglie che sono divenute appuntamenti rituali ogni sabato  del mese.  

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Parigi è la città capitale dove  la prefettura ha avvisato del rischio dell’arrivo di un gruppo di “1500-200 di estremisti radicali”, in particolare ‘black bloc”, con l’intenzione di far “degenerare” le proteste in scontri. Scontri che puntualmente si sono verificati poco dopo le 13.30 nella zona della Bastiglia dove alcuni cassonetti sono stati incendiati e le vetrine danneggiate.

LIBIA: FENOMENO TERRORISTICO, RISCHI IN SICILIA -OGGI-ALLE 21- RIUNIONE ALL’ONU SULLA LIBIA

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foto archivio Sud Libertà_ Haftar Khalifa, l’uomo che sta bombardando Tripoli

Palcoscenico di guerra in Libia .Il rischio è che il fenomeno terroristico della Libia possa entrare e svilupparsi nella vicina Sicilia ,molto preoccupata dal tentativo di golpe del generale Haftar  .Ogni giorno Tripoli viene bombardata. Non si contano più i morti.”Non ci sono interessi economici o geopolitici che possano giustificare scorciatoie militari ed in ultima analisi il rischio di una nuova guerra civile in Libia”, comunica il prof. G.Conte :oggi gli scontri hanno spinto circa 18.000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni e gli sfollati interni sarebbero ancora in rapido aumento”. “La situazione di caos e violenza accresce fortemente anche il rischio di una recrudescenza del fenomeno terroristico, del resto ancora ben presente in Libia”, ha affermato ancora Conte nell’informativa al Senato.

Questa sera alle 21 ora italiana (le 15 ora di New York) è stata organizzata una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia, dopo che ieri è stata respinta una bozza emendata della risoluzione che la Gran Bretagna ha iniziato a far circolare lunedì scorso. La riunione nasce per valutare “il percorso da seguire”. Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche al Palazzo di Vetro, la bozza – che chiede il cessate il fuoco immediato e l’accesso umanitario incondizionato alle zone dei combattimenti intorno a Tripoli – è stata respinta dalla Guinea Equatoriale, a nome dei tre Paesi africani (oltre alla Guinea, Costa d’Avorio e Sudafrica) che siedono in Consiglio. Ma anche la Russia ha bocciato il testo, nella parte in cui l’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar veniva indicato come la forza responsabile dell’attacco contro la capitale. Tiepidi anche gli Stati Uniti.

Si apprende che  il governo di concordia nazionale libico ha annunciato la sospensione di tutti gli accordi bilaterali nel campo della sicurezza tra il ministero degli Interni libico e la controparte francese. Il comunicato è a firma del  ministro degli Interni di Tripoli, Fathi Bashagha.  La Francia respinge come “completamente infondate” le accuse formulate dal governo di concordia nazionale libico secondo cui Parigi sostiene Haftar.

Irlanda del Nord: uccisa una Giornalista testimone degli scontri tra dissidenti e Polizia

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    GIORNALISMO COME MISSIONE: SPESSO IL GIORNALISTA PAGA UN PREZZO ALTO, CON LA VITA, IL DOVERE DI INFORMARE

Irlanda del Nord. tensioni e delitti. Una giornalista 29enne è stata uccisa a Londonderry,  la polizia ha definito l’episodio  un “incidente terroristico”. “Posso purtroppo confermare che a seguito di scontri a colpi d’arma da fuoco la notte scorsa a Creggan è rimasta uccisa una donna di 29 anni”, ha comunicato sui social per la polizia nordirlandese, Mark Hamilton, annunciando l’apertura di un’inchiesta.

La giornalista uccisa , identificata per Lyra McKee, non si sa bene per quale motivo.   Aperte le indagini.

McKee era dietro alle auto della polizia e sarebbe stata raggiunta da colpi d’arma da fuoco mentre sulle Land Rover dei militari  venivano lanciate bottiglie lanciafiamme Molotov.

Una dichiarazione di una giornalista Leona O’Neill presente sul luogo:  “Ero in piedi accanto a questa giovane donna quando è caduta accanto a una Land Rover della polizia stasera. Ho chiamato un’ambulanza per lei, ma la polizia l’ha messa nella parte posteriore della propria Land Rover e l’ha portata all’ospedale dove è morta, a soli 29 anni. Ho il voltastomaco stanotte“.

Torna alta la tensione in Irlanda del Nord. Donna uccisa durante scontri con la polizia: "È  terrorismo"

Foto (ag) – Scontri dio dissidenti con la Polizia- Uso di bottiglie Molotov

Si apprende anche che, gli scontri a Londonderry con i dissidenti repubblicani sono scoppiati dopo alcuni raid della polizia in abitazioni nelle zone di Mulroy Park e Galliagh.

