LA SICILIA ZONA ROSSA, IL PRESIDENTE DELLA REGIONE MUSUMECI SPIEGA IN CONFERENZA LE RAGIONI DELLA RICHIESTA

 

Catania

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, in conferenza stampa oggi a Catania al PalaRegione, insieme agli assessori Ruggero Razza, Roberto Lagalla e Gaetano Armao, ha espresso le sue decisioni e preoccupazioni sul comportamento della popolazione antiCovid.. Le riportiamo:

«Se le misure non vengono osservate e se nessuno controlla e sanziona non otterremo alcun risultato». «C’è una minoranza di siciliani – ha spiegato – che per incoscienza o per altro non rispetta le regole causando grandi sacrifici sociali ed economici a tutti gli altri». Il presidente Musumeci, sulle polemiche per la zona rossa in Sicilia, è intervenuto parlando dell’Isola come di «una terra Pirandelliana dove ‘c’è chi la vuole cotta e c’è chi la vuole cruda», c’è sempre qualcuno che si lamenta, ma noi tiriamo dritto per tutelare salute e vite».

«I dati sono preoccupanti, o ne prendiamo atto, tutti, o si perde il senso della ragione e della solidarietà. Qui l’unico desiderio che diventa diritto è evitare che la gente muoia». «Basta dichiarazioni strampalate – ha aggiunto -servono confronto, collaborazione e umiltà, e non servono le polemiche». «E’ stata una decisione meditata e non dettata da spinte emotive, perché chi governa deve evitare scelte dettate dallo stato d’animo. Temevamo che il governo non condividesse la nostra esigenza e invece il ministro Speranza alla fine si è reso conto che dichiarare tutta la Sicilia zona rossa era l’unico possibile rimedio. Tutto che che servirà per fare ristabilire un dato epidemiologico fisiologico in Sicilia sarà fatto».

«Siamo una delle regioni con il più alto numero di contagi, ma siamo anche una di quelle che ha fatto un’ottima campagna di vaccinazione e che ha utilizzato già tutte le dosi. Se continuiamo ad usare l’aspirina anziché il bisturi però ci ritroveremo in primavera ad essere ancora chiusi».

Il presidente della Regione ha ricordato che «la Sicilia è la prima regione italiana per numero di vaccinazioni» e che le decisioni sulla zona rossa sono state adottate dopo «un attento esame con gli assessori Razza e Lagalla dei parametri del contagio». «La possibilità di adottare misure per ridurre l’impennata dei contagi, che ha seriamente preoccupato il governo e il sistema sanitario regionale – ha osservato – è una decisione sofferta e a lungo meditata. Non è una scelta dettata da spinte emotive».

 

SOVRAINDEBITAMENTO, MODIFICATA LA LEGGE SALVA-DEBITI: SOSTEGNO DEI COMMERCIALISTI

 

Odcec Catania, formazione per lo studio delle novità introdotte col Decreto Ristori

 

 

SOVRAINDEBITAMENTO, MODIFICATA LA LEGGE SALVA-DEBITI
COMMERCIALISTI IN PRIMA LINEA A SOSTEGNO DI CONSUMATORI E PMI

CATANIA –

 Leggi e decreti corrono, i professionisti devono stare al passo per supportare consumatori, famiglie e imprese. Questo l’obiettivo dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Catania, chiamati al confronto per analizzare le novità in tema di Sovraindebitamento, con la prima lettura dell’emendamento di modifica della legge n. 3/2012, approvato in sede di conversione del decreto Ristori.

