E' permesso ai genitori di scegliere se il proprio figlio – affetto da patologia rarissima – debba vivere o no?

SOLO DIO SA QUAL’E’ –NEL CASO DEL BAMBINO CHARLE GARD  – IL COMPORTAMENTO GIUSTO E, FORSE, LO SA ANCHE IL NOSTRO GRANDE PAPA BERGOGLIO

Pronti a staccare la spina dalle apparecchiature c he davano ancora un po’ di vita al bambino di nome Charle Gard di dieci mesi affetto da una rara sindrome, la cui storia ha diviso la Gran Bretagna.

Ad annunciarlo sono stati ieri i genitori Connie e Chris, che hanno perso il ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’Uomo, respinto il 26 giugno scorso: “Abbiamo il cuore completamente spezzato – hanno infatti scritto sulla pagina Facebook #Charliesfight -. Trascorriamo le ultime ore con il nostro bambino. Non ci è permesso di scegliere se nostro figlio vivrà e non ci è permesso di scegliere quando e dove Charlie morirà. Charlie – concludono – morirà sapendo che è stato amato da migliaia di persone, grazie per il vostro sostegno”.

I genitori del piccolo Charlie – al quale è stata diagnosticata la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una patologia che causa un progressivo e inesorabile indebolimento muscolare – si erano appellati alla Corte europea nel tentativo di ostacolare la decisione di staccare il supporto vitale presa dai medici dell’ospedale pediatrico Great Ormond Street Hospital, dove il piccolo è ricoverato. I coniugi Gard avevano inoltre avviato con successo una raccolta fondi per il trasferimento del piccolo negli Usa, paese nel quale un medico si era reso disponibile a prendere in cura il bimbo e sottoporlo a una terapia sperimentale.

Tuttavia, secondo la Corte europea qualunque ulteriore trattamento avrebbe danneggiato Charlie, sottoponendolo a “dolore continuo, sofferenza e stress” senza produrre alcun beneficio. Da qui la decisione di porre fine alla vita del piccolo.

Il cantante Tony Colombo accusato di avere “chiari rapporti di Mafia” con i boss più potenti del Catanese

GRAVI ACCUSE DI MAFIA -CLAN CAPPELLO

Tony Colombo in posa con il neomelodico siciliano nipote del boss di mafia

Un’accusa di mafia , di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale della Campania, rivela alcune circostanze dubbie di “natura mafiosa” sui rapporti del cantante Tony Colombo, noto soprattutto nel Napolitano    Vediamo cosa dice l’accusa :
«Da un video che ci hanno inviato e reperito sul web dalla testata online Napolitan, veniamo a sapere che il cantante neomelodico Tony Colombo ha rapporti di collaborazione con Niko Pandetta, collega neomelodico siciliano, pregiudicato, e nipote di Salvatore Turi Cappello, uno dei bossi più potenti della mafia catanese. Pandetta è lo stesso personaggio che mesi fa mi minacciò con un video in cui mostrava una pistola d’oro per aver espresso posizioni durissime contro la mafia. A quanto pare, quindi, la moglie Tina Rispoli, vedova del boss di Secondigliano Gaetano Marino, non è l’unica persona nella cerchia del cantante vicina alla criminalità organizzata. Pandetta, nelle sue canzoni, inneggia alla malavita, dedica brani a suo zio detenuto al 41 bis, oltre a essere stato in prigione per rapina e spaccio di stupefacenti, e ha incassato una nuova condanna a sei anni di carcere lo scorso luglio. È questo l’esempio che Colombo vuole dare a chi lo segue?»
«Sono tanti i giovani che seguono Colombo e sua moglie. Sponsorizzare pregiudicati vicini alla mafia di certo non è un bel segnale. Dopo il caos sulle nozze, dopo la diffusione di una foto in scooter su un marciapiede e senza casco, forse è il caso – ha aggiunto Borrelli – che la coppia analizzi bene i contenuti che finiscono in rete e prenda chiaramente le distanze dalla mafia e dalla camorra».

Sappiamo adesso che gli inquirenti svolgono indagini sulle comunicazioni ed accuse del consigliere regionale Borrelli.