Catania si candida ai “Giochi mondiali dello Sport d’Impresa”

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Incontro fra il sindaco Salvo Pogliese e il presidente dei Costruttori etnei Giuseppe Piana

 

RILANCIO DEL “PATTO PER CATANIA” E CANDIDATURA AI MONDIALI DELLO SPORT D’IMPRESA

CATANIA –

Il “Patto per Catania” e la candidatura della città alla V edizione dei “Giochi Mondiali dello Sport d’Impresa” sono i principali argomenti che il sindaco Salvo Pogliese e il presidente dell’Ance etnea Giuseppe Piana hanno affrontato durante il loro incontro, nella sede del Centro direzionale della Città Metropolitana.

In merito alla prima tematica, il confronto ha avuto lo scopo di fare il punto sulla tabella di marcia delle opere inserite, anche in relazione a possibili rimodulazioni delle risorse. A tal proposito i Costruttori promuoveranno nel mese di maggio un focus a cui parteciperanno i vertici dell’Amministrazione comunale, per affrontare e illustrare gli interventi e la programmazione delle previste opere pubbliche, anche nell’obiettivo di un rilancio del Patto.

Riguardo invece alla candidatura di Catania come sede per ospitare i “Giochi Mondiali dello Sport d’Impresa”, il presidente Piana ha sottolineato che «si tratta di una manifestazione con cadenza biennale in programma per giugno 2024, e che vedrebbe la partecipazione di migliaia di concorrenti provenienti da diversi Paesi, con ricadute importanti sull’economia della città e sulle sue strutture ricettive».

Il sindaco Pogliese ha confermato l’adesione del Comune, la sua disponibilità e quella dell’assessore allo Sport Sergio Parisi: «Il progetto è in linea con le politiche che intendiamo avviare, già a partire dalla prossima estate, a favore di eventi sportivi come questi che favoriscono ricadute positive in termini di flussi e soggiorni – ha affermato il primo cittadino – A tale scopo erogheremo anche piccoli sostegni ricavati dalle risorse della tassa di soggiorno, che ha registrato introiti per circa 2 milioni di euro, il triplo rispetto allo scorso anno. A breve – ha concluso Pogliese – definiremo le linee di indirizzo per disciplinarne l’utilizzo di queste somme».

«Prossimamente incontreremo a Catania i vertici di CSAIn (Centri Sportivi Aziendali e Industriali), l’ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, per definire la procedura di candidatura già avviata della nostra città – ha aggiunto il presidente Piana – e quindi passare alla fase operativa con l’individuazione degli impianti».

MAFIA PALERMO- ROMA: INDAGATI POLITICI “ECCELLENTI” E SCOPERTE ARTERIE MAFIOSE IN UFFICI DELLA REGIONE SICILIANA

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Guai giudiziari per il  sottosegretario ai Trasporti, il leghista Armando Siri, 47 anni, indagato per corruzione insieme ad altre nove persone, nell’ambito di una inchiesta della Dia coordinata dalla Dda di Palermo e di Roma su presunte irregolarità nel settore dell’eolico. . Mentre a Palermo sono in corso perquisizioni negli uffici degli assessorati regionali siciliani all’Energia e all’Ambiente.

Il sottosegretario Armando Siri è indagato per corruzione. Perquisizioni della Dia fra Palermo e Roma

Il sottosegretario Armando Siri
Intanto, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha disposto il ritiro delle deleghe a Siri, “in attesa che la vicenda giudiziaria assuma contorni di maggiore chiarezza”

– L’inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guodo e da quello di Roma Paolo Ielo. L’ipotesi dei pm è uno scambio di favori con un imprenditore nel settore dell’eolico. Secondo l’accusa, tramite l’ex parlamentare di Forza Italia Paolo Arata – un docente universitario, genovese come Siri e responsabile del programma della Lega sull’Ambiente – il sottosegretario avrebbe ricevuto denaro per modificare un norma da inserire nel Def 2018, che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. Ma la norma non è mai stata approvata.

– Su Arata indaga da tempo la Dda di Palermo per i suoi contatti con l’imprenditore Vito Nicastri, il ‘re’ dell’eolico, ritenuto vicino all’entourage del latitante Matteo Messina Denaro, che è agli arresti domiciliari. Secondo i magistrati, la tangente che Arata avrebbe consegnato a Siri ammonterebbe a 30mila euro. Per i pm il politico leghista non avrebbe saputo dei rapporti tra Arata e Nicastri. La dazione della somma sarebbe avvenuta nell’abitazione del professore genovese, indagato anche lui.

Respingo categoricamente le accuse che mi vengono rivolte – afferma Siri in una nota -. Non ho mai piegato il mio ruolo istituzionale a richieste non corrette. Chiederò di essere ascoltato immediatamente dai magistrati e se qualcuno mi ha accusato di queste condotte ignobili non esiterò a denunziarlo“.

Luigi Di Maio: “Ho appreso i fatti venendo qui, e se i fatti fossero questi, Siri dovrebbe dimettersi” ha detto Di Maio a margine di un convegno di Unioncamere. “Il tema non è che un sottosegretario è indagato, il tema è che i fatti sono legati alla mafia” ha sottolineato.