Una tematica delicata, soprattutto in un momento storico come quello che sta attraversando il Paese; un significativo passo avanti con l’obiettivo di trovare soluzioni efficaci per gestire situazioni di grave difficoltà economica. «La crisi in atto ha provocato una crescente esposizione passiva: sale vertiginosamente il numero di soggetti indebitati che non sono in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura. Con questa modifica sono state anticipate alcune soluzioni disciplinari contenute nel Codice della crisi di impresa (DLgs 14/2019), la cui entrata in vigore è stata rimandata al 1° settembre 2021 a causa della pandemia – ha spiegato il presidente della categoria etnea Giorgio Sangiorgio – cercheremo di aggiornare gli iscritti attraverso incontri periodici volti a inquadrare le novità introdotte, a partire dalla riscrittura della nozione di “consumatore”, passando per la possibilità di esdebitazione, cioè di cancellazione una tantum del debito per chi è “meritevole”. Sul fronte della formazione e dell’aggiornamento professionale, si tratta di un grande impegno da parte del Consiglio, che si è trovato a dover proseguire inaspettatamente il suo incarico a causa del rinvio delle elezioni. Non potevamo esimerci dal portare avanti il nostro operato, per il bene degli iscritti e della nostra professione. In questi mesi continueremo nella direzione intrapresa, organizzando molteplici incontri per approfondire il delicato tema del sovraindebitamento, le linee guida per il curatore fallimentare e la legge di bilancio».

«Il decreto Ristori, poi convertito nella legge 176 del 2020, entrato in vigore il 25 dicembre, è stato un “regalo” di Natale che ci ha costretto a “indossare le scarpe da tennis e correre” – ha commentato Marilù Fragalà, consigliere dell’Ordine – L’emendamento della legge 3/2012 ha apportato delle modifiche sostanziali che sono già in vigore e che non possono essere ignorate dalla categoria. Si tratta di norme che dobbiamo conoscere e far nostre, per consentire ai “soggetti fragili” di affrontare e superare la crisi. Nel 2015, con l’allora referente Salvo Toscano, il nostro Organismo di Composizione della Crisi è stato pioniere a livello nazionale nella diffusione delle nuove regole in materia. Sono convinta sarà così anche in questa occasione».

«Cessione del quinto, mutuo e riconoscimento creditizio sono solo alcune delle novità che sono già in atto – ha dichiarato il commercialista referente dell’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento Salvatore Toscano – misure introdotte con urgenza che vedono lo snellimento delle procedure e l’ampliamento della platea dei beneficiari; strumenti che consentiranno ai debitori in gravi difficoltà di essere accompagnati nel percorso di transizione per poter finalmente ripartire».

La lunga attesa: il sostegno alle imprese non arriva, Messina protesta contro la Regione

 

 

Il Vicesindaco e Assessore alla programmazione fondi extrabilancio Carlotta Previti scrive dal Comune una vibrata protesta.La riportiamo:

carlotta previti (@carlottapreviti) | Twitter
Vicesindaco e Assessore Carlotta Previti

 