Finalmente Salvini “ubbidisce” a Conte: ok allo sbarco dei minori

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Il trasbordo dalla nave alle motovedette di Guardia costiera e di Guardia di Finanza dei 27 minori non accompagnati, dopo il pressing con una incisiva missiva del premier Giuseppe Conte è iniziato con il beneplacito successivo del ministro dell’Interno Matteo Salvini. I minori sono “ragazzi di 16, 17 anni, soli” afferma  la Ong, che parla di “molte lacrime” tra i ragazzi.”Hanno lasciato amici e compagni di viaggio. Vi auguriamo il meglio. E andiamo avanti. Per tutti” 

Subito sbarcati i minori non accompagnati ricevono la prima assistenza: cibo, acqua, un pacca sulla spalla da parte della polizia, e il sorriso che compare finalmente sui loro volti, nella camionetta che li porta via, dopo 16 giorni in mare. Si tratta di 13 eritrei, 5 sudanesi, due del Ciad, due del Gambia, un ghanese, un maliano, un nigeriano, un etiope e un egiziano, tutti trasferiti all’hotspot di Lampedusa. Sulla nave restano ancora 107 migranti adulti.in – attesa di ulteriori sviluppi dell’inchiesta della Procura di Agrigento coordinata dal Procuratore aggiunto Salvatore Vella. 

CHI SONO I MINORI SBARCATI – I minori sbarcati, stando a quanto comunicato dalla Ong al Tribunale dei minori, sono due di 15 anni, undici di 16 e quattordici di 17 anni. In tutto 26 ragazzi e una ragazza. I giovani (tra cui eritrei, sudanesi, gambiani, ghanesi, nigeriani ed egiziani) sono stati trasferiti all’hotspot di Lampedusa e sono in corso le procedure di identificazione. “

CONTE NON NE PUO’ PIU’: ALTRA MISSIVA-RISERVATA-A SALVINI, I MINORI DELL’OPEN ARMS DEVONO SBARCARE…”

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Ossessione-follia di Salvini, Conte quale premier dispone ed autorizza lo sbarco immediato delle persone di età inferiore agli anni 18 presenti a bordo della nave Open Arms. E conferma che dalla Commissione europea è stata confermata la disponibilità di una pluralità di Paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna) a condividere gli oneri dell’ospitalità per tutte le persone di cui ci stiamo occupando, anche indipendentemente dalla loro età.     Altra missiva-riservata stavolta al Ministro dell’Interno con l’invito a provvedere alla sua determinazione.                Giuseppe Conte non ne può più di questa storia sui migranti che si ripete periodicamente e con gli appelli di aiuto e soccorso rimasti inascoltati da Salvini. Sembra diventata una follia personale e non è esclusa l’ipotesi – se per magia Salvini dovesse stare in carica ancora al governo dopo la discussione di martedì g.20 agosto della “sfiducia” che Conte, personalità e carattere di grande rilievo, salga al Quirinale a presentare le dimissioni come una vera liberazione..Lui, lavoratore dalle 20 ore al giorno, non vuole più essere identificato come un premier che sconosca il valore dell’ Umanità.       La domanda generale è un’altra: come mai un uomo che ha tanti valori personali, e riesce persino a diffondere il bene, insieme ad una politica corretta e trasparente -forse la più trasparente della storia dei governi italiani come dallo stesso dichiarato- non abbia adottato prima, nei mesi scorsi, la determinazione di bloccare o fermare la politica “personale” di Matteo Salvini, oggi non condivisibile più da tanti.

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Ma Salvini risponde alla lettera del presidente del Consiglio e ribadisce che la linea del Viminale non cambia. “Carissimo Presidente – scrive Salvini nella lettera, inviata anche per conoscenza ai ministri Trenta e Toninelli – questa mia lettera è divisa in due parti: una attinente il profilo giuridico, l’altra quello politico. Per quanto riguarda i principi giuridici, a parte l’attribuzione o meno della qualifica di ‘minore non accompagnato’ agli immigrati, presenti sulla Open Arms, che non abbiano asseritamente ancora raggiunto la maggiore età, noto che per il resto la pensiamo allo stesso modo e cioè: una nave che batte bandiera spagnola e che si trova in acque internazionali, è soggetta alla giurisdizione dello Stato di bandiera, il quale deve, in via principale, provvedere all’esercizio di tale giurisdizione anche per quel che concerne la tutela e la protezione dei diritti di coloro che si trovino a bordo, ivi compresi gli immigrati non accompagnati”. “La giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo (ex multis, caso Hirsi e mancata concessione dello sbarco nel recente caso Sea Watch 3), nonché la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (articoli 92, 94(1-6-7) e 98) sono sul punto tetragone – prosegue Salvini nella lettera – La cosa interessante è che questo aspetto cruciale non è contestato nemmeno dai Paesi la cui bandiera è battuta dalle navi in questione. Solo che, quando si tratta poi di dare applicazione ai principi giuridici, ecco che quei Paesi si tirano indietro adducendo motivazioni di ordine pratico ed economico”.