L’indagine coinvolge anche personaggi di scarso rilievo nazionale ma di potere nell’ambito dell’apparato regionale. Tra questi  Alberto Tinnirello, alto dirigente regionale siciliano. Tinnirello era il responsabile del Servizio III Autorizzazioni e concessioni del Dipartimento Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica utilità dell’Assessorato regionale all’energia ed ai servizi di pubblica utilità, competente per l’istruttoria ed il rilascio delle Autorizzazioni Uniche del decreto legislativo 29 dicembre 2003.

Secondo la Procura avrebbe dato “informazioni sullo stato delle pratiche amministrative inerenti la richiesta di autorizzazione integrata ambientale per la costruzione e ‘esercizio degli impianti di bio-metano di Franconfonte e Calatafimi“.

Altri due alti funzionari nel mirino dei magistrati. Si tratta di Giacomo Causarano, funzionario dell’assessorato all’Energia, e del funzionario del Comune di Calatafimi Angelo Mistretta. Causarano avrebbe avuto 11mila euro, fatta valere come il pagamento di una prestazione professionale resa dal figlio, pure lui indagato. In cambio avrebbe dato informazioni sullo stato delle pratiche amministrative inerenti le istanze relative agli impianti di produzione di energia rinnovabile. Infine, Mistretta avrebbe ricevuto 115mila euro per rilasciare una autorizzazione alla costruzioni di impianti di produzione di energia alternativa riferibili alle società di Arata e Nicastri. La parola ora passa alla difesa degli imputati.

La Regione siciliana è in fibrillazione. Nel decreto di perquisizione, la Procura di Palermo accusa: “E’ emerso che Arata ha trovato interlocutori all’interno dell’Assessorato all’Energia, tra tutti l’assessore Pierobon, grazie all’intervento di Gianfranco Micciché (attuale presidente dell’Assemblea regionale)  contattato da Alberto Dell’Utri (fratello di Marcello, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa – “.   

Mai i magistrati rincarano la dose. “Poi, quando l’epicentro della fase amministrativa diveniva l’assessorato al Territorio e Ambiente (per la verifica di assoggettabilità del progetto alla “VIA”, valutazione di impatto ambientale), Arata è riuscito ad interloquire direttamente con l’Assessore Cordaro e, tramite questi, con gli uffici amministrativi di detto assessorato, dopo aver chiesto un’intercessione per tale fine a Calogero Mannino”. Arata era un potente, con una rete di relazioni politiche importanti.

Per la Regione siciliana un’altra prova che la classe dirigenziale è sofferente- in quasi tutti i suoi spazi ed uffici, di una malattia incurabile: la corruzione. Pochi si salvano da questa cancrena.

 

Arrestate due “Talpe”: persone eccellenti,informavano il Capo dei capi della Mafia siciliana

MATTEO MESSINA DENARO:  MA DOVE SEI NASCOSTO?

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Arresti eccellenti: la loro qualifica consentiva di fare da “talpe” ed informare il Superboss Matteo Messina Denaro

Stupore per l’arresto di due persone eccellenti a Trapani.  Accuse pesanti come macigni: rivelazione di notizie  riservate sulle indagini sul boss latitante Matteo Messina Denaro a un trapanese ritenuto vicino a Cosa nostra.

Gli arrestati sono un ufficiale della Dia di Caltanissetta e a un carabiniere in servizio a Castelvetrano, roccaforte del capomafia. Il tenente colonnello, un ufficiale dei carabinieri in servizio alla direzione investigativa antimafia di Caltanissetta, è accusato “di rivelazione di segreto d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico e favoreggiamento. L’appuntato dell’Arma, che lavora alla compagnia di Castelvetrano, è accusato invece di rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico”. Tra le persone arrestate all’alba di oggi, c’è anche l’ex sindaco di Castelvetrano (Trapani) Antonio Vaccarino, già al centro di una vicenda processuale relativa al traffico internazionale di droga e successivamente diventato confidente di primo piano dei servizi segreti. In questa veste a partire dal 2007 era riuscito addirittura ad “agganciare” il superboss latitante, avviando una corrispondenza con Matteo Messina Denaro durata due anni.  Naturalmente resta da ascoltare adesso la loro difesa legale…

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L’ex sindaco di Castelvetrano, sciolto per Mafia, Antonio Vaccarino

Il reato di rivelazione di segreti d’ufficio ed accesso al sistema informatico giudiziario è da un pò di tempo- ricorderemo- rispolverato ed applicato dai magistrati siciliani, dalla Procura di Catania che recentemente ha rinviato a giudizio persone insospettabili come il comandante ispettore del Corpo forestale di Nicolosi Ferlito accusato di aver rivelato notizie segrete a beneficio di un imprenditore catanese titolare di una emittente televisiva, oggi chiusa.