“Le imprese Messinesi aspettano da oltre un anno i fondi promessi dal Governo Siciliano”.
Mentre il Comune di Messina, grazie all’incessante e certosino lavoro dell’Amministrazione De Luca, ha stanziato 15milioni di euro per cercare di far fronte alla gravissima crisi finanziaria in cui versano migliaia di aziende – precisa il Vicesindaco Previti – l’Assessore Regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano non eroga i quasi 5 milioni di euro che spettano alle imprese di Messina (4.633.808,40 euro) per misure di sostegno straordinario a fondo perduto destinate al loro capitale circolante. Assessore Turano – interroga il Vicesindaco nel documento – quanto tempo dovranno ancora aspettare le imprese di Messina? Per quanto tempo ancora dobbiamo pazientare? E della pazienza dei cittadini messinesi? Le ricordo, che con la nota di sollecito del 28 ottobre 2020 abbiamo chiesto l’immediato avvio della procedura di erogazione delle somme che, sin dal 29/5/2020, era stata avviata durante la videoconferenza con i Sindaci dei comuni siciliani. Con Sua risposta del 5 novembre 2020, pur garantendo e promettendo la massima sollecitudine, ha evidenziato quanto l’iter procedurale dei fondi comunitari sia complesso e articolato. Sono trascorsi altri 2 mesi e mezzo e nel frattempo è arrivata la seconda ondata della pandemia e con Ordinanza regionale n. 7 del 9 gennaio 2021 Messina è stata dichiarata “zona rossa”. ANCORA NULLA. ANCORA NESSUNA RISPOSTA.
On.le Assessore – prosegue la Previti – le nostre imprese vanno incontro ad un fermo che potrebbe diventare irreversibile non ritiene che qualunque iter complesso e articolato come la riprogrammazione di fondi comunitari doveva e deve essere velocemente affrontato e concluso?
Che sia possibile farlo questa Amministrazione lo ha già dimostrato nei fatti: il 6 dicembre 2020 con Delibera di Giunta n. 603 ha approvato una misura di sostegno straordinario su fondi comunitari (PMI Card) per 15 milioni di Euro sul Programma Operativo 2014-2020; l’11 dicembre 2020 con Determina n. 10857 ha ammesso a finanziamento il progetto; il 16 dicembre 2020 ha pubblicato l’Avviso (approvato con Determina n. 10857 del 11.12.2020) al quale hanno aderito oltre duemila imprese ed entro il mese di gennaio 2021 verranno erogare i relativi benefici.
On.le Assessore NOI in soli tre mesi abbiamo riprogrammato fondi comunitari per 15milioni di euro. E’ quindi paradossale che a distanza di otto mesi la Città di Messina non abbia ancora nessuna notizia né abbia ricevuto alcuna comunicazione in merito a quando le imprese riceveranno il contributo una tantum per emergenza Covid 19. Intanto siamo all’apice della seconda chiusura e ancora non ci è dato di sapere quando saranno erogate le somme di cui la città di Messina insieme alle altre Autorità Urbane Siciliane è destinataria.
Non siamo infatti l’unica città purtroppo ci sono ben 5 Autorità Urbane in Sicilia titolari di fondi territorializzati per le imprese per un ammontare di 48.410.028,74 euro che sono in attesa di vedere pubblicato un avviso per garantire un aiuto reale alle imprese dei rispettivi territori ormai sull’orlo di un fallimento. Per le ragioni su esposte, con la presente Le chiedo formalmente di pubblicare l’avviso per le imprese entro la fine dell’attuale dichiarato alto rischio di contagio (31 gennaio) perché – conclude il Vicesindaco e Assessore Previti – ogni ulteriore ritardo contribuirà ad aggravare la situazione socio-economica in maniera irreversibile e rappresenterà un’azione contro il nostro sistema imprenditoriale di cui non intendiamo assolutamente diventare complici”.

Domani, 16 gennaio, le nuove misure di emergenza del Cdm- Unica novità di rilievo lo sblocco dei concorsi pubblici

Nuovo DPCM dicembre 2020: schiariscono i colori ma arriva il nuovo blocco spostamenti per le Feste? [no parenti e amici fuori residenza] - News - Automoto.it

Da domani entrano in vigore le nuove misure contenute nel Dpcm di emergenza per arginare il fenomeno Covid

– Riaffermato lo stop agli spostamenti tra Regioni fino al 15 febbraio.

ZONE BIANCHE – Nel  nuovo dpcm è previsto  che “con ordinanza del Ministro della Salute, adottata ai sensi del comma 16-bis del decreto-legge n. 33 del 2020 sono individuate le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, all’interno delle quali cessano di applicarsi le misure di cui all’articolo 1, e le attività sono disciplinate dai protocolli allegati al presente decreto”.

STRETTA SU MOVIDA – Rigidità sulla movida. Per bar, enoteche ed altre attività commerciali che vendono bevande e alcolici scatta infatti il divieto di vendita da asporto alle 18. “Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 (bar e esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici, ndr) – si legge nel testo – l’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18″.

SCUOLA – Gli studenti di licei e scuole superiori torneranno sui banchi dal 18 gennaio, in presenza al 50%, fino al 75%. “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado – è scritto infatti nella bozza del dpcm sottoposta alle Regioni – adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 187 gennaio 2021, almeno al 50 per cento e fino ad una massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte dell’attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza”.