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foto d’Archivio Sud Libertà
Come non ricordare la recente risposta del Segretario di Stato olandese per le migrazioni che, a proposito della Sea Watch 3 – battente bandiera olandese – concordò che ‘gli interventi della Sea Watch 3 non dovrebbero affiancare e facilitare le operazioni criminali degli scafisti’, per poi dichiarare l’indisponibilità del suo Paese a cooperare nel ricollocamento degli immigrati considerandolo ‘uno spreco di sforzi e risorse finanziarie del contribuente che dovrebbe essere evitato”? Come non rammentare il secco ”no” dato qualche giorno fa dalle autorità spagnole alla richiesta, veicolata attraverso l’ambasciata spagnola a Malta, del comandante della Open Arms – battente bandiera spagnola – a concedere asilo a 31 minori non accompagnati? Ecco dunque che i principi giuridici, destinati a regolare i ruoli degli Stati nel governo del fenomeno delle migrazioni, sono dagli altri Paesi invocati a parole e disapplicati nella pratica, col risultato di far pesare sul solo contribuente italiano le conseguenze dell’attività di fiancheggiamento dell’immigrazione clandestina, attuata da navi straniere!”.

“Per tutte le ragioni su esposte, resto convinto della validità delle tesi che ho avuto già modo di rappresentarTi con la mia precedente lettera del 15 scorso e che, lo dico con franchezza, non colgo che Tu voglia o riesca a contraddire con la Tua successiva risposta. Quest ‘ultima, peraltro, mi appare fondata più su ragionamenti di ordine fattuale ed emozionale – di discutibile corrispondenza al reale – che non su quelle argomentazioni giuridiche che sempre dovrebbero caratterizzare l’azione dei pubblici poteri. In ogni caso, avendo già rimesso in precedenza a Te, in ragione delle funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento che l’ordinamento attribuisce al Presidente del Consiglio, la valutazione dell’adozione di provvedimenti anche in difformità dal mio orientamento, prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della nave Open Arms. Darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione, non senza ribadirTi che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporTi. Lo farò perché coerentemente e profondamente convinto delle mie ragioni e per evitare che la Tua decisione per il caso Open Arms costituisca un pericoloso precedente per tutti coloro che potranno ritenere normale individuare il nostro Paese come unico responsabile dell’accoglienza e assistenza di tutti i minori non accompagnati (o presunti tali) presi a bordo in qualsiasi angolo del Mediterraneo o del mondo. Lo farò, inoltre, perché animato dallo spirito di affermare la dignità del nostro Paese e delle istituzioni che lo rappresentano, che non può essere messa in discussione e irrisa da discutibili comportamenti di soggetti privati stranieri che, peraltro, dimostrano continuamente che mai si sognerebbero di lanciare simili sfide agli ordinamenti e alle istituzioni di altri Paesi, meno che meno a quelli di propria nazionalità”.

“Con altrettanta sincerità Ti rappresento il rammarico e la preoccupazione che tale Tua determinazione possa provocare una irreversibile e onerosa presa in carico, per il nostro Paese, dell’assistenza di soggetti che, successivamente, potrebbe rivelarsi non dovuta. Ricambio con l’occasione i più cordiali saluti”.