UNIVERSITA’ – Le Università, “in base all’andamento del quadro epidemiologico, predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza” secondo le “esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca” e “ferme restando le attività che devono necessariamente svolgersi in presenza”.

MUSEI E MOSTRE – “Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura” è assicurato a patto che “garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro” si legge nella bozza. “Sono altresì aperte al pubblico le mostre, alle medesime condizioni previste dalla presente lettera per musei e istituti e luoghi della cultura“..

Mentre “sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”, “ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica“.

IMPIANTI SCI –  Dal 15 febbraio potranno aprire gli impianti “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

STOP INGRESSI DA GB – Ancora prosegue lo stop per gli ingressi da Gran Bretagna e Irlanda del nord, causa nuova variante Covid. Viene infatti prorogato fino al 5 marzo.

CONCORSISblocco  dei  concorsi pubblici in presenza, ma per un massimo di 30 partecipanti per sessione. Il protocollo dovrà essere inoltre autorizzato dalla Funzione pubblica e dal Cts. . A proporre il ritorno ai concorsi pubblici in presenza, seppur in sessioni contenute per numero di partecipanti, le ministre M5S Fabiana Dadone e Lucia Azzolina. La proposta è stata sostenutil sostegno di tutte le forze di maggioranza. La misura entrerà nel dpcm che il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore.

 

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Allarme differenziata Aci Sant’Antonio, disagi patiti dai cittadini: la chiusura della piattaforma “Umido” prospetta rilevanti danni

 

Il Sindaco  Caruso: “Dov’è la Regione?”Perchè non prende posizione? Speriamo nell’intervento del Prefetto”

 

Continuano e aumentano i disagi patiti dai cittadini sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti: la chiusura della piattaforma di raccolta della frazione umida, infatti, sta penalizzando l’utenza, costretta ad assistere ad un ritiro a singhiozzo da parte degli operatori, che però diversamente non possono fare, obbligati dall’impossibilità di conferimento.
Molti Comuni siciliani lanciano l’allarme, la richiesta di aiuto da parte della Regione, che però tarda a dare risposte e a mostrare impegno per una soluzione condivisa.

 

 

L’ASSESSORE ROCCA: “LA CHIUSURA FORSE SI PROTRARRA’ FINO AD APRILE. LA REGIONE PUO’ PENSARE DI STARE SOLO A GUARDARE?”

L’assessore all’Ecologia del Comune di Aci Sant’Antonio, Quintino Rocca,(nella foto sopra) sottolinea la portata del danno che questa situazione sta causando: “Alla fine dello scorso anno ci è stato comunicato che la nostra piattaforma dell’umido avrebbe chiuso fino al 10 gennaio, poi pochi giorni prima del 10 gennaio ci è stato notificato che la chiusura veniva prorogata al 31 gennaio per lavori di revamping; adesso voci di corridoio, che speriamo si rivelino infondate, dicono che la chiusura si protrarrà fino ad aprile. Ora: non abbiamo nulla da eccepire sulla volontà di un privato di effettuare gli investimenti che meglio desidera sulla sua struttura, ma la Regione che fa? La Regione può pensare di stare a guardare? La stessa Regione che impone sanzioni, che scaglia lampi e fulmini contro chi non raggiunge le percentuali prefissate, non si preoccupa minimamente di dove i Comuni debbano conferire la loro frazione organica di rifiuto?

La stessa Regione-spiega ancora Rocca -che bandisce i centri di compostaggio di comunità, salvo poi bocciare tutti i progetti tranne quattro su basi meramente risibili, non si pone un problema del genere? Non considera che gli enti pubblici non possono dipendere in maniera così vincolante dal bello e dal cattivo tempo dei privati che, come tali, perseguono fini propri spesso non collimabili con quelli istituzionali e collettivi?”
Il Sindaco, Santo Caruso, lancia un allarme preciso: “Possiamo dire solo, allargando le braccia, che siamo alle solite: non riusciamo davvero ad avere reazione più sobria ed equilibrata. L’umido è la frazione più ampia della raccolta differenziata, e ci chiediamo che senso abbia differenziare se proprio su questa frazione nascono problematiche del genere. Deve essere ben chiaro, infatti, che il costo passa da 110 euro a tonnellata a 255 euro a tonnellata! È questa la differenza a fronte di 130 euro a tonnellata pagati per il conferimento in discarica dell’indifferenziato, una cifra che a questo punto possiamo considerare misera. Come pensa la Regione che i bilanci comunali possano reggere una situazione del genere? Come pensa che le Amministrazioni
locali possano affrontare l’aumento di questi costi di conferimento accompagnati già al traumatico obbligo di redigere il PEF secondo le indicazioni ARERA, con requisiti che sarebbero ideali per un Comune della ricca Emilia Romagna ma che sono evidentemente inadatti per quasi qualunque Comune siciliano che detiene un deficit strutturale di riscossione di almeno il 30 per cento?
“Insomma – conclude – i Sindaci non possono essere lasciati soli in questo momento: di fatto non ci stanno dando soluzioni alternative,costringendoci quasi a portare l’umido fuori Regione con costi esorbitanti. Noi cerchiamo di incentivare, e il risultato è questo.
Abbiamo bisogno di certezze: a Palazzo D’Orleans devono prendere una posizione una volta per tutte. A questo punto, quindi, non ci resta come al solito che sperare in un intervento di Sua Eccellenza il Prefetto, da sempre molto attento a problematiche di questo tipo.”

Mattarella questo pomeriggio ha preso atto della volontà di Conte di ogni chiarimento politico alle Camere e della sfida al “bambino” Renzi

Il Presidente  della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questo pomeriggio al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto con il quale su proposta del presidente del Consiglio dei ministri vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali -il relativo interim è stato assunto dal presidente del Consiglio dei ministri-, dalla professoressa Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dall’onorevole Ivan Scalfarotto, sottosegretario di Stato”, si legge in un comunicato del Quirinale.

“Il Presidente del Consiglio -prosegue il comunicato- ha quindi illustrato al Presidente della Repubblica la situazione politica determinatasi a seguito di tali dimissioni ed ha rappresentato la volontà di promuovere in Parlamento l’indispensabile chiarimento politico mediante comunicazioni da rendere dinanzi alle Camere. Il Presidente della Repubblica ha preso atto degli intendimenti così manifestati dal Presidente del Consiglio dei Ministri”.

Esplosione fabbrica di fuochi d’artificio, tre arresti e sequestro di due aziende

Esplode un fuoco d'artificio mentre festeggiava il Capodanno: decapitato un  uomo | Globalist

 Barcellona Pozzo di Gotto (ME),
Stamane i Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Messina hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona P.G., su richiesta dei Pubblici Ministeri dott.ssa Rita Barbieri, dott. Matteo De Micheli e dott.ssa Emanuela Scali, coordinati dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, dott. Emanuele Crescenti, a carico di 3 persone gravemente indiziate dei reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali, nonché di violazioni concernenti le norme di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, con la mancata valutazione dei rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, la mancata informazione, formazione e addestramento dei lavoratori sui rischi cui erano specificamente esposti ovvero la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale.

Nove arresti e sequestri di imbarcazione , tabacchi di contrabbando proveniente dal Nord Africa

 

Militari della Guardia di Finanza di Palermo e della componente aeronavale del Corpo, nell’ambito di un articolato dispositivo di contrasto ai traffici illeciti via mare, sono i protagonisti di  una rilevante operazione di servizio che si è conclusa con l’arresto di 9 soggetti – italiani, tunisini, libici ed egiziani – e il sequestro di 2 imbarcazioni, 2,2 tonnellate di tabacchi lavorati esteri (T.L.E.) di contrabbando provenienti dal Nord Africa e 60.000 euro in contanti. L’intervento, condotto con l’impiego di numerosi mezzi aerei e navali – costieri e alturieri – del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare (RM) e del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, in coordinamento con gli investigatori del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo, ha interessato il tratto di mare prospiciente le coste del trapanese.