 

 

La Procura di Agrigento apre un’inchiesta , “Violenza privata”, sull’abbandono dell’Open Arms

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Destino amaro per l’equipaggio della Open Arms che ha trascorso la sedicesima notte        . Da Ferragosto la nave è ancorata davanti alle coste di Lampedusa, dopo il disco verde all’ingresso nelle acque territoriali. Finora però il governo italiano non le ha dato l’autorizzazione per attraccare al porto dell’isola

Adesso si registra l’intervento della Procura di Agrigento che ieri ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona e violenza privata, un “atto conseguenziale” ai due esposti presentati ieri dai legali di Open Arms e dai giuristi democratici. A bordo ci sono anche 28 minori non accompagnati, che da ieri hanno un tutore nominato dal Tribunale dei minori di Palermo.

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Il problema principale per i migranti a bordo della Open Arms sono le condizioni igienico-sanitarie generali, che non sono buone: sono finiti gli antibiotici e molte persone con ferite da armi da fuoco hanno delle infezioni e hanno chiesto che alcuni medici dell’Ordine di Malta venissero fatti salire a bordo.  “L’ossessione continua “per il Ministro dell’Interno- osserva il premier Giuseppe Conte- che comunque prende le distanze dalla teoria diffusa da Salvini perchè non lascia spazio ad alcuna umanità

Addio al leggendario campione Felice Gimondi: un atleta e un signore nello Sport e nella vita

 

Addio al grande,leggendario campione di ciclismo Felice Gimondi,77 anni.  Un arresto cardiaco l’ha stroncato nelle acque siciliane.A Giardini Naxos, vicino Taormina, dove era in vacanza per Ferragosto.    E’ stato soccorso ma non c’era più niente da fare…..Un pezzo di storia italiana, di sport ad elevati livelli, era andato via via per sempre.

E' morto Felice Gimondi

“Addio Felice, grande campione e signore nello sport e nella vita”. La Federazione Ciclistica Italiana rende omaggio a Gimondi : “l‘improvvisa scomparsa di Gimondi scuote e commuove il mondo del ciclismo”. Il presidente federale Renato Di Rocco annuncia: “Tutte le nazionali azzurre impegnate in Italia e all’estero porteranno il lutto e sarà osservato un minuto di silenzio in tutte le gare in calendario“.

 

Il suo ultimo Giro d’Italia lo corse nel 1978, l’ultimo vinto fu quello del 1976 ma in carriera i suoi successi hanno superato il centinaio: 118 per la precisione le vittorie da professionista nonostante l’ingeneroso soprannome di ‘eterno secondo’, affibbiatogli negli anni dello strapotere del ‘cannibale’, Eddy Merckx. Gimondi, bergamasco roccioso di Sedrina, all’imbocco della Val Brembana, classe 1942, ha amato la strada e praticato la pista per chiudere come dirigente sportivo una carriera aperta nel 1959 da allievo: prima vittoria l’1 maggio 1960 alla Bergamo-Celana, passando dilettante nel 1962 e arrivando a rappresentare l’Italia ai Giochi olimpici di Tokyo, 33esimo nella prova su strada vinta dal connazionale Mario Zanin.

Professionista dal 1965 al 1979, Gimondi può vantare, con pochi altri colleghi, la vittoria di tutte le tre grandi gare ciclistiche: il Giro d’Italia, nel 1967, 1969 e 1976, il Tour de France nel 1965 e la Vuelta a España nel 1968. Incassò inoltre il campionato del mondo su strada del 1973, una Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia.

Il confronto diretto con Merckx ha contraddistinto gran parte della carriera di Gimondi e nel loro eterno duello il bergamasco ha battuto il belga in termini di maggiore longevità sportiva: prima vittoria ai massimi livelli al Tour del 1965 e ultima al Giro del 1976.

Due le squadre che hanno consentito a Gimondi di crescere e affermarsi e che lui ha ricambiato contribuendo a farle grandi: del 1965 al 1972 corse per i colori della Salvarani e dal 1973 al 1979 per quelli della Bianchi. Dopo il ritiro prese la direzione sportiva della Gewiss-Bianchi nel 1988 e nel 2000 la presidenza della Mercatone Uno-Albacom, la squadra di Marco Pantani. Dal 1996 in suo onore si tiene, in provincia di Bergamo, la Granfondo internazionale Felice Gimondi, patrocinata dalla Bianchi.