In particolare, nella serata di venerdì scorso – su segnalazione del Comando Generale della Guardia di Finanza – un elicottero del Comando Operativo Aeronavale, in servizio di ricognizione nel canale di Sicilia, rilevava e documentava la rotta di un peschereccio di circa 20 metri al largo di Lampedusa che si dirigeva verso Mazara del Vallo (TP). Veniva quindi predisposto uno strutturato dispositivo di polizia, con l’impiego di ulteriori mezzi aerei e navali in forza al Gruppo Aeronavale di Messina, al Gruppo Esplorazione Aeromarittima e al Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e con il supporto investigativo degli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziario di Palermo. In esito a tale azione di coordinamento, era così possibile avvistare un secondo natante (un motoscafo di 9 metri) che, nonostante le condizioni meteo avverse, era diretto in maniera sospetta verso il peschereccio.

Lo sviluppo dello scenario operativo portava ad accertare che la “nave madre” stazionava ai limiti delle acque territoriali ove aspettava il motoscafo proveniente dalla costa, verosimilmente per un trasbordo illecito. Il dispositivo di intervento si attivava nel momento in cui il motoscafo faceva rientro all’interno delle acque territoriali (12 miglia), ove veniva fermato dalle imbarcazioni del Corpo che, rilevata la presenza a bordo del natante di t.l.e., si ponevano prontamente all’inseguimento del peschereccio che nel frattempo stava cercando, senza successo, di riprendere il largo in direzione Nord Africa. Le imbarcazioni contrabbandiere abbordate venivano quindi condotte nel porto di Mazara del Vallo (TP).

L’operazione si è conclusa con l’arresto dei 6 membri dell’equipaggio (di nazionalità egiziana, tunisina e libica) dell’imbarcazione nordafricana e di 3 italiani, acquirenti del TLE di contrabbando, originari della provincia di Palermo, che si trovavano a bordo del motoscafo ove erano stati trasbordati i t.l.e. di contrabbando. Uno dei tre cittadini italiani è risultato percepire da marzo 2020 il reddito di cittadinanza per un ammontare di 900 euro mensili, beneficio che verrà immediatamente sospeso, così come previsto dalla normativa vigente.

La perquisizione effettuata a bordo del peschereccio libico ha poi consentito di rivenire, abilmente occultati dietro un pannello della sala macchine, 60.000 euro in contanti, sottoposti a sequestro in quanto ritenuti il provento illecito dell’avvenuta cessione del TLE. Le oltre 2 tonnellate di sigarette sequestrate, destinate a rifornire i mercati siciliani e in particolare la piazza di Palermo, avrebbero fruttato all’organizzazione criminale introiti per circa 300.000 euro. I soggetti tratti in arresto sono stati tradotti presso le case circondariali di Trapani e Palermo, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, competente per territorio in considerazione dell’area in cui si sono svolte le operazioni di servizio.

Il Mar Mediterraneo si conferma, in definitiva, uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti. In questo scenario, la Guardia di Finanza svolge il suo ruolo esclusivo di “polizia del mare”, potendo sfruttare le potenzialità di un dispositivo integrato tra la componente investigativa territoriale e quella aeronavale, costiera e di proiezione, tanto per il controllo delle frontiere esterne, quanto per la difesa degli interessi economico-finanziari del Paese e dell’Unione Europea.

MATTARELLA: “USCIRE VELOCEMENTE DA QUESTA CONDIZIONE DI INCERTEZZA

 

Il premier: “L’ho aggiornato sullo stato della coalizione. Avanti solo con il sostegno di tutta la maggioranza”

Colloquio Conte-Mattarella, il Premier: “Crisi? Spero di no”. Il Colle: uscire presto dall’incertezza

««Oggi ho chiesto un colloquio con il Presidente – spiega Conte- per aggiornarlo del fatto positivo dell’approvazione del Recovery e dello scenario creato da Italia viva. La bozza ci consente di andare avanti in questo progetto».