La perdita di Gimondi significa anche  per tutti quelli che appartengono alla sua generazione perdere anche un pò della propria giovinezza…

Il Generale dei Carabinieri della Sicilia, Giovanni Di Cataldo, in visita al Comando di Favignana

 

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Il Generale di Divisione Giovanni Cataldo, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, (nella foto sopra)accompagnato dal Comandante Provinciale di Trapani Colonnello Gianluca Vitagliano, si è recato ieri  sull’isola di Favignana in visita al Comando Stazione “rappresentando la propria vicinanza ai militari che in questo giorno di festa hanno prestato servizio nel periodo dell’anno dove vi è la più alta concentrazione di turisti, garantendo l’ordine e la sicurezza pubblica sulla maggiore delle isole Egadi senza tralasciare Levanzo e Marettimo, che negli ultimi anni hanno registrato una presenza record di turisti e persone che decidono di trascorrere il ferragosto in questi magnifici posti (quest’anno già oltre 50.000) dove l’Arma è presente con contingenti di militari ed una motovedetta, di base a Favignana, fondamentale per raggiungere in poco tempo tutte e tre le isole fronteggiando al meglio interventi delicati e d’urgenza”.

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Foto d’Archivio Sud Libertà 

Rieccoci con lo sport preferito della Corea del Nord:lanciati altri due missili

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Ci risiamo. La Corea del nord ha lanciato  due missili  dalla sua costa orientale verso il Mare del Giappone….Lo Stato Maggiore di Seul ha precisato che si tratta di missili di corto raggio lanciati alle 8:01 e alle 8:16 ora locale dalla città costiera di Tongchon nella provincia orientale di Kangwon. Le autorità sudcoreane hanno spiegato che i missili vengono ora analizzati dall’intelligence di Seul e di Washington.

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha confermato il lancio, ed ha affermato che ”non c’è stata alcuna conseguenza sulla sicurezza del nostro Paese. Staremo in allerta e continueremo a prendere tutte le misure necessarie a proteggere la popolazione coordinandoci con altri Paesi come gli Stati Uniti”.

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Le autorità di Pyongvang dicono intanto di non voler più relazionarsi con la Corea del sud. “Non abbiamo altro di cui parlare con le autorità sudcoreane e non abbiamo intenzione di sederci nuovamente con loro” al tavolo dei negoziati, si legge in una nota del Comitato della Corea del Nord per la riunificazione pacifica del Paese…. Il Comitato ha quindi definito il presidente sudcoreano Moon Jae-in come un ”ragazzo impudente” che è ”sopraffatto dalla paura”.

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Foto Archivio Sud Libertà

TRAGEDIA AD UCRIA PER UNA LITE SU UN PARCHEGGIO

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Un duplice omicidio per un litigio su un parcheggio       La tragedia si è consumata a Ucria, piccolo paese del messinese dove la comunità è rimasta sconvolta e dopo l’episodio si è barricata in casa per paura.

Le vittime sono Antonino Contiguglia, 60 anni, e Fabrizio Contiguglia, 30 anni, rispettivamente zio e nipote. Il presunto assassino ,originario di Paternò(Catania) è stato arrestato  dai carabinieri presso la sua abitazione . Dopo il duplice omicidio è scoppiata anche una lite fra due gruppi di persone vicine alle vittime e all’assassino.

Un altro parente delle vittime,  è  stato trasportato in ospedale a Patti, in condizioni gravissime, da parenti ed amici.

A coordinare le indagini il tenente Rocco Romeo e il capitano Marcello Pezzi, della compagnia dei carabinieri di Patti, che hanno fatto confluire in paese diverse pattuglie delle stazioni vicine dei Nebrodi e della costa tirrenica, per catturare l’uomo che avrebbe sparato senza alcuna <esitazione numerosi colpi d’arma da fuoco. La Procura della Repubblica sta cercando adesso di ricostruire le drammatiche fasi della sparatoria.

 

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Ucria, Messina
(Comunicazione Ag)

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NIENTE PIU’ FACCIA A FACCIA: CONTE SCRIVE A SALVINI DI “ESSERE STATO SLEALE..”- Il MINISTRO REPLICA

LA LETTERA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE A SALVINI

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“L’ossessione  immigrazione”

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Pubblichiamo la missiva di Giuseppe Conte

Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo,

ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini.

Ti ho scritto ier l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, “nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione”.
Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo.
Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula “porti chiusi”. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa.
È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare.
Come ho sempre pubblicamente rappresentato, il tema dell’immigrazione è un tema complesso. Va affrontato con una politica di ampio respiro, come ho provato a fare sin dal primo Consiglio Europeo al quale ho partecipato, a fine giugno 2018, evitando di lasciarci schiacciare dai singoli casi emergenziali.
Da subito ho elaborato una piattaforma politica fondata su sei premesse e dieci obiettivi, in modo da inserire tutte le singole iniziative in questa prospettiva strategica, sempre costantemente ispirata alla tutela dei diritti fondamentali e, in particolare, della dignità della persona e alla protezione dei nostri interessi nazionali, sovente compromessi nella gestione del fenomeno migratorio.
Ho personalmente contribuito a perseguire questo nuovo indirizzo politico, di maggiore rigore rispetto al passato, al fine di contrastare più efficacemente l’immigrazione illegale e la moderna e disumana “tratta dei disperati”, alimentata dalle organizzazioni criminali.
Ho viaggiato in lungo e in largo in Africa e nel Medio Oriente per incrementare la cooperazione nei Paesi di origine e nei Paesi di transito, dove si concentrano le rotte dei migranti.
Abbiamo sempre lavorato intensamente, coinvolgendo anche il Ministro Moavero, per rendere più efficace il meccanismo dei rimpatri per i migranti che non hanno diritto ad alcuna protezione.
Mi batterò sino all’ultimo giorno perché si affermi un meccanismo europeo, da applicare in via pressoché automatica, per operare una redistribuzione che veda tutti i Paesi dell’Unione pienamente coinvolti, in modo da evitare che i Paesi di primo sbarco, come l’Italia, siano abbandonati a se stessi.
Pur in attesa che si attui questo meccanismo europeo, sono sempre personalmente intervenuto, con gli altri Paesi europei, per pretendere e ottenere una redistribuzione dei migranti che sono sbarcati nei nostri porti. E a questo proposito dobbiamo dare atto che sia la Commissione europea sia alcuni leader europei ci hanno sempre teso la mano per sbloccare situazioni emergenziali.
Questo è il momento di insistere in direzione di una soluzione sempre più europea, altrimenti l’Italia si ritroverà completamente isolata in una situazione che diventerà, nuovamente, via via sempre più ingestibile. La nuova Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, nei colloqui sin qui avuti, mi è sembrata molto determinata a percorrere questa strada e a darci una mano risolutiva.
In definitiva, se davvero vogliamo proteggere i nostri “interessi nazionali”, non possiamo limitarci a esibire posizioni di assoluta intransigenza. Abbiamo chilometri di coste e siamo a una manciata di ore di navigazione dall’Africa e dal Medio Oriente. Da ultimo tu stesso hai constatato come è difficile contrastare i quotidiani, minuti sbarchi clandestini.
Non possiamo agire da soli. Dobbiamo continuare a insistere in Europa, come peraltro hai fatto Tu, di recente a Helsinki. E’ questa la direzione giusta.
E poi non oscuriamo quello che abbiamo fatto di buono. Se mai rammarichiamoci per quello che ci riproponevamo di ottenere e ancora non abbiamo ottenuto.
Un ultimo aggiornamento sulla vicenda Open Arms.

        ” SE MANCA LA FIDUCIA SI CREA UN CORTOCIRCUITO, RABBIA E DISAFFEZIONE”
Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti. Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano.
Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo.
La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare “slabbrature istituzionali”, che a tratti sono diventati veri e propri “strappi istituzionali”.
Per queste ragioni mi sono ritrovato costretto a intervenire varie volte – l’ho fatto perlopiù riservatamente – non per l’ansia di contrappormi politicamente alle tue iniziative, ma per la necessità di rivendicare l’applicazione del principio di “leale collaborazione”, che è fondamentale per il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche.
Il consenso politico a cui ogni leader politico aspira si nutre della fiducia degli elettori. Ma se non alimentiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche si crea un cortocircuito e alla fine prevalgono rabbia e disaffezione. Dobbiamo tutti operare per riconoscere piena dignità alle istituzioni che rappresentiamo, nel segno della leale collaborazione.
Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità.