Sto lavorando per un patto di fine legislatura che  al contempo  rilanci anche l’azione governativa. «Sappiate – ha detto Conte ai giornalisti – che fino all’ultimo giorno, all’ultima ora, lavorerò sempre per rafforzare la coesione delle forze di maggioranza. Ma non per una questione personale, per me non lo sarà mai, l’interesse dei cittadini, la loro sofferenza viene prima di tutto». 
Si va avanti«solo con il sostegno della coalizione di maggioranza, di tutte le forze di maggioranza, di ciascuna forza di maggioranza. Io quello che posso auspicare è che tutti quanti si possa lavorare in modo costruttivo, perché sicuramente una crisi non sarebbe compresa dal Paese». Insomma, tutta la maggioranza.  “

 

La politica litiga, Conte lavora giorno e notte e “Renzi appare sempre più un musicista – che continua a suonare – nel ” Titanic” che affonda

 

Il naufragio del Titanic, il transatlantico affondò nel 1912 durante il viaggio inaugurale | E History

 

Normali schermaglie negoziali“, le ha definite il ministro dell’Economia italiano Roberto Gualtieri. E in effetti improbabile che il braccio di ferro tra il Parlamento europeo e la presidenza tedesca del Consiglio sul bilancio Ue 2021-2027 da 1.074 miliardi e il piano Next Generation Eu da 750 miliardi arrivi davvero al punto di rottura. Lo stop ai negoziati dell’Ue punta solo a sollecitare una proposta di compromesso un po’ più approfondita ed analitica da parte dei leader, dopo che quella presentata dalla Germania a nome dei 27 è stata giudicata deludente dai negoziatori. L’eurodeputato francese del gruppo S&D, Pierre Larrouturou, relatore per il bilancio, ha fatto sapere che trascorrerà il weekend al lavoro a Bruxelles perché “vogliamo un accordo in tre settimane“. “Ecco quali sono i nodi su cui le trattative si sono sospese..

Da Dagospia: i rapporti fra Conte, Renzi e Boschi, così come narrati nel libro di Jacoponi. Conte infiltrato renziano

 

I soldi per ricerca, innovazione ed Erasmus – Per raggiungere in extremis un accordo i leader europei “hanno ridotto il supporto che il Recovery fund, nella proposta della Commissione, avrebbe dovuto fornire ad alcuni programmi comunitari” preesistenti. Per esempio “è stata azzerata la dotazione del nuovo programma per la sanità” Eu4Health e “ne ha fatto le spese anche il Just Transition Fund“, oltre al Fondo agricolo per lo sviluppo rurale. “Sparito, poi, il fondo per la ricapitalizzazione delle imprese”.

La proposta di bilancio pluriennale 2021-2027 riduce i fondi per la ricerca e innovazione (programma Horizon) e per il programma Erasmus. “Se vogliamo scommettere sulle nuove generazioni non possiamo tagliare quelle risorse”, aveva commentato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Ora l’Eurocamera chiede un aumento della dotazione per 15 capitoli di spesa. “Il punto è che il Parlamento vuol farsi sentire sul bilancio perché non ha voce in capitolo sul Recovery, approvato già dal Consiglio dei ministri con l’astensione delle due ministre di Italia viva.

 Eppoi c’è il problema di Renzi che volta le spalle a Conte e pensa di farsi un “nome più pulito” dopo gli insuccessi degli ultimi anni.    Solo che di fronte il leader di Italia viva ha un pistolero con i fiocchi, amatissimo dalla gente e dalla popolazione italiana. Un uomo che lavora con coscienza giorno e notte, come riconosciuto unanimente.

Un siluro del premier: “Renzi non speculi sul numero dei morti di questa pandemia”.          L’intervento di Renzi in un momento in cui si studiano ulteriori misure per arginare la disastrosa pandemia che registra un’impennata appare fuor di luogo ed impertinente.  Afferma il prof. Gallo:”Mi indigna la politica italiana, sembra l’orchestra che continua a suonare mentre il Titatic affonda”  Il riferimento era chiaro e tondo al leader di Italia viva, Renzi.