Buon ferragosto,
Giuseppe Conte

Pubblichiamo adesso la replica di Matteo Salvini,Ministro ancora in carica

Ho l’ossessione dei porti chiusi? Sì, ho l’ossessione della sicurezza dei cittadini italiani e della lotta ai trafficanti e delle Ong complici dei traffici”,  gli italiani “mi pagano per difendere i confini e garantire la sicurezza”.

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“Con me i porti sono e rimarranno chiusi. Ed è chiaro che, senza questa fermezza, l’Unione Europea non avrebbe mai mosso un dito, lasciando l’Italia e gli Italiani soli come ha fatto negli anni dei governi di Renzi e del Pd”…….

 Invece di sentirsi dire ‘grazie Matteo’ per i risultati e per la ritrovata credibilità internazionale su questi temi…Sono orgoglioso di aver restituito onore, dignità, decoro al mio paese. Sentirsi apostrofare come ossessione quella che ritengo una missione è un cosa curiosa, sono felice della mia ossessione”. 
“Se per qualcuno la linea Salvini seguita da tutti per un anno ora è fascista, nazista e totalitaria questo qualcuno dica che ci stiamo preparando ad un governo Renzi-Boldrini. Chi parla di ossessione -taglia corto il leader della Lega- venga a fare due passi a Castelvolturno”.

Ammettendo poi di essere “dispiaciuto che certe cose, invece di dirle in faccia, il gentile presidente del Consiglio le abbia pubblicate mentre da ore stavo coordinando i lavori del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Castel Volturno, zona da recuperare alla legalità”, il titolare del Viminale sottolinea di essere “orgogliosamente ministro dell’Interno e spero di esserlo ancora a lungo”, tuttavia “se come ministro dell’Interno si preferisce qualcuno del Pd basta dirlo”.

Alla domanda se vuole continuare ad esserlo con questo governo, Salvini ha risposto: “Per me saremmo arrivati già questa settimana in Parlamento, ma qualcuno ha ritenuto di prendersi una settimana in più. Va bene, il mio telefono è sempre acceso e squilla parecchio in questi giorni. Mi concederò un solo giorno di riposo. Le mie idee le ho ben chiare, faccio non quello che conviene a me e alla Lega, ma quel che serve al mio Paese”.

Quanto alla nave Open Arms, “non credo ai complotti, ma il Tar del Lazio, a fronte di una identica richiesta della Sea Watch, un mese fa si espresse in maniera diametralmente opposta. Stessa fattispecie, stesso tribunale, stessa richiesta, soluzione opposta”. “Faccio un ragionamento non da ministro ma da italiano: com’è possibile che a un mese di distanza prima ti dicono A e poi ti dicono B? 

Evidentemente c’è qualcosa che non funziona”, e ricordo  che “senza che fosse richiesto da nessuno, in silenzio, abbiamo sbarcato su mia diretta indicazione due bambini in evidente e reale difficoltà. E’ una scelta umana che va al di là delle letterine che sono arrivate”. Da qui una stoccata nei confronti della ministra della Difesa Trenta: “Io disumano? La ministra Trenta ha firmato tutti i miei atti fino all’altro ieri: o si è trasformata in Madre Teresa di Calcutta o non ha capito cosa ha firmato”.

PAPA FRANCESCO: “NON GUARDATE LE PICCOLEZZE DELLA VITA MA LA GRANDEZZA DEL CIELO DOVE E’ LA VOSTRA VERA CASA”

Papa Francesco

 

Papa Francesco ovvero l’immagine di Gesù nel mondo: oggi un altro  impegno concreto finale per la pace dei cristiani in Siria nell’Angelus appena andato in scena con Papa Francesco da Piazza San Pietro: «La festa dell’Assunzione di Maria è un richiamo per tutti, specialmente per quanti sono afflitti da dubbi e tristezze, e vivono con lo sguardo rivolto in basso». Papa Francesco invita il mondo cristiano a guardare in alto, alle grandezze del cielo e non alle «piccolezze della vita»: per Bergoglio, la Festa dell’Assunta insegna a «lasciarci attirare dalla bellezza vera, non facciamoci risucchiare dalle piccolezze della vita, ma scegliamo la grandezza del cielo»

Ecco l’Angelus:

“Nell’odierna solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il santo popolo fedele di Dio esprime con gioia la sua venerazione per la Vergine Madre. Lo fa nella comune liturgia e anche con mille differenti forme di pietà; e così si avvera la profezia di Maria stessa: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48). Perché il Signore ha innalzato l’umile sua serva. L’assunzione in cielo, in anima e corpo, è un privilegio divino accordato alla Santa Madre di Dio per la sua particolare unione con Gesù. Si tratta di una unione corporale e spirituale, iniziata dall’Annunciazione e maturata in tutta la vita di Maria attraverso la sua partecipazione singolare al mistero del Figlio. Maria sempre andava con il Figlio: andava dietro a Gesù e per questo noi diciamo che è stata la prima discepola.

 

VIDEO VATICANO – ANGELUS DI FERRAGOSTO 

 

L’esistenza della Madonna si è svolta come quella di una comune donna del suo tempo: pregava, gestiva la famiglia e la casa, frequentava la sinagoga… Ma ogni azione quotidiana era sempre compiuta da lei in unione totale con Gesù. E sul Calvario questa unione ha raggiunto l’apice, nell’amore, nella compassione e nella sofferenza del cuore. Per questo Dio le ha donato una partecipazione piena anche alla risurrezione di Gesù. Il corpo della Santa Madre è stato preservato dalla corruzione, come quello del Figlio.

La Chiesa oggi ci invita a contemplare questo mistero: esso ci mostra che Dio vuole salvare l’uomo intero, cioè salvare anima e corpo. Gesù è risorto con il corpo che aveva assunto da Maria; ed è asceso al Padre con la sua umanità trasfigurata. Con il corpo, un corpo come il nostro, ma trasfigurato. L’assunzione di Maria, creatura umana, ci dà la conferma di quale sarà il nostro destino glorioso. Già i filosofi greci avevano capito che l’anima dell’uomo è destinata alla felicità dopo la morte. Tuttavia, essi disprezzavano il corpo – considerato prigione dell’anima – e non concepivano che Dio avesse disposto che anche il corpo dell’uomo fosse unito all’anima nella beatitudine celeste. Il nostro corpo, trasfigurato, sarà lì. Questo – la «risurrezione della carne» – è un elemento proprio della rivelazione cristiana, un cardine della nostra fede.

La realtà stupenda dell’Assunzione di Maria manifesta e conferma l’unità della persona umana e ci ricorda che siamo chiamati a servire e glorificare Dio con tutto il nostro essere, anima e corpo. Servire Dio soltanto con il corpo sarebbe un’azione da schiavi; servirlo soltanto con l’anima sarebbe in contrasto con la nostra natura umana. Un grande padre della Chiesa, verso gli anni 220, Sant’Ireneo, afferma che «la gloria di Dio è l’uomo vivente, e la vita dell’uomo consiste nella visione di Dio» (Contro le eresie, IV, 20, 7). Se avremo vissuto così, nel gioioso servizio a Dio, che si esprime anche in un generoso servizio ai fratelli, il nostro destino, nel giorno della risurrezione, sarà simile a quello della nostra Madre celeste. Ci sarà dato, allora, di realizzare pienamente l’esortazione dell’apostolo Paolo: «Glorificate Dio nel vostro corpo!» (1Cor 6,20), e lo glorificheremo per sempre in cielo.

Preghiamo Maria perché, con la sua materna intercessione, ci aiuti a vivere il nostro cammino quotidiano nella speranza operosa di poterla raggiungere un giorno, con tutti i Santi e i nostri cari, tutti in paradiso.


Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

a Maria Consolatrice degli afflitti, che contempliamo oggi nella gloria del Paradiso, vorrei affidare le angosce e i tormenti di coloro che, in tante parti del mondo, soffrono nel corpo e nello spirito. Ottenga la nostra Madre celeste per tutti conforto, coraggio e serenità.

Penso in particolare a quanti sono provati dalla tragedia avvenuta ieri a Genova, che ha provocato vittime e smarrimento nella popolazione. Mentre affido alla misericordia di Dio le persone che hanno perso la vita, esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari, ai feriti, agli sfollati e a tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera, per le vittime e per i loro cari; recitiamo insieme l’Ave Maria.

Saluto tutti voi, romani e pellegrini provenienti da diversi Paesi! Vi ringrazio per la vostra presenza e vi auguro una buona festa della Madonna Assunta. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!